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Vecchio 24-08-10, 11:19   #1 (permalink)
Eyes Wide Shut
 
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Dite a tutto il mondo che ho paura di morire.

Ma come fanno a prepararsi a mirare al mio viso e alle mie mani, a lanciarmi delle pietre? Perché? Sono Sakineh Mohammadi-Ashtiani. Dite a tutto il mondo che ho paura di morire. Dalla prigione di Tabriz ringrazio quelli che pensano a me". Sono le ultime parole credibili con le quali la donna iraniana di 43 anni, madre di due figli, chiede aiuto. Condannata per adulterio e per complicità nell'omicidio del marito, dopo quelle frasi uscite tramite un'organizzazione umanitaria dal carcere, Sakineh è stata costretta a una finta confessione in tv e il suo avvocato, Mohammed Mostafei, è dovuto fuggire in Norvegia.

Ma da quando Mostafei ha fatto conoscere al mondo la vicenda di Sakineh, si sono moltiplicati gli appelli e le richieste anche ufficiali al governo di Teheran perché la donna non venga uccisa. L'ultima iniziativa, che da oggi si può firmare su Repubblica. it, è una lettera di intellettuali francesi che chiedono a Teheran di "mettere fine a questo genere di metodi come a questo castigo iniquo e barbaro", invocando anche "il rispetto della dignità e della libertà di tutte le iraniane oppresse o minacciate". Fra i firmatari, il sociologo Edgar Morin, gli storici Elisabeth Roudinesco e Max Gallo, lo scrittore Marek Halter, i filosofi Daniel Schiffer e Michel Serres.A seguito della mobilitazione internazionale delle ultime settimane contro la sua esecuzione della, l'Ambasciata iraniana a Londra ha rilasciato una dichiarazione l'8 luglio 2010, affermando che la condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani non sarebbe stata eseguita tramite lapidazione. Tuttavia, la sua posizione legale non è chiara, dal momento che il suo avvocato non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla commutazione della sua condanna a morte.

Durante il processo, Sakineh Mohammadi Ashtiani ha ritrattato una "confessione" rilasciata sotto minaccia durante l'interrogatorio e ha negato l'accusa di adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto la donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie prove di adulterio a suo carico. Tuttavia, i restanti tre giudici, tra cui il presidente del tribunale, l'hanno ritenuta colpevole sulla base della "conoscenza del giudice", una disposizione della legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo e verosimilmente arbitrario di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive. Giudicata colpevole dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh Ashtiani Mohammadi è stata condannata alla lapidazione.







Come morirebbe Sakineh, condannata alla lapidazione, se la pressionedell' opinione pubblica internazionale non riuscisse a bloccare la manoai suoi carnefici (è attesa per oggi la sentenza sul riesame del caso)?Avvolta in un sudario bianco, verrebbe sepolta fino al petto e uccisa daparenti e astanti a colpi di pietre, le cui dimensioni dovrebberoessere tali da non consentirle una morte troppo rapida. Dimedia grandezza, le pietre dovrebbero garantire la durata media dell'esecuzione: circa trenta minuti. Che l'orrore senza pari suscitato daquesta esecuzione sia dovuto alla sua barbarie è ovvio: ma forse adaccrescerlo gioca anche un'altra considerazione, che come spesso accade èlegata alla storia. La lapidazione non è mai entrata a far parte dellanostra cultura giuridica. Nel mondo classico, nel quale affondano leradici del nostro diritto, «il chitone di pietre» (come lo chiamaEttore, nell'Iliade) era una forma di giustizia popolare al di fuori diogni controllo istituzionale, che non fu accolto nel «giardino deisupplizi» né greco né romano. La morte con la pietra era un'esplosionedi rabbia popolare, veniva inflitta da gruppi spontanei, senzaaccertamenti preliminari della colpevolezza. Non era un'istituzionegiuridica: a «fare giustizia» non erano dei terzi estranei. Lapartecipazione delle parti offese all'esecuzione era in insanabilecontrasto con l'esigenza dello Stato nascente di superare la fase dellavendetta e di entrare in quella del diritto. Anche per questo ilpensiero della lapidazione ci colpisce in modo particolare. Perché cirimanda a una preistoria del diritto che ci illudevamo di aver persempre superato. Secondo il comitato internazionale contro lalapidazione dal 1979 sono state effettuate 150 lapidazioni.


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Vecchio 24-08-10, 11:54   #2 (permalink)
isole nella corrente
 
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non credo che chi è al potere oggi in Iran durerà ancora a lungo.
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Vecchio 24-08-10, 12:53   #3 (permalink)
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Al di la del fatto che reputo l'Iran un paese culturalmente affascinante e molto più ospitale di quanto si possa immaginare, credo che quanto asserisci non sia poi così lontano dalla realtà.
In fondo gli accadimenti dopo le ultime elezioni presidenziali la dicono abbastanza lunga sullo stato di insofferenza generale in cui vive la popolazione.
Nel periodo in cui ho vissuto in quel paese mi sono resa conto di come questa gente per sopravvivere ad un regime, in mano ad un manipolo di latifondisti e guerrafondai, sia costretta a vivere due vite ben distinte: una privata, nella quale possono dal libero sfogo a quello che realmente sono e vorrebbero essere, ed una pubblica sottogiacendo a leggi in odore di regime del terrore , in barba al fatto che si dichari, sulla carta, essere uno stato democratico, che di fatto è un paese dalla facciata laica ma di fondo in mano ad uno regime teocratico.
Quando ero li ebbi modo di girare abbastanza, e la cosa che mi colpì di più furono gli sterminati cimiteri organizzati alla menopeggio dove sono state seppellite decine di migliaia di persone che persero la vita nel conflitto iran-iraq.
Mi raccontarono che intere generazioni, di età compresa fra i 14 e gli oltre 50 anni, furono azzerate in quella guerra alla fine della quale il paese si ritrovò con un gap generazionale che lasciava poco spazio a possibilità di riscatti di qualsivoglia natura a breve termine.
Oggi, grazie al cielo, quel vuoto è stato colmato; oggi i ragazzi che conoscono perfettamente quello che è stato il loro passato più o meno recente (li la poesia è ancora considerata una forma di tradizione culturale per tramandare di padre in figlio la storia di un paese, del loro paese... a dispetto di ogni forma di censura) si ribellano a qualcosa che disconoscono profondamente, un regime totalitario in cui uno sparuto manipolo di persone assoggetta con leggi che non sono leggi dello stato, ma libere reinterpretazioni di qualcosa dal vago sapore divino e che legittimerebbe ogni forma di repressione, anche in modi molto cruenti, di chi osa alzare la testa e ribellarsi.
Questo è, ma questo non potrà durare in eterno.
Sono stati abbattutti regimi ben più sanguinari di questo nel corso della storia.
Verrà anche il loro tempo... contaci.

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Vecchio 24-08-10, 13:49   #4 (permalink)
Un passo alla volta
 
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......
Questo è, ma questo non potrà durare in eterno.
Sono stati abbattutti regimi ben più sanguinari di questo nel corso della storia.
Verrà anche il loro tempo... contaci.

.... Accoglierò con gioia quel momento, e spero che ai dittatori e ai loro scagnozzi non sia riservata una fine rapida e veloce, tutt'altro ..........
torre1 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-08-10, 13:54   #5 (permalink)
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.... Accoglierò con gioia quel momento, e spero che ai dittatori e ai loro scagnozzi non sia riservata una fine rapida e veloce, tutt'altro ..........
concordo. l'espiazione non passa mai attraverso la morte... per certa gente il vero inferno è e deve essere su questa terra. per questo sono solita augurar loro una lunga vita. nella mia immensa durezza ci sta anche questo...

ciao bello, manchi.


cicomendez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-08-10, 14:13   #6 (permalink)
Un passo alla volta
 
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concordo. l'espiazione non passa mai attraverso la morte... per certa gente il vero inferno è e deve essere su questa terra. per questo sono solita augurar loro una lunga vita. nella mia immensa durezza ci sta anche questo...

ciao bello, manchi.


Basta che ogni giorno della loro lunga vita sia reso un inferno ......

ciao bellissima .... .... sono proprio tirato .... tempo per il forum quasi zero ...
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Vecchio 24-08-10, 14:40   #7 (permalink)
Towanda
 
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Basta che ogni giorno della loro lunga vita sia reso un inferno ......

ciao bellissima .... .... sono proprio tirato .... tempo per il forum quasi zero ...
la morte bisogna guadagnarsela mai uccidere ma far vivere tutti i giorni le ore ed i minuti ed i secondi troppo facile morire subito dopo aver fatto sofrrire
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Vecchio 25-08-10, 01:16   #8 (permalink)
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Ma come fanno a prepararsi a mirare al mio viso e alle mie mani, a lanciarmi delle pietre? Perché? Sono Sakineh Mohammadi-Ashtiani. Dite a tutto il mondo che ho paura di morire. Dalla prigione di Tabriz ringrazio quelli che pensano a me". Sono le ultime parole credibili con le quali la donna iraniana di 43 anni, madre di due figli, chiede aiuto. Condannata per adulterio e per complicità nell'omicidio del marito, dopo quelle frasi uscite tramite un'organizzazione umanitaria dal carcere, Sakineh è stata costretta a una finta confessione in tv e il suo avvocato, Mohammed Mostafei, è dovuto fuggire in Norvegia.

Ma da quando Mostafei ha fatto conoscere al mondo la vicenda di Sakineh, si sono moltiplicati gli appelli e le richieste anche ufficiali al governo di Teheran perché la donna non venga uccisa. L'ultima iniziativa, che da oggi si può firmare su Repubblica. it, è una lettera di intellettuali francesi che chiedono a Teheran di "mettere fine a questo genere di metodi come a questo castigo iniquo e barbaro", invocando anche "il rispetto della dignità e della libertà di tutte le iraniane oppresse o minacciate". Fra i firmatari, il sociologo Edgar Morin, gli storici Elisabeth Roudinesco e Max Gallo, lo scrittore Marek Halter, i filosofi Daniel Schiffer e Michel Serres.A seguito della mobilitazione internazionale delle ultime settimane contro la sua esecuzione della, l'Ambasciata iraniana a Londra ha rilasciato una dichiarazione l'8 luglio 2010, affermando che la condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani non sarebbe stata eseguita tramite lapidazione. Tuttavia, la sua posizione legale non è chiara, dal momento che il suo avvocato non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla commutazione della sua condanna a morte.

Durante il processo, Sakineh Mohammadi Ashtiani ha ritrattato una "confessione" rilasciata sotto minaccia durante l'interrogatorio e ha negato l'accusa di adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto la donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie prove di adulterio a suo carico. Tuttavia, i restanti tre giudici, tra cui il presidente del tribunale, l'hanno ritenuta colpevole sulla base della "conoscenza del giudice", una disposizione della legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo e verosimilmente arbitrario di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive. Giudicata colpevole dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh Ashtiani Mohammadi è stata condannata alla lapidazione.







Come morirebbe Sakineh, condannata alla lapidazione, se la pressionedell' opinione pubblica internazionale non riuscisse a bloccare la manoai suoi carnefici (è attesa per oggi la sentenza sul riesame del caso)?Avvolta in un sudario bianco, verrebbe sepolta fino al petto e uccisa daparenti e astanti a colpi di pietre, le cui dimensioni dovrebberoessere tali da non consentirle una morte troppo rapida. Dimedia grandezza, le pietre dovrebbero garantire la durata media dell'esecuzione: circa trenta minuti. Che l'orrore senza pari suscitato daquesta esecuzione sia dovuto alla sua barbarie è ovvio: ma forse adaccrescerlo gioca anche un'altra considerazione, che come spesso accade èlegata alla storia. La lapidazione non è mai entrata a far parte dellanostra cultura giuridica. Nel mondo classico, nel quale affondano leradici del nostro diritto, «il chitone di pietre» (come lo chiamaEttore, nell'Iliade) era una forma di giustizia popolare al di fuori diogni controllo istituzionale, che non fu accolto nel «giardino deisupplizi» né greco né romano. La morte con la pietra era un'esplosionedi rabbia popolare, veniva inflitta da gruppi spontanei, senzaaccertamenti preliminari della colpevolezza. Non era un'istituzionegiuridica: a «fare giustizia» non erano dei terzi estranei. Lapartecipazione delle parti offese all'esecuzione era in insanabilecontrasto con l'esigenza dello Stato nascente di superare la fase dellavendetta e di entrare in quella del diritto. Anche per questo ilpensiero della lapidazione ci colpisce in modo particolare. Perché cirimanda a una preistoria del diritto che ci illudevamo di aver persempre superato. Secondo il comitato internazionale contro lalapidazione dal 1979 sono state effettuate 150 lapidazioni.


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Vecchio 25-08-10, 01:18   #9 (permalink)
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non credo che chi è al potere oggi in Iran durerà ancora a lungo.
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Al di la del fatto che reputo l'Iran un paese culturalmente affascinante e molto più ospitale di quanto si possa immaginare, credo che quanto asserisci non sia poi così lontano dalla realtà.
In fondo gli accadimenti dopo le ultime elezioni presidenziali la dicono abbastanza lunga sullo stato di insofferenza generale in cui vive la popolazione.
Nel periodo in cui ho vissuto in quel paese mi sono resa conto di come questa gente per sopravvivere ad un regime, in mano ad un manipolo di latifondisti e guerrafondai, sia costretta a vivere due vite ben distinte: una privata, nella quale possono dal libero sfogo a quello che realmente sono e vorrebbero essere, ed una pubblica sottogiacendo a leggi in odore di regime del terrore , in barba al fatto che si dichari, sulla carta, essere uno stato democratico, che di fatto è un paese dalla facciata laica ma di fondo in mano ad uno regime teocratico.
Quando ero li ebbi modo di girare abbastanza, e la cosa che mi colpì di più furono gli sterminati cimiteri organizzati alla menopeggio dove sono state seppellite decine di migliaia di persone che persero la vita nel conflitto iran-iraq.
Mi raccontarono che intere generazioni, di età compresa fra i 14 e gli oltre 50 anni, furono azzerate in quella guerra alla fine della quale il paese si ritrovò con un gap generazionale che lasciava poco spazio a possibilità di riscatti di qualsivoglia natura a breve termine.
Oggi, grazie al cielo, quel vuoto è stato colmato; oggi i ragazzi che conoscono perfettamente quello che è stato il loro passato più o meno recente (li la poesia è ancora considerata una forma di tradizione culturale per tramandare di padre in figlio la storia di un paese, del loro paese... a dispetto di ogni forma di censura) si ribellano a qualcosa che disconoscono profondamente, un regime totalitario in cui uno sparuto manipolo di persone assoggetta con leggi che non sono leggi dello stato, ma libere reinterpretazioni di qualcosa dal vago sapore divino e che legittimerebbe ogni forma di repressione, anche in modi molto cruenti, di chi osa alzare la testa e ribellarsi.
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Speriamo presto
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Vecchio 25-08-10, 03:13   #10 (permalink)
Stairway To Heaven
 
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Exclamation Era una finta gaff, allora fu veramente frainteso

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"L'Occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà"


http://www.repubblica.it/online/mond...erlusconi.html
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