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#1 (permalink) |
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Il resto è silenzio
Data registrazione: Mar 2004
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Era immenso.
Addio a José Saramago
poeta, visionario ed "eretico" Lo scrittore portoghese, premio Nobel nel 1998, aveva 87 anni. Ha avuto un malore nella sua casa di Lanzarote. I capolavori, da Memoriale del Convento a Cecità. Gli ultimi anni segnati dalle polemiche con la Chiesa fino alla rottura con "Caino" José Saramago, la fotostory LISBONA - E' morto lo scrittore portoghese José Saramago. Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, aveva 87 anni. Il decesso è avvenuto nella sua casa di Tias, sull'isola di Lanzarote alle Canarie. Lo scrittore è morto alle 13 passate di oggi, e al suo capezzale c'era la moglie, Pilar del Rio. Aveva passato una notte tranquilla e fatto colazione. Poi si è sentito male. Scrittore, poeta e critico letterario, negli ultimi anni era stato al centro di aspre polemiche per le posizioni, espresse nelle sue opere, in materia di religione. La sua figura di "ateo militante" ha suscitato controversie e polemiche in Portogallo e non solo. Dopo la pubblicazione de "Il Vangelo secondo Gesù Cristo", è stato oggetto di aspre critiche che lo hanno indotto a lasciare il paese per vivere alle Canarie. Di nuovo, nel 2009, con l'uscita del suo ultimo romanzo "Caino", Saramago si è trovato a polemizzare con la chiesa cattolica portoghese, criticando la Bibbia, e definendo il Dio del libro "vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia". Il suo primo romanzo in stile realista, "Terra del peccato", è del 1947. Nel 1959 si iscrive al Partito Comunista che, sotto il regime di Salazar, opera in clandestinità. Negli anni sessanta diventa uno dei critici più seguiti del paese e nel '66 pubblica la sua prima raccolta di poesie, "I poemi possibili". Diventa quindi direttore letterario e di produzione per dodici anni di una casa editrice e dal 1972 al '73 curatore del supplemento culturale del Diario de Lisboa. Sino a metà anni '70 vive un periodo di formazione e pubblica poesie, cronache, testi teatrali, novelle e romanzi, ma è solo dopo la Rivoluzione dei Garofani che pian piano nasce un Saramago diverso (vice direttore del quotidiano Diario de Noticias nel '75 e quindi scrittore a tempo pieno) che rivoluziona la narrativa portoghese rispetto alle radici del passato e anche per questo riceverà nel 1998 il premio Nobel per la letteratura. Nel 1980 pubblica "Una terra chiamata Alentejo" sulla rivolta della popolazione della regione più ad est del Portogallo. Ma è con "Memoriale del convento" (1982) che arriva il grande successo, seguito da "L'anno della morte di Riccardo Reis". Negli anni '90, grazie al Nobel, ha fama internazionale e pubblica "Storia dell'assedio di Lisbona", "Il Vangelo secondo Gesù", quindi "Cecità", "Tutti i nomi", "La caverna", "L'uomo duplicato", "Le intermittenze della morte" e "Le piccole memorie". E' stato uno dei sostenitori dell'iberismo, il movimento che propugna l'unificazione di Spagna e Portogallo, i due paesi della penisola iberica, cui dedica anche il romanzo "La zattera di pietra". Per le sue posizioni sul conflitto Medio Oriente verrà accusato di antisemitismo, mentre per il Memoriale, ma soprattutto per il suo "Vangelo" e il testo teatrale "La seconda vita di Francesco d'Assisi", fino all'ultimo "Caino", ha subito gli attacchi dalla Santa Sede. |
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#5 (permalink) |
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thoughtful...
Data registrazione: Mar 2005
Messaggi: 13,126
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Assolutamente
![]() E' uno degli scrittori di tutti i tempi che più mi ha emozionato nel leggerne i libri ![]() Grazie José ![]() Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, la pietra che ha cambiato posto. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. |
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#6 (permalink) |
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STEPPENWOLF
Data registrazione: May 2005
Messaggi: 8,420
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Marcenda e Ricardo
..."La vita è uno sbaglio di destini, abitare così lontani l´una dall´altro, così Diverse le età, i futuri. Sta ripetendo quello che ha scritto nella sua lettera. Il fatto è che lei mi piace, Ricardo, solo non so quanto. Un uomo quando arriva a quest'età, diventa ridicolo se fa dichiarazioni d'amore. A me però è piaciuto leggerle, e mi piace ascoltarle. Non sto facendo nessuna dichiarazione d´ amore. E invece sì. Ci stiamo scambiando inchini, ramoscelli di fiori, è vero che sono belli i fiori, ma ormai sono recisi, morti, loro non lo sanno, noi fingiamo di non saperlo. Metto i miei fiori nell'acqua e rimango a guardarli finche durano i colori. Non avrà tempo di stancarsi gli occhi. Ora sto guardando lei: non sono un fiore. E´ un uomo, sono capace di capire la differenza. Un uomo tranquillo, che si è seduto in riva al fiume a vedere passare ciò che il fiume porta, forse in attesa di veder passare se stesso nella corrente. In questo momento, credo sia me che lei sta vedendo, lo dice l'espressione dei suoi occhi. E´ vero la vedo allontanarsi come un ramo fiorito con sopra un uccellino che canta. Non mi faccia piangere. Ricardo Reis andò alla finestra, scostò la tenda, colombi posati sulla statua non ce n' erano......." Lisbona anno 1935, sbarca proveniendo dal Brasile un uomo misterioso, Ricardo Reis medico e poeta, arriva nell'anno di Salazar in Portogallo, ma anche in quello in cui l'europa conosce i volti di Mussolini ,Franco,Hitler e muore in quell'anno "l'innumerevole " poeta Fernando Pessoa. Alla “partenza” di questo, Saramago immagina l’arrivo dell’altro, Ricardo, per la letteratura eteronimo di Pessoa, figlio mentale, creatura altra identica a se stessa, un uomo in mezzo agli altri, reale o non reale non importa. Lo stesso Pessoa scrive: “ se mi dicessero che è assurdo parlare così di chi non è mai esistito, risponderei che non ho prove che anche Lisbona sia un tempo esistita, o io che scrivo, o qualsiasi altra cosa dovunque essa sia.” Ad accoglerlo in quest'europa alle soglie del disastro della guerra, il fantasma di Pessoa, il letto della cameriera Lidia e l'eterea nobile Marcenda...tutto questo nell'anno della morte di Ricardo Reis ,1936. “…solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia.” · “..solo la notte è lucida, ma il sonno la vince, forse per darci tranquillità e riposo, pace all’anima dei vivi” |
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#7 (permalink) |
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thoughtful...
Data registrazione: Mar 2005
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Siamo in guerra ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l'altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell'altro e mantenere le nostre. L'amore verrà quando non ci saranno più barriere, l'amore è la fine dell'assedio.
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#9 (permalink) |
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vorsprungdurchtechik
Data registrazione: Apr 2009
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LA POLEMICA
il Vaticano contro Saramago "Un ideologo anti-religioso" Il giornale della Santa Sede critica in particolare il "Vangelo secondo Gesù", opera controversa, attraverso la quale il premio Nobel lanciò una "sfida alla memorie del cristianesimo" Josè Saramago ROMA - Josè Saramago "è stato un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all'ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo", si legge questo oggi sull'Osservatore Romano, in un articolo, "L'onnipotenza (presunta) del narratore" che ricorda come il poeta portoghese morto ieri a 87 anni 1, avesse scelto "lucidamente" di autocollocarsi "dalla parte della zizzania nell'evangelico campo di grano". Lo scrittore "si dichiarava insonne al solo pensiero delle crociate, o dell'inquisizione, dimenticando il ricordo dei gulag, delle 'purghe', dei genocidi, dei samizdat culturali e religiosi". Il giornale della Santa Sede critica in particolare il "Vangelo secondo Gesù", un'opera controversa, attraverso la quale il premio nobel lanciò una "sfida alla memorie del cristianesimo di cui non si sa cosa salvare se, tra l'altro, Cristo è figlio di un Padre che imperturbato lo manda al sacrificio; che sembra intendersela con Satana più che con gli uomini; che sovrintende l'universo con potestà senza misericordia. E Cristo non sa nulla di Sè se non a un passo dalla croce; e Maria Gli è stata madre occasionale; e Lazzaro è lasciato nella tomba per non destinarlo a morte suppletiva". "Irriverenza a parte, la sterilità logica, prima che teologica, di tali assunti narrativi, non produce - conclude l'articolo - la perseguita decostruzione ontologica, ma si ritorce in una faziosità dialettica di tale evidenza da vietargli ogni credibile scopo". Le spoglie dello scrittore portoghese da Lanzarote, isola delle Canarie dove risiedeva dal 1991, sono state portate a Lisbona, dove si terranno le esequie. Lo ha reso noto la fondazione Saramago. Ad accompagnare il feretro a bordo di un c130 dell'aeronautica militare portoghese, c'erano la vedova e il figlio, oltre al ministro della Cultura, al suo biografo e a diversi parenti e amici. La cremazione si terrà domani intorno a mezzogiorno. Poeta, romanziere e giornalista, Saramago è stato l'unico autore di lingua portoghese ad avere ricevuto il premio nobel per la letteratura. Il suo primo romanzo - che non ebbe successo - fu "Terra do pecado" del 1947; dopo 30 anni di silenzio uscì "Manuale di pittura e calligrafia", vero inizio di una carriera letteraria riconosciuta a livello internazionale con "L'anno della morte di Ricardo Reis" (1984) e culminata con il premio nobel vinto nel 1998. Ateo dichiarato, ebbe problemi con il governo portoghese che rifiutò di presentare il suo "Vangelo secondo Gesù Cristo" al premio letterario europeo, abbandonando per protesta il Paese e trasferendosi a Lanzarote. (19 giugno 2010) |
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