Christo Parte II - Pagina 4
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  1. #31
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    Caro Biagio,
    la storia di Christo mi ha affascinato, ovunque per il mondo a proporre le sue performance ambientali, se così posso definirle.
    E’ semplicemente che, come ha scritto mmt e poi Marione, da quando è scomparsa la moglie Jeanne-Claude, ritengo che Lui si sia completamente perso.

    Del resto la loro arte era strettamente intersecata alle loro esistenze, e "il loro progetto artistico una vera e propria missione: quando viaggiavano per lunghe distanze, lo facevano sempre su aerei separati, adottando la strategia dei massimi vertici aziendali, poiché, se uno dei due avesse subito un incidente, l’altro avrebbe potuto portare a termine ciò che avevano cominciato insieme."

    Detto ciò, ti faccio invece notare come altri due artisti a caso hanno portato avanti la loro caparbietà in maniera del tutto coerente.

    Richard Long - Circle for Sally, 2016 Granite and marble stones
    Jannis Kounellis - 2012 - iron panel, iron hooks and overcoats

    Infine non dimenticare che il peso di quell'affermazione dell'Artista per cui i suoi progetti non sono opere d'arte, è comunque un bel macigno, eh?
    (ma questo riguarda semmai il mercato e non certo la mastaba beach, dove probabilmente ci ha fatto il bagno anche Hans Ulrich Obrist)
    Evviva la libertà di pensiero!
    Io la penso in modo del tutto opposto: non vedo alcuna differenza rispetto agli altri progetti realizzati con JC. Nè in bellezza nè in forza.
    Mi interesserebbe capire in cosa ad esempio i Floating Piers in meno rispetto a The Gates o alla Valley Curtain.
    Secondo me in nulla. Penso che siano una delle più belle installazioni ambientali di Christo.
    Decisamente più bella ad esempio di "Wrapped Walk Ways" degli anni '70 fatto insieme a JC.
    Metto un'immagine dall'alto così, giusto per gradire. Pensate che a JC non sarebbe piaciuta una cosa magnifica come questa? E al resto del mondo?

    E anche mi piacerebbe capire dove sia la differenza "concettuale" tra la Mastaba di Londra e le altre Mastaba realizzate o progettate in 50 anni di carriera. Per me non c'è la minima differenza. La Mastaba galleggiante è un progetto del 1967, realizzato dopo 50 anni a Londra.
    Mi farebbe piacere capire secondo i vari punti di vista dove sarebbe la differenza che addirittura fa dire che dopo la scomparsa di JC Christo si sia "perso" o le opere abbiano qualcosa in meno.

    Per quanto riguarda i "progetti" (meglio identificarli con "preliminary works" o "collages" per non fare confusione), Christo molto correttamente dice che "l'opera d'arte" è l'installazione ambientale vera e propria con tutti gli annessi e connessi: ossia la sua PRESENTAZIONE nella realtà e non la sua RAPPRESENTAZIONE su carta. Questo non è minimamente un macigno come scrivi, perchè i collages rimangono a tutti gli effetti degli "studi preliminari". L'artista vuole semplicemente fare una distinzione corretta e coerente con il suo lavoro. Dopo di che, quello che va sul mercato sono i collages, con cui finanzia la realizzazione dell'opera ambientale anche perchè evidentemente il Floating Piers reale o il Reichstag Impacchettato reale non si possono vendere.

    Quando compri le fotografie di una performance, pensi che stai comperando l'opera o la sua documentazione?
    Le foto di Acconci, di Gina Pane, della Abramovic, della Beecroft ecc sono la documentazione (a volte rielaborata) e non l'opera d'arte (che è appunto la performance, che non si può vendere). Tra l'altro non sono quasi mai nemmeno gli artisti stessi a fare gli scatti fotografici (mentre Christo i collages li realizza lui).

    Questo non vuol dire che i collages di Christo o le documenazioni fotografiche di Gina Pane non abbiano pari dignità delle loro performance/installazioni. Non si capisce perchè per Christo dovrebbero in qualche modo essere considerate diversamente dalle documetazioni fatte dai performers.
    E' semplicemente una differenziazione concettuale di due tempi diversi: uno è il momento degli "studi preparatori" e uno quello dell'installazione vera e propria, esattamente come uno è il momento della performance e uno quello delle foto-documentazioni.
    Christo molto correttamente dichiara questa differenza. Gli altri magari non lo fanno. Ma è chiaro anche lì che l'opera "in carne ed ossa" è l'atto e non la sua rappresentazione/documentazione, che ha in ogni caso il suo valore in quanto visualizza (su carta, su foto o su video) il pensiero e concezione dell'artista.

    Christo Parte II-floating-piers-6.jpg

  2. #32
    L'avatar di Biagio.tv
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    Questa è una documentazione fotografica della celebre performance "Azione sentimentale" di Gina Pane.
    E' chiaro che questo è quello che arriva sul mercato collezionistico perchè evidentemente nessuno può avere in collezione Gina Pane mentre eseguiva la performance.
    L'opera vera e propria è l'azione dell'artista, mentre si ferisce con le spine, si taglia con le lamette, sanguina, soffre, si condivide.

    Come succede per tutti i performer e anche molti artisti della land art e di altre discipline, l'opera è l'azione/l'intervento, mentre il resto sono studi/progetti/collages/fotografie/video ecc.
    E quelli sono esattamente i "materiali" che si vedono nei musei e nelle collezioni a rappresentare il lavoro degli artisti. Tanto di Acconci quanto della Abramovic o di Christo. A me sembra del tutto normale e abituale...

    Christo Parte II-screenshot_2018-08-10-immagine-gina-pane-e-il-suo-corpo-che-sanguina-un-atto-liberatorio-per-.jpg

  3. #33
    L'avatar di Loryred
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    Mi pongo in una posizione intermedia perchè al di là della "presa di distanze" dagli elaborati progettuali non considerati opera d'arte, li trovo per certi versi più affascinanti dell'opera ompiuta. A tale propopsito mi domando nel caso di Mastaba realizzato solo dopo molti anni o di Over the river, progetto tuttora in stand by, quale sia il rapporto con l'effettiva ricerca artistica, vista la concretizzazione dopo svariati decenni in un eterno work in progress e pur comprendendo le difficoltà e la complessità politica e tecnologica delle operazioni.

    D'altra parte mi colloco anch'io, ne avevo accennato in chiusura del 1° 3d a lui dedicato, sulla linea Mmt, Marione, Brixia, non so se imputabile solo alla mancanza di JC, ma trovo le opere recenti più "ruffiane" e ammiccanti, per certi versi più spettacolo e meno arte, non so se anche il gap temporale a cui accennavo contribuisca a togliere una certa "freschezza" e a dare la sensazione di clichè e dello sfruttare un filone che funziona.
    Ultima modifica di Loryred; 10-08-18 alle 19:58

  4. #34
    L'avatar di artebrixia
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    Evviva la libertà di pensiero

    Eh, carissimo Biagio,
    tu mi stai citando degli artisti assolutamente concettuali, e pure convinti di essere tali, con le loro perfomance, mentre per Christo “non c’è nulla da capire”.

    Nelle mie conversazioni con Ugo La Pietra gli citai proprio l’artista bulgaro che aveva “riveduto e modificato anche se per poche settimane molte città”.
    Ma per Ugo quello era il loro unico obbiettivo. L’installazione effimera e temporanea.

    Quando invece La Pietra si “distese sul letto come se fosse a casa sua” sapeva che nessuno sarebbe venuto a vederlo, ma era un pretesto per ridefinire il rapporto fra spazio pubblico e privato.

    Quindi l’opera poi non poteva che essere la foto con un collage e dei disegni o degli schizzi.
    Ma qui siamo nell’ambito dell’arte concettuale, però.

    O sto sbagliando ancora qualcosa e da buon para... c.^^^^ ulo mi sto arrampicando sui vetri?
    Immagini Allegate Immagini Allegate Christo Parte II-1.jpg 

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    ...... e a dare la sensazione di clichè e di sfruttare un filone che funziona.
    Il marketing è un'arte

  6. #36
    L'avatar di Loryred
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    Citazione Originariamente Scritto da artebrixia Visualizza Messaggio
    Il marketing è un'arte
    ... Allora dovresti avere una passione sfrenata per le televendite!

    Non conosco bene La Pietra, ma non mi sorprende la sua lettura dell'arte di Christo in base a sue interviste sulla trasformazione degli spazi pubblici, del resto si coglie la differenza tra l'impostazione di un "architetto/filosofo" rispetto alla vocazione di un artista che pone al centro l'effimero dell'opera, quasi a diventare illusionista.
    In sintesi la penso grosso modo come te... devo iniziare a preoccuparmi?!
    Ultima modifica di Loryred; 10-08-18 alle 21:55

  7. #37
    L'avatar di Biagio.tv
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    Secondo me in generale si sbaglia quando si cerca a tutti i costi di incesellare gli artisti.
    Christo non è un artista concettuale, nel senso che non appartiene al "filone" dell'arte concettuale.
    Questo non vuol dire che la sua arte sia priva di concetti o anche di concettualità.
    Ad esempio Warhol è l'esatto opposto dell'arte concettuale, ma evidentemente a modo suo anche la sua arte è concettuale, pur non c'entrando nulla con il movimento concettuale. Non so se riesco a spiegarmi... sembra un gioco di parole... ma il discorso chiaramente è che tutta l'arte è concettuale, ossia ci sono sempre dei concetti, e poi c'è quella che è nel senso stretto puramente "arte concettuale".

    Volendo dare degli altri spunti sul tema collage/studi preliminari/documentazioni fotografiche ecc il discorso è proprio questo: non c'entra che sia arte concettuale o altro, ma se l'opera vera e propria è l'atto/azione/performance/installazione ambientale (che non si possono vendere e sono effimere), tutte le altre cose sono o rappresentazioni preliminari (studi/collage/idee varie) o successive (foto/video).

    Christo in quanto artista concretamente legato al reale, molto semplicemente dice che le opere d'arte sono le grandi installazioni "in carne ed ossa" (e le sculture), mentre i collages li definisce studi preliminari (cosa che per forza di cose sono...).
    E' una puntualizzazione con cui vuole affermare che per lui l'opera d'arte è ad esempio "IL Reichstag Impachettato" mentrei i collage del Reichstag sono dei "bozzetti" preliminari / studi preparatori. Evidentemente è una affermazione concettuale, uno statement.
    Questo non vuole minimamente dire che i collages non abbiano un ruolo di primaria importanza del suo lavoro. Anzi! Sono proprio i collages che con la vendita riescono a finanziare la realizzazione delle grandi installazioni.
    A me pare talmente chiaro e semplice da capire, che davvero mi pare strano che il concetto sembri così difficile da cogliere o addirittura essere definito "un macigno"
    Che poi, talmente "un macigno" che questi "studi preliminari" sono nelle collezioni dei musei di mezzo mondo e sono al centro delle grandi mostre dedicate a Christo.
    Chi è stato alla mostra di Christo a Brescia al museo di Villa Giulia che cosa ha visto? Esattamente i "preliminary works" ossia appunto i collages...

    Per quanto riguarda i Floating Piers, la mia l'ho già detta: per me resterà nella storia di Christo come una delle più belle installazioni realizzate, uno degli interventi sul paesaggio più eleganti e più scenografici. Lo trovo un progetto del tutto originale e diverso dagli altri (pur nella coerenza di Christo): per la prima volta una installazione ambientale galleggiante su cui le persone potessero camminare e che collegava la terra ferma con due isole in una location spettacolare.
    Personalmente per me è stata una esperienza unica che resterà per sempre impressa nella mia memoria e sono felicissimo di esserci andato.
    L'ho visitata per due giorni con due climi diversi e in orari diversi dal mattino, al piccolo del sole, al tramonto, all'imbrunire e al buio (con le apposite luci poste sui Piers). I colori del tessuto erano diversi in ogni momento, dall'arancione intenso dei tratti bagnati al color oro, fino ad un giallo con una leggerissima punta di rosato al tramonto. In certi momenti sovraffollato e in certi altri con pochissime persone. Una magia di tessuto giallo che ha cambiato per sempre il lago. Dico "per sempre" perchè anche se l'installazione non esisterà mai più, per i tantissimi che vedranno nel tempo le foto, i video e i collages, quella sarà l'idea che rimarrà del lago di Iseo, esattamente come a noi rimane quella specifica idea/visione della Wrapped Coast di Little Bay che non sapremmo riconoscere se non nella versione impacchettata.

    Spesso ci vuole un po' più di tempo per apprezzare le cose realizzate nel presente, e riviste dopo 10-20 anni fanno un effetto completamente diverso.
    Oggi noi guardiamo indietro a The Gates o al Reichstag e li vediamo come a dei classici, e certamente appena fuori dai rispettivi perimetri non saranno mancati mille venditori di hamburger & patatine o bratwurst & birra... ebbene si, ovunque nel mondo la gente mangia. E' un vizio che proprio le persone non vogliono togliersi...

    PS. Cmq chi avesse alcuni di questi "macigni" realizzati da Christo di cui si volesse liberare, non si faccia problemi a contattarmi!!!

  8. #38
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    Caro Biagio,

    Sulla bellezza dell'opera nessuno ha mai detto niente.
    Sulla differenza tra opera e progetto dell'opera, siamo tutti in accordo.
    Dove sta allora la differenza? Circa il motivo che ha spinto l'artista nel realizzare l'opera.
    Tu pensi che la motivazione sia solo estetica, io penso che la motivazione sia ben più profonda, almeno quando Christo progettò il FP per la baia di Buenos Aires in Argentina.

  9. #39
    L'avatar di mmt
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    come progetto, questo mi sembra adatto:
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Christo Parte II-schermata-2018-08-10-alle-20.35.53.jpg  

  10. #40
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    Biagio

    tu lo sai, vero, che mi hai messo in un bel pasticcio?
    Lo sai, vero, che se Accipicchia legge il post di Lory poi mi toglie il saluto?


    ma mettere il dito fra...

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