L'efficienza dell'investimento in arte contemporanea
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  1. #1
    L'avatar di scuffy
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    L'efficienza dell'investimento in arte contemporanea

    Salve a tutti!
    Ho trovato questo interessante articolo (datato) sul sistema economico nell'arte, un analisi mirata sulle molteplici complessità che vi fanno parte.
    https://www.google.it/url?sa=t&sourc...GI-7bna5OQFdXw

    Queste le conclusioni:


    Conclusioni

    In questo articolo si è messo in evidenza come, da un punto di vista dell’investimento, il mercato dell’arte risulti fortemente inefficiente, sia da un punto di vista valutativo che operativo e informativo. Le ragioni di tutto ciò risiedono sia nelle caratteristiche intrinseche del bene arte, unico e difficilmente valutabile; sia nella struttura del mercato, poco concorrenziale e caratterizzato da conflitti di interesse e insider trading; sia dalla riservatezza dei prezzi attuati dalle gallerie da una parte e dall’omissione delle contrattazioni battute all’asta che non raggiungono il prezzo di riserva dall’altra. Tutti questi fattori risultano in ultima analisi penalizzare l’investimento in arte, rendendolo particolarmente illiquido e rischioso per i non addetti ai lavori. In quest’ottica ci si augura un intervento del legislatore nella direzione di sanare le cause di inefficienza con interventi mirati quali ad esempio la creazione di chinese walls nel sistema arte, la penalizzazione dell’insider trading, l’istituzione di un registro di tutte le compravendite che renda ufficiali i prezzi delle transazioni (accompagnato da un meccanismo fiscale che ne incentivi la dichiarazione), una normativa anti-trust per favorire la concorrenza degli intermediari, la formazione di nuove figure di investitori quali i fondi di investimento in arte contemporanea e la normazione della comproprietà artistica.

    Tutti questi interventi, se a prima vista possono sembrare penalizzanti per coloro che godono di privilegi acquisiti all’interno del sistema, in realtà possono portare ad aprire il mercato verso un numero sempre più considerevole di investitori, portando nuovi capitali e in ultima istanza dando impulso ad un crescente sviluppo dell’arte contemporanea e della cultura nella nostra società.

    Che ne pensate?

  2. #2
    L'avatar di ginogost
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    Citazione Originariamente Scritto da scuffy Visualizza Messaggio
    Salve a tutti!
    Ho trovato questo interessante articolo (datato) sul sistema economico nell'arte, un analisi mirata sulle molteplici complessità che vi fanno parte.
    https://www.google.it/url?sa=t&sourc...GI-7bna5OQFdXw

    Queste le conclusioni:


    Conclusioni

    In questo articolo si è messo in evidenza come, da un punto di vista dell’investimento, il mercato dell’arte risulti fortemente inefficiente, sia da un punto di vista valutativo che operativo e informativo. Le ragioni di tutto ciò risiedono sia nelle caratteristiche intrinseche del bene arte, unico e difficilmente valutabile; sia nella struttura del mercato, poco concorrenziale e caratterizzato da conflitti di interesse e insider trading; sia dalla riservatezza dei prezzi attuati dalle gallerie da una parte e dall’omissione delle contrattazioni battute all’asta che non raggiungono il prezzo di riserva dall’altra. Tutti questi fattori risultano in ultima analisi penalizzare l’investimento in arte, rendendolo particolarmente illiquido e rischioso per i non addetti ai lavori. In quest’ottica ci si augura un intervento del legislatore nella direzione di sanare le cause di inefficienza con interventi mirati quali ad esempio la creazione di chinese walls nel sistema arte, la penalizzazione dell’insider trading, l’istituzione di un registro di tutte le compravendite che renda ufficiali i prezzi delle transazioni (accompagnato da un meccanismo fiscale che ne incentivi la dichiarazione), una normativa anti-trust per favorire la concorrenza degli intermediari, la formazione di nuove figure di investitori quali i fondi di investimento in arte contemporanea e la normazione della comproprietà artistica.

    Tutti questi interventi, se a prima vista possono sembrare penalizzanti per coloro che godono di privilegi acquisiti all’interno del sistema, in realtà possono portare ad aprire il mercato verso un numero sempre più considerevole di investitori, portando nuovi capitali e in ultima istanza dando impulso ad un crescente sviluppo dell’arte contemporanea e della cultura nella nostra società.

    Che ne pensate?
    Che ora molti a parole ti daranno ragione, nella realtà e nelle motivazioni dandoti invece sostanzialmente torto

  3. #3
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Che ora molti a parole ti daranno ragione, nella realtà e nelle motivazioni dandoti invece sostanzialmente torto
    Boh
    Uno chiede "cosa ne pensate"
    e tu intervieni su cosa ne penseranno gli altri

    E tu invece cosa ne pensi?

    Vabbè, cambio tema e rispondo io.
    L'articolo scivola su questa stessa affermazione : "l’ufficialità di tutti i prezzi di vendita, siano essi battuti all’asta, intermediati da un mercante o da una galleria, o fonte di una transazione diretta tra artista e collezionista."

    E allora, se l'economista ha avuto accesso solo ai dati delle aste (perché non credo sia andato ad intervistare galleristi, intermediari o mercanti) ma che cacchio di validità può avere 'sta analisi?

    E l'economista propone : "In tal senso è auspicabile l’istituzione (prima a livello nazionale e poi internazionale) di un registro di pubblica consultazione dove siano iscritti e consultabili tutti i dati delle transazioni avvenut"

    Costui è un economista che probabilmente non ha mai comprato un'opera di arte contemporanea

  4. #4

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    Citazione Originariamente Scritto da scuffy Visualizza Messaggio
    Salve a tutti!
    Ho trovato questo interessante articolo (datato) sul sistema economico nell'arte, un analisi mirata sulle molteplici complessità che vi fanno parte.
    https://www.google.it/url?sa=t&sourc...GI-7bna5OQFdXw

    Queste le conclusioni:


    Conclusioni

    In questo articolo si è messo in evidenza come, da un punto di vista dell’investimento, il mercato dell’arte risulti fortemente inefficiente, sia da un punto di vista valutativo che operativo e informativo. Le ragioni di tutto ciò risiedono sia nelle caratteristiche intrinseche del bene arte, unico e difficilmente valutabile; sia nella struttura del mercato, poco concorrenziale e caratterizzato da conflitti di interesse e insider trading; sia dalla riservatezza dei prezzi attuati dalle gallerie da una parte e dall’omissione delle contrattazioni battute all’asta che non raggiungono il prezzo di riserva dall’altra. Tutti questi fattori risultano in ultima analisi penalizzare l’investimento in arte, rendendolo particolarmente illiquido e rischioso per i non addetti ai lavori. In quest’ottica ci si augura un intervento del legislatore nella direzione di sanare le cause di inefficienza con interventi mirati quali ad esempio la creazione di chinese walls nel sistema arte, la penalizzazione dell’insider trading, l’istituzione di un registro di tutte le compravendite che renda ufficiali i prezzi delle transazioni (accompagnato da un meccanismo fiscale che ne incentivi la dichiarazione), una normativa anti-trust per favorire la concorrenza degli intermediari, la formazione di nuove figure di investitori quali i fondi di investimento in arte contemporanea e la normazione della comproprietà artistica.

    Tutti questi interventi, se a prima vista possono sembrare penalizzanti per coloro che godono di privilegi acquisiti all’interno del sistema, in realtà possono portare ad aprire il mercato verso un numero sempre più considerevole di investitori, portando nuovi capitali e in ultima istanza dando impulso ad un crescente sviluppo dell’arte contemporanea e della cultura nella nostra società.

    Che ne pensate?
    In sontesi il mercato dell arte si presta piú alla speculazione piuttosto che all' investìmento

  5. #5
    L'avatar di scuffy
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    Citazione Originariamente Scritto da zonguoren Visualizza Messaggio
    In sontesi il mercato dell arte si presta piú alla speculazione piuttosto che all' investìmento
    In realtà mi piace sottolineare quel passaggio dove viene descritta la difficoltà nel quantificare il valore dell'opera e come sia importante individuare il valore reale perfacilitare e ottenere l'operatività.
    Se ciò avvenisse non ci sarebbe (anche mio avviso) la paura di investire in arte.
    Questo è un passaggio che mi trova d'accordo:

    Un importante fattore perché un mercato degli investimenti risulti essere costantemente in equilibrio è che il prezzo rifletta in ogni istante il vero valore intrinseco del bene scambiato. Tale condizione è detta efficienza valutativa. Se si pensa che per allocare in modo ottimale le risorse nel processo di scambio è necessario che il prezzo rifletta il vero valore del bene scambiato sul mercato, è possibile concludere che l’efficienza valutativa risulta essere un presupposto per l’efficienza allocativa.

  6. #6
    L'avatar di Loryred
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    La mia sensazione è di un'analisi tutta teorica che si traduce nella forzatura di inquadrare l'acquisto in arte in regole e meccanismi dell'investimento ordinario, portando a conclusioni/soluzioni ipotetiche la cui bontà resta tutta da dimostrare.

    Dubito che "l'apertura di un mercato" che si caratterizza proprio per l'essere esclusivo e per dare una gratificazione personale nel possesso e godimento di un'opera e non di una quota, "ad un maggior numero di investitori", forse meglio definirli speculatori, darebbe davvero impulso e sviluppo ad arte contemporanea e cultura.

  7. #7
    L'avatar di scuffy
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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    La mia sensazione è di un'analisi tutta teorica che si traduce nella forzatura di inquadrare l'acquisto in arte in regole e meccanismi dell'investimento ordinario, portando a conclusioni/soluzioni ipotetiche la cui bontà resta tutta da dimostrare.

    Dubito che "l'apertura di un mercato" che si caratterizza proprio per l'essere esclusivo e per dare una gratificazione personale nel possesso e godimento di un'opera e non di una quota, "ad un maggior numero di investitori", forse meglio definirli speculatori, darebbe davvero impulso e sviluppo ad arte contemporanea e cultura.
    Ciao Lory sottoscrivo il tuo pensiero, tuttavia mi resta questo tarlo sul meccanismo distorsivo di compravendita di opere d'arte.
    Ovvero lo spread devastante tra venditori e compratori.
    È facile acquistare molto più difficile vendere almeno questa è mia modesta percezione...

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da scuffy Visualizza Messaggio
    Ciao Lory sottoscrivo il tuo pensiero, tuttavia mi resta questo tarlo sul meccanismo distorsivo di compravendita di opere d'arte.
    Ovvero lo spread devastante tra venditori e compratori.
    È facile acquistare molto più difficile vendere almeno questa è mia modesta percezione...
    No, non sempre è devastante. Anche l'abilità a comprare si affina con il tempo. È vero comunque che vendere non è né semplice né immediato. Però la qualità è un fattore determinante perché aumenta esponenzialmente le possibilità di vendita.

  9. #9
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    La mia sensazione è di un'analisi tutta teorica che si traduce nella forzatura di inquadrare l'acquisto in arte in regole e meccanismi dell'investimento ordinario, portando a conclusioni/soluzioni ipotetiche la cui bontà resta tutta da dimostrare.
    Ultimamente mi trovo d'accordo con te.
    Dobbiamo leggerlo come un problema, Lory?

    scherzi a parte, mi sa che ti bollino pure

  10. #10
    L'avatar di scuffy
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    No, non sempre è devastante. Anche l'abilità a comprare si affina con il tempo. È vero comunque che vendere non è né semplice né immediato. Però la qualità è un fattore determinante perché aumenta esponenzialmente le possibilità di vendita.
    È vero quello che dici, il guaio è che la grande quantità la si vede veramente poco e dove c'è te la fanno pagare molto cara

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