L'efficienza dell'investimento in arte contemporanea - Pagina 3
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  1. #21
    L'avatar di pa18
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    Un mio modesto contributo; l'articolo - di cui link - mette in risalto alcune problematiche, peraltro, accennate nei vostri interventi:

    L’arte a garanzia. Il fenomeno art-lending

    Complice un mercato dell’arte sempre più strutturato, la possibilità di ricevere un prestito in denaro offrendo come garanzia una o più opere d’arte è sempre più diffusa. Ecco una panoramica su caratteristiche e possibili sviluppi di una nuova pratica finanziaria.
    Il fenomeno art-lending | Artribune

  2. #22
    L'avatar di Alessandro Celli
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    “Gli istituti di credito concedono prestiti a tassi interessanti solo a fronte di opere d’arte di alto (se non altissimo) e, soprattutto, stabile valore”.

    bene,
    a me presterebbero 1 euro




    forse

  3. #23
    L'avatar di HollyFabius
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    Pensierino di metà agosto.
    Chiamare "mercato" il mercato dell'arte e' fonte di infiniti equivoci. E' un pò come chiamare concettuale una particolare ricerca filosofico/artistica.
    Un giorno futuro si capirà il danno della ambiguità e si troveranno termini diversi per cose diverse

  4. #24

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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Hai ragione: il collezionista bulimico ha bisogno di comprare di tutto e se per qualche tempo non compra qualcosa va in crisi di astinenza. La logica direbbe che non è possibile trovare capolavori e grandi occasioni ogni giorno, in ogni fiera, in ogni asta. Quindi ogni acquisto dovrebbe essere la conseguenza di una lunga e meditata ricerca. Eppure...
    Questo è proprio uno dei punti fondamentali che inducono quasi certamente a sbagliare, ancor di più pensare di acquistare oggi per vendere pochi giorni dopo come giustamente hai detto. Non è un gioco semplice come molti credono perché illusi dalle quotidiane promesse di scaltri operatori. Poi credo che essere collezionisti non precluda affatto il pensare alle rivalutazioni economiche anzi penso che sia addirittura eticamente giusto, ritengo comunque che il termine "collezionista" sia ampliamento abusato oggi. Ritengo poi che per investire valga oltre che l'anticipare anche la capacità propria del capire il mercato è saperlo interpretare, così per me è sicuramente meglio comprare a 10 un Artista che oltre ad avere storia entra in orbite di importanti gallerie o musei piuttosto che prenderlo a 3 quando nessuna prospettiva era all'orizzonte, questo consente certamente un minor rischio ed una maggiore opportunità di rivalutazione nel medio.

  5. #25
    L'avatar di Non Omnis Moriar
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    Citazione Originariamente Scritto da HollyFabius Visualizza Messaggio
    Pensierino di metà agosto.
    Chiamare "mercato" il mercato dell'arte e' fonte di infiniti equivoci. E' un pò come chiamare concettuale una particolare ricerca filosofico/artistica.
    Un giorno futuro si capirà il danno della ambiguità e si troveranno termini diversi per cose diverse
    Vero. Come oggettivare ciò che è soggettivo e scambiare l'eccezione per regola.
    Tanto che, proprio sugli equivoci e i fraintendimenti, in molti creano le premesse del proprio impero. Economico, particolarmente.

  6. #26
    L'avatar di Heimat
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    Citazione Originariamente Scritto da artebrixia Visualizza Messaggio
    “Gli istituti di credito concedono prestiti a tassi interessanti solo a fronte di opere d’arte di alto (se non altissimo) e, soprattutto, stabile valore”.

    bene,
    a me presterebbero 1 euro




    forse
    Con una garanzia fideiussoria aggiuntiva.

  7. #27
    L'avatar di Loryred
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    Citazione Originariamente Scritto da pa18 Visualizza Messaggio
    Un mio modesto contributo; l'articolo - di cui link - mette in risalto alcune problematiche, peraltro, accennate nei vostri interventi:

    L’arte a garanzia. Il fenomeno art-lending

    Complice un mercato dell’arte sempre più strutturato, la possibilità di ricevere un prestito in denaro offrendo come garanzia una o più opere d’arte è sempre più diffusa. Ecco una panoramica su caratteristiche e possibili sviluppi di una nuova pratica finanziaria.
    Il fenomeno art-lending | Artribune
    Mah la vedo meno facile di come la fa l'articolo, se non in casi molto rari e specifici a fronte di opere di valore elevato di autori appetibili o forse pù facilmente di un'intera collezione a garanzia di un valore mediamente stabile, a meno di speculazioni da parte degli stessi finanziatori che ti vogliano appioppare titoli, assicurazioni o simili per assicurarsi comunque un rientro economico in partite più complesse.

    Viene inoltre messo in evidenza che "puntando all'insolvibilità dei mutuatari si mira alla proprietà delle opere d’arte per venderle a terzi", fungendo i finanziatori stessi da intermediari o advisor anche in pool con esperti per altri facoltosi acquirenti. A quel punto il reale obiettivo non pare tanto l'art-lending ma l'entrare in contatto diretto con possessori di opere di livello super sui quali esercitare mirate "campagne acquisti" seguendo logiche di integrazione e diversificazione degli asset e guadagnandoci nella gestione globale del cliente o tenendo le opere per sè o per le varie fondazioni.
    Ultima modifica di Loryred; 14-08-17 alle 16:37

  8. #28

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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    Mah la vedo meno facile di come la fa l'articolo, se non in casi molto rari e specifici a fronte di opere di valore elevato di autori appetibili o forse pù facilmente di un'intera collezione a garanzia di un valore mediamente stabile, a meno di speculazioni da parte degli stessi finanziatori che ti vogliano appioppare titoli, assicurazioni o simili per assicurarsi comunque un rientro economico in partite più complesse.

    Viene inoltre messo in evidenza che puntando all'insolvibilità dei mutuatari si mira alla proprietà delle opere d’arte per venderle a terzi, fungendo i finanziatori stessi da intermediari o advisor anche in pool con esperti per altri facoltosi acquirenti. A quel punto il reale obiettivo non pare tanto l'art-lending ma l'entrare in contatto diretto con possessori di opere di livello super sui quali esercitare mirate "campagne acquisti" seguendo logiche di integrazione e diversificazione degli asset e guadagnandoci nella gestione globale del cliente o tenendo le opere per sè o per le proprie fondazioni.
    Questo modo di operare non é sinonimo di investimento , ma di speculazione ....come appunto ho detto nel mio precedente intervento.

    Investire in arte é prima di tutto investire in cultura. Se tu compri un azione devi avere cultura finanziaria, altrimenti rischi di polverizzare il tuo investimento. Il mercato azionario poiché ha interesse vastissimo e muove enormi capitali ha certezza nella quotiazione in ogni momento e conseguente liquidità dell 'investimento. Il mondo dell arte in confronto é uno stagno con quatto ranocchi che se la suonano e se la cantano per i boccaloni di turno...Penso che solo migliorando l'interesse generale nella cultura si potrà qualificare il mercato dell'arte.

  9. #29
    L'avatar di Loryred
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    Citazione Originariamente Scritto da zonguoren Visualizza Messaggio
    Questo modo di operare non é sinonimo di investimento , ma di speculazione ....come appunto ho detto nel mio precedente intervento.

    Investire in arte é prima di tutto investire in cultura. Se tu compri un azione devi avere cultura finanziaria, altrimenti rischi di polverizzare il tuo investimento. Il mercato azionario poiché ha interesse vastissimo e muove enormi capitali ha certezza nella quotiazione in ogni momento e conseguente liquidità dell 'investimento. Il mondo dell arte in confronto é uno stagno con quatto ranocchi che se la suonano e se la cantano per i boccaloni di turno...Penso che solo migliorando l'interesse generale nella cultura si potrà qualificare il mercato dell'arte.
    Mi sono espressa anch'io nello stesso senso in precedenza e concordo in pieno col tuo ragionamento, qui mi sono limitata ad analizzare il contenuto dell'articolo. Credo a maggior ragione che l'art-lending nel senso descritto porti vantaggio unicamente agli intermediari ed altri pochi eletti, anche se nata come fenomeno soprattutto americano è in crescita anche in Europa.

    Sull'ultimo punto vedo in giro poche premesse e poche risorse, se avverrà temo in tempi saranno davvero lunghi.

    Come contributo alla discussione... non so se già postato altrove, visto che in vacanza c'è un pò di tempo in più.

    Collezionismo tra passione e investimento | Universita Cattolica del Sacro Cuore

  10. #30
    L'avatar di scuffy
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    Vorrei fare una domanda ai più esperti di quotazioni e scambi nell'arte:
    Qual'è l'opera d'arte e l'artista più liquido nel mercato dell'arte?
    A me verrebbe da dire un classico arazzo di Boetti, sicuramente sia come prezzo (molto più semplice da calcolare) sia come disponibilità di acquirenti sul mercato uno dei migliori pezzi da scambiare.
    Per me la disponibilità di inquadrare un prezzo ed essere corrisposto in tempi brevi sul mercato danno l'idea della bontà dell'investimento.
    Quando invece troviamo opere difficili da valutare e soprattutto difficili da piazzare allora.....

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