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È morta a Roma, dopo una malattia, la famosa sceneggiatrice Suso Cecchi D'amico. Aveva 96 anni. È stata la collaboratrice prediletta di Luchino Visconti e figlia del letterato Emilio Cecchi. Fin dagli esordi come giornalista volle aggiungere alla sua firma il cognome materno, eredità di una grande tradizione teatrale. La sua firma, con il nomignolo familiare «Suso», compare però la prima volta al cinema in calce al film di Renato Castellani «Mio figlio professore», nel 1946. Comincia poi la sua grande stagione neorealista a fianco di maestri come Luigi Zampa, Ennio Flaiano, Cesare Zavattini. Lavora con Antonioni, Rosi, Blasetti. Ma l'autentico sodalizio ideale è quello con Visconti, che la vuole al suo fianco nel 1950 per "Bellissima", e ne farà poi il suo fedele «doppio» narrativo per tutta la carriera fino al progetto mai realizzato della Recherche di Proust. Maestra della «bella prosa», di una tecnica raffinata, Suso diviene una garanzia internazionale per i copioni più impegnativi anche in tv. Nel 1994 la Mostra di Venezia le assegna un leone d'oro alla carriera.
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