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Data registrazione: Mar 2005
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In questo 3D vorrei raccogliere i contributi di tutti per elencare le canzoni italiane che "raccontano una storia"...
testo e musica... In fondo, tutte le canzoni raccontano qualcosa, ma la maggiorparte si focalizzano su un tema (molte volte, l'amore), e lo affrontano da vari punti di vista... strofa e ritornello... Qui, invece, vorrei elencare le canzoni che narrano una vera e propria mini-avventura... spesso tali canzoni hanno un protagonista che fà qualcosa... Comincio con quella forse più celebre, cantata da un Grande della musica italiana... ![]() Testo favoloso ed estremamente commovente... ![]() Vecchio frac - Domenico Modugno E' giunta mezzanotte si spengono i rumori si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffe' le strade son deserte, deserte e silenziose un'ultima carrozza cigolando se ne va il fiume scorre lento frusciando sotto i ponti la luna splende in cielo dorme tutta la citta' solo va un uomo in frac ha un cilindro per cappello, due diamanti per gemelli un bastone di cristallo, la gardenia nell'occhiello e sul candido gilet un papillon, un papillon di seta blu si avvicina lentamente con incedere elegante ha l'aspetto trasognato malinconio ed assente non si sa da dove viene ne' dove va di chi mai sara' quel vecchio frac? bonne nuit, bonne nuit bonne nuit bonne nuit buonanotte va dicendo ad ogni cosa ai fanali illuminati ad un gatto innamorato che randagio se ne va E' giunta ormai l'aurora, si spengono i fanali si sveglia a poco a poco tutta quanta la citta' la luna si è incantata, sorpresa e impallidita pian piano scolorandosi nel cielo sparirà sbadiglia una finestra sul fiume silenzioso e nella luce bianca galleggiando se ne van un cilindro, un fiore, un frac galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare verso il mare se ne va di chi sarà, di chi sarà quel vechio frac adieu adieu adieu adieu addio ai ricordi del passato, ad un sogno mai sognato ad un attimo d'amore che mai più ritornera' |
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#2 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jun 2009
Messaggi: 506
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Mille giorni di te e di me
Claudio Baglioni Io mi nascosi in te poi ti ho nascosto, da tutto e tutti per non farmi più trovare... e adesso che torniamo ognuno al proprio posto liberi finalmente e non saper che fare... Non ti lascia un motivo, né una colpa, ti ho fatto male per non farlo alla tua vita.... tu eri in piedi contro il cielo ed io così , dolente mi levai "imputato alzatevi"... Chi ci sarà dopo di te, respirerà il tuo odore, pensando che sia il mio....io e te.. che facemmo invidia al mondo avremmo vinto mai, contro miliardi di persone... e una storia va a *******... sapessi andarci io... Ci separammo un po' come ci unimmo, senza far niente e niente poi c'era da fare, se non che farlo lentamente noi fuggimmo lontano dove non ci si può più pensare... Finimmo prima che lui ci finisse, perché quel nostro amore non non avesse fine, volevo averti e solo allora mi riuscì... quando mi accorsi che ero lì per perderti ... Chi mi vorrà dopo di te.. si prenderà il tuo armadio, e quel disordine...che tu, hai lasciato nei miei fogli andando via così, come la nostra prima...scena... solo che andavamo via di schiena incontro a chi... insegneremo quello che...noi due imparammo insieme, e non capire mai...cos'è...se c'è stato per davvero... quell'attimo di eterno che non c'è... Mille giorni di te e di me.... Ti presento, un vecchio amico mio... il ricordo di me... per sempre, e per tutto quanto il tempo, in quest'addio... io m'innamorerò...di te... |
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
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Ed ora una storia suddivisa in due canzoni distinte, e circolari tra di loro (mi sembra sia un fatto unico, nel panorama della musica italiana
)...Scritta e cantata da un Grandissimo della musica italiana, sconosciuto alle masse e volutamente ignorato dai media (non c'è da stupirsi, vista l'estrema intelligenza e sensibilità dei suoi testi ), e che ho l'onore di conoscere personalmente... ![]() Ciao, Claudio, felice di sapere che ti sei rimesso in sesto, e sei tornato in concerto... ci vediamo presto ![]() Il muto - Claudio Lolli Il muto abitava una casa isolata, abbastanza lontano dal paese, in cui non arrivavano i rumori, i suoi muri di gomma tenevano fuori, le campane assordanti delle chiese. Il paese nasceva nei pressi di un fiume, silenzioso e tranquillo come il male, e sull'altra sponda bagnava, l'immagine di ghiaccio e di nebbia di un altro paese quasi uguale. Il muto riempiva dei suoi grandi silenzi, le bottiglie e gli oggetti della vita, si diceva che un giorno aveva parlato, ma nessuno aveva ascoltato, la sua strana canzone impaurita. Si diceva che un giorno aveva accettato, di misurarsi coi rumori del mondo, ma troppo tempo, si diceva, troppo tempo è passato, per ricordare se avesse una voce d'argento o solo una voglia di morire che veniva dal profondo. Certamente aveva girato molto le strade, era entrato molto spesso nei bar, uomo vecchio, forse anche senza memoria, difficile dire, nessuno sapeva quanti anni avesse, ma nessuno nemmeno la storia. Certo gli occhi erano grandi come di un ragazzo e d'altronde non si era sposato, ma chi oggi può dire dopo quel che è successo, se sia migliore o peggiore, di quelli che hanno sempre parlato. Non riuscirono mai a fargli pronunciare un si, ci provarono i preti ed i notai, non stupiamoci oggi se si ammutolì, certamente non ci tradì mai, certamente non si tradì mai. E viveva da solo nel paese sul fiume, con i capelli bianchi sparsi sulla fronte, senza dire mai niente, senza amare nessuno, fino a che costruirono, fino a che costruirono il ponte... |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
Messaggi: 13,126
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Il ponte - Claudio Lolli
Il ponte fu costuito da generosi operai, cominciarono con lo scavare nel fiume, che disperato si ribellava, i cassoni, i piloni profanavano l'aspetto segreto delle sue molte dune. E la gente li guardava da due rive opposte, con una strana perplessità i bianchi ed i neri, che non si erano mai conosciuti, tranne quelli del guado di notte, che imprecavano già eliminati, già proprio loro i contrabbandieri. Ed il ponte nasceva tra l'angoscia e la terra, come sospeso tra il cielo e l'inferno, aumentava ogni giorno di un quadrato di ferro, ma qualcuno già cercava all'interno, già qualcuno scappava all'interno. Il fiume pertanto si sentiva violato, la sua forza, la sua legge dov'era? In quale orrore di pace e che promesse di guerra veniva ad affaticare la sua giusta divisione tra una terra e un'altra terra. Lui che aveva sempre lasciato passare solo il fiore del fiore degli anni, uomini forti e cavalli innamorati e una voglia, una voglia di donne che non si era mai preoccupata di affanni. E il ponte nasceva maestoso, imponente, tra due argini come una violenza, la fatica alla fine sembrava una sorella, sembrava impossibile averne mai fatto senza, sembrava impossibile ormai farne senza. Sembrava impossibile agli operai, sembrava impossibile agli architetti, ai maestri costruttori, che nessuno prima ci avesse pensato, alla bellezza di ponte metallico, ad un ponte che unisse la distanza infinita tra due ordini di cuori. Sembrava impossibile a tutti ma, in un minuto, comprese il nemico, avverti la paura, lo sguardo sereno, lo sguardo sereno del muto... |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
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Grazie
![]() Baglioni ha raccontato alcune belle "storie"... La mia preferita è questa, un viaggio effettuato stando fermi, seduti su una panchina... ![]() Poster - Claudio Baglioni Seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda del metro sei lì che aspetti quello delle 7.30 chiuso dentro il tuo paletot Un tizio legge attento le istruzioni sul distributore del caffè e un bambino che si tuffa dentro a un bignè. E l'orologio contro il muro segna l'una e dieci da due anni in qua il nome di questa stazione è mezzo cancellato dall'umidità Un poster che qualcuno ha già scarabocchiato dice "Vieni in Tunisia: c'è un mare di velluto ed una palma e tu che sogni di fuggire via... di andare lontano, lontano... E da una radiolina accesa arrivano le note di un'orchestra jazz Un vecchio con gli occhiali spessi un dito cerca la risoluzione a un quiz. Due donne stan parlando con le braccia piene di sacchetti dell'UPIM E un giornale è aperto sulla pagina dei films. E sui binari quanta vita che è passata e quanta che ne passerà E due ragazzi stretti stretti che si fan promesse per l'eternità. Un uomo si lamenta ad alta voce del governo e della polizia. E tu che intanto sogni ancora sogni sempre, sogni di fuggire via... di andare lontano, lontano... andare lontano, lontano... Sei li che aspetti quello delle 7,30 chiuso dentro il tuo paletot seduto sopra una panchina fredda del metro... |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
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Vi faccio una piccola confessione...
![]() Se mi chiedessero quale canzone sento come rappresentativa della mia vita, risponderei decisamente questa... ![]() Extraterrestre - Eugenio Finardi C'era un tipo che viveva in un abbaino Per avere il cielo sempre vicino Voleva passare sulla vita come un aeroplano... Perchè a lui non importava niente Di quello che faceva la gente Solo una cosa per lui era importante... E si esercitava continuamente Per sviluppare quel talento latente Che è nascosto tra le pieghe della mente... E la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle Dalla finestra nel tetto, con un messaggio Voleva prendere contatto... diceva: "Extraterrestre portami via Voglio una stella che sia tutta mia Extraterrestre vienimi a pigliare Voglio un pianeta su cui ricominciare" Una notte il suo messaggio fu ricevuto In un istante è stato trasportato Senza dolore, su un pianeta sconosciuto... Il cielo un po' più viola del normale Un po' più caldo il sole Ma nell'aria un buon sapore... E terra da esplorare E dopo la terra il mare Un pianeta intero con cui giocare... E lentamente la consapevolezza Mista ad una dolce sicurezza "l'universo è la mia fortezza"... "Oh extraterrestre portami via Voglio una stella che sia tutta mia Extraterrestre vienimi a cercare Voglio un pianeta su cui ricominciare" Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza Comincia a dare segni d'incertezza Si sente crescer dentro l'amarezza... Perchè adesso che il suo scopo è stato realizzato Si sente ancora vuoto Si accorge che in lui niente è cambiato... Che le sue paure non se ne sono andate Anzi che semmai sono aumentate Dalla solitudine amplificate... E adesso passa la vita a cercare Ancora di comunicare Con qualcuno che lo possa far tornare... e dice: "Extraterrestre portami via Voglio tornare indietro a casa mia Extraterrestre non mi abbandonare Voglio tornare per ricominciare... Extraterrestre portami via Voglio tornare indietro a casa mia Extraterrestre vienimi a pigliare Voglio tornare per ricominciare"... Ultima modifica di Petronio_arbiter : 22-08-09 alle ore 15:58 |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
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Alterniamo con il genere "rap" e dintorni, tipicamente rappresentativo della "narrazione di una storia in musica"...
Questa è tremendamende incisiva e cruda, ma dà speranza... ![]() Mary - Gemelli Diversi Mary... è andata via l'hanno vista piangere correva nel buio di una ferrovia notti di sirene in quella periferia si dice che di noi tutti ha un po' nostalgia ma lei se ne è andata... Mary.... Si sente sola... Mary ora ha paura... Mary l'ho vista piangere e poi chiedere una risposta al cielo... Mary e ora il suo sguardo non merita gli occhi di chi nasconde alla gente gli abusi osceni del padre ma non vuol parlarne... Mary e cela i suoi dolori in ogni foglio del diario che ora ha tra le mani e guardando vecchie foto chiede aiuto ad una preghiera sui polsi i segni di quegli anni chiusa in una galera la madre che sa tutto e resta zitta ora il suo volto porta i segni di una nuova sconfitta e l'ho vista girar per la città senza una meta dentro lo zaino i ricordi che le han sporcato la vita tradita da chi l'ha messa al mondo e in secondo sul suo corpo i segni di un padre che per Mary adesso è morto è stanca Mary, non ha più lacrime ed ora chiede al destino un sorriso chiuso in un sogno la sera ma... dicono che Mary se n'è andata via, l'hanno vista piangere correva nel buio di una ferrovia, sanno che scappava notti di sirene in quella periferia, non bastava correre si dice che di noi tutti abbia un po' nostalgia ma lei se n'è andata... Mary che cammina su sentieri più scuri sta cercando sorrisi sinceri oltre i muri di questa città Oh Mary, camminando su sentieri più scuri sul diario segreto scrivevi "quella bestia non è mio papà" Ora ripenso a quando mi parlavi in lacrime dicevi questa vita non la cambio ma ci sto provando, sto pregando ma sembra inutile e abbracciandomi dicesti "tornerò"... hey, guarda, c'è Mary, è tornata, in stazione sai stringe la mano a due persone il suo bel viso ha cambiato espressione senza più gocce di dolore ora la bacia il sole bacia il suo uomo e la bimba nata dal suo vero amore con quel suo sorriso che dà senso a tutto il resto protetto da un mondo sporco che ha scoperto troppo presto ha un'anima ferita, un'innocenza rubata sa che è la vita non è una fiaba ma ora Mary è tornata una fata... cammina lenta ma sembra che sia contenta, attenta una sfida eterna aspetta ma non la spaventa era altrove e suo padre ora ha smesso di vivere Mary fissa la sua lapide, versare lacrime è impossibile Si chiedono ma è Mary quella in fondo alla via? è riuscita a crescere tornata con il giorno in quella ferrovia fresca di rugiada parla di sè Mary senza nostalgia stanca ormai di piangere lei sa quanto dura questa vita sia ma lei l'ha cambiata Mary... camminando su sentieri più scuri hai trovato sorrisi sinceri oltre i muri di questa città oh Mary, camminavi su sentieri più scuri sul diario segreto scrivevi "quella bestia non è mio papà"... |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
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Questa dell'Orso di Bologna è indimenticabile...
![]() Il Vecchio e il Bambino - Francesco Guccini Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera; la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera... L' immensa pianura sembrava arrivare fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare e tutto d' intorno non c'era nessuno: solo il tetro contorno di torri di fumo... I due camminavano, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva: con l' anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati... I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni, i vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguer nei sogni il falso dal vero... E il vecchio diceva, guardando lontano: "Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell' uomo e delle stagioni..." Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: "Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!" |
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
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Tra i più grandi cantastorie italiani, se non il più grande...
![]() Grazie di aver frequentato questa Terra, Faber ![]() Bocca di Rosa - Fabrizio de Andrè La chiamavano "Bocca di Rosa" metteva l'amore, metteva l'amore, la chiamavano "Bocca di Rosa" metteva l'amore sopra ogni cosa Appena scese alla stazione nel paesino di San Vicario tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario C'è chi l'amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione Bocca di Rosa né l'uno né l'altro lei lo faceva per passione Ma la passione spesso conduce a soddisfare alle proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie E fu così che da un giorno all'altro Bocca di Rosa si tirò addosso l'ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa le contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettiva Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute: "il furto d'amore sarà punito -disse- dall'ordine costituito" E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: "quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare" Ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi, con i pennacchi ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri Alla stazione c'erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c'erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano a salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese, a salutare chi per un poco portò l'amore nel paese C'era un cartello giallo con una scritta nera diceva "Addio Bocca di Rosa con te se ne parte la primavera" Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi manda un bacio, chi getta un fiore chi si prenota per due ore. Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un'estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione E con la Vergine in prima fila e Bocca di Rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l'amore sacro e l'amor profano Yea!!! |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2005
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Storiella misconosciuta cantata da uno dei più amati cantanti italiani...
Narra di un omicidio rimosso dall'assassino... ![]() Favolosa... No dottore - Lucio Battisti No dottore, per favore, non è urgente, non è niente... Per un attimo la mente mi si è accesa e qualcosa si bruciò Il mio nome? Il cognome? L'indirizzo? Dica il prezzo Stia tranquillo non son pazzo Questa cosa è ormai chiusa e ripetersi non può Oh no! No dottore, no dottore! Quel che dice non mi piace L'ho lasciata che dormiva respirava era viva come me! Posso chiamare un taxi è tardi e devo tornare a casa mia È già sera e quando è sera lei mi vuole accanto a sé... È un'abitudine la nostra quasi una malattia... Stare insieme, sempre insieme, sa com'è? No dottore! Non è vero! Son rinchiuso? Io rinchiuso? Ma è un abuso! Lei è un pazzo! Lei è un pazzo, un pazzo è! No dottore ... no dottore, no, no, no... No dottore, per favore! No dottore, no dottore, no dottore, per favore no dottore, per favore no dottore, per favore no dottore, no, no, no... Posso chiamare un taxi è tardi e devo tornare a casa mia È già sera e quando è sera lei mi vuole accanto a sé... È un'abitudine la nostra quasi una malattia... Stare insieme, sempre insieme, sa com'è? |
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