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#1 (permalink) |
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Trenta Nodi da Est
Data registrazione: Feb 2004
Messaggi: 9,987
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Non c'è qualche antropologo in circolazione!?
... perche oggi mentre tornavo da riccione pensavo alla storia di gesù l'eucarestia il corpo di cristo e compoagnia bella - e mi chiedevo: ma non c'è un riferimento al canniblaismo in tutta questa storia - tipo carestie uno che si sacirficas e "si fa mangiare" etc. -postare pareri filosofi, etologi, etnologi, antropoligi, storici delle religioni e fancazzisti vari - non copiatemi l'idea perchè l'ho già scritta sul mio blog oh!
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#2 (permalink) | |
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Retilio Serpentiello
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Citazione:
certo che la prospettiva di 'darsi in pasto a qualcuno' non attìra consensi nè simpatìe... forse bisognerebbe entrare nella mentalità dei preti; com.que non mi pare esistano casi simili in altre religioni;
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#4 (permalink) |
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avrò pochi eredi
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 4,446
Popolarità: 42949677 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
ecco cosa scrivevo fra me e me qualche tempo fa:
Appunti per una possibile dissertazione antropologica alimentare. In molte, forse tutte, religioni un aaspetto rilevante viene dato al cibo. In quella cristiana, sotto varie forme: • Ultima cena, momento in cui cristo si congeda dai suoi apostoli in cui getta le basi per la eucarestia • Durante la messa il prete ricorda l’ultima cena e beve del vino dicendo questo è il sangue di cristo e i fedeli con l’eucarestia condividono un’ostia (il corpo di cristo), probabilmente anticamente un pezzo di pane. • Il venerdi non si dovrebbe mangiare carne • Durante la quaresima bisognerebbe rispettare un certo rigore alimentare • A pasqua è d’uso mangiare l’agnello In quella islamica: • durante il ramadan non si può né bere né mangiare dall’alba al tramonto • non si mangia carne di maiale, • né si bevono alcolici. • Non tocca cibo con la mano sinistra In quella ebraica • il cibo deve essere preparato secondo un certo “metodo” kosher • non si mangia carne di maiale e alcuni allargano agli animali con le zampe con tre dita-unghie piuttosto che abbia lo zoccolo fesso. In quasi tutte le religioni al termine dei momenti più importanti si mangia tutti insieme, come a suggellare con questo un patto, mi viene da pensare che questo comporti due riflessioni non contrastanti: dopo il momento più propriamente emotivo e spirituale si passa ad un momento più fisico e concreto creando quindi un certo ecquilibrio. Dopo un momento che riguarda un atto di fede, un atto che sta tra noi e dio quindi esterno al nostro corpo, impalpabile, si rende questo fatto concreto e proprio, condividendo un atto chiaro visibile come il mangiare e il bere, oltretutto introducendo al nostro interno del cibo, come ad appropriarcene nel senso più completo. E’ quindi un atto di fede e di fiducia, fiducia perché normalmente potrebbe anche non piacerce un cibo, potrebbe anche farci del male, avvelenarci. Per ignoranza forse, non mi viene in mente nessuna religione diffusa che non abbia un legame con il cibo, daltra parte qualcuno ha affermato che : “noi siamo ciò che mangiamo” Entrando nelle abitudini alimentari si entra in quello che più è importante nella vita di un essere umano, che fra l’altro si ripete, o si dovrebbe ripetere con più frequenza nella nostra vita. Contribuisce sicuramente a creare appartenenza. Forse le religioni che meno hanno a che fare con cibo sono quelle induiste e scintoiste che però prevedono delle offerte in cibo agli dei e quindi il cibo assume una importanza in quanto accomuna l’uomo a dio e ne facilita il rapporto offrendolo in dono. Mangiare insieme a qualcuno vuol dire condividere un momento importante della propria giornata/vita, vuol dire aprire una relazione più intima, non è solo un modo di dire quello che si utilizza per affermare che una persona non la si conosce bene, anzi non si ha molto a che fare, si prende la distanza: “io con XX non ci ho mai mangiato assieme!” ---------------------------------------------- ovviamente sono solo mie considerazioni personali e per nulla esaustive. |
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#5 (permalink) |
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Retilio Serpentiello
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Mangiare insieme a qualcuno vuol dire condividere un momento importante della propria giornata/vita, vuol dire aprire una relazione più intima, non è solo un modo di dire quello che si utilizza per affermare che una persona non la si conosce bene, anzi non si ha molto a che fare, si prende la distanza:
“io con XX non ci ho mai mangiato assieme!” si, vabbé ma questo è un attegiamento normalmente e umanamente accettato, anche all'esterno di un ambìto propriamente 'religioso'
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#6 (permalink) |
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avrò pochi eredi
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 4,446
Popolarità: 42949677 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
lungi da me affermare che il suddetto atteggiamento sia solo presente in ambito "religioso".
Probabile che proprio perchè sono molto comuni, sono stati usati anche in tale ambito. non so se sono stato chiaro, ipotizzo un utilizzo strumentale del cibo. Il cibo e le attività connesse come modalità di comunicazione aumentativa.
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#7 (permalink) | |
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Retilio Serpentiello
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Citazione:
ovvio: non è una novità che, dopo un buon pranzo (o cena, fa lo stesso) le persone si dimostrìno più accondiscendenti nonché disponibili, data la sensazione di sazietà... non a caso questo è il momento buono per 'chiedere qualcosa' inoltre il momento della mensa è significativo poiché possono emergère situazioni le più disparate, anche 'poco simpatiche' tra i commensali;
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#8 (permalink) |
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Trenta Nodi da Est
Data registrazione: Feb 2004
Messaggi: 9,987
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
mah ovvio che il cibo sia fondamentale in tutte le religioni - a parte il fatto poi che vi sono molte regole che per me hanno una finalità utilitaristica (digiuni, halal, kosher e via dicendo) servono a dare dei precetti per quello che oggi verrebbe choiamato stile alimentare coretto e di cui iol cristianesimo è quasi sporvvisto ma qui il discorso si amplia in quanto evidentemente in italia c'era già unretroterra culturale di traidzone orale eetc. che forniva già precetti per in corretta alimentazione etc. - poi c'è l'enorme quesitone di ammettere qualcuno alla propria mensa, di sedersi e dividersi il cibo chiaro che la religione entra prepotentemente anche in questa fondamentale attività -
cmq io mi riferivo ad una eco di cannibalismo che arriva chissà da dove presente nell'eucarestia cattolica - legata forse a avvenimenit reali di cannibalismo per carestie |
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#9 (permalink) |
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Trenta Nodi da Est
Data registrazione: Feb 2004
Messaggi: 9,987
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
... poi magari c'è solo l'aspetto del sacrifcio umano alla divinità - cioè l'uomo che ammazza il figlio del dio per offrirlo in sacrificio a dio boh è una storia complessa forse il fatto che fosse il filgio della divinità viene dopo forse si è sacrificatp solo non uin averigne ma il filgio di una vergine storia torbida...
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#10 (permalink) | |
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Retilio Serpentiello
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Citazione:
guarda, a me viene un 'reminder' ovvero il 'disastro aereo' avvenuto un po'di anni fa sulle Ande, dove i superstiti, per sopravvivere, si nutrirono effettivamente dei corpi degli altri viaggiatori deceduti (e ben conservati, data la bassa temperatura del luogo) ma si tratta di un caso estremo: si sa per altro che popolazioni primitive (Melanesia, Nuova Zelanda, Africa ad es.praticavano (e forse lo praticano ancora) questo tipo di 'alimentazione rituale' attribuendole qualche significato, diciamo 'pagàno' non è solo la necessità di alimentarsi, soddisfacibile in altri modi...
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