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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 665
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Dire...fare...baciare....lettere...testa mento
Caprera, 6 aprile 1882 Anita, my querida, compañera de my vida, questa mia non verrà mai spedita perché ormai vivrai in un luogo che non conosco. E' una sera bellissima, il cielo è sgombro da nuvole e le stelle compaiono una dopo l'altra man mano che si fa buio. Mi sono seduto al mio scrittoio, appena rientrato da una breve passeggiata. Ho visto il mare e le vele bianche di una nave che forse è diretta a Savona. Quando la sera arriva, il mio animo si turba perché i miei ricordi si ravvivano e si riaccende il mio amore per te che si fonde con la sofferenza che deriva dalla tua mancanza e questo è il momento giusto per scriverti. Il mio corpo è prigioniero quì a Caprera, perché di prigionia si tratta anche se la chiamano esilio. Il mio spirito è invece libero, ma non so come raggiungerti, durante la mia vita colma di guerre, battaglie e sangue non ho avuto tempo per dedicarmi a comprendere le cose del mondo dello spirito. Abbiamo vissuto una vita gloriosa, poco di te si è parlato, ma senza il tuo amore non avrei potuto compiere quelle imprese per cui tanti mi hanno acclamato. La storia ti ricorderà come la compagna di Garibaldi. Tu sei sempre stata fiera di esserlo, non hai mai cercato onori, non hai mai avuto bisogno nemmeno del riflesso della gloria che hanno dato alla mia persona. Tu saresti stata quella che sei con o senza Garibaldi. Giuseppe Garibaldi è morto il giorno che ha detto:"Obbedisco!" In un attimo ho sentito tutto il mio ardore affievolirsi fino a scomparire come un fuoco che si spegne gettandoci sopra dell'acqua. In quel momento tutto il mio essere si è contratto, per aver deciso di non essere più Giuseppe Garibaldi. Se tu fossi stata al mio fianco nessuno avrebbe avuto il coraggio di chiedermi di fermarmi, re o non re, perchè non lo avrei permesso. La promessa di amore eterno che abbiamo suggellato mentre guardavamo le onde dell'oceano forse ci porterà ad incontrarci nel corso delle vite, ma in tal caso quello che incontrerai sarà un uomo vinto, seppur sconfitto solo da se stesso, che non ricorderà chi era stato, perché non so se riuscirò a riprendere la mia forza a cui ho rinunciato. Forse ci incontreremo e ci guarderemo negli occhi attratti l'uno dall'altra, ma le nostre vite saranno diverse perché i tempi saranno cambiati. L'Italia sarà fatta, un giorno ci saranno anche gli Italiani, forse i re non faranno più guerre. Forse saremo due cittadini qualunque, ma se è vero che, come penso, il nostro amore continuerà per l'eternità, il corso del tempo ci porterà inevitabilmente a riunirci e a lasciarci per poi ritrovarci, e ho speranza che verrà il momento che l'eternità ci unirà per sempre. Non sarà facile per Giuseppe Garibaldi essere nessuno dopo tanta gloria e tanti onori e poi niente. Non mi pesano tanto gli onori che non verranno rinnovati, quanto il fatto che forse non avrò modo di dare quanto ho saputo dare in questa vita. Se ci incontreremo, ti chiedo comprensione per il mio animo ferito e le ombre che passeranno sul mio volto senza sapere perché. Ma so già che sai amare un uomo anche nei momenti difficili. A presto my querida. |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 665
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A Giuseppina Beauharnais
primavera 1797 Non ti amo più; al contrario, ti detesto. Sei una disgraziata, realmente perversa, realmente stupida, una vera e propria Cenerentola. Non mi scrivi mai, non ami tuo marito; tu sai il piacere che le tue lettere gli procurano eppure non riesci nemmeno a buttar giù in un attimo una mezza dozzina di righe. Che cosa fate tutto il giorno, Signora? Che tipo di affari così vitali vi privano del tempo per scrivere al vostro fedele amante? Quale pensiero può essere così invadente da mettere da parte l’amore, l’amore tenero e costante che gli avevate promesso? Chi può essere questo meraviglioso nuovo amante che vi porta via ogni momento, decide della vostra giornata e vi impedisce di dedicare la vostra attenzione a vostro marito? Attenta Giuseppina; una bella notte le porte saranno distrutte e là io saro. In verità, amor mio, sono preoccupato di non avere tue notizie, scrivimi immediatamente una lettera di quattro pagine con quelle deliziose parole che riempiono il mio cuore di emozione e di gioia. Spero di tenerti tra la braccia quanto prima, quando spargerò su di te milioni di baci, brucianti come il sole dell’equatore. Bonaparte |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 665
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Bonaparte Napoleone (1769/1821) e Giuseppina si sposano nel 1795. Due giorni dopo il matrimonio, Napoleone parte per la sua campagna in Italia. Giuseppina non era una buona corrispondente, indifferente a Napoleone e attratta da altri uomini. E solo molto più tardi che si innamorerà di lui. Si separano con mutuo grande dolore per dare un erede alla Francia.*
“Non è passato giorno che non t’amassi; non è passata notte che non ti stringessi fra le braccia; non ho preso una tazza di thè senza maledire la gloria e l’ambizione che mi tengono lontano dall’anima della mia vita. In mezzo agli affari, alla testa delle truppe, percorrendo i campi di battaglia, la mia adorabile Giuseppina è sola nel mio cuore, occupa il mio spirito, assorbe il mio pensiero. Se mi allontano da te con la velocità di un torrente del Rodano, è per rivederti più in fretta. Se, nel mezzo della notte, mi alzo per lavorare ancora, è che questo può anticipare di qualche giorno l’arrivo della mia dolce amica e, tuttavia, nelle tue lettere del 23, del 26 ventoso, mi davi del Voi. Voi, tu stessa.Come hai potuto scrivere questa lettera? Come è fredda! E poi dal 23 al 26 ci sono quattro giorni; che cosa hai fatto per non aver scritto a tuo marito? Ah! Amica mia, questo Voi e questi quattro giorni mi fanno rimpiangere la mia antica indifferenza....... La mia anima è triste; il mio cuore è schiavo e la mia immaginazione mi spaventa!....... Un giorno tu non mi amerai più, dimmelo, saprei almeno meritare la sfortuna! Addio, donna, tormento, speranza, felicità e anima della mia vita, che io amo, che temo, che mi ispira dei sentimenti teneri che mi chiamano alla natura, a dei movimenti tempestosi vulcanici come il tuono. Non ti chiedo né amore eterno, né fedeltà, ma solamente verità, franchezza senza limiti. Il giorno che mi dirai: ti amo di meno, sarà o l’ultimo del mio amore o l’ultimo della mia vita. Se il mio cuore fosse cosi vile da amare senza ritorno, lo farei a pezzi con i denti. Giuseppina! Giuseppina! Ricordati ciò che ti ho detto talvolta: la natura mi ha fatto l’animo forte e deciso; essa ti ha costruito di pizzo e di garza. Hai smesso di amarmi!! Perdono, anima della mia vita, la mia anima è tenera su vaste combinazioni. Il mio cuore, interamente occupato da te, ha dei timori che mi rendono infelice. Mi secca non poterti chiamare col tuo nome. Attendo che tu me lo scriva. Addio! Ah! Se tu mi amassi di meno, non mi avresti mai amato. Sarei allora proprio da compatire"...... |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 665
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Johann Wolfgang Goethe a Charlotte Von Stein
Il tuo amore è per me come la stella della sera e quella dei mattino: tramonta dopo il sole e sorge prima di esso. Come la stella polare che non tramonta mai, e intreccia sopra le nostre teste una corona eternamente viva. Prego gli dèi che mi concedano di non veder mai oscurato il cammino della mia vita. La prima pioggia di primavera sciuperà la nostra passeggiata: ma rinverdirà le piante, e fra poco noi potremo rallegrarci del primo vento. Non abbiamo, finora, mai goduto insieme di una così bella primavera: Dio voglia che essa non si muti in autunno. Addio. Verso mezzogiorno verrò a prendere sue notizie. Addio, cara, buona. Nel 1775 il duca di Weimar, KarlAugust, offrì a Wolfgang Goethe (1749-1832) l’incarico di suo precettore. Per un decennio, il poeta tedesco si impegnò in una multiforme attività di riformatore e organizzatore, trasformando la modesta capitale del piccolo ducato in un centro culturale di prim'ordine. Risale a quel periodo la relazione amorosa e intellettuale con Charlotte von Stein, una signora dai rigidi costumi morali per cui Goethe scrisse alcune delle sue poesie più belle e con la quale intrattenne un memorabile epistolario. |
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#8 (permalink) |
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Bollino Argento
Data registrazione: Dec 2009
Messaggi: 1,073
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Un mio testamento
Forse non ho capito bene il senso del tuo thread, pero' ti riporto uno dei testamenti che io ho depisitato.
'io sottoscritto .... Ai sensi degli art. 4 e 23 della Legge nr 91 del 1 aprile 1999, dispongo il mio assenso al prelievo di organi e tessuti a scopo donazione, dopo la mia morte.' |
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