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#1 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Dec 2009
Messaggi: 290
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Ted Hughes, Sylvia Plath e Assia Wevill... un triangolo della morte...
La follia totale dell'amore...
La più incredibile tragedia del 900 di quel male folle che è, spesso, l'amore totale... tre vite condannate... Assia... ![]() Sylvia... ![]() e Ted...
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#6 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
Messaggi: 17,058
Popolarità: 42949679 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Ted Hughes
Fisicamente era un gigante con la faccia squadrata, quasi scolpita nel legno, la bocca larga e sottile e gli occhi chiari con una luce speciale. Amava il mare, i figli Frieda e Nicholas, andare a pescare, raccontare storie agli amici, bere vodka, viaggiare, era affascinato dalla natura, dalle culture primitive, dagli animali. Cavalli, lupi, corvi, falchi, rondini, cavallette, mosche, ragni, serpenti, viole, narcisi, ciclamini, querce, insieme al vento, al sole, al mare, alla terra sono i soggetti della sua poesia. Non è un romantico e non guarda alla natura come una difesa dalla metropoli avvelenata dal capitalismo. Era nato e cresciuto contento in campagna, nel Yorkshire occidentale degli anni Trenta, dove andare a caccia era una grande avventura per un bambino. http://www.youtube.com/watch?v=18DdJO9Lg-s http://www.youtube.com/watch?v=VCM4X...eature=related Un triangolo veramente folle e drammatico! Ultima modifica di maf@lda : 10-01-10 alle ore 10:04 |
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#7 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
Messaggi: 17,058
Popolarità: 42949679 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Hughes non è un tormentato, né un pessimista cupo, usa l’infinità varietà delle specie animali per descrivere gli esseri umani. È uno sguardo lucido sulla violenza come in Relic (Reliquia), la famosa poesia sull’osso di mandibola di pescecane ritrovato sulla spiaggia.
“Gli abissi sono freddi; in quella tenebra il cameratismo non tiene: il contatto diventa presa, indigestione.[…] Nel mare il tempo si mangia la coda, prospera, sputa queste cose indigeribili, i pennoni delle intenzioni perdute sotto la superficie. Questo osso di mascella ricurvo non rise, ma abbrancò e morse e adesso è un cenotafio”. Insieme al corvo e al gufo, c’è anche la danza dei moscerini con le loro faccine barbute, il gioco dell’acqua, la cavallina pazza, la zanna del lupo divenuta amuleto, la viola finita fragile e sbiadita, essiccata, tra le pagine di un libro. Hughes è anche il poeta di Fiori e insetti, delle libellule appena schiuse, umide e lievi, che ballano come fanciulle, dei lampadari di giunchiglie, pieghevoli e flessuose finite sul tavolo di un falegname, dei ciclamini prigionieri in un vaso, della cavalletta malata d’amore, dei ragni che fanno l’amore fino a divorarsi. Amato dagli inglesi, Ted Hughes è stato a lungo all’estero soltanto il marito di Sylvia Plath, la poetessa americana suicida a Londra nel 1963, accusato per anni dalle femministe di essere il suo carnefice. Nessun poeta inglese, dopo Byron, ha avuto una vita privata tanto chiacchierata quanto lui, scrisse il Times. |
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#8 (permalink) |
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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
Messaggi: 17,058
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L’amore con Sylvia Plath, una poetessa di Boston, che sposò dopo pochi mesi dall’incontro a un party letterario a Cambridge, nel 1956, condiziona tutta la sua vita. Ne ha parlato per la prima volta solo in Birthday Letters ( Lettere di compleanno), nel 1998, l’anno in cui è morto. Un grande amore, lui di Cambridge, lei dell’esclusivo Smith College, entrambi pieni di speranze, con pochi di soldi, la passione per la poesia e la letteratura, ma anche voglia di bambini, di viaggi, di conoscere il mondo. Lei ha alle spalle un tentativo di suicidio, la depressione, il ricovero in clinica, la psicoanalisi. Lui ha un’infanzia felice nella campagna inglese, è pieno di vita, lei è figlia di immigrati tedeschi in America, odia il padre e ha un rapporto simbiotico con la madre.
Come ha raccontato in Birthday Letters, Ted la vide per la prima volta in una foto pubblicata da un giornale londinese, che annunciava l’arrivo dei borsisti Fullbright. “Notai subito i tuoi capelli lunghi, le onde morbide – la ciocca alla Veronica Lake. Non quello che nascondeva. Sembravano biondi. E il tuo sorriso. Il tuo esagerato sorriso americano per i fotografi, i giudici, gli sconosciuti, gli intimidatori. Poi ti dimenticai”. I due si ritrovarono poco dopo a Cambridge, dove Ted presentò la sua rivista. Fu subito amore, per lei sarà Colossus, il gigante da cui desidera essere protetta per tutta la vita. Per lui passione che scorre come un brandy nelle vene. “Tu eri sottile, flessuosa e liscia come un pesce. Eri un mondo nuovo. Il mio nuovo mondo. Questa è dunque l’America, mi dissi incantato. Bella, bellissima America!”. Ted amerà l’America, i deserti, i canyon, le rocce, le tracce delle antiche civiltà precolombiane. Sylvia lo inciterà a scrivere e nel 1957 vincerà un concorso di poesia a New York, che gli darà il successo. I due si trasferiscono a Boston. Una bella coppia, giovane e piena di talento, ma il matrimonio è già in crisi, dopo la nascita del primo figlio. Sylvia e Ted sono due mondi diversi: lui è vitale, proiettato all’esterno, affascinato della natura, lei scrive solo di se stessa, del suo vissuto, del suo malessere, i suoi incubi, l’insoddisfazione di sé, la paura continua del fallimento letterario. Ted s’innamorerà di una vicina di casa, Assia Weivil, un’ebrea russo-tedesca che aveva vissuto in Israele e Canada. |
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