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#1 (permalink) |
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Il resto è silenzio
Data registrazione: Mar 2004
Messaggi: 41,737
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Sono una donna
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio chi vedo quando chiudo gli occhi come vengo sospinta quando vengo sospinta cosa cerco quando lascio libere le mani. Nessuno, nessuno sa quando ho fame quando parto quando cammino e quando mi perdo, e nessuno sa che per me andare è ritornare e ritornare è indietreggiare, che la mia debolezza è una maschera e la mia forza è una maschera, e quel che seguirà è una tempesta. Credono di sapere e io glielo lascio credere e io avvengo. Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà fosse una loro concessione e ringraziassi e obbedissi. Ma io sono libera prima e dopo di loro, con loro e senza loro sono libera nella vittoria e nella sconfitta. La mia prigione è la mia volontà! La chiave della mia prigione è la loro lingua ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio e il mio desiderio non riusciranno mai a domare. Sono una donna. Credono che la mia libertà sia loro proprietà e io glielo lascio credere e avvengo. (Joumana Haddad) |
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giullare-pierrot
Data registrazione: Dec 1999
Messaggi: 15,435
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Citazione:
![]() ![]() ![]() Che dire, l'unico termine potrebbe essere... Meravigliosa... ![]() Gaia |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2009
Messaggi: 187
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La punta delicata delle tue dita, il finissimo
silenzio delle mie labbra che su di esse trova il brillìo delle acque, la luna che sorge da uno stagno di larghe foglie più in alto passa il vento, per gli alberi, e nel cielo la notte. Adesso guarda come è dolce la vita, come si allontanano le orbite eteree abbandonando una luce sulla nostra fronte. Io ti amo e le ore salgono; ascolta il fruscìo sconosciuto della notte e infinito Lentamente, nelle mie braccia, senza turbare l’eternità che l’aria sta formando con i suoi cerchi immobili, contempla il pallido riflesso che ondeggia tra le foglie, questo istante che siamo sulla terra sospeso. Lassù, per gli spazi azzurri vagano suoni leggeri, e le stelle J.R.J. WILCOCK |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2009
Messaggi: 187
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Due Amori
Sognai di stare su un piccolo colle e un piano ai miei piedi s’apriva simile a vasto giardino che a suo talento fioriva di fiori e boccioli. V’erano stagni sognanti placidi e cupi, e candidi gigli, sparuti, e crochi, e violette purpuree e pallide, fritillarie sinuose, rade presenze fra l’erba in rigoglio, e tra le verdi maglie occhi blu di vergognose pervinche brillanti nel sole. E strani fiori v’erano, mai prima saputi, tinti dai chiari di luna, che Natura formò con accorto capriccio, e qui uno che bevve nei toni sfumanti d’ un attimo breve al tramonto, steli d’erba che in centurie di primavere le stelle nutrirono in guise lente e squisite, bagnati da odorosa rugiada adunata in coppe di gigli, che nei raggi di sole hanno visto solo la gloria di Dio, perché mai un tramonto rovina l’aria luminosa del cielo. Oltre, inatteso, un grigio muro di pietra coperto di morbido muschio s’alzava; e in lunga contemplazione rimasi, affatto stranito a vedere un luogo sì insolito, dolce, bello, e mentre io stavo stupito, ecco! Attraverso il giardino un giovane venne, levò in alto una mano a schermirsi dal sole, i suoi capelli mossi dal vento intrecciati di fiori, e nella mano portava un grappo sanguigno d’uva rigonfia, chiari i suoi occhi come cristallo, nudo, bianco come la neve su inaccessibili vette gelate, rosse le labbra quasi sparse di vino rosso che macchia suolo di marmo, di calcedonio la fronte. E venne accanto a me, con labbra socchiuse e gentili, mi prese la mano e la bocca baciò, e uva mi diede a mangiare, e disse “Dolce amico, vieni, ti mostrerò le ombre del mondo e le immagini della vita. Vedi, da Sud avanza pallido corteo che non ha mai fine”. Ed ecco! Nel giardino del mio sogno due giovani scorsi che camminavano su un piano brillante di luce dorata. Uno pareva gioioso e bello e fiorente, e una dolce canzone moveva dalle sue labbra; cantò di graziose fanciulle e l’amore gioioso di avvenenti ragazzi e ragazze, luminosi i suoi occhi, e fra gli steli danzanti dell’erba dorata i suoi piedi per gioia avanzavano in tremito; e in mano reggeva un liuto d’avorio con auree corde come chiome di donna, e cantava con melodiosa voce di flauto e attorno al suo collo tre ghirlande di rose. Ma accanto il suo compagno veniva; triste e dolce, e gli ampi suoi occhi erano strani d’ un chiarore mirabile, sbarrati in contemplazione e molti sospiri mandava che mi commossero, e le sue gote erano bianche ed esangui come pallidi gigli, e rosse le labbra come papaveri, e le mani continuamente serrava, e il capo era intrecciato di margherite pallide come labbra di morte. Un panno purpureo indossava trapunto d’oro segnato da un grande serpente il cui respiro era fiamma di fuoco: quando lo vidi, scoppiai in lacrime e gridai: “Dolce giovane, dimmi perché, triste ed ansante, tu vaghi per questi reami di sogno, ti prego il vero di dirmi, qual è il tuo nome? Rispose: “Amore è il mio nome.” Poi, subito, il primo a me si rivolse E gridò: “Mente: il suo nome è Vergogna. Ma io sono Amore, ed ero solito stare da solo in questo giardino, sin quando egli venne, inatteso, la notte; io sono Amore verace e riempio i cuori a fanciulli e fanciulle di reciproco ardore.” Poi fra sospiri l’altro mi disse: “Fa’ ciò che vuoi, io sono l’Amore che non osa dire il suo nome.” Lord Alfred Douglas |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2009
Messaggi: 187
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Una sera che ero uscito a spasso
Una sera che ero uscito a spasso, a spasso in Bristol Street, sul lastrico le folle erano campi di grano pronto per la mietitura. E lungo il fiume in piena udii un innamorato che cantava sotto un'arcata della ferrovia: "l'amore non ha fine". "Io ti amerò, mio caro, ti amerò finché la Cina e l'Africa s'incontrino e il fiume schizzi sopra la montagna e per la strada cantino i salmoni". "Io ti amerò finché l'oceano sia ripiegato e steso ad asciugare e vadano la sette stelle urlando come oche in giro per il cielo". "Come conigli correvano gli anni perché io tengo stretto fra le braccia il Fiore delle Età e il primo amore al mondo". Ma tutti gli orologi di città si misero a vibrare e rintoccare: "Oh, non lasciarti illudere dal Tempo, non puoi vincere il Tempo". "Nelle tane dell'Incubo, dove Giustizia è nuda, dall'ombra il Tempo vigila e tossisce se ha voglia di baciare". "Tra emicranie e in ansia vagamente la vita cola via e il Tempo avrà vinto la partita domani o ancora oggi". "In molte verdi valli si accumula la neve spaventosa; il Tempo spezza le danze intrecciate e dell'alteta lo stupendo tuffo". "Oh, immergi nell'acqua le tue mani, giù fino al polso immergile e guarda, guarda bene nel catino e chiediti che cosa hai perduto". "Nella credenza scricchiola il ghiacciaio, il deserto sospira dentro il letto e nella tazza la crepa dischiude un sentiero alla terra dei defunti". "Dove i barboni vincono bei soldi e il Gigante fa le moine a Jack e l'Angioletto è un nuovo Sacripante e Jill finisce giù lunga distesa". "Oh, guarda, guarda bene nello specchio, guarda nella tua ambascia; la vita è ancora una benedizione anche se benedire tu non puoi". "Oh, rimani, rimani alla finestra mentre bruciano e sgorgano le lacrime; tu amerai il prossimo tuo storto con il tuo storto cuore". Era tardi, già tardi quella sera, loro, gli amanti, se ne erano andati; tutti i rintocchi erano cessati e il gran fiume correva come sempre. Wystan Auden |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2009
Messaggi: 187
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Wystan Hugh Auden
: Canzone Pesci nei placidi laghi sfoggiano scie di colori, cigni nell'aria invernale hanno un candore perfetto e incede il grande leone per il suo bosco innocente; leone, pesci e cigno in scena e già sono andati sull'onda irruente del Tempo. Noi, finchè i giorni d'ombra son maturi, noi dobbiamo piangere e cantare del dovere il sopruso consapevole, il Diavolo nell'orgoglio, la bontà portata attentamente per espiazione o per nostra fortuna; noi i nostri amori li dobbiamo perdere, volgendo uno sguardo invidioso a ogni animale e uccello che si muove. Sospiri per folliecompiute e dette attorcono i nostri angusti giorni, ma devo benedire e celebrare che tu, mio cigno, avendo tutti i doni che Natura impulsiva ha dato al cigno, la maestà e l'orgoglio, vi aggiungessi ieri notte il tuo amore volontario. |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2009
Messaggi: 187
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Oh, cos'è questo rumoreOh, cos'è quel rumore lancinante
giù nella valle, un rullare, un rullare? Nient'altro che i soldati in marcia, caro, i soldati scarlatti. Oh, cos'è quella luce che mi abbaglia in lontananza come un lampo, un lampo? Non è che il sole sulle armi, caro, mentre avanzano svelti. Oh, che fanno con tutti quegli arnesi, cosa faranno stamane, stamane? Solo manovre, come sempre, caro, o forse è un segnale. Oh, perché sono usciti in strada e voltano il capo, in fila, in fila? Sarà arrivato un contrordine, caro. Ma perché ti inginocchi? Oh, non si sono fermati dal dottore né frenano i cavalli, i cavalli? Bé, di feriti non ne hanno, caro, nessuno in quei reparti. Oh, è il parroco che cercano, quel vecchio tutto bianco, sarà lui, sarà lui? No, vanno oltre, oltre il cancello, caro, senza fargli visita. Oh, toccherà al fattore qui accanto, a lui che è così furbo, così furbo? La fattoria l'hanno passata, caro, e già stanno correndo. Oh, dove vai? Rimani qui con me! Le tue promesse erano inganni, inganni? No, ho giurato di amarti, caro, ma ora devo andare. Oh, è rotto il chiavistello, è a pezzi l'uscio, oh, la via che hanno scelto è questa, è questa; hanno così pesanti gli stivali e hanno occhi di fuoco. |
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