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La7: un reality sulle adozioni
08 Gen 2010 ![]() ![]() Al via un reality sull'adozione internazionale Si intitola "Mamma ho preso l'aereo" il reality sulle adozioni che debutta il 26 gennaio su La7. I protagonisti? Alcune coppie italiane che stanno vivendo l'avventura dell'adozione, con le loro storie, aspettative e paure. Obiettivo: raccontare cos'è l'adozione internazionale accompagnando i genitori adottivi nel lungo iter per creare una famiglia. La reazione delle associazioni impegnate nel campo delle adozioni internazionali? Un ente storico come il Cifa è direttamente coinvolto nel programma, e AiBi fa sapere che "uno sguardo positivo sull'adozione internazionale è il benvenuto". ovviamente essendoci passato in prima persona (anche se non con le associazioni che ho evidenziato in rosso )....sono proprio curioso di vedere se cio che trasmetteranno in TV corrisponde alla realtà dei fatti....o se l'adozione internazionale agli occhi della gente (tramite canale mediatico) risulterà "rose e fiori"![]() ![]() proseguirà aggiornamento dopo l'inizio della trasmissione..... dove commenterò personalmente anche le mie esperienze ![]() ![]()
Ultima modifica di ivan72 : 21-01-10 alle ore 08:24 |
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Reality adozioni, Bettetini ad Affari: "Negativo indurre affettività"
Sabato 23.01.2010 13:00 "L'adozione non è uno spettacolo". Polemiche in Rete sul reality di La7 Adozioni internazionali, è polemica sul reality di La 7: DI' LA TUA di Stefania La Malfa Continuano le polemiche sul programma di La 7 sulle adozioni internazionali, che Affaritaliani ha anticipato nei giorni scorsi. Dopo i dubbi sulla banalizzazione e la strumentalizzazione del percorso delle adozioni, sollevati da molti genitori su forum e blog, arrivano anche quelli delle associazioni. Il Centro italiano aiuti all'infanzia spiega infatti in una nota "di essere perplesso sull'opportunità di mettere allo scoperto un'esperienza umana tanto intima e delicata. Se, come dicono gli ideatori del programma 'l’intento è quello di portare sul piccolo schermo quei meccanismi burocratici e quegli elementi umani che entrano in contatto e si intrecciano inevitabilmente nei difficili processi che animano il problema delle adozioni...' viene da domandarsi se questa fosse proprio l’unica formula possibile". Rispetto alle prime indiscrezioni trapelate, il programma si intitolerà "Mamma ha preso l’aereo" e la data della messa in onda della prima puntata è l’11 febbraio. Nel comunicato ufficiale si legge: "Girato come una docufiction il programma, oltre a dar conto delle diverse tappe necessarie per giungere all’adozione – cosa che di per sé già rappresenta un importante servizio informativo su una realtà che interessa sempre più persone, ma di cui si sa ancora molto poco – racconterà delle singole, concrete storie di adozione. Con il patrocinio di Cifa Onlus (Centro Internazionale per l’Infanzia e la Famiglia), uno degli enti più importanti che si occupano di adozioni internazionali, le telecamere de La7 hanno seguito la vita di 6 coppie in 'attesa adottiva'. La loro storia, come quella di tante altre coppie italiane è per molti aspetti simile ad una gravidanza biologica: l’attesa, la speranza, la paura e le emozioni sono intense e crescenti allo stesso modo. Al termine però non ci si trova in una sala parto, ma in un paese lontano: Brasile, Vietnam, Filippine, Perù, Ucraina, ogni paese con i suoi misteri, le sue problematiche, gli orfanotrofi dove migliaia di bambini aspettano di essere partoriti per la seconda volta". Nel dibattito interviene Gianfranco Bettetini, docente di Teoria e tecnica del linguaggio televisivo all'università Suor Orsola Benincasa. "E' difficile dare un giudizio senza aver visto il programma ma i rischi sono molti. Per primo quello della banalizzazione del problema delle adozioni internazionali, trattato attraverso un format tv adatto ad altro. E di ferire i genitori che sono ancora in attesa. Televisivamente il rischio è notevole: far vedere i bambini può comportare nel pubblico televisivo generico un coinvolgimento nel programma solo superficiale ed emotivo. Può essere poi una strumentalizzazione dei bambini perché la loro presenza induce una dimensione di esagerata affettività e compartecipazione e se si tratta di bambini adottati e provenienti da paesi lontani il livello aumenta". "Un conto - spiega Bettetini - è fare informazione sulle procedure e un altro è miscelarle con racconti di storie. Quando scatta la dimensione narrativa si entra in un ambito molto rischioso, cioè il racconto di per se stesso induce a un atteggiamento, sia da parte di chi fa il programma sia da parte di chi lo subisce, di emotività molto forte e quindi allontanamento dalla realtà e dalla verità del fenomeno". Ma aggiunge: "ci possono comunque essere anche dei pregi, per esempio quello di dare notizie sul tema e di suggerire dei percorsi concreti e realizzabili adatti alle diverse situazioni. La linea dovrebbe però essere quella di informazione e di documentazione, riducendo la dimensione emotiva e compartecipativa che può avere un effetto negativo sul pubblico". Secondo Bettetini poi si tratta di un programma "più vicino a un reality che a una docufiction ![]() , che è invece un mix tra documentario e fiction con dei personaggi di fantasia realizzati attraverso attori. Il documentario documenta una certa situazione con un certo distacco, la docufiction miscela questo aspetto con l'altro della finzione narrativa, nel reality invece si gioca fondamentalmente sulla copresenza di alcuni personaggi ripresi in continuità e poi magari subordinati alle linee di un montaggio. In ogni caso cosa sarà esattamente si capirà quando andrà in onda. Probabilmente hanno seguito la via del reality smembrato e rimontato o del documentario".![]() sono proprio curioso di vedere le storie che raccontano ![]() ![]() ![]()
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