Ho due biglietti per l'Opera. Vieni con me? - Pagina 61
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  1. #601
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    ATTO III
    IL BALLO IN MASCHERA


    È il nuovo giorno. Renato è deciso ad uccidere Amelia e lei gli chiede per pietà materna di concederle solo di salutare il suo amato figlio. Renato glielo accorda, ma nel suo fremente animo sopraggiunge il pensiero che non è il sangue della sua sposa a dover scorrere. Sopraggiungono Samuel e Tom e Renato si accorda con loro per uccidere il Conte. Obbliga quindi Amelia ad estrarre da un'urna il nome dell'assassino, e la donna, sconvolta, estrae proprio quello del marito. Giunge Oscar recando l'invito ad un ballo in maschera «splendidissimo» che si terrà nel palazzo del Conte.



    Riccardo, ormai deciso a rinunciare al suo amore impossibile, firma l'ordine di rimpatrio in Inghilterra per Amelia e Renato, prima di recarsi alla festa. Con un'astuzia Renato riesce a farsi descrivere da Oscar il costume del governatore e, proprio mentre Amelia sta scambiando l'ultimo addio con l'uomo amato scongiurandolo di fuggire via, Renato gli si avvicina mascherato e lo trafigge con un pugnale. Riccardo muore fra la disperazione dei suoi sudditi, dopo aver ribadito di fronte a tutti l'innocenza di Amelia e perdonato magnanimamente il suo assassino.







  2. #602
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    LA VESTALE (SPONTINI)

    La Vestale è una tragédie-lyrique in tre atti di Gaspare Spontini su libretto in lingua francese di Victor-Joseph-Étienne de Jouy.

    La prima rappresentazione avvenne con successo all'Académie impériale de Musique di Parigi il 15 dicembre 1807 con François Lays








    Atto I
    Licinio, appena tornato da una fortunata campagna militare contro i Galli, dichiara all'amico Cinna che è innamorato di Giulia. La giovane, tuttavia, è destinata a diventare Vestale, ed esprime il suo dolore alla Gran Sacerdotessa, che però la esorta a continuare i servigi come serva della dea. Durante la celebrazione del trionfo, Licinio e Giulia si incontrano, e si danno appuntamento per la sera al tempio.

    Atto II
    È notte, e dal tempio giungono le preghiere delle vestali e della Sacerdotessa, che onorano e benedicono il sacro fuoco di Vesta (Foco divino, alma del mondo). Mentre Giulia riflette angosciosamente al tempio (Tu che invoco con orrore), Licinio la raggiunge e si scambiano promesse d'amore. Improvvisamente il sacro fuoco di Vesta si spegne, e Cinna riesce a far fuggire Licinio. Arrivano i sacerdoti e le vestali, e capiscono che il fuoco si è spento per colpa di Giulia. Il Gran Sacerdote appare e chiede alla giovane chi fosse l'uomo con lei. Giulia, non volendo rivelare chi era con lui (O Nume tutelar degli infelici), viene condannata al supplizio di essere murata viva.

    Atto III
    Il giorno dopo, Licinio è sconvolto per la condanna di Giulia (Ohimè, quale apparato), e decide con l'amico Cinna ed altri suoi fedeli di far cessare il rito e di salvare Giulia. Intanto, la ragazza viene condotta nella tomba. Lei mestamente saluta le sorelle, e ricorda il suo triste amore con Licinio, che vorrebbe ancora rivedere (Caro oggetto, il di cui nome). Mentre Giulia si appresta al supplizio, entrano Licinio, Cinna e gli armati per porre fine al rito macabro, quando improvvisamente un fulmine cade dal cielo, squarcia il velo da vestale di Giulia, e riaccende il fuoco sacro. Il gran sacerdote interpreta l'avvenimento come uno scioglimento dai voti proferiti dalla giovane e come rappacificamento con la divinità, e tutto culmina nel tripudio generale. Giulia e Licinio sono ora liberi di amarsi






  3. #603
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    DIE ZAUBERFLÖTE de Wolfgang Amadeus Mozart (2001-02)


  4. #604
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    La fanciulla del West

    Opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini.

    La prima rappresentazione avvenne con successo al Teatro Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910 diretta da Arturo Toscanini con Emmy Destinn, Enrico Caruso, Pasquale Amato, Angelo Badà ed Antonio Pini-Corsi e fino al 2011 ha avuto 104 recite.




    TRAMA - In California, intorno al 1850, ai tempi della febbre dell'oro. Minnie (soprano) è la giovane padrona della "Polka", un locale ai piedi delle montagne della Sierra, e, per i minatori del vicino campo di lavoro, la compagna, la consolatrice, la confidente; soprattutto ora che una banda di grassatori, comandata dal temibile Ramerrez, infesta la zona depredando e taglieggiando.

    Ma la sua vita subisce un improvviso cambiamento: una sera entra alla "Polka" un giovane straniero, il quale afferma di chiamarsi Dick Johnson (tenore).

    Il suo sguardo incontra quello di Minnie e fra i due, che già si erano conosciuti per caso pochi anni prima, si stabilisce una subitanea intesa. In realtà, quel giovane altri non è che Ramerrez, venuto a studiare di persona la possibilità di rapinare la cassa del saloon, ove i minatori son soliti depositare i propri risparmi; malgrado l'avversione mostrata verso lo sconosciuto dallo sceriffo Jack Rance (baritono), che da tempo corteggia senza successo Minnie, il sedicente Johnson, affascinato dalla grazia e dalla bellezza della fanciulla, non si decide ad abbandonare il locale.

    Egli però ha già desistito dall'attuare il suo piano, ed ora tenta di far breccia nell'animo di lei; e ci riesce, ottenendo di poterle dare un ultimo saluto quella sera stessa, nella sua capanna, ai margini della foresta. E qui l'amore sboccia fra Johnson e Minnie, la quale, felice, continua ad igno*rare la vera identità dell'uomo e il suo turbinoso passato; saranno Rance ed alcuni minatori, saliti nel suo alloggio per metterla in guardia sullo straniero che era penetrato alla "Polka" per trafugare l'oro e che sembra essersi nascosto nelle vicinanze, a rivelarle il vero essere di Johnson.



    Questi è allora costretto da Minnie, indignata e disperata, ad abbandonare la capanna, ma sull'uscio viene abbattuto da un colpo di pistola, sparato a bruciapelo dallo sceriffo, il quale, insospettito dal contegno di Minnie, si era appostato nei pressi; la ragazza però, malgrado il profondo disinganno, si è ormai votata alla salvezza dell'uomo amato, riesce a trasportare all'interno Johnson e a stabilire con Rance un compromesso. Sarà un'allucinante partita a poker a decidere della vita del bandito; e la vittoria arride a Minnie che, solo ricorrendo ad uno stratagemma, potrà salvare il suo uomo.

    Questi, dopo la tremenda avventura, è finalmente deciso a redimersi dalla vita sciagurata fin qui condotta: malgrado le assidue ricerche, è riuscito a far perdere le proprie tracce, ma è stato catturato in prossimità del confine, mentre tentava di espatriare. È subito circondato da una turba di uomini minacciosi, pronti a linciarlo; a nulla vale il suo canto d'amore (Ch'ella mi creda libero e lontano): la sua sorte sarebbe segnata se, d'improvviso, in sella ad un cavallo ed impugnando una pistola, non intervenisse in suo soccorso Minnie.

    Sarà lei, con una paziente opera di persuasione, a convincere i minatori a lasciare libero il suo uomo: si rivolge ad ognuno, ricordando i giorni trascorsi insieme, le ore della tristezza e della speranza, e riuscendo a commuovere quegli animi induriti dalla fatica e dalle sofferenze. Johnson è finalmente libero e Minnie s'allontana felice con colui che nessuno potrà più togliere al suo amore
    Immagini Allegate Immagini Allegate Ho due biglietti  per l'Opera. Vieni con me?-fanciulla_del_west_800_800.jpg 

  5. #605
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    LA FANCIULLA DEL WEST - Era il dieci dicembre 1910, dopo una gestazione di circa oltre due anni, quando si alzò il sipario su quella che fu poi ribattezzata "l'opera americana", o ancora meglio "l'opera newyorkese" di Puccini.
    Fu un successo immediato, per diversi motivi. Un cast d'eccezione, con Arturo Toscanini alla direzione ed Enrico Caruso nei panni di Dick Johnson, il soprano ceco Emmy Destinn nel ruolo di Minnie, e lo stesso Puccini tra il pubblico. Raramente nella storia della lirica è stato possibile mettere assieme simili talenti. Grazie a loro per la prima volta un'opera, all'epoca ancora di monopolio europeo, aveva un soggetto americano. La prima mondiale a New York ebbe 19 chiamate, un successo conservato ancora oggi negli archivi del Met: "Avere un'opera nuova in repertorio è di per sé un gran risultato...Se poi l'autore di quell'opera è lo stesso di 'Boheme', 'Tosca' e 'Madama Butterfly e l'opera in questione ha un soggetto americano, a quel punto l'evento assume un grandissimo significato".








  6. #606
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    Tamaki Miura (giapponese 22 febbraio 1884 – 26 maggio 1946) è stata un soprano giapponese, famosa per le sue performance come Cio-Cio-San nell'opera lirica Madama Butterfly di Giacomo Puccini.




    Tamaki fece il suo debutto operistico a Tokyo nel 1911 e nello stesso anno andò in Europa per finire gli studi. Fu lanciata come Cio-Cio-San con l'innovativo regista Vladimir Rosing come parte della sua stagione lirica che terrà per gli alleati nel maggio e nel giugno 1915 al London Opera House.

    Nell'autunno del 1915, ha interpretato il ruolo per la prima volta in America a Boston. La performance portò ulteriormente giudizi positivi sia in Madama Butterfly sia nell'Iris di Mascagni a New York, San Francisco e Chicago, prima di tornare a Londra per lavorare con la Beecham company. Nel 1918 tornò negli Stati Uniti, dove per due stagioni si è esibita sia nella Madama Butterfly sia nella Madame Chrysanthème di André Messager. Quest'ultimo non è stato ben accolto, essendo visto come un rifacimento della Madama Butterfly. Nel 1920 fu ospiti dei migliori teatri di Monte Carlo, Barcellona, Firenze e Roma. Al suo ritorno in Giappone da questo giro, si fermò a Nagasaki nel 1922 per una serie di concerti.

    Nel 1924 Miura tornò negli Stati Uniti per esibirsi con la Compagnia Teatrale di San Carlo. Due anni più tardi tornò a Chicago per interpretare ruoli principali nella compagnia teatrale della Manhattan Opera di New York Namiko-San.

    Dopo questo ha partecipato a diversi tour ed ha cantato in Italia (nel marzo del 1931 si è esibita al Teatro Verdi di Pisa con il tenore Armando Bini, al Carani di Sassuolo la cui costruzione terminò a fine anno 1930 e dove la Miura il 29 aprile 1931 inaugurò la stagione operistica , a Modena, a Livorno, Firenze, Lucca, Pistoia, Torino, Novi Ligure, Rimini) prima di tornare in Giappone nel 1932.
    La sua statua, con quella di Puccini, può essere vista al Glover Garden di Nagasaki.



    Scrive il quotidiano " Il Popolo Toscano " il 2 marzo 1931 dopo il successo al teatro Verdi di Pisa :

    " Tamaki Miura se non è la soprano di gran voce è però la donna tra le poche che sanno interpretare in tutta la sua più squisita sensibilità scenica il carattere del tipo impersonato . Non molta voce abbiamo detto ma fine , delicata , intonatissima che negli acuti rivela delle doti eccellenti . Assoluta padronanza di scena in tutti i punti più caratteristici e drammatici e tale da compensare ad usura ogni altra esigenza non soddisfatta . L'appassionata e dolorante figura di Butterfly nella figurina aggraziata e sentimentale della Miura emerge viva e palpitante , commovente ed avvincente mentre la dolcissima musica pucciniana trasporta e conquide



  7. #607
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    Citazione Originariamente Scritto da odett2 Visualizza Messaggio
    https://www.youtube.com/watch?v=v5QpOBVyinI




  8. #608
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    Nel sud le romanze liriche erano popolari. La gente non le conosceva per essere andata a teatro, perché il Sud era povero di teatri lirici. Le conosceva per averle ascoltate nelle feste di piazza. Da noi le feste del santo patrono dei paesi sono solenni. Tutti i cittadini concorrono con offerte per finanziare le varie manifestazioni. E uno degli spettacoli più seguiti è quello delle bande musicali. Nella piazza principale viene allestito un palco dove si esibiscono i vari complessi bandistici. Per avere i migliori, i comuni devono sborsare cifre molto alte.

    Il programma musicale di quei complessi è costituito prevalentemente da brani d'opera, appositamente trascritti per strumenti a fiato. Per cui, nel corso del concerto, si possono ascoltare pezzi tratti dalla Traviata, dal Rigoletto, dalla Norma, dall'Aida, dalla Tosa, dalla Boheme: le opere più popolari del repertorio lirico. Sono eseguite solo dagli strumenti del complesso bandistico, senza cantanti.

    Ed è qui che nasce quell'aspetto straordinario e affascinante dei nostri concerti di piazza. Le celebri arie che Verdi, Bellini, Puccini o altri compositori hanno affidato nelle loro opee al soprano o al tenore, al baritono o al basso, vengono eseguite dalla tromba, dal corno, dal flicorno, dall'ottavino, dal trombone, con accompagnamento di banda, ottenendo effetti musicali straordinari.



    La gente resta ore e ore in piedi, nel cuore della notte, per ascoltare questi concerti. Quando poi il brano in questione propone non una romanza ma un "complesso di voci liriche soliste" che cantano insieme, come per esempio il famoso quartetto "Bella figlia dell'amore" del Rigoletto, o il sestetto "Chi mi frena in tal attimo" della Lucia di Lammermoor, l'effetto musicale è a dir poco fantastico.



    Quanti concerti ho seguito da bambino, al mio paese, soprattutto durante i festeggiamenti di San Marco, patrono di Cellino.

    Ma si andava anche ai concerti nei paesi vicini. Insieme a mio padre ascoltavo incantato quelle struggenti romanze senza parole. La gente conosceva a memoria le melodie e le ascoltava con grandissima emozione.

    AL BANO CARRISI




  9. #609
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    "Sei anche tu come un mattino
    dipingi il sole negli occhi miei
    dove non sei è solo notte
    dove tu sei nasce l'amor"





    Quando decisi di incidere Mattino mi ricordai propri di quelle lontane
    serate passate ascoltando la banda del paese. Pensai che la gente avrebbe
    apprezzato le celebri romanze liriche
    eseguite da un cantante di musica leggera. Il mio intendimento era
    quello di portare alla gente semplice quella stupenda musica interpretata
    in forma popolare.

    Ed ero anche convinto di fare un'operazione culturale meritevole perché
    tenevo vivo l'interesse per la grande musica lirica, che è la "madre" di
    tutta la musica italiana, presso le masse popolari che forse mai
    avevano frequentato un vero teatro e mai lo avrebbero frequentato nella loro vita.

    AL BANO CARRISI




  10. #610
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