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#1 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
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....è in partenza dal 1° Binario il treno per.....
Se potessero parlare i marciapiedi di una stazione ferroviaria quante cose potrebbero raccontare! Gioia e tristezza si confondono, ancora oggi, durante quei minuti di attesa fra arrivi e partenze. Quanto sono lunghi quei momenti durante i quali scruti l'orizzonte sperando di intravedere la sagoma del treno che sta per arrivare, perchè stai per abbracciare una persona cara....ma l'orologio corre veloce quando stai per dire addio a chi vuoi bene, mentre vorresti che il tempo si fermasse!
Qualche valigia di cartone si vede ancora, anche quelle tenute strette da qualche cordone d'emergenza...quanti oggetti cari e di conforto contenevano, e contengono ancora, le povere valigie degli emigranti. I film dei mitici anni 60 ci raccontano di mariti premurosi che durante l'estate caricavano, molto affranti moglie e figli sui treni diretti verso località turistiche......"Mi mancherai, cara, sarà difficile stare lontano da te, arrangiarmi....ma stai tranquilla!"Vogliamo incominciare questo viaggio in treno? Ciuf...ciuf......in carrozza!
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#2 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
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IL TRENO
R.Cocciante - E il treno corre forte il treno va lontano e il quadro cambia sempre là dietro al finestrino io non ho avuto il tempo di stringere la mano io non ho avuto il tempo di dire una parola per asciugare il pianto di una madre che resta sola per sciogliere quel nodo che mio padre aveva in gola Ma il treno va lontano il treno porta via e batte un tempo strano lungo la strada mia più indietro c'è un bambino col naso che gli cola poi vengono gli amici dei tempi della scuola l'amore chiuso al bagno con una mano sola le canzoni sconce urlate a squarciagola Ma il treno corre forte e il treno adesso vola sulle distese immense di ciclamini viola sulle colline dolci coperte da lenzuola sopra quei balli tristi coi buchi nella suola sopra le notti spese in cerca di ******* sui versi di Pavese sulle promesse vane Ma il treno corre forte su tutta la mia vita che passa via veloce che sfugge fra le dita risento la sua voce si riapre la ferita la gioventù è passata per non ritornare mai più Ma il treno va lontano e non si è mai fermato ma gli occhi di quest' uomo conservano il passato e adesso vedo i visi di gente sconosciuta che cerca nei sorrisi la libertà perduta la zingara fortuna che scopre le mie carte che legge nella luna quale sarà la sorte Ma il treno corre forte si fermerà soltanto quando qualcuno un giorno mi chiamerà nel vento na na na na na na na na na ..... (ad libitum) http://www.youtube.com/watch?v=-h7blkXqDg8 Ultima modifica di maf@lda : 30-01-10 alle ore 08:47 |
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#3 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
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La notte del 25 giugno 1941 il comandante della 14a Divisione dell'esercito romeno, generale Stavrescu ordinò l'arresto di tutti gli Ebrei.
Migliaia furono i prigionieri. Donne e bambini furono rilasciati quasi subito. Circa 6.500 uomini vennero fucilati immediatamente o durante il saccheggio cui venne sottoposto il quartiere ebraico. Chi rimase vivo venne tenuto in detenzione. Dopo cinque giorni, il 30 giugno, circa 4.400 prigionieri Ebrei vennero caricati su due treni. I carri bestiame vennero sigillati, non fu distribuita acqua o cibo. Nel caldo terribile dell'estate i treni partirono senza una destinazione precisa poiché non era stato predisposto alcun centro di raccolta all'interno del Paese. Gli Ebrei cominciarono a morire di sete. Ogni tanto il treno veniva fermato in aperta campagna e i cadaveri venivano gettati dai treni. I contadini delle zone circostanti accorrevano per spogliare i cadaveri di tutto ciò che poteva avere valore. Così - quando i due treni arrivarono a destinazione, uno a Calarasi ed un altro a Podul Iloaiei - i sopravvissuti erano meno di un migliaio. L'orrore di quelle giornate venne raccontato più tardi da uno scrittore italiano che si trovava come corrispondente di guerra a Iasi, Curzio Malaparte.
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#4 (permalink) |
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Odette Toulemonde
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Il colonnello Gustavo Reisoli: libro “La conquista di Plava”. “…. all’alba, improvvisamente con un sinistro rumore di ferraglia, irrompe a Prilesje un treno blindato, con subito scrosciare di mitragliatrici e tuonare di cannone, portando un vero scompiglio fra gli zappatori intenti ad allestire il materiale da ponte. Formato da una locomotiva al centro e da due vagoni corazzati in testa e in coda, esso era destinato a fare improvvise apparizioni sulla ferrovia dell’Isonzo, a monte e a valle di Gorizia, per impedire, sopra tutto, i nostri passaggi del fiume. L’intervento della nostra artiglieria e l’interruzione della linea, immediatamente praticata, gli impedirono di ritentare la prova. Dopo questi avvenimenti, il giorno passò in un reciproco vigilarsi.”
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#5 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
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Liebesexpress, il treno dell'amore per singles
Dopo i viaggi organizzati per singles, i raduni, i party in discoteca ecc… arriva adesso un treno speciale che dovrebbe favorire l’approccio tra i cuori solitari. Si chiama “Liebesexpress” (traducibile con “treno dell’amore”) e viaggia sulla tratta Norimberga-Monaco. Ovviamente si può salire sul treno dell’amore solo se si è singles. Ci si registra al “single-dating check in” e come si debba provare il proprio status non l’ho capito. |
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#6 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
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LETTERA ALLA MADRE
di Salvatore Quasimodo Mater dolcissima, ora scendono le nebbie, il Naviglio urta confusamente sulle dighe, gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve; non sono triste nel Nord: non sono in pace con me, ma non aspetto perdono da nessuno, molti mi devono lacrime da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi come tutte le madri dei poeti, povera e giusta nella misura d'amore per i figli lontani. Oggi sono io che ti scrivo." - Finalmente, dirai, due parole di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore lo uccideranno un giorno in qualche luogo. "Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo di treni lenti che portavano mandorle e arance, alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze, di sale, d'eucalyptus. Ma ora ti ringrazio, questo voglio, ell'ironia che hai messo sul mio labbro, mite come la tua. Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori. E non importa se ora ho qualche lacrima per te, per tutti quelli che come te aspettano, e non sanno che cosa. Ah, gentile morte, non toccare l'orologio in cucina che batte sopra il muro tutta la mia infanzia è passata sullo smalto del suo quadrante, su quei fiori dipinti: non toccare le mani, il cuore dei vecchi. Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà, morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater. |
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#7 (permalink) |
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sparring partner
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 2,573
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![]() Portami via non ti fermare Musica sia questo rumore Il Treno Il ferro su ferro che si logora piano è un rumore che mi porta lontano Rumore di gente e di gente che parte E c'è già qualcuno che sta chiudendo le porte L'uomo col cappello lancia l'ultimo sguardo E c'è un signore in blu che arriva in ritardo L'uomo col cappello ci farà partire Anche se forse oggi lui non ha voglia di fischiare Ed il ferro si muove e la mente si sente più libera ma Scusi lei dove va Vado via Portami via non ti fermare Musica sia questo rumore Ed un lento arrivare di valigie diverse Piene di vestiti di ricordi e di occasioni perse Due occhiali da sole su un completo da giorno Per nascondere una notte di follie con l'amante di turno La signora senza anelli ha trovato un appiglio E mi racconta che forse finalmente ritroverà suo figlio Fuori dai vetri tutto corre veloce Ma i pensieri vanno lenti e non hanno una voce Ed il mondo corre intorno a questo treno che sta Prigioniero a metà della mente Portami via non ti fermare Musica sia questo rumore http://www.youtube.com/watch?v=Y9s_l2gweEU |
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#8 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
Messaggi: 17,058
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Adriano Celentano (1996) - Azzurro
Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua. Lei è partita per le spiagge e sono solo quaggiù in città, sento volare sopra i tetti un aeroplano che se ne va. Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me, mi accorgo di non avere più risorse senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te. Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va. Cerco un po' d'Africa in giardino, tra l'oleandro e il baobao, come facevo da bambino, ma qui c'è gente, non si può più, stanno innaffiando le tue rose, non c'è il leone, chissà dov'è. Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me, mi accorgo di non avere più risorse senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te. Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va. Sembra quand'ero all'oratorio, con tanto sole, tanti anni fa. Quelle domeniche da solo in un cortile, a passeggiar. Ora mi annoio più di allora, neanche un prete per chiacchierar. Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me, mi accorgo di non avere più risorse senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te. Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va... http://www.youtube.com/watch?v=8NsX_ayRSl4 |
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#9 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
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« Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione! »
(Il Perozzi) Amici miei è un film italiano del 1975 diretto da Mario Monicelli. Il progetto del film apparteneva a Pietro Germi, che non ebbe però la possibilità di realizzarlo a causa della prematura scomparsa[ Il film ruota intorno al racconto delle trovate goliardiche con le quali 5 amici cinquantenni, nella Firenze a cavallo degli anni sessanta e settanta, cercano di prolungare lo stato felice della propria infanzia, fuggendo le responsabilità ed i tormenti della vita adulta. http://www.youtube.com/watch?v=Eh8bh...eature=related amici miei scena treno Ultima modifica di maf@lda : 30-01-10 alle ore 16:39 |
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#10 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2010
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