L'efficienza dell'investimento in arte contemporanea - Pagina 5
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  1. #41

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    Citazione Originariamente Scritto da arteok Visualizza Messaggio
    ...
    ma poi pensate veramente che giovi a chi ha interessi e soldi investiti nell'arte che tutto ciò accada, secondo me no anzi i margini di guadagno per chi è addentro al mercato dell'arte possono essere sensibilmente maggiori in questa situazione di opacità e di asimmetria informativa, per cui....
    È vero. Troppa trasparenza finirebbe con il nuocere al "mercato" proprio perché si tratta pur sempre di un mercato del tutto anomalo e praticamente impossibile da normare.

  2. #42
    L'avatar di HollyFabius
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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    Siamo proprio convinti? Forse tengono sui volumi, ma sul singolo valore? Prendiamo ad es. un autore seriale come Kostabi... Viene così a predersi quel fattore di esclusività che costituisce uno degli elementi di attrattiva del prodotto artistico, "voglio quel lavoro e proprio quello", premiando quindi l'unicità.

    Anzi credo che uno degli elementi che non rende quello dell'arte un mercato come gli altri deriva proprio dal fatto che si tratta di pezzi unici (tranne i multipli ovviamente), confrontabili solo in base al periodo/ciclo a parte il tema dimensioni, che eviterei visto che non si parla di tappezzeria, rendendo molto più difficile dare un valore, parametrare e fare confronti.
    Scrivo da cellulare e quindi faccio fatica ad articolate gli argomenti ma ci provo. Essere vincenti non significa raggiungere prezzi alti, ma semplicemente diventare 'oggetto' di offerta/richiesta ovvero la forma principe per la misurazione negli scambi.
    Questa sarebbe la cosa principale augurabile per un autore.
    Il valore di un oggetto di mercato si misura con la media mobile degli scambi. Per misurare però il numero di scambi deve essere significativo. Quello dell'arte e' uno pseudo mercato perché mancano i presupposti matematici per formare i prezzi dagli scambi. Un mercato classico vorrebbe autori prolifici per creare i presupposti matematici in grado di fornire regole di gioco neutrali.
    Il "mercato" dell'arte e' però condannato a non essere un mercato vero e a soffrire di scarsa trasparenza, speculazione, asimmetria informativa e altro ancora perché i suoi oggetti di riferimento, le sue merci, hanno la natura che conosciamo.

  3. #43

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    La solidità economica di un Artista è spesso correlata al numero di opere ed all'interesse che c'è mediamente per le stesse. Solo per i grandissimi la rarità paga in campo economico, ma questi costano già centinaia di migliaia di euro se non milioni.
    La quantità deve essere necessariamente sommata alla storicità ed importanza dell'Artista a livello internazionale, per capirci Kostabi ha solo la quantità...

  4. #44
    L'avatar di HollyFabius
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    Citazione Originariamente Scritto da Sattin Visualizza Messaggio
    La solidità economica di un Artista è spesso correlata al numero di opere ed all'interesse che c'è mediamente per le stesse. Solo per i grandissimi la rarità paga in campo economico, ma questi costano già centinaia di migliaia di euro se non milioni.
    La quantità deve essere necessariamente sommata alla storicità ed importanza dell'Artista a livello internazionale, per capirci Kostabi ha solo la quantità...
    Concordo ovviamente.
    Aggiungo una nota di riflessione.
    Gli autori che raggiungono i vertici di valore, e li mantengono nel tempo, non lo fanno per i meccanismi di mercato. Il mercato governa meccanismi di speculazione e gli autori di vero valore e qualità sono governati da meccanismi sociali, ovvero da dinamiche più complesse di quelle del solo mercato.

  5. #45

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    Citazione Originariamente Scritto da Sattin Visualizza Messaggio
    La solidità economica di un Artista è spesso correlata al numero di opere ed all'interesse che c'è mediamente per le stesse. Solo per i grandissimi la rarità paga in campo economico, ma questi costano già centinaia di migliaia di euro se non milioni.
    La quantità deve essere necessariamente sommata alla storicità ed importanza dell'Artista a livello internazionale, per capirci Kostabi ha solo la quantità...
    purtroppo la quantità sommata alla storicizzazione di un artista non è vero che paga, anzi spesso si rivela un boomerang vedi per tutti Arman o Rotella o anche Schifano......

    ma ciò succede perche finchè un artista è in vita probabilmente i suoi galleristi riescono a gestire i suoi prezzi ed il suo mercato al meglio, ma quando l'artista poi muore spesso sono guai perchè i galleristi puntano su altri cavalli e chi rimane con il cerino in mano sono i collezionisti.....

    io preferisco normalmente artisti storicizzati ma con produzioni limitate, perchè poi quando l'artista muore o le mode cambiano l'effetto rarità cmq farà premio sopratutto se l'artista è stato consacrato dal punto di vista storico e di presenze nei musei

  6. #46

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    concordo con l'Accipensiero Lory e Arteok... per ora non ho letto l'articolo ma io per me la metto così:

    sono all'inizio, non penso di avere capacità collezionistiche se non un po di bulimia obbligatoriamente frenata, grazie a tutti voi e al forum ho pensato di acquistare nell'ultimo anno qualche opera anche sbagliando, ma sempre emotivamente soddisfatta.
    Non potendo fare ragionamenti borsistico azioniari perchè cio che guida l'acquisto in arte deve per forza essere dettato da altre motivazioni, concludo da neofita:
    devo cambiare macchina ma non mi interessa va bene la vecchietta che ho, ho qualche soldo, mi piace l'arte, l'ho studiata, cerco di capirci qualcosa e compro arte; nel caso della macchina il mese dopo costa già la metà di quello che l'hai comprata e, come dire, si tratta (per me ovvio) di buttare via i soldi perchè la macchina è un mezzo di locomozione e niente di più, nel caso di un quadro o opera hai qualcosa che, oltre a tutto il resto, speri mantenga nel tempo almeno il 60%-70% del valore.

  7. #47
    L'avatar di scuffy
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    Comunque ragazzi è un dato di fatto che ci sono in giro una marea di artisti illiquidi, vuoi perché non fondamentali per la storia dell'arte vuoi perché passati pure di moda, fatto sta che lo scambio diventa un puro esercizio tra amatori.
    E col passare del tempo sarà sempre peggio visto che si punterà sempre più sul contemporaneo e innovativo.
    Non mi sembra tanto per fare un esempio che ci siano grandi acquirenti per i vari Sciltian, Migneco, Germanà, lo stesso Guttuso e Rosai che sono anche di categoria superiore...
    È brutto persino da vedere dipinti come quello di Sironi da Orler mesi e mesi invenduto

  8. #48
    L'avatar di Kiappo
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    Citazione Originariamente Scritto da scuffy Visualizza Messaggio
    Comunque ragazzi è un dato di fatto che ci sono in giro una marea di artisti illiquidi, vuoi perché non fondamentali per la storia dell'arte vuoi perché passati pure di moda, fatto sta che lo scambio diventa un puro esercizio tra amatori.
    E col passare del tempo sarà sempre peggio visto che si punterà sempre più sul contemporaneo e innovativo.
    Non mi sembra tanto per fare un esempio che ci siano grandi acquirenti per i vari Sciltian, Migneco, Germanà, lo stesso Guttuso e Rosai che sono anche di categoria superiore...
    È brutto persino da vedere dipinti come quello di Sironi da Orler mesi e mesi invenduto
    Eh..Tutto quello che avete scritto..rafforza sempre più la mia convinzione, e cioè che è troppo difficile/aleatorio prevedere lo sviluppo in un mercato così liquido, per cui ARTICOLO UNO...comprare ciò che piace...in base ai propri mezzi.tutto il resto è molto relativo...certo l esperienza aiuta, ma non basta, ci vuole anche ku.lo....saluti dal Trentino...

  9. #49

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    Concordo ovviamente.
    Aggiungo una nota di riflessione.
    Gli autori che raggiungono i vertici di valore, e li mantengono nel tempo, non lo fanno per i meccanismi di mercato. Il mercato governa meccanismi di speculazione e gli autori di vero valore e qualità sono governati da meccanismi sociali, ovvero da dinamiche più complesse di quelle del solo mercato.
    Perfetto 👍

  10. #50

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    Citazione Originariamente Scritto da arteok Visualizza Messaggio
    purtroppo la quantità sommata alla storicizzazione di un artista non è vero che paga, anzi spesso si rivela un boomerang vedi per tutti Arman o Rotella o anche Schifano......

    ma ciò succede perche finchè un artista è in vita probabilmente i suoi galleristi riescono a gestire i suoi prezzi ed il suo mercato al meglio, ma quando l'artista poi muore spesso sono guai perchè i galleristi puntano su altri cavalli e chi rimane con il cerino in mano sono i collezionisti.....

    io preferisco normalmente artisti storicizzati ma con produzioni limitate, perchè poi quando l'artista muore o le mode cambiano l'effetto rarità cmq farà premio sopratutto se l'artista è stato consacrato dal punto di vista storico e di presenze nei musei
    Questo mondo è bello proprio perché ci possono essere anche pareri molto discordanti in ordine ad artisti senza dubbio importantissimi storicamente, proprio Arman e Rotella che citi per me potrebbero essere una grande opportunità in termini di investimento per i fondamentali che hanno oltre che le presenze museali e le gallerie importanti che li hanno nel tempo trattati. Forse ti è sfuggito che recentemente proprio Rotella ha avuto una importante mostra da Barbara Gladstone a New York, segnale che reputo assai significativo. Con opere storiche di questi due maestri penso si sbagli davvero poco...

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