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Vecchio 26-08-10, 13:33   #1 (permalink)
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Attentati kamikaze.

la matematica non è un'opinione.
ergo, rassegniamoci all'evidenza numerica.
l'islamismo è la seconda religione al mondo.
si contano circa 1.5 miliardi di fedeli, disseminati su tutte le terre emerse.
ora, per quanto i fanatici possano essere ridotti ad uno sparuto numero non rilevante di individui, diciamo pure una percentuale intorno allo 1‰, fatti i debiti calcoli risulta che al mondo vi è un congruo manipolo di mine vaganti.
come la mettiamo?
continuiamo a pensare che non sono poi sta minaccia per l'umanità?



Iraq: attentati kamikaze.(Adnkronos/Aki)

Diversi attacchi in Iraq hanno prodotto 62 morti. Un attentato kamikaze ha colpito la capitale irachena, Baghdad. Secondo quanto riferisce la tv araba 'al-Jazeera', sarebbe stato fornito gia' un primo bilancio dell'attacco che parla di 11 morti e 38 feriti.


A Kut, sud-est del paese, un attentatore si è fatto esplodere in un’auto, cusando la morte di 30 agenti di polizia e il ferimento di 87. “Alcune parti del palazzo sono crollate e ci sono ancora i corpi di alcuni agenti di polizia sotto le macerie, tra cui quello del capo della polizia” ha detto Aziz al-Amarah, comandante delle forze di polizia.

Tragedia anche a Kerbala, città sciita a sudovest di Baghdad, dove almeno 29 persone sono state ferite da un’esplosione di una auto nei pressi della stazione di polizia locale. Due gli attentati a Baghdad. In una zona centrale della capitale un uomo a bordo di un camion ha attaccato una centrale di polizia, uccidendo 15 persone e ferendone 56. In un altro quartiere, precisamente ad Al-Amil, alcuni individui armati hanno ucciso un militare e ferito un collega.

Pakistan: giornata di attentati

Islamabad - Un grave attentato kamikaze ha tolto la vita a 18 persone nella città di Wana, roccaforte talebana nel Waziristan orientale, zona del Pakistan situata al confine con l'Afghanistan.
L'esplosione è avvenuta all'interno di una moschea dove il leader religioso, Noor Muhammed, ex parlamentare filo-governativo, stava tenendo la preghiera per il digiuno del Ramadan.
In un altro attentato dinamitardo, sono morte 8 persone riunitesi per una 'jirga' (riunione dei capotribù n.d.r.), nella regione del Kurram.

Gli islamici somali fanno una strage

Mogadiscio, assalto all’hotel Muna. Due kamikaze In due si sono fatti esplodere: 32 morti tra civili ed esponenti governativi. Un gruppo di integralisti rivendica l’attentato e parla di 60-70 vittime. Il Paese nel caos.

Ultima modifica di cicomendez : 26-08-10 alle ore 13:39
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Vecchio 26-08-10, 19:31   #2 (permalink)
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Poi, c'è anche l'altra faccia dell'islam.
Quella di un paese, l'iraq, liberato da una dittatura e che riscopre il piacere del porno.


I DVD pornografici sulle bancarelle di Baghdad sono in grado di raccontare l’evoluzione della situazione politica irachena dall’invasione americana del 2003 in poi. È questa la tesi di Associated Press, che spiega come la disponibilità di film vietati in Iraq rappresenti bene le varie fasi del conflitto, dalla cattura di Saddam nel 2003 alla relativa calma di questi mesi, passando per gli anni in cui i gruppi estremisti come al Qaida tenevano in pugno la nazione.
In tutti i paesi mediorientali — eccetto Libano, Israele e Turchia — la pornografia è illegale, e i governi cercano di combattere le fonti fuorilegge che i cittadini usano per trovare i film, come i canali televisivi satellitari e internet. Dall’invasione degli Stati Uniti del 2003, però, sulle bancarelle nelle strade di Baghdad hanno iniziato ad apparire donne nude sulle copertine dei DVD in vendita. Sempre formalmente illegali, ma questa volta alla luce del sole: un evento impensabile fino a qualche mese prima.
«Ho tutto», dice Hanoun del suo catalogo di DVD, con un sorrisetto convinto che può tirar fuori solo un ventiduenne con i jeans stretti e i capelli lisciati all’indietro. «Cosa vuoi? Ho film stranieri, arabi, iracheni, indiani, celebrità — tutto quello che vuoi.»
L’invasione dell’Iraq e la deposizione di Saddam hanno portato a diversi mesi di fervore improvviso: la vita notturna è cresciuta, il numeri dei clienti di ristoranti e nightclub è aumentato rapidamente. Insieme a tutto questo, il porno — duramente vietato sotto l’ex dittatore — ha iniziato a fare la sua comparsa sulle bancarelle sgangherate dei mercati.
Dal 2004, però, in Iraq hanno iniziato a formarsi milizie di gruppi armati e la nazione è tornata nel caos. Al Qaida era al massimo del suo potere, tra rapimenti, attacchi kamikaze, decapitazioni e attacchi armati. Le milizie sciite, che dominavano diverse zone della città, hanno lanciato una campagna violenta contro alcol, video spinti e tutto quello che può essere considerato proibito dall’islamismo. Associated Press racconta la vicenda di Ammar Jamal, il proprietario di una bancarella di DVD vicina a quella di Hanoun, arrestato per venti giorni per aver venduto materiale immorale. Per i tre anni successivi i DVD sono di nuovo spariti dalle strade.
Ma dal 2007 la situazione è di nuovo migliorata. L’esercito americano e l’amministrazione del primo ministro Nouri al-Maliki, eletto l’anno prima, sono riusciti in parte a debellare la resistenza in città dalle milizie e la violenza è diminuita notevolmente. E quindi, di pari passo, i venditori di DVD pornografici sono tornati sulle strade a fare il lavoro. La situazione, nonostante il ritiro delle truppe statunitensi, non è però ancora sotto controllo.
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Vecchio 26-08-10, 20:26   #3 (permalink)
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Quote rosa.

Il prossimo mese in Afghanistan si terranno le seconde elezioni parlamentari dal rovesciamento del regime talebano, e ben 406 donne saranno candidate per cercare di conquistare alcuni dei 256 in palio nella tornata elettorale, nonostante l’ostilità – tradottasi anche in minacce di morte – che ricevono quotidianamente dalle frazioni più conservatrici del Paese. La nuova costituzione afghana garantisce la presenza di almeno il 25% di donne – quindi 64 – all’interno del parlamento, ma questo è soltanto il limite minimo, e l’obiettivo è quello di aumentare la quantità di 68 donne attualmente in carica.
Nella capitale Kabul vengono anche affissi dei poster elettorali che raffigurano le candidate, ma con esiti poco rincuoranti: le immagini resistono poco all’esposizione, a causa degli interventi dei conservatori più intransigenti che le deturpano con sfregi di inchiostro rosso a causa del loro rifiuto all’idea che una donna possa svolgere una carica di rilievo. Durante il regime talebano alle donne non era permesso di partecipare in alcun modo alla vita pubblica e alle bambine era addirittura vietato frequentare la scuola: proprio oggi si è saputo di un nuovo avvelenamento ai danni di decine di insegnanti e alunne di una scuola femminile da parte dei talebani.
Il Guardian ha parlato con alcune delle candidate, come Fareda Tarana, ex-cantante celebre nel Paese per la partecipazione a un programma televisivo, a cui è stato impedito di correre per il proprio seggio a Herat, nell’Afghanistan occidentale, perché la gente del luogo – particolarmente tradizionalista – non avrebbe accettato una cantante di sesso femminile come candidato. Tarana dice che a questi episodi, come agli sfregi sui poster, era preparata da tempo, ma che comunque a Kabul la situazione è diversa e si respira un clima un po’ più liberale. Ciononostante ogni giorno riceve una decine di chiamate di uomini inferociti per la sua candidatura.
Va peggio a Najila Angira che è stata contattata direttamente da alcuni capi dei talebani che l’hanno minacciata di morte. Per i talebani Angira è tutto ciò che una donna non dovrebbe essere: candidata al parlamento e trentenne donna d’affari che dirige un’azienda di trasporti. Inoltre, durante la campagna elettorale si è riferita all’epoca del regime talebano come ai “giorni bui” del Paese. Altre candidate, come Hamida Ameri, hanno tentato di tenere dei comizi a cui l’uditorio maschile ha rifiutato di partecipare. Come detto, nei villaggi la situazione è peggiore che nei centri più grandi: nella provincia di Ghor una candidata è stata costretta a fuggire a Kabul e ritirare la propria candidatura. Nonostante gli ostacoli e le minacce il numero di donne candidate è salito significativamente, dalle 328 del 2005 alle 406 di oggi.
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Vecchio 26-08-10, 20:30   #4 (permalink)
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L'Iraq stava meglio quando stava peggio, parole da membri della comunità cristiana...

In Afghanistan è decuplicata la produzione di oppio e Karzai viene definito Sindaco di Kabul e non presidente del Paese totalmente in mano a pastum e talebans
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Vecchio 27-08-10, 14:04   #5 (permalink)
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L'unica cosa che e` una minaccia per l'umanita` e` la guerra stessa. E` preoccupante il bispensiero che se gli americani sparano e` normale ma se lo fanno i loro nemici, e` un attentato. La guerra in Iraq dal 2003 e` stata -a detta dell'intelligence americana stessa- una calamita per il fondamentalismo. Con ogni prevaricazione armata purtroppo, USA e Israele hanno coltivato generazioni di jihadisti.

Che io sappia, un problema concreto dell'Iraq e` che non sono stati ancora garantiti servizi essenziali come luce e acqua quindi la popolazione sta male, o comunque generalmente peggio di "prima" quando non avevano il porno (questa si che e` una grande conquista della "freedom") ma l'infrastruttura era intatta..

La democracy funziona solo se -e nella misura in cui- le elites di un paese si degnano di farla funzionare, a dispetto delle loro personali agende. Senza il giusto substrato culturale non ci puo` essere ne` freedom, ne` democracy ne` giustizia. E` evidente qui, e negli USA, figuriamoci la`.
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Vecchio 27-08-10, 14:23   #6 (permalink)
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Thumbs down E gli USA gongolano

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L'Iraq stava meglio quando stava peggio, parole da membri della comunità cristiana...

In Afghanistan è decuplicata la produzione di oppio e Karzai viene definito Sindaco di Kabul e non presidente del Paese totalmente in mano a pastum e talebans
Gongolano con la DEA che tratta oppio e intanto fanno finta di andarsene dall'Iraq ma staranno lì per sempre.

Poi uno si chiede perché poco prima degli attentati alle Torri le Borse mondiali crollavano (qui per prime): se lo sapevano gli USA che se li sono fatti da soli figuriamoci i loro lacché.

Un mistero come non li abbiano fermati, esattamente come è un mistero (anzi no) come il cadavere di Moro venne fatto passare in un'area super-sorvegliata. Ovvero segreti di Pulcinella.

Oppure quando si definisce l'Italia il 4o paese europeo: veramente l'Europa è 1000 metri sopra il nostro livello, visto che economicamente stiamo peggio di un paese africano. Ma gli USA sono appena sopra di noi (ovvero a put.tane), proprio loro che dovevano essere i campioni del capitalismo hanno nazionalizzato GM. Qui di becchi Markionne, Elkann, i cassaintegrati e non hai una lira.

Sentiremo parlare per sempre SOLO di guerra e ter.rorismo. E allora guerra sia - ovviamente commerciale per prima contro i tuoi e gli USA a seguire.

Si comprerà solo roba da mangiare dagli immigrati e il resto dai cinesi, visto che qui di capannoni abbandonati ne vedremo sempre più in modo esponenziale. Non saprebbero superare lo stress-test di uno sbadiglio.
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Vecchio 27-08-10, 16:09   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da prd Visualizza messaggio
L'unica cosa che e` una minaccia per l'umanita` e` la guerra stessa. E` preoccupante il bispensiero che se gli americani sparano e` normale ma se lo fanno i loro nemici, e` un attentato. La guerra in Iraq dal 2003 e` stata -a detta dell'intelligence americana stessa- una calamita per il fondamentalismo. Con ogni prevaricazione armata purtroppo, USA e Israele hanno coltivato generazioni di jihadisti.

Che io sappia, un problema concreto dell'Iraq e` che non sono stati ancora garantiti servizi essenziali come luce e acqua quindi la popolazione sta male, o comunque generalmente peggio di "prima" quando non avevano il porno (questa si che e` una grande conquista della "freedom") ma l'infrastruttura era intatta..

La democracy funziona solo se -e nella misura in cui- le elites di un paese si degnano di farla funzionare, a dispetto delle loro personali agende. Senza il giusto substrato culturale non ci puo` essere ne` freedom, ne` democracy ne` giustizia. E` evidente qui, e negli USA, figuriamoci la`.

aggiungerei che, da un paese che pensa di educare chi si macchia di reati, seppur efferati, usando come strumento la pena di morte, che altresì pensi di esportare democrazia con armi non mi sorprende più di tanto...


Ultima modifica di cicomendez : 27-08-10 alle ore 16:13
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Vecchio 07-09-10, 11:34   #8 (permalink)
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L'altra faccia della guerra.


http://www.guardian.co.uk/world/2010/sep/05/pakistan-floods-photograph-children#
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Vecchio 21-09-10, 19:44   #9 (permalink)
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Vecchio 21-09-10, 23:55   #10 (permalink)
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http://www.guardian.co.uk/world/2010/sep/05/pakistan-floods-photograph-children#
Avevo già visto delle foto "simili"...

hai fatto bene Cico a riproporre la "scena"..

a volte su Amaca c'è "cattiveria" tra utenti.. occorrono quindi "gentili shock mentali", come quelli che proponi ank tu, x risvegliar un po' certe coscienze.
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