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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 933
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L'offerta di carne da parte del maschio facilita la disponibilità delle femmine.
Studi sulle società di cacciatori e di cacciatori-raccoglitori indicano che i maschi che hanno maggiori capacità di caccia hanno più mogli e e una prole più ampia. Altri studi sugli scimpanzé hanno mostrato che i maschi cacciatori condividono spesso la carne che si sono procurati con le femmine che non hanno partecipato alla caccia. Una delle ipotesi avanzate per spiegare questo comportamento è quella che si tratti di uno scambio che aumenti la probabilità di accoppiamento per il maschio. Tuttavia, nessuno studio né sull'uomo né sui primati aveva mai portato dati significativi a supporto dell'ipotesi. In una recente ricerca condotta nel Taï National Park, in Costa d'Avorio - e ora pubblicata sulla rivista on line PLoS ONE - Cristina M. Gomes e Christophe Boesch, del Max-Planck -Institut per antropologia evolutiva hanno mostrato che le femmine si accoppiano più frequentemente con i maschi che in precedenza avevano condiviso la carne con loro in almeno un'occasione. Anche se i maschi condividevano la carne più volentieri con le femmine in estro, anche escludendo dall'analisi tutti i casi di questo tipo, i risultati non cambiavano. Ciò indica che i soli scambi a breve termine (ossia nel periodo di estro femminile) non spiegano il rapporto fra condivisione della carne e successo nell'accoppiamento. "I nostri risultati suggeriscono fortemente che negli scimpanzé selvatici si abbia uno scambio di carne contro sesso su una base temporale di lungo periodo. I maschi che offrono carne raddoppiano il loro successo di accoppiamento, mentre le femmine, che faticano a procurarsi da sole la carne, aumentano il proprio importo calorico senza sopportare i costi energetici e i rischi della caccia", osserva la Gomes. "Studi precedenti non avevano rilevato un rapporto fra successo nell'accoppiamento e condivisione della carne perché si erano focalizzati sugli scambi a breve termine o perché si trattava di gruppi in cui l'accesso alle femmine era determinato dalla coercizione maschile, per cui raramente la femmina sceglieva il partner." "I nostri risultati aggiungono un tassello alle prove sempre crescenti che che indicano che gli scimpanzé sono in grado di pensare al passato e al futuro e che ciò influenzi il loro comportamento attuale", ha concluso Boesch. CONCLUSIONE: I maschi umani fanno la stessa cosa invitando a cena le donne con una probabilità alta di accoppiamento, e sempre le femmine umane, trovano più attraenti i maschi "abili" nel procurarsi cibo ovvero: benestanti, attraenti, fisicamente sani, aggrassivi, fertili e non necessariamente giovani. I primati hanno caratteri comuni con gli umani, superiori a quanto si creda, basta analizzare meglio i comportamenti umani e poi verificarli nei primati. MORALE: Da che mondo è mondo, l'uomo è Cacciatore e la donna Put.tana! |
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 933
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L'odore del maschio non sfugge all'olfatto femminile:
Il sudore dell'uomo invia importanti segnali biologici alla donna, che per esso ha una capacità di discriminazione molto superiore rispetto all'altro sesso, tanto da rendere quasi impossibile nasconderne le tracce con profumi e fragranze. A dimostrarlo è una ricerca condotta dal Monell Chemical Senses Center, in collaborazione con l'Università della Pennsylvania e il Dartmouth College. "E' decisamente difficile bloccare la consapevolezza di una donna dell'odore del corpo. Invece sembra piuttosto facile farlo con gli uomini", osserva Charles J. Wysocki, che ha diretto lo studio e firma un articolo sul "Flavour and Fragrance Journal". Nello studio, uomini e donne dovevano valutare l'intensità dell'odore di sudore sia da solo che unito a diverse fragranze. Queste ultime erano state selezionate per testare la capacità di bloccare l'odore ascellare secondo il metodo detto di adattamento incrociato. L'adattamento olfattivo è la perdita di sensibilità a un odore che consegue a una continua esposizione a esso. L'adattamento incrociato si verifica quando, adattandosi a un particolare odore permanente, l'olfatto diviene meno sensibile a un secondo odore. Nei test, la valutazione d'intensità del sudore era uguale fra donne e uomini quando easso veniva annusato da solo. Se però si introducevano le fragranze, solamente due di esse su 32 riuscivano a limitare la sensibilità olfattiva delle donne per l'odore ascellare, contro le 19 che riuscivano a farlo quando l'annusatore era un uomo. In precedenti ricerche Wysocki aveva osservato che maschi e femmine non mostrano differenze nell'adattamento incrociato per odori che non siano corporali. "Donne e uomini differiscono nel modo di percepire gli odori corporali sia del proprio che dell'altro sesso. Le donne sono molto più consapevoli dell'odore ascellare e mostrano di saper rilevare differenze nella loro qualità", riassume George Preti, che ha partecipato alla ricerca. "Considerati congiuntamente, i nostri studi indicano che il sudore umano convoglia informazioni di particolare importanza per le femmine. E questo può spiegare perché sia così difficile bloccare la percezione dell'odore di sudore nelle donne", osserva Wysocki. In altri termini, i ricercatori ipotizzano che le donne siano biologicamente più sensibili all'informazione biologica rilevante veicolata dal sudore, in quanto esso può concorrere a indirizzare la scelta del partner CONCLUSIONE: Già è noto che le donne fertili sono sensibili all'odore di muschio, mentre quelle in menopausa perdono tale sensibilità. Per cui le donne che disdegnano certi odori, o sono in menopausa (in altre parole sono biologicamente vecchie), o non sono destinate alla riproduzione (scarsa propensione a diventare mamme) MORALE: L'uomo che ha maggiori possibilità biologiche di procreare non deve nascondere troppo i suoi odori! E la donna non deve fare troppo la schizzinosa! |
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#8 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Dec 2005
Messaggi: 1,633
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Citazione:
E' una delle magie della vita. Perchè privarsene?
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#9 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Aug 2008
Messaggi: 175
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Affinità
In una recente ricerca condotta nel Taï National Park, in Costa d'Avorio - e ora pubblicata sulla rivista on line PLoS ONE - Cristina M. Gomes e Christophe Boesch, del Max-Planck -Institut per antropologia evolutiva hanno mostrato che le femmine si accoppiano più frequentemente con i maschi che in precedenza avevano condiviso la carne con loro in almeno un'occasione.
Mi sà tanto che copiano il genere umano.
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