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il 31 gennaio 1624 nasceva Geulincx
Arnold Geulincx (1624-1669), fu colui che per primo diede forma precisa all'occasionalismo. Insegnò, all'inizio, a Lovanio, e poi a Leida, dove si convertì al calvinismo. Solo una parte dei suoi scritti furono pubblicati durante la sua vita, mentre la restante sua produzione vide la luce dopo la sua morte, a opera di allievi.
La verità prima e fondamentale che, secondo Geulincx, si impone, è quella dell'esistenza del soggetto pensante cosciente. Ora, di tutto ciò che il soggetto fa, il soggetto ha anche piena consapevolezza: per converso, se il soggetto non ha coscienza di fare certe azioni, ciò prova che effettivamente non le fa. Ma noi non abbiamo affatto consapevolezza di produrre effetti sul corpo, in quanto ignoriamo completamente il modo in cui questi si producono; dunque, ciò significa che non siamo noi a produrli. Noi siamo semplici «spettatori» e non «attori» di tutto ciò che avviene in parallelo nell'anima e nel corpo. Quando l'anima ha determinate posizioni, che sono seguite da determinati movimenti nel corpo, e, viceversa, quando hanno luogo movimenti corporei cui fanno seguito percezioni dell'anima, volizioni e movimenti non sono «cause reali», ma fungono da «cause occasionali» in concomitanza delle quali Dio interviene direttamente.
L'anima e il corpo sono come due orologi che sono sincronizzati, non per interazione reciproca, ma perché vengono continuamente regolati da Dio. Tuttavia, come è stato notato dagli studiosi, Geulincx non è lontano, in alcuni testi, dalla soluzione che Leibniz adotterà e renderà celebre con la sua dottrina dell'«armonia prestabilita».
Geulincx non limita il suo occasionalismo alla spiegazione dei rapporti anima-corpo, ma lo estende alla spiegazione di tutte le «apparenti» interazioni delle sostanze finite. Anzi, egli precorre addirittura Spinoza, giungendo ad affermazioni che, in qualche modo, portano a concludere che Dio produce tutte le nostre idee con la sua mente, essendo noi modi della mente divina medesima, così come produce i corpi mediante l'estensione, essendo i corpi modi dell'estensione.
Anche in etica Geulincx anticipa, sia pure in forma rapsodica, alcuni pensieri che Spinoza renderà famosi, soprattutto riducendo la virtù a ragione, e proclamando l'accettazione serena della volontà di Dio e della necessità. Il seguente motto riassume tutto un programma:
Ita est, ergo ita sit! («Così è, dunque così sia!»)
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