Mario Schifano V - Pagina 3
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  1. #21

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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    @Giness massima ammirazione per la Collezione Franchetti! Però ci sta anche che ogni tanto comprassero un quadro per aiutare un artista.
    In linea di principio sono d'accordissimo con quanto scrivi: importante il curriculum e certamente meglio avere un'opera con un curriculm prestigioso che senza.
    Però sarebbe anche sempre meglio un'opera bella che una non riuscita.
    Io su Schifano sono molto esigente (che potrebbe anche tradursi con "limitato"... non ho pretese di essere l'arbiter della situazione), però nonostante il pedigree di prim'ordine io un'opera così continuo a giudicarla brutta.
    Di mio ritengo che la stagione importante di Schifano siano gli anni '60. Sicuramente ci sono anche delle opere belle e valide successive e poi ci sono quelle significative all'interno di ogni singolo ciclo. Ecco, quest'opera qui non la inserirei personalmente in nessuna di queste situazioni.
    E' vero che io preferisco lo Schifano del anni '60, ma negli anni '80 ha fatto in ogni caso opere di tutt'altro livello rispetto a questa, e molte sono state pubblicate sul 3D e sono di un altro pianeta. E quelle di un altro pianeta giustamente inquadrano il meglio della produzione di quegli anni, mentre questa no... questa è un'opera così, a mio parere sostanzialmente inutile.
    Sarà un giudizio severo ma penso che se tutti (o quasi) gli schifaniani prendessero a paragone opere anni '80 pubblicate su queste pagine, quest'opera finirebbe in fondo alla classifica.


    Metto qui, giusto così a termine di paragone "La fine del satellite" del 1984 già vista su queste pagine. Ecco il paragone è imbarazzante: eppure l'opera in asta è Collezione Franchetti... evidentemente neanche i Franchetti avevano solo capolavori in collezione. Come tutti.

    Allegato 2483562
    Concordo in parte con quello che dici : gli anni 80 di Schifano mi fanno impazzire , quella di artesegno avrà come minimo 2cm di colore come è solito dipingere Mario in quel periodo ,ripeto l'opera vista così non mi fa impazzire. Opere così vanno viste dal vivo ,toccate con gli occhi ,se la vedessi dal vivo me ne innamorerei lo so . Con Mario è così, è sempre così. Poi ci sono opere come IL SATELLITE che non hanno bisogno di essere viste dal vivo per convincersi , è storia . Mario è un genio in entrambi i casi , è così ,con Mario è sempre così.

  2. #22
    L'avatar di marte2
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    Io quello Schifano lo trovo molto bello.
    A partire dal fondo, svolazzi di pennellate larghe, scivolose e sensuali come una danza orientale. E' un quadro pensato, poco istintivo, dal ritmo lento, una partitura con accordi in perfetta armonia. Ha una composizione e una cromìa bilanciate, una leggibilità immediata. Si fregia della magìa della carta, che trattiene e non respinge, e rinuncia volentieri alle piacevolezze un po' putt@ne della cromìa accentuata e delle tinte sature per godere appieno della semplicità del gesto.
    E poi la parte centrale, misteriosa, astratta, all'inizio può esser stata un acerbo, nelle intenzioni dell'artista, poi magari è diventata una fiera, e alla fine chissà che cosa.
    Ricordiamoci il titolo: "Natura sconosciuta".
    Forse è il ventre gravido di qualcosa che sta per nascere, più probabilmente l'enigma profondo e insondabile del nostro destino.
    E' sicuramente un bel quadro di Mario Schifano.

    Saluti da Marte

  3. #23

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    Citazione Originariamente Scritto da marte2 Visualizza Messaggio
    Io quello Schifano lo trovo molto bello.
    A partire dal fondo, svolazzi di pennellate larghe, scivolose e sensuali come una danza orientale. E' un quadro pensato, poco istintivo, dal ritmo lento, una partitura con accordi in perfetta armonia. Ha una composizione e una cromìa bilanciate, una leggibilità immediata. Si fregia della magìa della carta, che trattiene e non respinge, e rinuncia volentieri alle piacevolezze un po' putt@ne della cromìa accentuata e delle tinte sature per godere appieno della semplicità del gesto.
    E poi la parte centrale, misteriosa, astratta, all'inizio può esser stata un acerbo, nelle intenzioni dell'artista, poi magari è diventata una fiera, e alla fine chissà che cosa.
    Ricordiamoci il titolo: "Natura sconosciuta".
    Forse è il ventre gravido di qualcosa che sta per nascere, più probabilmente l'enigma profondo e insondabile del nostro destino.
    E' sicuramente un bel quadro di Mario Schifano.

    Saluti da Marte
    La stessa sensazione me la da la scheggia che ho in collezione.....uso del pennello solo per il fondo blu notte e poi basta pennello ,come se gli desse fastidio, lo limitasse nei gesti . E poi giù di colore ,tanto colore distribuito con il solo uso delle dita,un caos ordinato alla maniera di Schifano . Un chilo o forse più di materia viva tanto sono accesi i colori rinchiusi in un petalo di tela 24x18 ,bheeee..... Mario.

  4. #24
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    Prima dei chili di acrilico, che soddisfano senz'altro l'occhio, fondamentale è il messaggio che il maestro vuol mandare, che fa il quadro!
    Ps.e non mi venite a dire che i monocrometti per cui vi buttate x terra sono belli.

  5. #25
    L'avatar di Biagio.tv
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    Citazione Originariamente Scritto da marte2 Visualizza Messaggio
    Io quello Schifano lo trovo molto bello.
    A partire dal fondo, svolazzi di pennellate larghe, scivolose e sensuali come una danza orientale. E' un quadro pensato, poco istintivo, dal ritmo lento, una partitura con accordi in perfetta armonia. Ha una composizione e una cromìa bilanciate, una leggibilità immediata. Si fregia della magìa della carta, che trattiene e non respinge, e rinuncia volentieri alle piacevolezze un po' putt@ne della cromìa accentuata e delle tinte sature per godere appieno della semplicità del gesto.
    E poi la parte centrale, misteriosa, astratta, all'inizio può esser stata un acerbo, nelle intenzioni dell'artista, poi magari è diventata una fiera, e alla fine chissà che cosa.
    Ricordiamoci il titolo: "Natura sconosciuta".
    Forse è il ventre gravido di qualcosa che sta per nascere, più probabilmente l'enigma profondo e insondabile del nostro destino.
    E' sicuramente un bel quadro di Mario Schifano.

    Saluti da Marte
    Caro @Marte, sempre un piacere leggerti, e ci sta anche a volte non avere gli stessi gusti o opinioni.
    In parte anche io ho pensato alcune cose che hai scritto, ma le ho viste in modo diverso: penso che l'opera inizialmente fosse nata come un "acerbo" infatti le forme in basso sono riconducibili a quelle forme. Penso che la composizione non gli sia riuscita e che quindi abbia "virato" su una forma irriconoscibile e a quel punto abbia aggiunto il titolo "Natura scnosciuta".
    Certo, si può anche dire che la forza creativa è stata talmente dirompente da dilaniare la forma ecc, oppure molto semplicemente pensare (come faccio io), che sia un acerbo venuto male (come peraltro tanti altri quadri di Schifano).
    Quindi ci sta anche che per alcuni l'opera sia bella e che per altri sia brutta.
    Di sicuro però non è uno di quei quadri che mettono tutti d'accordo.

  6. #26

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    In generale possiamo dire che è bello ciò che piace....

  7. #27
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    Caro @Marte, sempre un piacere leggerti, e ci sta anche a volte non avere gli stessi gusti o opinioni.
    In parte anche io ho pensato alcune cose che hai scritto, ma le ho viste in modo diverso: penso che l'opera inizialmente fosse nata come un "acerbo" infatti le forme in basso sono riconducibili a quelle forme. Penso che la composizione non gli sia riuscita e che quindi abbia "virato" su una forma irriconoscibile e a quel punto abbia aggiunto il titolo "Natura scnosciuta".
    Certo, si può anche dire che la forza creativa è stata talmente dirompente da dilaniare la forma ecc, oppure molto semplicemente pensare (come faccio io), che sia un acerbo venuto male (come peraltro tanti altri quadri di Schifano).
    Quindi ci sta anche che per alcuni l'opera sia bella e che per altri sia brutta.
    Di sicuro però non è uno di quei quadri che mettono tutti d'accordo.
    La tua ricostruzione, prosaica, lontana, per esempio, dalle inquietudini estatiche alla base del ciclo "L'immagine accolta" di Bendini, mi fa tornare in mente quello che mi raccontò Claudio Verna rispetto ad un suo bellissimo lavoro degli anni '80, "Alifratte": l'opera si danneggiò in seguito ad un incidente, per così dire, domestico, ma Verna non volle separarsene, eliminò le parti danneggiate, la ridusse e la titolò "Ciò che resta di Alifratte".

    Un saluto

  8. #28
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    L’opera è bella, mi sembra di averla vista in passato esposta in diverse fiere con richieste doppie della base d’asta .

  9. #29
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    @Marte quello che racconti su Verna è un episodio interessante. D'altro canto lo stesso Duchamp volle che l'opera "Il Grande Vetro" rimanesse com'era dopo che si danneggiò pesantemente in seguito al suo traposporto.
    Però su questo Schifano la cosa è diversa: non ha subito un danno.
    Semplicemente è nato probabilmente con un intendimento (l'acerbo) ed è finito con un altro (la "natura sconosciuta").
    Siccome è impossibile determinare il grado di volontarietà del percorso che ha condotto al risultato finale, direi che ogni ipotesi è valida e allo stesso tempo non lo è.
    Ci si può quindi ricamare su in modo più o meno prosaico o più o meno poetico a seconda dei soggettivi leciti punti di vista.
    Io di quest'opera non riesco ad apprezzare nè il soggetto nè il contributo pittorico, e non ho problemi a ribadire che lo trovo un quadro buttato lì.
    Ma magari è un mio limite... non pretendo certo di convincere nessuno. Io lo trovo un quadro brutto.
    Se altri lo trovano un'opera bella o importante o un capolavoro, è chiaro che è una questione legata ai gusti personali e alle diverse sensibilità.
    E magari hanno ragione loro, almeno per il personale modo di vedere.
    Ognuno ha i suoi gusti e in questo ambito di soggettività non si può sempre essere tutti d'accordo.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da stellati Visualizza Messaggio
    Vi chiedo una vostra opinione su quest'opera in asta su Artesegno . base d'asta 22.000 euro.
    grazie
    mi sembra sia una carta da pacchi, bello, e a differenza delle altre opinioni lette, Schifano è unico negli anni ottanta e novanta, negli anni sessanta dove esegue sicuramente opere belle e capolavori, come d'altronde in tutta la vita da artista, è un grande tra i grandi, negli anni a seguire e soprattutto in quelli detti sopra, diventa unico ed inconfondibile, altrimenti oggi non sarebbe Schifano, anche se giustamente il mercato premia da qualche anno la produzione anni sessanta di tutti questi artisti, arriverà a premiare anche i decenni successivi con il tempo.
    Ultima modifica di arte povera; 23-02-18 alle 17:31

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