Alla decima volta che mi veniva chiesto se ero un cantante finalmente realizzo che la domanda era un’altra...Non “Are you singer?” bensì “Are you single?”...Viaggiando da solo il numero di attenzioni, di guardi, di saluti che normalmente il popolo birmano rivolge agli stranieri si eleva all’ennesima potenza e anche chi ha un carattere un po’ chiuso e non ama dare troppa confidenza dovrà adeguarsi ad una vita sociale particolarmente densa!
Un problemino non trascurabile è rappresentato dalla qualità della lingua inglese che in Myanmar subisce una liberissima interpretazione di pronuncia per cui “single” diventa “singer”, “birds” diventa “baas” e “horse cart” diventa “oscar”...Ci si ambienta presto benissimo e col tempo le frequenti conversazioni con i locali andranno ben oltre il semplice annuire fingendo di capire l’oggetto della discussione...
In questo paese gentile ed ospitale, l’Occidentale viene salutato fondamentalmente da quasi tutti, con una maggiore incidenza di sorrisi e di “Hello” da parte dei più piccoli. Questo può essere definito come il livello base di interazione sociale ma chi parlucchia inglese si spinge oltre con “What country you come from?” e alla risposta “From Italy” segue, da standard, un elenco di nomi di calciatori tra i quali spiccano per popolarità Baggio, Cannavaro e Totti. Restando in tema calcistico c’è però da sottolineare che il vero idolo delle masse è David Beckham mentre la moglie Victoria viene ritratta con i suoi mini abiti in tutti i giornali tra la propaganda governativa e le altre notizie di cronaca...
Finora siamo ad un livello di gentilezza e curiosità disinteressata ma bisogna considerare che in un paese poverissimo il turista viene visto anche da una prospettiva che parte direttamente dal suo portafoglio e la possibilità di sfamare la propria famiglia, spesso numerosissima, spinge adulti e bambini ad improvvisarsi guide turistiche, dispensatori di consigli, affitta-biciclette, custodi delle chiavi dei templi, facchini agli aeroporti, venditori di sacchetti porta-ciabatte agli ingressi dei luoghi sacri e via dicendo...È incredibile come alla tenera età di 3 anni si conoscano già le parole postcards, money, stilo...
Una categoria a parte è composta da chi si interessa semplicemente di fare pratica con l’inglese; molti di questi sono monaci che, tra una meditazione ed una questua, danno informazioni su come non sostenere il governo militare o si lamentano della presenza cinese e indiana in Myanmar!
Indipendentemente dal motivo per cui si viene avvicinati non mancherà mai il sorriso sulle labbra del vostro interlocutore che anche di fronte ad un no, non perderà l’occasione di congedarsi nella maniera più amichevole possibile.
Un viaggio in Myanmar è anche ,e forse soprattutto, l’occasione di scoprire una realtà diversa, spesso difficile, sicuramente sorprendente che ci pone di fronte ai nostri egoismi, al declino dei valori più antichi che la nostra società ha sostituito con una logica in cui è solo il denaro a dettare legge. Può sembrare la solita retorica scontata ma i pensieri che saltano alla mente passeggiando tra questi luoghi non possono essere che questi, e coloro che vorranno intraprendere un’avventura del genere non potranno che darmi ragione.