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#1 (permalink) |
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Eyes Wide Shut
Data registrazione: Nov 2008
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16 ottobre 1943 - La razzia al Ghetto di Roma
![]() All'alba di sabato 16 ottobre 1943 diverse centinai di militari tedeschi armati di mitra e di militi della polizia fascista circondano il Ghetto ebraico nel centro di Roma e cominciano un gigantesco rastrellamento. Altre squadre operano in altri quartieri. Il tenente colonnello delle SS Herbert Kappler comanda l'operazione. L'azione è capillare. Nessuno deve sfuggire alla deportazione. I tedeschi hanno avuto dalle autorità italiane i nomi e gli indirizzi delle famiglie ebree. Altre squadre operano in altri quartieri. A tutti viene imposto di essere pronti in strada in venti minuti, portando con sè denaro, oggetti preziosi e cibo per otto giorni. Vengono catturate più di mille persone: uomini, donne, bamb ini, anziani ammalati, neonati; tutti vengono caricati a forza sui camion e condotti nelle prigioni romane. Due giorni dopo un convoglio piombato lascia la stazione Tiburtina, e raggiunge Auschwitz il 22 ottobre. Solo in 16 sono tornati. ... per non dimenticare... mai!
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#3 (permalink) |
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Eyes Wide Shut
Data registrazione: Nov 2008
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On line il catalogo dei furti nazisti agli ebrei
www.errproject.org Settant’anni dopo la morte di Walter Benjamin un antiquario è riuscito a ricostruire, dopo oltre trent'anni di ricerca, la sua biblioteca: 2.500 libri, che vanno dal dramma di Goethe «Stella» fino a un’edizione francese del libro per bambin...i «Babar l'elefante». Non sono i libri di Benjamin, ma edizioni dell’epoca. La biblioteca è in mostra a Solingen, nell’ambito di una mostra su Goya, Benjamin e Havel. Nella sua fuga dai nazisti Benjamin perse due volte la sua biblioteca, una volta a Berlino, l’altra a Parigi. Se venissero esposti tutti nello stesso edificio formerebbero probabilmente uno dei più ricchi e prestigiosi musei del mondo: un autoritratto di Van Gogh, una composizione geometrica di Picasso, il ritratto di una donna senza veli di Rembrandt, un villaggio russo immerso nella neve firmato da Chagall. Le loro tracce, però, si sono perse da decenni: potrebbero marcire in uno scantinato nei territori dell'ex Unione sovietica, abbellire la villa di qualche privato o essere appesi alle pareti di un ignaro gallerista. Nessuno, del resto, sa esattamente a chi appartengano. |
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#4 (permalink) |
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Eyes Wide Shut
Data registrazione: Nov 2008
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Adesso oltre 20 mila opere d'arte rubate dai nazisti ai loro proprietari ebrei durante l'occupazione della Francia e del Belgio sono state raccolte in una banca dati virtuale . «Restituted? No», è il laconico appunto che compare accanto a molti degli oggetti. La metà dei quadri, delle sculture e dei mobili antichi catalogati online non sono mai stati riconsegnati, lamenta la Claims Conference, l'organizzazione statunitense che ha lanciato il progetto in collaborazione con gli archivi nazionali di Germania, Francia e Stati Uniti. L'obiettivo è triplice: aiutare i musei a scoprire se nei loro depositi si nascondano opere d'arte depredate, ricostruire il destino dei quadri scomparsi e favorirne la restituzione agli eredi dei legittimi proprietari.
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#5 (permalink) |
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Eyes Wide Shut
Data registrazione: Nov 2008
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Non si tratta del primo registro digitale di questo tipo. In Germania negli ultimi anni sono stati lanciati tre progetti simili: la banca dati ufficiale tedesca sull’arte depredata dai nazisti, chiamata «Lost Art»; un progetto della Freie U...niversität di Berlino che si occupa dei quadri degli artisti «degenerati»; un catalogo online del Museo di storia tedesca che raggruppa le opere d'arte che i nazisti avrebbero voluto esporre dal 1950 nel «Museo del Führer» a Linz.
Diversa, invece, la storia delle 20 mila opere d'arte mostrate ora dalla Claims Conference. La loro sciagura inizia nel 1940, quando Alfred Rosenberg, uno dei massimi ideologi del nazismo, dà vita all’«Einsatzstab Reichsleiter Rosenberg», ERR, una task force che ha il compito di confiscare le opere d'arte nei territori europei occupati dalla Wehrmacht. In quattro anni Rosenberg si impossessa delle collezioni private di oltre 200 ebrei francesi e belgi. Intere famiglie, come i Rothschild, assistono inermi alla perdita di centinaia di preziosi capolavori. |
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#6 (permalink) |
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Eyes Wide Shut
Data registrazione: Nov 2008
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I quadri finiscono prima nei locali dell'Ambasciata tedesca a Parigi, poi al Louvre e infine alla galleria del Jeu de Paume, dove vengono catalogati in modo meticoloso: autore, soggetto, dimensioni, proprietario, data d'arrivo a Parigi. Tut...to scrupolosamente registrato su quelle schede ingiallite dal tempo ora mostrate online. Da Parigi le opere d'arte prendono innumerevoli strade: alcune vanno ad arricchire le collezioni private dei gerarchi nazisti, a partire da Hermann Göring; altre vengono spedite in Austria, altre ancora arrivano nei sotterranei del castello bavarese di Neuschwanstein. Un'odissea documentata online da impressionanti foto in bianco e nero: dipinti appoggiati l'uno all'altro nei depositi di Neuschwanstein, casse piene di preziose opere d'arte fatte scivolare su improvvisati binari.
Con la fine della guerra, grazie anche alla precisione maniacale con cui i nazisti registravano i loro furti, molte opere poterono essere riconsegnate ai loro proprietari. Ma non tutte: quel capitolo non è ancora chiuso. |
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Member
Data registrazione: Dec 2001
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non c'è futuro senza memoria,
coloro che non hanno memoria del passato sono destinati a ripeterlo FARE MEMORIA DELLA MEMORIA…LA DEPORTAZIONE DAL GHETTO DI ROMA | Giusy |
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#8 (permalink) | |
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Eyes Wide Shut
Data registrazione: Nov 2008
Messaggi: 6,668
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Citazione:
di quel passatorecente è quello che stiamo vivendo e non mi sembra che sia un gran che... un abbraccio.
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