Che poi di espressioni non ne ha molte, complice anche un incidente di moto nel 94 che rese necessario un intervento al volto.
Il suo cinema mi ricorda per certi versi il western, rivisitato in chiave nipponica moderna (Hana Bi - Brother) o nipponica medievale (Zatoichi).
Antieroe nei primi due (uno sbirro corrotto - uno yakuza) rimane comunque fedele fino alle estreme conseguenze se necessario ad un codice di valori che esaltano la lealta' e la generosita' o il tenero amore per la moglie morente.
In Zatoichi invece e' una specie di Cavaliere pallido (Eastwood), un samurai cieco che difende i piu' deboli dai signorotti prepotenti.
Comunque mi mette sempre un po' di malinconia, non so...sembra sempre che ci sia un fondo di tristezza nei suoi film.
E' l'ideatore del format poi commentato dalla Gialappa's.
Una specie di Giochi senza frontiere, una occasione per ridicolizzare i partecipanti.
Saltuariamente fa anche l'attore in film di terzi.
Ho visto solo Battle Royale in cui ha una particina. In un Giappone del futuro, per risolvere il problema della disciplina scolastica, una classe, ogni anno, viene portata su di un'isola. Qui gli alunni sono obbligati a partecipare ad un gioco ad eliminazione (fisica) con armi assortite, estratte a sorte.
Violenza melodrammatica e caricaturale, come nelle opere liriche in cui i personaggi muoiono solo dopo aver cantato tutto quello che devono dire.