Aste 2018 - Cataloghi e segnalazioni - Parte I - Pagina 3
Marchionne è malato, peggioramenti nelle ultime ore. Fca sceglie Mr Jeep al suo posto
Colpo di scena per Fca e Ferrari con Sergio Marchionne costretto a lasciare anzitempo per il peggioramento delle sue condizioni di salute, che si sono aggravate proprio nelle ultime ore. …
Mistero Marchionne, verso addio anticipato. Forse oggi si deciderà il successore, Palmer in pole per guidare Fca
Non appare in pubblico dal 26 giugno scorso e negli ultimi giorni si sono rincorse le prime indiscrezioni circa un suo possibile addio anticipato complici anche i problemi di salute. …
Claudio Borghi: “Italexit prima o poi si farà”. Analisti: timori mercati eccessivi
Mercati obbligazionari agitati stamani per le voci insistenti e poi smentite di possibili dimissioni del ministro dell’economia Giovani Tria e per le nuove dichiarazioni di Claudio Borghi, capo della Commissione …
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  1. #21
    L'avatar di fred perry
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    lotto 514 PIERO DORAZIO Roma 28/06/1927 - Todi 17/05/2005


    Immagine Opera Helios, 1976
    olio su tela 30x55x3,5 cm, firma, titolo, anno, timbro con numero d'archivio e timbro della Galleria d'Arte Il Sole (Bolzano) al retro.


  2. #22
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    Lotto 152 - Mario Sironi, Composizione con fascio e svastica, (1937)
    tecnica mista su carta 36,6x27,8 cm, opera non firmata, etichetta della Galleria Cadario (MI) al retro, registrata presso l'Archivio Mario Sironi come da certificazione allegata.

    Opera a dir poco imbarazzante, senza nulla togliere alla grandezza di Sironi...

  3. #23
    L'avatar di fred perry
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    molto interessante....

    lotto 87.
    BICE LAZZARI Venezia 15/11/1900 - Roma 13/11/1981


    Immagine Opera Attraverso lo spazio, 1957
    olio su tela 72x90,5 cm, firma, anno, località (Roma) ed etichetta della Galleria Arte Centro (MI) al retro.
    Esposizioni:
    -Venezia, 1958
    -Valdagno, 1982
    Bibliografia:
    -"Bice Lazzari, opere 1925-1981", Electa Editrice, pagina 184 al n° 240.

  4. #24

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    Carissimi

    Segnalo la seguente interessante mostra che inaugura sabato prossimo a Venezia.
    Per togliere ogni dubbio a chi leggerà voglio confermare che Paolo Curti è un mio caro amico.....

    Un saluto.

    Pierpaolo Curti, Path 21 | 13.01 - 03.03.2018
    Galleria Michela Rizzo
    Isola della Giudecca 800 Q, 30133 Venezia, Italia


    Assunto / Hyphotesis : Angela Madesani

    Opening: 13.01.2018, h. 12.00

    13.01 - 03.03.2018

    Il visitatore è introdotto dall’opera video Gymkhana (2012), origine della mostra, la prima, di Pierpaolo Curti alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Si tratta di una passeggiata in montagna, su un’alta via dolomitica. Due sono i punti di vista al rallentatore, quello dell’artista che riprende il sentiero, il camminamento, Path 21, attraverso una steadicam e quello dato da una telecamera che riprende l’artista stesso, dal basso, il suo sguardo verso il cammino che lo attende durante la percorrenza.

    L’immagine di apertura è anche quella di chiusura. Tra le due è il percorso attraverso le opere che chi guarda è chiamato a fare.

    Nella prima stanza della galleria è un grande wall painting con una costellazione stellare, Constellation#21. È il macrocosmo, in raffronto alla nostra esistenza, microcosmo.

    In mostra sono dipinti di momenti e misure diversi: sono la sedimentazione del processo interiore generato dalla camminata.

    Il linguaggio al quale Curti si dedica maggiormente è la pittura, ma per i suoi lavori utilizza media diversi: dal disegno al video, all’installazione. Il suo è sempre un atteggiamento sperimentale nei confronti del medium, delle sue peculiarità, del suo ampio spettro di possibilità.

    Aspetto fondante della sua ricerca è sempre più, nel corso degli anni, la volontà di dichiarazione dell’autonomia dell’opera, la sua eloquenza e la sua indipendenza rispetto alle parole, che potrebbero, dovrebbero offrirne una spiegazione. È la tensione all’eloquenza della ricerca, del lavoro. La presa di coscienza, l’azione, che comportano una valenza di natura etica sono portanti. Qualsiasi azione ne richiama un’altra. Tutto ha una conseguenza. Così in Gymkhana.

    Sono assai più importanti il cammino, la strada, il mezzo del fine, del punto di arrivo. Il cammino è il protagonista di questa mostra, in cui le singole opere hanno un ruolo corale in cui l’uomo non compare, ma è protagonista. Ci troviamo di fronte a un lavoro in cui l’azione, l’esperienza sono fondamentali.

    L’atmosfera d’insieme delle opere è sempre venata da colori freddi, nei quali la luce è impietosa e rivelatrice. La sua pittura è magra, compatta, le campiture sono larghe e piatte. I soggetti sono ponti senza parapetto, montagne prive di sentieri, ampi pioli impraticabili, che potrebbero, tuttavia, essere dei livelli di appoggio, collocati nella costa della roccia.

    È un lavoro di matrice esistenziale in cui l’autobiografia è solo uno dei possibili punti di partenza. Nelle sue pitture, come ho già scritto, molti sono i legami con il cinema, la letteratura. Legami metabolizzati e fatti propri, senza citazioni di sorta. Quello di Curti è un tentativo di azzeramento: nel contenuto e nella forma. È un artista lento, produce solo una quindicina di opere l’anno. Non sente il bisogno di inflazionare il panorama, già oberato di immagini, con la sua presenza.

    Del resto l’unico modo per riuscire a vedere è quello di rallentare il ritmo per riuscire a cogliere, guardare attentamente, a prendere coscienza del circostante nella sua meraviglia e magnificenza, così la grande costellazione . Dobbiamo farlo per entrare nei fenomeni, per avvertire il suono del silenzio, della natura, per riuscire a osservare.

    Lo spettatore, attraverso le opere di Curti, dovrebbe, appunto, essere condotto in una dimensione differente dal reale percepito, in un’atmosfera di solitudine, di assenza, che dovremmo-potrebbe essere un imperativo morale- imparare ad accettare, perché parte del nostro essere. Una parte che tendiamo a eludere, convinti di essere più forti di quanto non siamo, immuni all’isolamento.

    L’uomo, l’artista cammina da solo in alta quota, con i suoi pensieri che lo aiutano a comprendere quanto è reale, ciò che non è sovrastrutturato. Tutte le opere in mostra sono segnate dalle suggestioni esistenziali provocate dalla camminata, dalla paura, dal coraggio, dalle intuizioni, dall’adrenalina, dalla forza. Il corpo, nella sua totalità, passa da una dimensione all’altra, insieme al pensiero.

    Il tutto in una dimensione che si pone aldilà di qualsivoglia relativismo, per giungere alla verità, la sua, quella del circostante, dell’uomo, della natura, della poesia del tutto in cui il cerchio ogni volta si chiude.

    Angela Madesani

  5. #25
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    Carissimi

    Segnalo la seguente interessante mostra che inaugura sabato prossimo a Venezia.
    Per togliere ogni dubbio a chi leggerà voglio confermare che Paolo Curti è un mio caro amico.....

    Un saluto.

    Pierpaolo Curti, Path 21 | 13.01 - 03.03.2018
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    Assunto / Hyphotesis : Angela Madesani

    Opening: 13.01.2018, h. 12.00

    13.01 - 03.03.2018

    Il visitatore è introdotto dall’opera video Gymkhana (2012), origine della mostra, la prima, di Pierpaolo Curti alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Si tratta di una passeggiata in montagna, su un’alta via dolomitica. Due sono i punti di vista al rallentatore, quello dell’artista che riprende il sentiero, il camminamento, Path 21, attraverso una steadicam e quello dato da una telecamera che riprende l’artista stesso, dal basso, il suo sguardo verso il cammino che lo attende durante la percorrenza.

    L’immagine di apertura è anche quella di chiusura. Tra le due è il percorso attraverso le opere che chi guarda è chiamato a fare.

    Nella prima stanza della galleria è un grande wall painting con una costellazione stellare, Constellation#21. È il macrocosmo, in raffronto alla nostra esistenza, microcosmo.

    In mostra sono dipinti di momenti e misure diversi: sono la sedimentazione del processo interiore generato dalla camminata.

    Il linguaggio al quale Curti si dedica maggiormente è la pittura, ma per i suoi lavori utilizza media diversi: dal disegno al video, all’installazione. Il suo è sempre un atteggiamento sperimentale nei confronti del medium, delle sue peculiarità, del suo ampio spettro di possibilità.

    Aspetto fondante della sua ricerca è sempre più, nel corso degli anni, la volontà di dichiarazione dell’autonomia dell’opera, la sua eloquenza e la sua indipendenza rispetto alle parole, che potrebbero, dovrebbero offrirne una spiegazione. È la tensione all’eloquenza della ricerca, del lavoro. La presa di coscienza, l’azione, che comportano una valenza di natura etica sono portanti. Qualsiasi azione ne richiama un’altra. Tutto ha una conseguenza. Così in Gymkhana.

    Sono assai più importanti il cammino, la strada, il mezzo del fine, del punto di arrivo. Il cammino è il protagonista di questa mostra, in cui le singole opere hanno un ruolo corale in cui l’uomo non compare, ma è protagonista. Ci troviamo di fronte a un lavoro in cui l’azione, l’esperienza sono fondamentali.

    L’atmosfera d’insieme delle opere è sempre venata da colori freddi, nei quali la luce è impietosa e rivelatrice. La sua pittura è magra, compatta, le campiture sono larghe e piatte. I soggetti sono ponti senza parapetto, montagne prive di sentieri, ampi pioli impraticabili, che potrebbero, tuttavia, essere dei livelli di appoggio, collocati nella costa della roccia.

    È un lavoro di matrice esistenziale in cui l’autobiografia è solo uno dei possibili punti di partenza. Nelle sue pitture, come ho già scritto, molti sono i legami con il cinema, la letteratura. Legami metabolizzati e fatti propri, senza citazioni di sorta. Quello di Curti è un tentativo di azzeramento: nel contenuto e nella forma. È un artista lento, produce solo una quindicina di opere l’anno. Non sente il bisogno di inflazionare il panorama, già oberato di immagini, con la sua presenza.

    Del resto l’unico modo per riuscire a vedere è quello di rallentare il ritmo per riuscire a cogliere, guardare attentamente, a prendere coscienza del circostante nella sua meraviglia e magnificenza, così la grande costellazione . Dobbiamo farlo per entrare nei fenomeni, per avvertire il suono del silenzio, della natura, per riuscire a osservare.

    Lo spettatore, attraverso le opere di Curti, dovrebbe, appunto, essere condotto in una dimensione differente dal reale percepito, in un’atmosfera di solitudine, di assenza, che dovremmo-potrebbe essere un imperativo morale- imparare ad accettare, perché parte del nostro essere. Una parte che tendiamo a eludere, convinti di essere più forti di quanto non siamo, immuni all’isolamento.

    L’uomo, l’artista cammina da solo in alta quota, con i suoi pensieri che lo aiutano a comprendere quanto è reale, ciò che non è sovrastrutturato. Tutte le opere in mostra sono segnate dalle suggestioni esistenziali provocate dalla camminata, dalla paura, dal coraggio, dalle intuizioni, dall’adrenalina, dalla forza. Il corpo, nella sua totalità, passa da una dimensione all’altra, insieme al pensiero.

    Il tutto in una dimensione che si pone aldilà di qualsivoglia relativismo, per giungere alla verità, la sua, quella del circostante, dell’uomo, della natura, della poesia del tutto in cui il cerchio ogni volta si chiude.

    Angela Madesani
    Hai sbagliato sezione, qui si segnalano le aste, non le mostre.

  6. #26

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    Hai sbagliato sezione, qui si segnalano le aste, non le mostre.
    Chiedo venia...non trovo il thread corretto...

    Un saluto

  7. #27
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    Chiedo venia...non trovo il thread corretto...

    Un saluto
    eccolo qui

    Mostre ed articoli di interesse - parte III

  8. #28
    L'avatar di artebrixia
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    ringrazio per la collaborazione

  9. #29

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    Grazie.
    Un saluto

  10. #30
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    molto interessante....

    lotto 87.
    BICE LAZZARI Venezia 15/11/1900 - Roma 13/11/1981


    Immagine Opera Attraverso lo spazio, 1957
    olio su tela 72x90,5 cm, firma, anno, località (Roma) ed etichetta della Galleria Arte Centro (MI) al retro.
    Esposizioni:
    -Venezia, 1958
    -Valdagno, 1982
    Bibliografia:
    -"Bice Lazzari, opere 1925-1981", Electa Editrice, pagina 184 al n° 240.
    non è il periodo topico, infatti da bertolami un mese fa un 25x25 fine anni 60 ha fatto 6k+da
    un 55x115 del 1954 è andato invenduto a 8k....poi in dopoasta 6500+da
    nel caso specifico è mancante di autentica dell'archivio anche
    Ultima modifica di cicala69; 11-01-18 alle 21:02

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