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Odette Toulemonde
Data registrazione: Jun 2005
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In libreria "L'ultimo dono"
Lo appunto qui l'arrivo in libreria di "L'ultimo dono", Diari 1984-1989 autobiografici di Sandor Marai, autore ungherese. Si tratta di un libro terribile e meraviglioso,secondo F. Borgonovo,nel quale il romanziere annota le tappe del suo calvario personale. Leggendolo, emerge non tanto il letterato dandy quanto il semplice essere umano che si trova a fare i conti con il dolore, la solitudine, la vecchiaia, la scomparsa della amatissima moglie Lola e del figlio adottivo. Vi sono tre buoni motivi per accostarsi a questo diario, il primo perchè è la cronaca della fine di sandor e Lola, che suggella una lunghissima storia d'amore vissuta letteralmente fino all'ultimo respiro, il secondo è di natura storico-politica, per le continue messe in guardia dell'autore contro il sistema comunista che scricchiola, cerca di riformarsi o di apparire tale, ma rimane incapace di farlo e il terzo è la straordinaria descrizione di grottesco, sardonico umorismo della società americana di fronte alla morte.
Nel 1948 Marai scelse di lasciare l'Ungheria comunista, visse da esule in Svizzera, Usa, Italia e poi ancora Usa, San Diego, nel 1980 cercando cure mediche migliori per sé e per la moglie. Nel 1984 le condizioni della moglie si aggravano: -Senza di me non riesce a muovere un passo..ed è altrettanto bella a ottantasette anni, di quanto lo era da giovane - in modo diverso, ma è "bella" - Poco dopo la situazione precipita, Lola cade in stato di incoscienza, il marito la veglia, le tiene la mano e nei diari annota: "Talvolta provo un senso di vergogna per il fatto di essere vivo." Quando nel gennaio del 1987 Lola muore, Sandor non proverà nessuna commozione, solo rabbia, rabbia verso i medici, verso Dio, verso gli uomini, verso la moglie che lo ha lasciato solo e verso se stesso. Lo scrittore, però, continua a sognare la moglie e a comunicare con lei grazie a un contatto immaginario che chiama "hotline". Nel 1988 compra una pistola. Le sue ultime parole annotate sul diario sono del 15 gennaio: "Aspetto la chiamata alle armi, non la sollecito, ma non la rinvio neppure. E' giunto il momento." Sandor Marai si uccise il 21 febbraio. Credo che la lettura di questi Diari possano davvero regalarci dei momenti emozionanti.
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