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il 22 agosto 1874 nasceva Max Scheler
Nietzsche ha scritto una frase raramente compresa in maniera completa: “Se vi fossero degli dei, non sopporterei di non essere un dio, quindi non vi sono dei”. Qui l’ateismo postulatorio – l'immagine opposta piú rigorosa rispetto al teismo postulatorio di Kant – è espresso per la prima volta in maniera rigida. Questo “ateismo postulatorio della responsabilità” viene condotto alla sua altezza suprema e si tenta di fondarlo in maniera scientificamente rigorosa; soltanto in un mondo meccanico, ovvero in un mondo non costruito teleologicamente, un essere etico, una “persona” ha possibilità d’esistenza. In un mondo che sia stato prodotto in base a un piano da una divinità o nel quale una divinità, al di fuori dell’uomo, disponga in qualche modo del futuro, l'uomo come essere etico, come persona, è annullato. “Si deve scegliere: o teleologia della natura e dell’ente in generale, o teleologia dell’uomo”... Ovvero: qualora il mondo sia in qualche modo essenzialmente uguale all’uomo, allora va smarrita la specificità dell’uomo nella sua posizione cosmica, allora l’uomo viene privato dei suoi diritti. Non è la determinazione causale, non è il meccanismo a privarlo dei suoi diritti; al contrario il meccanismo gli offre la possibilità d’imprimere nella realtà ciò che egli ha visto nell’ordinamento, rigorosamente oggettivo, delle idee e dei valori dell’essere ideale. Anzi, il meccanismo è lo strumento della sua libertà e delle sue decisioni sovrane, autonomamente responsabili. Ma ogni predeterminazione del futuro, che ponga un essere al di fuori di lui, annulla l’uomo in quanto tale.
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