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#1 (permalink) |
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Jasmin Noir
Data registrazione: Jan 2006
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Un matrimonio spento ed una passione accesa
Scritti tratti dalla rubrica "Cuori allo Specchio" di Massimo Gramellini
Ottobre 2008: aprendo il mio computer e andando su Facebook, vedo la richiesta di amicizia da parte di una mia paziente, ora trasferita nella sua città d’origine a causa della separazione da suo marito. Ho sempre nutrito sentimenti di grande simpatia e di affetto per questa ragazza, pur sempre mantenendo il ruolo del suo medico curante. Da quel momento, dopo aver accettato la sua amicizia, nasce un rapporto epistolare quotidiano molto dolce e piacevole (inizialmente, sempre dandosi del «lei») che pian piano cresce, dominato dalle parole dei testi musicali, dei quali entrambi siamo grandissimi amanti. Fino a quando un bel giorno, una vampata di calore che dal profondo del ventre sale fino al mio viso, mi fa scrivere sulla tastiera del computer: «Non me la sento più di scriverle cose carine e piacevoli, ma la vorrei qui con me adesso». Risposta: «Con lei, Dottore, in qualsiasi posto sempre e quando vuole». Da lì nacquero una serie di mail dove, spogliati delle nostre sovrastrutture, si aprì tutto un mondo di sentimento e di affetti che non conoscevo, e che andava a occupare quegli spazi lasciati vuoti da un matrimonio pragmatico ma estremamente sterile dal punto di vista sentimentale. L’amore per i testi delle canzoni e per la musica in genere alimentava il nostro sentimento. Un senso, La cura, I migliori anni della nostra vita, Una rosa blu… Uno tsunami di sentimenti si stava liberando, nascosto alla famiglia. Era giunto il momento di vedersi. Dopo quasi sei mesi la vado a trovare. Sicuramente la distanza non favoriva i nostri rapporti: io piemontese, lei marchigiana. Mentre l’ascensore dell’albergo scende, il cuore mi batte forte. Erano almeno tre anni che non la vedevo più, si aprono le porte e la vedo lì… Tutto ciò che un uomo può desiderare accade quella sera, la sua bellezza, la sua dolcezza, il suo amore, la brezza del mare sui capelli, lo champagne, la musica. Momenti stupendi. Al mio ritorno mi rendo conto che niente sarebbe stato più come prima. Lo struggimento per una compagna che non ami più, il forte sentimento per una donna che si è aperta così tanto da considerarti l’uomo più importante della sua vita assieme a suo padre. Naturalmente quei sentimenti li provo anch’io per lei. Come gestire un evento del genere con due figli adolescenti? Il rapporto continua per cinque mesi, facendo salti mortali per vederci. Stavo per andarmene di casa ma con una sofferenza inaudita sono restato per proteggere la famiglia. Lei ha sempre rispettato la mia travagliatissima scelta, soffrendo molto anche lei. I soli momenti di gioia erano quando ci potevamo vedere. È veramente un amore infinito… La musica ci aiutava a stemperare questi momenti con l’ironia: «Fai come nella canzone "Cercami" di Renato Zero». Ci sarebbe da scrivere un romanzo. Le ultime sue parole per telefono: «Ma io e te prima o poi nella vita staremo insieme?». Non mi sono sentito di illuderla: non essendo ancora pronto a lasciare la mia famiglia, per amore e per rispetto per lei ho deciso di non vederla più. Ho reciso i vasi arteriosi del nostro amore con un dolore cupo e profondo. Prego ogni giorno per lei come si prega per qualcosa che è veramente sacro che lei mi ha dato e che forse non avrò mai più. Un raggio di sole nella mia vita, il suo grande amore. |
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#2 (permalink) |
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Jasmin Noir
Data registrazione: Jan 2006
Messaggi: 40,340
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Risposta
Mi verrebbe da risponderti parafrasando l’ultimo Jovanotti: baciala ancora. Ma come posso permettermi di mettere di nuovo in dubbio una decisione che ti è costata sicuramente tantissimo? Molte persone riescono a condurre una vita duplex, dividendosi fra un matrimonio di facciata e una storia di passione, nel tentativo di tenere insieme tutto: figli, casa, emozioni. Altri - i peggiori - tengono il piede in due scarpe, illudendo di continuo, magari per anni, la seconda scarpa che presto diventerà la prima e l’unica. Ma altri ancora, come te, non ce la fanno a reggere una doppia storia: per ragioni economiche, fisiche, psicologiche, morali. Non vogliono far soffrire, o comunque, ingannare, nessuno. Che strano destino. I figli crescono e le mamme imbiancano (adesso sto citando Battiato), e non sempre l’emozione che ci spinse a formare una famiglia riesce a evolvere in un sentimento solido e stabile. E quando non ci riesce, siamo esposti al rischio di un nuovo innamoramento, che mal si coniuga con le nuove responsabilità. Ma se le storie d’amore hanno una durata limitata nel tempo, per quale ragione producono un frutto imperituro come i figli?, mi chiese una lettrice con curiosità da filosofa. La perpetuazione della specie ci condanna alla monogamia, almeno nella versione ipocrita di una convivenza forzata con la madre (o il padre) dei nostri pargoli? Non esistono ricette fisse, se non per chi si attiene ai precetti religiosi, amanti dell’ordine sociale e, in quanto tali, assertori convinti dell’indissolubilità del matrimonio. L’unica regola laica che mi sento di suggerire è la seguente: poiché nessun amore può sorpassare quello che si prova per i propri figli, non si rompe una famiglia finché essa è utile a loro. E la famiglia è utile ai figli fin quando i due coniugi non arrivano a odiarsi a tal punto da rendere il clima casalingo irrespirabile. In quei casi estremi (ma assai frequenti) anche per i ragazzi diventa preferibile avere a che fare con dei genitori divorziati, ma rilassati, piuttosto che con due belve incatenate al tinello comune. Dalla tua lettera deduco che il rapporto coniugale, ancorché eroticamente spento o forse mai acceso del tutto, rimane abbastanza solido e rende la vostra famiglia un luogo ancora abitabile. Certo, non ti invidio. Come non invidio la donna che ami senza possibilità di futuro (almeno immediato) e soprattutto quella che non ami più, ma con la quale ti tocca sopravvivere. |
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#4 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Mar 2010
Messaggi: 988
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Citazione:
un fatto del genere è accaduto a mia moglie!!!
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#8 (permalink) |
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per aspera ad astra
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 16,166
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a me fa pena la moglie
un conto è se lui in un momento di stanca ha una passione per un'altra poi capisce che non è il caso, che è stato un fuoco di paglia e decide di investire di nuovo nel suo matrimonio, migliorando come marito e creando un circolo virtuoso in cui si inserisca la moglie .. un conto è lui che in fondo è un pavido.. talmente pavido che non sa scegliere l'amante non sa scegliere la moglie o si/ci prende per il sederino perchè gli piace tingere di tinte passionali e romantiche cose in fondo che non vanno oltre il flirt oppure non ama nessuno, solo sè stesso .. |
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