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Vecchio 22-08-09, 14:46   #1 (permalink)
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Lightbulb Canzoni italiane che narrano una storia

In questo 3D vorrei raccogliere i contributi di tutti per elencare le canzoni italiane che "raccontano una storia"...

testo e musica...

In fondo, tutte le canzoni raccontano qualcosa, ma la maggiorparte si focalizzano su un tema (molte volte, l'amore), e lo affrontano da vari punti di vista... strofa e ritornello...

Qui, invece, vorrei elencare le canzoni che narrano una vera e propria mini-avventura... spesso tali canzoni hanno un protagonista che fà qualcosa...

Comincio con quella forse più celebre, cantata da un Grande della musica italiana...

Testo favoloso ed estremamente commovente...

Vecchio frac - Domenico Modugno

E' giunta mezzanotte si spengono i rumori
si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffe'
le strade son deserte, deserte e silenziose
un'ultima carrozza cigolando se ne va
il fiume scorre lento frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo dorme tutta la citta'
solo va un uomo in frac
ha un cilindro per cappello, due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo, la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet un papillon, un papillon di seta blu
si avvicina lentamente con incedere elegante
ha l'aspetto trasognato malinconio ed assente
non si sa da dove viene ne' dove va
di chi mai sara' quel vecchio frac?
bonne nuit, bonne nuit bonne nuit bonne nuit buonanotte
va dicendo ad ogni cosa ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato che randagio se ne va
E' giunta ormai l'aurora, si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la citta'
la luna si è incantata, sorpresa e impallidita
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà
sbadiglia una finestra sul fiume silenzioso
e nella luce bianca galleggiando se ne van
un cilindro, un fiore, un frac
galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne va
di chi sarà, di chi sarà quel vechio frac
adieu adieu adieu adieu addio
ai ricordi del passato, ad un sogno mai sognato
ad un attimo d'amore che mai più ritornera'


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Vecchio 22-08-09, 15:01   #2 (permalink)
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Mille giorni di te e di me
Claudio Baglioni

Io mi nascosi in te poi ti ho nascosto,
da tutto e tutti per non farmi più trovare...
e adesso che torniamo ognuno al proprio posto
liberi finalmente e non saper che fare...

Non ti lascia un motivo, né una colpa,
ti ho fatto male per non farlo alla tua vita....
tu eri in piedi contro il cielo ed io così
, dolente mi levai "imputato alzatevi"...

Chi ci sarà dopo di te,
respirerà il tuo odore,
pensando che sia il mio....io e te..
che facemmo invidia al mondo

avremmo vinto mai,
contro miliardi di persone...
e una storia va a *******...
sapessi andarci io...

Ci separammo un po' come ci unimmo,
senza far niente e niente poi c'era da fare,
se non che farlo lentamente noi fuggimmo
lontano dove non ci si può più pensare...

Finimmo prima che lui ci finisse,
perché quel nostro amore non non avesse fine,
volevo averti e solo allora mi riuscì...
quando mi accorsi che ero lì per perderti ...

Chi mi vorrà dopo di te..
si prenderà il tuo armadio,
e quel disordine...che tu,
hai lasciato nei miei fogli andando via così,
come la nostra prima...scena...

solo che andavamo via di schiena incontro a chi...
insegneremo quello che...noi due imparammo insieme,
e non capire mai...cos'è...se c'è stato per davvero...
quell'attimo di eterno che non c'è...

Mille giorni di te e di me....

Ti presento, un vecchio amico mio...
il ricordo di me... per sempre,
e per tutto quanto il tempo, in quest'addio...
io m'innamorerò...di te...

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Vecchio 22-08-09, 15:14   #3 (permalink)
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Ed ora una storia suddivisa in due canzoni distinte, e circolari tra di loro (mi sembra sia un fatto unico, nel panorama della musica italiana )...

Scritta e cantata da un Grandissimo della musica italiana, sconosciuto alle masse e volutamente ignorato dai media (non c'è da stupirsi, vista l'estrema intelligenza e sensibilità dei suoi testi ), e che ho l'onore di conoscere personalmente...

Ciao, Claudio, felice di sapere che ti sei rimesso in sesto, e sei tornato in concerto... ci vediamo presto

Il muto - Claudio Lolli

Il muto abitava una casa isolata,
abbastanza lontano dal paese,
in cui non arrivavano i rumori,
i suoi muri di gomma tenevano fuori,
le campane assordanti delle chiese.
Il paese nasceva nei pressi di un fiume,
silenzioso e tranquillo come il male,
e sull'altra sponda bagnava,
l'immagine di ghiaccio e di nebbia
di un altro paese quasi uguale.

Il muto riempiva dei suoi grandi silenzi,
le bottiglie e gli oggetti della vita,
si diceva che un giorno aveva parlato,
ma nessuno aveva ascoltato,
la sua strana canzone impaurita.
Si diceva che un giorno aveva accettato,
di misurarsi coi rumori del mondo,
ma troppo tempo, si diceva,
troppo tempo è passato,
per ricordare se avesse una voce d'argento
o solo una voglia di morire
che veniva dal profondo.

Certamente aveva girato molto le strade,
era entrato molto spesso nei bar,
uomo vecchio, forse anche senza memoria,
difficile dire, nessuno sapeva quanti anni avesse,
ma nessuno nemmeno la storia.
Certo gli occhi erano grandi come di un ragazzo
e d'altronde non si era sposato,
ma chi oggi può dire dopo quel che è successo,
se sia migliore o peggiore,
di quelli che hanno sempre parlato.

Non riuscirono mai a fargli pronunciare un si,
ci provarono i preti ed i notai,
non stupiamoci oggi se si ammutolì,
certamente non ci tradì mai,
certamente non si tradì mai.
E viveva da solo nel paese sul fiume,
con i capelli bianchi sparsi sulla fronte,
senza dire mai niente,
senza amare nessuno,
fino a che costruirono,
fino a che costruirono il ponte...


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Vecchio 22-08-09, 15:33   #4 (permalink)
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Il ponte - Claudio Lolli

Il ponte fu costuito da generosi operai,
cominciarono con lo scavare nel fiume,
che disperato si ribellava,
i cassoni, i piloni profanavano l'aspetto segreto delle sue molte dune.

E la gente li guardava da due rive opposte,
con una strana perplessità i bianchi ed i neri,
che non si erano mai conosciuti,
tranne quelli del guado di notte,
che imprecavano già eliminati,
già proprio loro i contrabbandieri.

Ed il ponte nasceva tra l'angoscia e la terra,
come sospeso tra il cielo e l'inferno,
aumentava ogni giorno di un quadrato di ferro,
ma qualcuno già cercava all'interno,
già qualcuno scappava all'interno.

Il fiume pertanto si sentiva violato,
la sua forza, la sua legge dov'era?
In quale orrore di pace e che promesse di guerra
veniva ad affaticare la sua giusta divisione
tra una terra e un'altra terra.

Lui che aveva sempre lasciato passare
solo il fiore del fiore degli anni,
uomini forti e cavalli innamorati
e una voglia, una voglia di donne
che non si era mai preoccupata di affanni.

E il ponte nasceva maestoso, imponente,
tra due argini come una violenza,
la fatica alla fine sembrava una sorella,
sembrava impossibile averne mai fatto senza,
sembrava impossibile ormai farne senza.

Sembrava impossibile agli operai,
sembrava impossibile agli architetti, ai maestri costruttori,
che nessuno prima ci avesse pensato,
alla bellezza di ponte metallico,
ad un ponte che unisse la distanza infinita
tra due ordini di cuori.

Sembrava impossibile a tutti ma,
in un minuto,
comprese il nemico, avverti la paura,
lo sguardo sereno, lo sguardo sereno del muto...


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Vecchio 22-08-09, 15:40   #5 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da Lost_in_Edinburg Visualizza messaggio
...Claudio Baglioni...
Grazie

Baglioni ha raccontato alcune belle "storie"...

La mia preferita è questa, un viaggio effettuato stando fermi, seduti su una panchina...


Poster - Claudio Baglioni


Seduto con le mani in mano
sopra una panchina fredda del metro
sei lì che aspetti quello delle 7.30
chiuso dentro il tuo paletot
Un tizio legge attento le istruzioni
sul distributore del caffè
e un bambino che si tuffa dentro a un bignè.
E l'orologio contro il muro
segna l'una e dieci da due anni in qua
il nome di questa stazione
è mezzo cancellato dall'umidità
Un poster che qualcuno ha già scarabocchiato
dice "Vieni in Tunisia:
c'è un mare di velluto ed una palma
e tu che sogni di fuggire via...
di andare lontano, lontano...
E da una radiolina accesa
arrivano le note di un'orchestra jazz
Un vecchio con gli occhiali spessi un dito
cerca la risoluzione a un quiz.
Due donne stan parlando
con le braccia piene di sacchetti dell'UPIM
E un giornale è aperto sulla pagina dei films.
E sui binari quanta vita che è passata e quanta che ne passerà
E due ragazzi stretti stretti
che si fan promesse per l'eternità.
Un uomo si lamenta ad alta voce
del governo e della polizia.
E tu che intanto sogni ancora
sogni sempre, sogni di fuggire via...
di andare lontano, lontano...
andare lontano, lontano...
Sei li che aspetti quello delle 7,30
chiuso dentro il tuo paletot
seduto sopra una panchina fredda del metro...


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Vecchio 22-08-09, 15:54   #6 (permalink)
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Vi faccio una piccola confessione...

Se mi chiedessero quale canzone sento come rappresentativa della mia vita, risponderei decisamente questa...

Extraterrestre - Eugenio Finardi

C'era un tipo che viveva in un abbaino
Per avere il cielo sempre vicino
Voleva passare sulla vita come un aeroplano...

Perchè a lui non importava niente
Di quello che faceva la gente
Solo una cosa per lui era importante...

E si esercitava continuamente
Per sviluppare quel talento latente
Che è nascosto tra le pieghe della mente...

E la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
Dalla finestra nel tetto, con un messaggio
Voleva prendere contatto...

diceva:

"Extraterrestre portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre vienimi a pigliare
Voglio un pianeta su cui ricominciare"

Una notte il suo messaggio fu ricevuto
In un istante è stato trasportato
Senza dolore, su un pianeta sconosciuto...

Il cielo un po' più viola del normale
Un po' più caldo il sole
Ma nell'aria un buon sapore...

E terra da esplorare
E dopo la terra il mare
Un pianeta intero con cui giocare...

E lentamente la consapevolezza
Mista ad una dolce sicurezza
"l'universo è la mia fortezza"...

"Oh extraterrestre portami via
Voglio una stella che sia tutta mia
Extraterrestre vienimi a cercare
Voglio un pianeta su cui ricominciare"

Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza
Comincia a dare segni d'incertezza
Si sente crescer dentro l'amarezza...

Perchè adesso che il suo scopo è stato realizzato
Si sente ancora vuoto
Si accorge che in lui niente è cambiato...

Che le sue paure non se ne sono andate
Anzi che semmai sono aumentate
Dalla solitudine amplificate...

E adesso passa la vita a cercare
Ancora di comunicare
Con qualcuno che lo possa far tornare...

e dice:

"Extraterrestre portami via
Voglio tornare indietro a casa mia
Extraterrestre non mi abbandonare
Voglio tornare per ricominciare...

Extraterrestre portami via
Voglio tornare indietro a casa mia
Extraterrestre vienimi a pigliare
Voglio tornare per ricominciare"...



Ultima modifica di Petronio_arbiter : 22-08-09 alle ore 15:58
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Vecchio 22-08-09, 16:22   #7 (permalink)
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Alterniamo con il genere "rap" e dintorni, tipicamente rappresentativo della "narrazione di una storia in musica"...

Questa è tremendamende incisiva e cruda, ma dà speranza...

Mary - Gemelli Diversi

Mary... è andata via
l'hanno vista piangere
correva nel buio di una ferrovia
notti di sirene in quella periferia
si dice che di noi tutti ha un po' nostalgia
ma lei se ne è andata...

Mary....

Si sente sola... Mary
ora ha paura... Mary
l'ho vista piangere e poi chiedere una risposta al cielo... Mary
e ora il suo sguardo non merita gli occhi di chi nasconde alla gente
gli abusi osceni del padre ma non vuol parlarne... Mary
e cela i suoi dolori in ogni foglio del diario che ora ha tra le mani
e guardando vecchie foto chiede aiuto ad una preghiera
sui polsi i segni di quegli anni chiusa in una galera
la madre che sa tutto e resta zitta
ora il suo volto porta i segni di una nuova sconfitta
e l'ho vista girar per la città senza una meta
dentro lo zaino i ricordi che le han sporcato la vita
tradita da chi l'ha messa al mondo
e in secondo sul suo corpo i segni di un padre che per Mary adesso è morto
è stanca Mary, non ha più lacrime
ed ora chiede al destino un sorriso chiuso in un sogno la sera ma...

dicono che Mary se n'è andata via, l'hanno vista piangere
correva nel buio di una ferrovia, sanno che scappava
notti di sirene in quella periferia, non bastava correre
si dice che di noi tutti abbia un po' nostalgia
ma lei se n'è andata...
Mary che cammina su sentieri più scuri
sta cercando sorrisi sinceri
oltre i muri di questa città
Oh Mary, camminando su sentieri più scuri
sul diario segreto scrivevi
"quella bestia non è mio papà"

Ora ripenso a quando mi parlavi in lacrime
dicevi questa vita non la cambio ma
ci sto provando, sto pregando ma sembra inutile
e abbracciandomi dicesti "tornerò"...

hey, guarda, c'è Mary, è tornata, in stazione sai
stringe la mano a due persone
il suo bel viso ha cambiato espressione
senza più gocce di dolore ora la bacia il sole
bacia il suo uomo e la bimba nata dal suo vero amore
con quel suo sorriso che dà senso a tutto il resto
protetto da un mondo sporco che ha scoperto troppo presto
ha un'anima ferita, un'innocenza rubata
sa che è la vita non è una fiaba ma
ora Mary è tornata una fata...
cammina lenta ma sembra che sia contenta, attenta
una sfida eterna aspetta ma non la spaventa
era altrove e suo padre ora ha smesso di vivere
Mary fissa la sua lapide, versare lacrime è impossibile

Si chiedono ma è Mary quella in fondo alla via?
è riuscita a crescere
tornata con il giorno in quella ferrovia fresca di rugiada
parla di sè Mary senza nostalgia
stanca ormai di piangere
lei sa quanto dura questa vita sia
ma lei l'ha cambiata
Mary... camminando su sentieri più scuri
hai trovato sorrisi sinceri oltre i muri di questa città
oh Mary, camminavi su sentieri più scuri
sul diario segreto scrivevi
"quella bestia non è mio papà"...


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Vecchio 22-08-09, 16:31   #8 (permalink)
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Questa dell'Orso di Bologna è indimenticabile...


Il Vecchio e il Bambino - Francesco Guccini


Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"


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Vecchio 22-08-09, 16:44   #9 (permalink)
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Tra i più grandi cantastorie italiani, se non il più grande...

Grazie di aver frequentato questa Terra, Faber

Bocca di Rosa - Fabrizio de Andrè

La chiamavano "Bocca di Rosa"
metteva l'amore, metteva l'amore,
la chiamavano "Bocca di Rosa"
metteva l'amore sopra ogni cosa

Appena scese alla stazione
nel paesino di San Vicario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario

C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
Bocca di Rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare alle proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie

E fu così che da un giorno all'altro
Bocca di Rosa si tirò addosso
l'ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l'osso

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all'invettiva

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
"il furto d'amore sarà punito -disse-
dall'ordine costituito"

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare"

Ed arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi, con i pennacchi
ed arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi

Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l'accompagnarono malvolentieri

Alla stazione c'erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c'erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano

a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese

C'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva "Addio Bocca di Rosa
con te se ne parte la primavera"

Ma una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio, chi getta un fiore
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un'estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione

E con la Vergine in prima fila
e Bocca di Rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l'amore sacro e l'amor profano

Yea!!!


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Vecchio 22-08-09, 16:53   #10 (permalink)
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Storiella misconosciuta cantata da uno dei più amati cantanti italiani...

Narra di un omicidio rimosso dall'assassino...

Favolosa...

No dottore - Lucio Battisti

No dottore,
per favore,
non è urgente,
non è niente...
Per un attimo la mente
mi si è accesa
e qualcosa si bruciò

Il mio nome?
Il cognome?
L'indirizzo?
Dica il prezzo
Stia tranquillo non son pazzo
Questa cosa
è ormai chiusa
e ripetersi non può
Oh no!

No dottore,
no dottore!
Quel che dice non mi piace
L'ho lasciata che dormiva
respirava
era viva come me!

Posso chiamare un taxi
è tardi e devo tornare a casa mia
È già sera
e quando è sera
lei mi vuole accanto a sé...
È un'abitudine la nostra
quasi una malattia...
Stare insieme,
sempre insieme, sa com'è?

No dottore!
Non è vero!
Son rinchiuso?
Io rinchiuso?
Ma è un abuso!
Lei è un pazzo!
Lei è un pazzo,
un pazzo è!

No dottore
...
no dottore, no, no, no...
No dottore, per favore!
No dottore,
no dottore,
no dottore, per favore
no dottore, per favore
no dottore, per favore
no dottore, no, no, no...

Posso chiamare un taxi
è tardi e devo tornare a casa mia
È già sera
e quando è sera
lei mi vuole accanto a sé...
È un'abitudine la nostra
quasi una malattia...
Stare insieme,
sempre insieme, sa com'è?


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