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#4 (permalink) |
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http://it.wikipedia.org/wiki/Le_lettere_di_Berlicche
Il diavolo anziano scrive a suo nipote dandogli consigli su come corrompere l’essere umano che gli è stato affidato. Il consiglio è: fallo sempre pensare al passato e al futuro. Non lasciarlo mai vivere nel presente. Il passato e il futuro sono nel tempo. Il presente è atemporale ed eterno.” |
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#6 (permalink) |
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Insopportabile
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Dall'altra parte dello specchio, la destra e la sinistra si scambiano. Ma c'e' un punto in cui coincidono. Se ti trovi in quel punto, non sei l'originale, non sei il riflesso, sei lo specchio.
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#7 (permalink) |
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Insopportabile
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«È una marmellata ottima", disse la regina.»
«Tanto oggi non ne voglio.» «Anche se tu ne avessi voluta, non avresti potuto averne", ribattè la regina. "La regola è marmellata domani e marmellata ieri, ma non marmellata oggi.» «Ma prima o poi ci potrà essere «marmellata oggi»!", obiettò Alice.» «No", replicò la Regina. "La marmellata c'è negli altri giorni; e oggi non è un altro giorno, come dovresti sapere.» |
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#8 (permalink) |
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—...E se non stai buono, — aggiunse, — ti faccio andare nello specchio. Ti piacerebbe di andare nello specchio? Ora, se stai attento, Frufrù, e non parli tanto, ti dirò tutta la mia idea intorno alla Casa dello Specchio. Prima di tutto, v'è la stanza che si vede attraverso lo Specchio: è precisa come il salotto dove stiamo; però tutte le cose son messe alla rovescia. Salendo su una sedia la veggo tutta... tutta tranne la parte dietro il caminetto. Quanto mi piacerebbe veder quella parte! Chi sa se nell'inverno c'è il fuoco: se il nostro focolare non fa fumo, non s'indovina mai; ma se c'è fumo di qua, c'è fumo anche di là. Ma chi sa, può essere una finzione, per dare a credere che ci sia il fuoco anche di là. I libri, poi, somigliano ai nostri libri; ma le parole sono stampate a rovescio. Questo lo so; perchè ho tenuto un libro contro lo specchio, e nell'altra stanza ne hanno pigliato un altro.
"Ti piacerebbe di stare nella Casa dello Specchio, Frufrù? Chi sa, se ti darebbero il latte là dentro? Forse il latte della Casa dello Specchio non è buono da bere... E ora, Frufrù, arriviamo al corridoio. Se si lascia aperta la porta del nostro salotto si vede un pezzettino del corridoio della Casa dello Specchio: somiglia molto al corridoio nostro, ma chi sa se più in là non è diverso. Oh, Frufrù, che bellezza se potessimo entrare nella Casa dello Specchio! Son certa che ci sono tante belle cose. Fingiamo di poterci entrare, Frufrù, fingiamo che lo specchio sia morbido come un velo, e che si possa attraversare. To', adesso sta diventando come una specie di nebbia... Entrarci è la cosa più facile del mondo." Alice stava sulla mensola del caminetto mentre diceva così, sebbene non sapesse spiegarsi come fosse arrivata lassù. E certo il cristallo cominciava a svanire, come una nebbia lucente. L'istante dopo Alice attraversava lo specchio e saltava agilmente nella stanza di dietro. La prima cosa che fece fu di guardare se ci fosse il fuoco nel caminetto, e fu tanto contenta di vedere che ce n'era uno vero, pieno di fiamme vive, come quello che aveva lasciato nel salotto. "Così, qui starò calda come nell'altra stanza, — pensò Alice, — più calda, veramente, perchè qui non ci sarà nessuno che mi farà allontanare dal caminetto. Che bellezza, quando mi vedranno attraverso lo specchio e non potranno toccarmi!" Poi cominciò a guardare intorno intorno, e si accorse che ciò che poteva essere veduto dalla vecchia stanza era comune e poco interessante, ma che tutto il resto era assolutamente diverso. Per esempio, i ritratti appesi al muro sembravano tutti vivi e lo stesso orologio sul caminetto (come comprendete, nello specchio si vedeva solo la parte di dietro) aveva la faccia di un vecchietto e sogghignava. "Questa stanza non è tenuta pulita come l'altra" — diceva Alice a sè stessa, vedendo alcuni pezzi della scacchiera fra la cenere del focolare; ma un istante dopo con un piccolo "oh" di sorpresa s'inginocchiò per guardarli. Innanzi ai suoi occhi i pezzi della scacchiera sfilavano per due. — Ecco il Re Rosso e la Regina Rossa, — disse Alice (sottovoce, per tema di spaventarli) — ed ecco il Re Bianco e la Regina Bianca che si seggono sull'orlo della paletta; ed ecco i due Castelli che camminano a braccetto... Non credo che possano sentirmi, — essa continuò, chinando un po' di più la testa; — e son sicura che neanche possono vedermi. Mi par quasi di diventare invisibile... |
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