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il 24 giugno 1984 moriva Toni Bisaglia
Non citeremo il caso dell’omicidio di Wilma Montesi - troppo noto per dirne ancora - con il quale Fanfani si sbarazzò del suo avversario di partito Attilio Piccioni. Anche lì, al clamore della stampa di sinistra, si rispose con uno scandalo sessuale che colpì l’avvocato Sotgiu, comunista e presidente della provincia di Roma, di cui venne documentata la pratica voyerista.
Ma ricorderemo quanto accadde, nel 1959, all’allora Ministro dell’Interno Tambroni, che scoprì che il servizio segreto del suo stesso ministero stava indagando sulla sua relazione extraconiugale con la nota attrice Sylva Koscina. Pochissimo tempo dopo Mario Scelba, allora capo di una corrente Dc, vide su un giornale di destra la sua foto, seduto al tavolino di un bar in Via Veneto, in compagnia di una avvenente signora, che però non era sua moglie, ed una innocente didascalia: rinunciò subito ai suoi progetti di secondo partito cattolico.
Ancora, l’ex capo dell’Ufficio D, Gianadelio Maletti, durante la sua audizione davanti alla Commissione Stragi dichiarò tranquillamente che il servizio controllava un Presidente del Consiglio democristiano notoriamente omosessuale e, un giorno, fotografò «un giovane in tenuta adamitica» sulla terrazza del suo attico. E poi altri scandali e mormorazioni su Toni Bisaglia, Mariano Rumor, Fiorentino Sullo. Ne fu colpito anche Andreotti da Pecorelli. Ma il grande Giulio non querelò.
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