Gianni Dova
Mistero Marchionne, verso addio anticipato. Forse oggi si deciderà il successore, Palmer in pole per guidare Fca
Non appare in pubblico dal 26 giugno scorso e negli ultimi giorni si sono rincorse le prime indiscrezioni circa un suo possibile addio anticipato complici anche i problemi di salute. …
Claudio Borghi: “Italexit prima o poi si farà”. Analisti: timori mercati eccessivi
Mercati obbligazionari agitati stamani per le voci insistenti e poi smentite di possibili dimissioni del ministro dell’economia Giovani Tria e per le nuove dichiarazioni di Claudio Borghi, capo della Commissione …
Wall Street Italia è in edicola. Il sommario del numero di luglio/agosto
È in edicola il numero di luglio/agosto di Wall Street Italia il mensile di economia, consulenza finanziaria e lifestyle. Questo mese il servizio di copertina è dedicato a Banca Mediolanum. …
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  1. #1

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    Gianni Dova

    Flyleo, il catalogo che mi hai segnalato della mostra di Palazzo Reale è questo?
    Gianni Dova-dova-gianni-dova-397bccc4-d439-4fb1-89b6-a383ca6e7607.jpg

  2. #2

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    Flyleo, il catalogo che mi hai segnalato della mostra di Palazzo Reale è questo?
    Gianni Dova-dova-gianni-dova-397bccc4-d439-4fb1-89b6-a383ca6e7607.jpg
    Affermativo.

  3. #3

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    Affermativo.
    Acquistato.
    E ora mi fermo. Se continuo a comprare libri con questo ritmo mia moglie dirà che conveniva comprarsi un quadro...

  4. #4
    L'avatar di DiegoS
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    Premesso che sono d'accordissimo su un 3d dedicato a Dova, sul FOL mi pare ci siano solo questi:
    dova
    GIANNI DOVA si può definire INTERNAZIONALE? temo di NO
    forse sarebbe opportuno partire dalla storia dell'artista, un po' come in maniera magistrale fa Brixia.
    Diversamente, per richieste di questo tipo, esiste il 3d per le richieste one shot.

  5. #5

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    PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI

    1947
    Galleria del Cavallino, Venezia (testo critico di Beniamino Joppolo)
    1948
    Galleria del Naviglio, Milano
    1949
    Galleria del Cavallino, Venezia
    1950
    Galleria del Naviglio, Milano
    1951
    Galleria del Milione, Milano (testo critico di Gillo Dorfles)
    1952
    Crippa-Dova, Galleria del Cavallino, Venezia (testo critico di Beniamino Joppolo). In occasione della mostra veneziana, Crippa, Dova, Tancredi, Cardazzo improvvisano una mostra all’aperto al Bar teatro in Campo San Fantin
    1956
    Galleria Vivant, Anversa
    1957
    Palais des Beaux-Arts, Bruxelles
    1958
    Galleria Blu, Milano (testo critico di Luigi Carluccio e poesia di Guido Ballo – La rondine)
    Galleria La Medusa, Roma (testo critico di Enrico Crispolti)
    1960
    Galleria Pagani al Grattacielo, Milano (testo critico di Mario De Micheli)
    Galleria Alibert, Roma (testo critico di Giorgio Kaisserlian)
    1961
    Loggia dei CCC, Treviso (testo critico di G. Comisso)
    Galleria del Cavallino, Venezia (testo critico di Emilio Tadini)
    1962
    Galleria Michaud, Firenze (testo critico di Emilio Tadini)
    Galleria La Nuova Pesa, Roma (testo critico di Mario De Micheli)
    1963
    Galleria Gissi, Torino (testo critico di Emilio Tadini)
    1965
    Galleria Milano, Milano (testo critico di Marco Valsecchi)
    Galerie d’Eendt, Amsterdam
    Galleria Blu, Milano (testo critico di Peppino Palazzoli, “Le spirali” di Roberto Crippa, “Le macchie” di Gianni Dova 1950-1953)
    1968
    Galleria Arte Borgogna, Milano
    1969
    Galleria dello Scudo, Verona (testo critico di Mario De Micheli, La Bretagna di Gianni Dova)
    Galleria Michaud, Firenze (testo critico di Luigi Cavallo, Gianni Dova: La mediazione del sogno
    1970
    Galleria Arte Borgogna, Milano (testo critico di Marco Valsecchi e poema di José Pierre, Aux jardins de Gianni Dova)
    Museo di Cagnes sur Mer, Cagnes sur Mer
    1971
    Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, Milano (testo critico di Franco Russoli)
    Studio d’Arte Condotti 85, Roma (testo critico di José Pierre, Il principio del Principe)
    1972
    Musée Galliéra, Parigi (testi critici di José Pierre e Marco Valsecchi)
    Galleria Cortina, Verona (testo critico di Franco Russoli)
    Galleria La Bussola, Torino (testo critico di Albino Galvano)
    1976
    Galleria La Bussola, Torino (testo critico di Mario De Micheli)
    1977
    Casa Giusti, Monsummano Terme (testi critici di Raffaele De Grada e Alfonso Gatto)
    Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo, Marina di Massa (testo critico di Alfonso Gatto, Le evocazioni fantastiche di Gianni Dova)
    1978
    Musée des Beaux-Arts, Bruxelles
    Galleria Schettini, Milano (testo critico di Franco Passoni, I Dova di Schettini)
    1979
    Galleria Planetario, Trieste (testi critici di C. Milic e Franco Russoli e intervista di A. Colombo)
    1980
    Galleria Civica d’Arte Moderna, Castello di Portofino (testi critici di Daniele Crippa, Roberto Sanesi, Emilio Tadini)
    Parco Massari, Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara (testi critici di Roberto Sanesi e Emilio Tadini)
    1981
    Palazzo Zanca, Messina (testo critico di L. Barbera)
    1982
    Palazzo Mediceo, Seravezza (testo critico di Raffaele De Grada)
    1983
    Galleria Arte Borgogna, Milano (testo critico di Carlo Castellaneta, Una lunga strada dall’incubo alla luce)
    1984
    Circolo della Stampa, Milano (testo critico di Franco Passoni)
    1986
    Fortezza Trecentesca, Montalcino (testo critico di R. Barzanti)
    Azienda Turismo, Marina di Massa (testo critico di Pier Carlo Santini)
    1987
    Galleria Parametro, Roma (testo critico di Enrico Crispolti e uno scritto di Gianni Dova)
    Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Sala di Sant’Ignazio, Arezzo (testo critico di M. Rotta)
    1988
    Centro Tornabuoni, Firenze (testo critico di Luigi Cavallo, Pittura: una voce dell’universo)
    1990
    Galleria Il Prisma, Cuneo (testo critico di Tommaso Trini, Un paesaggio di sguardi)
    Premio Aldo Roncaglia, XXII edizione. Omaggio a Gianni Dova, Rocca Estense, San Felice sul Panaro (testo critico di N. Micieli, Viaggio iniziatico di Gianni Dova)
    1991
    Palazzo Paolina, Viareggio; Galleria Comunale d’Arte, Palazzo del Ridotto, Cesena; Casa del Mantegna, Mantova (testo critico di Claudio Spadoni)
    1994
    Saletta del Levante, Terme di San Giuliano (testo critico di Daniele Crippa)
    1997
    Galleria Il Castello, Milano (testi critici di Emilio Tadini e Luigi Cavallo, Dova, il colore smaltato della fantasia)
    2005
    Galleria Cafiso Arte, Milano (testo critico di Enrico Crispolti, Gianni Dova. La maturità e il percorso)
    2008
    Galleria Il Castello, Milano (testo critico di Paolo Campiglio)


    PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE

    1948
    Arte astratta in Italia, Galleria di Roma, Roma
    1951
    Arte astratta e concreta in Italia, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma
    1952
    Mostra del surrealismo, Amici della Francia, Milano
    Arte Spaziale, Galleria del Naviglio, Milano
    1953
    Salòn d’Octobre, Galleria Craven, Parigi
    1955
    Il Gesto, Galleria Schettini, Milano
    1956
    Italian Art of the 20th Century, mostra itinerante (Art Gallery of Western Australia; The National
    Gallery of South Australia; The National Gallery of Victoria; Tasmanian Museum & Art Gallery,
    Hobart; The National Gallry of New South Wales; The Queensland National Art Gallery), Australia
    Italienische Malerei Heute, Leverkusen
    Facetten Vishal, Haarlem
    1957
    Art Autre, Museum of Modern Art, Tokyo
    Painting in Post-War Italy, Columbia University, New York
    1958
    Moderne italianische maler und maler der Ecole de Paris, Kunsthalle, Basilea
    Italianische und Deutsche Maler 1958, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Stadtisches Museum Morsbroich, Leverkusen
    Malerei des Jugen italien, Stadtische Museum Leverkusen; Frankische Galerie der Stadt Nurnberg, Norimberga
    20 Artistas italianos de Hoy, Museo Nacional de Bellas Artes, Buenos Aires
    1959
    50 anni d’arte a Milano, dal divisionismo a oggi, Palazzo della Permanente, Milano
    Nadrealisti I Apstractni. Zbirca Urvater, Zagabria; Belgrado
    Exposition Asahi, Tokyo
    Jahresausstellung der Neuen Darmstadter sezession, Darmstad
    1960
    Possibilità di relazione, Galleria L’Attico, Roma
    Italinische Kunst, Museum di Haagen
    Abstrakt Landskap, Riksforbundet for bildande konst, Stoccolma
    1961
    Italiensk Kunst i dag, Kunstnernes Hus, Oslo
    Esposizione di arte contemporanea italiana, Museo di Arte Moderna, Kamakura
    1962
    Art Nucléaire, Galleria Schwarz, Milano
    Il dopoguerra. La pittura in Italia dal 1945 al 1955, Castello Estense, Ferrara
    1963
    L’Informale in Italia fino al 1957, VII Premio Modigliani, Palazzo del Museo, Livorno
    1964
    Pittura a Milano dal 1945 al 1964, Palazzo Reale, Milano
    Internationale der Zeichnung, Darmstadt
    1966
    Spazialismo [1946-1966]. Omaggio a Cardazzo, Galleria del Naviglio, Milano
    1970
    Possibilità di relazione. Una mostra dieci anni dopo – Ferrara 1970, Palazzo dei Diamanti, Ferrara
    1971
    Aspetti dell’Informale, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, Milano
    Der Geist des Surrealismus, Baukunst, Colonia
    1972
    Milano, 70/70. Un secolo d’arte, III, dal 1946 al 1970, Museo Poldi Pezzoli, Milano
    1973
    Pittura in Lombardia 45/73, Villa Reale, Monza
    1974
    50 anni di pittura italiana nella collezione Boschi-Di Stefano donata al Comune di Milano, Palazzo
    Reale, Milano
    1976
    Malarstwo Wloskie 1950-1970, Muzeum Narodowe we Wroclawiu, Varsavia
    1983
    L’Informale in Italia, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna
    Dans la lumière du surréalisme, Pinacoteca provinciale, Bari
    1987
    Fontana e lo Spazialismo, Villa Malpensata, Lugano
    1992
    Giamaica. Arte a Milano 1946-1959, Casa del Mantegna Mantova; Galleria Comunale d’Arte
    Cesena; Villa la Versiliana Marina di Pietrasanta
    Automatismos paralelos: La Europa de los Movimentos Experimentales 1946-1956, Centro Atlàntico de Arte Moderno, Sala de Exposiciones de la Comunidad de Madrid, Las Palmas de la Gran Canaria
    1997
    Milano 1950-59. Il rinnovamento della pittura in Italia, Palazzo dei Diamanti, Ferrara
    1998
    Arte a Milano 1946-1959. Il Movimento Sapziale, Credito Valtellinese, Sondrio
    2000
    Miracoli a Milano, 1955-1965. Artisti, gallerie e tendenze, Museo della Permanente, Milano
    2004
    Milano, la fabbrica del futuro. Il rinnovamento di una metropoli del Novecento, Spazio Oberdan, Milano
    2005
    Annicinquanta. La nascita della creatività italiana, Palazzo Reale, Milano
    2006
    Surrealisti italiani, GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma
    2008
    Carlo Cardazzo. Una nuova visione dell’arte, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
    2010
    Il Grande Gioco, Museo d’arte contemporanea Lissone
    2011
    Gli irripetibili anni ‘60. Un dialogo tra Roma e Milano, Fondazione Roma, Roma
    2013
    50 e oltre. Storia di una galleria: la Galleria Cortina 1962-2013, Associazione Culturale Renzo
    Cortina, Milano

    PARTECIPAZIONI A FIERE E RASSEGNE PERIODICHE

    Biennale di Venezia: 1952, 1954, 1956, 1962 (sala personale, con la presentazione di Guido Ballo)
    Quadriennale di Roma: 1959, 1962, 1965, 1973
    Biennale Nazionale di Milano: 1957, 1961, 1963, 1972
    Triennale di Milano: 1951, 1954, 1957
    Salon de Mai di Parigi: 1955, 1957, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1964, 1966, 1967
    Phases: 1955, 1956, 1957, 1958, 1959, 1960
    Biennale di San Paolo, San Paolo del Brasile: 1957
    Pittori d’oggi Francia-Italia, Palazzo delle Arti, Parco del Valentino, Torino: 1957, 1959, 1961
    Rome-New York Art Faundation, Isola Tiberina, Roma: 1957
    Documenta, Kassel: 1959
    Mostra della critica italiana, Galleria d’Arte Moderna, Milano: 1961
    Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea della Repubblica di San Marino: 1965
    Biennale di Mentone: 1970, 1972
    Art Basel: 1972, 1983
    Biennale Nazionale Città di Bari, Bari: 1980
    Salon de Carantec: 1985, 1987, 1992


    BIOGRAFIA

    Nasce a Roma nel 1925, da madre tedesca (il nonno Carl von Rauchenstein, pittore, affrescò numerose chiese nel Tirolo e in Baviera) e padre commerciante in tessuti. Muore a Pisa nel 1991. Dopo aver studiato nel Collegio dei Gesuiti San Leone Magno, frequenta il liceo artistico a Milano (1939) dove la famiglia si è trasferita e si diploma nel 1945 all’Accademia di Brera, dopo aver seguito i corsi di Funi, Carpi, Carrà (come compagni ha Ajmone, Cavaliere, Cremonini, Crippa e Peverelli). In quegli anni è affascinato dagli artisti di Corrente – Birolli, Morlotti e Cassinari. Fuori dai confini nazionali, guarda con interesse alla fase post cubista di Picasso. È fra i firmatari nel ’46 del manifesto del Realismo oltre Guernica, tiene la sua prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia. Nel 1950 prende parte alla mostra del MAC con Vedova, Fontana, Crippa, Bertini e Soldati, distaccandosi dall’astrattismo geometrico e virando verso una gestualità più libera e una tattilità della materia. L’anno successivo, divenuto amico di Lucio Fontana, sottoscrive il manifesto dello Spazialismo. Gillo Dorfles, in una mostra al Milione di Milano, presenta la sua pittura definendola “nucleare” e “informale”. Nel ’53 Dova si stacca dal gruppo e dà vita a un’arte “embrionale”. Nel ’54 è alla Biennale di Venezia, poi si trasferisce a Parigi dove espone con Michel Tapiè. Nel ’56 apre uno studio a Anversa, in Belgio, stringe amicizia con Lam, Matta e Jorn. Le nuove suggestioni sono surrealiste, con una visionarietà vicina a quella di Max Ernst. Torna in Francia, ma viaggia moltissimo, esponendo le sue opere in tutto il mondo. Partecipa a Documenta Kassel e al Salon de Mai a Parigi. Gli anni Sessanta lo vedono fra i protagonisti del nuovo linguaggio artistico italiano, è ospite di collettive a Lima, New York, Amsterdam, Bruxelles. Nel 1964 il Palazzo Reale di Milano gli dedica una intera sala, nel ’66 ha una personale alla Biennale di Venezia. Un lungo soggiorno in Bretagna, nel 1968, farà virare la sua pittura verso nuovi soggetti: giardini, rocce, uccelli. “Sto in Bretagna. L’ho scelta perché cercavo una luce diversa dalla nostra, così colorata. Avevo bisogno di luce fredda tesa metallica, con lunghe ombre viola. Ho seguito gli itinerari degli impressionisti; di Gauguin che amo e di Picasso a Dinard. Mi sono trovato a volare in un mare di leggende, di magie, di sortilegi. I Dolmen e i Menir, in quegli spazi, mi sono apparsi come visioni folgoranti; immagini che sono diventate racconto. Mi lascio andare al flusso dell’oceano e nuoto come un cormorano a picco sulle dune”. Pittore, scultore, ceramista e incisore, Dova nell’ultimo ventennio della sua vita ha dato luogo a una serie di “paesaggi” interiori, di pura introspezione psicologica, abbandonando ogni naturalismo. Nel 1971, Colonia gli dedica una grande retrospettiva, il Palazzo dei Diamanti di Ferrara una monografica nel 1990, due anni dopo sarà la volta di Messina.

    Fonti: archivio Dova e Istituto poligrafico Zecca dello Stato

  6. #6

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    Flyleo, dimmi una cosa, tu che mi sembri molto ferrato sulla materia Dova, ma a Kassel ha esposto opere del periodo nucleare oppure le prime opere di tipo "semi-figurativo" (figure zoomorfe, etc..). Visto che la partecipazione risale al 1959, credo sia proprio il periodo di transizione.
    Sicuramente troverò queste info sul Russoli (che non mi è ancora arrivato), ma se volessi darmi qualche anticipazione te ne sarei grato.

  7. #7

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    Citazione Originariamente Scritto da benakia Visualizza Messaggio
    Flyleo, dimmi una cosa, tu che mi sembri molto ferrato sulla materia Dova, ma a Kassel ha esposto opere del periodo nucleare oppure le prime opere di tipo "semi-figurativo" (figure zoomorfe, etc..). Visto che la partecipazione risale al 1959, credo sia proprio il periodo di transizione.
    Sicuramente troverò queste info sul Russoli (che non mi è ancora arrivato), ma se volessi darmi qualche anticipazione te ne sarei grato.
    Da qualche parte a casa ho l'elenco delle opere esposte in quell'occasione (a cui partecipo anche Crippa). Lo recupero in questi giorni e te lo posto. Una curiosità risalente a kassell del 59: partecipò anche un certo Fontana. La commissione del Documenta inizialmente aveva selezionato solamente Dova e Crippa....ma poi intervenne l'influente Cardazzo e fu invitato anche Fontana.

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da flyleo Visualizza Messaggio
    Da qualche parte a casa ho l'elenco delle opere esposte in quell'occasione (a cui partecipo anche Crippa). Lo recupero in questi giorni e te lo posto. Una curiosità risalente a kassell del 59: partecipò anche un certo Fontana. La commissione del Documenta inizialmente aveva selezionato solamente Dova e Crippa....ma poi intervenne l'influente Cardazzo e fu invitato anche Fontana.
    Grazie ne sarei ben felice.
    Guarda, io mi sono innamorato di Dova due anni fa ad Artefiera dove la galleria Mediartrade esponeva tre opere su una parete di cui due moooolto grandi. Ebbene non mi era capitato di vedere Dova, obnubilato, come un pò tutti i neofiti, dalla figurazione classica. Ti vedo queste tre opere e "boom", mi pianto li per un quarto d'ora. Sono tornato davanti a quella parete almeno cinque volte e ogni volta ci portavo qualcuno (mia moglie, mia figlia, mia madre, etc...) e dicevo: "..ma ti rendi conto di che mostro è questo!". Opere che non sembravano fatte di olio, ma di cera, di marmo. Non erano dipinte, ma scolpite. Equilibrio nella composizione, nei colori...spettacolari. Insomma un vero tuffo al cuore. Chiesi anche i prezzi... una botta pazzesca! Tornato a Roma andai subito a cercare una delle tre opere che mi era parso di aver visto da qualche parte e la trovo in un asta (tra l'altro battuta a Roma) a circa un quarto della richiesta in galleria. A posteriori quei 10000 euro+diritti li avrei spesi ad occhi chiusi.
    Erano tutte opere degli anni 60. Ancora non ho avuto occasione di vedere da vicino opere del periodo nucleare. Roma per l'arte contemporanea è una piazza un pò "provinciale" anche se può sembrare un paradosso.

  9. #9

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    Citazione Originariamente Scritto da benakia Visualizza Messaggio
    Grazie ne sarei ben felice.
    Guarda, io mi sono innamorato di Dova due anni fa ad Artefiera dove la galleria Mediartrade esponeva tre opere su una parete di cui due moooolto grandi. Ebbene non mi era capitato di vedere Dova, obnubilato, come un pò tutti i neofiti, dalla figurazione classica. Ti vedo queste tre opere e "boom", mi pianto li per un quarto d'ora. Sono tornato davanti a quella parete almeno cinque volte e ogni volta ci portavo qualcuno (mia moglie, mia figlia, mia madre, etc...) e dicevo: "..ma ti rendi conto di che mostro è questo!". Opere che non sembravano fatte di olio, ma di cera, di marmo. Non erano dipinte, ma scolpite. Equilibrio nella composizione, nei colori...spettacolari. Insomma un vero tuffo al cuore. Chiesi anche i prezzi... una botta pazzesca! Tornato a Roma andai subito a cercare una delle tre opere che mi era parso di aver visto da qualche parte e la trovo in un asta (tra l'altro battuta a Roma) a circa un quarto della richiesta in galleria. A posteriori quei 10000 euro+diritti li avrei spesi ad occhi chiusi.
    Erano tutte opere degli anni 60. Ancora non ho avuto occasione di vedere da vicino opere del periodo nucleare. Roma per l'arte contemporanea è una piazza un pò "provinciale" anche se può sembrare un paradosso.
    Le opere nucleari/spazialiste, soprattutto le prime anni 51/52, sono molto meno facili da comprendere rispetto a quelle anni 60 (eccellenti anch'esse). Ma proprio le prime hanno permesso a Dova di essere citato nella bibbia dell'informale europeo scritto da Tapies nel 52. Attendi i bei volumi che hai ordinato, poi lanciati nel tuo primo acquisto. Questo ne è un eccellente esempio!

    Gianni Dova-gallerie-ditalia-piazza-scala-milano-gianni-dova.jpg

  10. #10

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    Allora, nell'attesa dell'arrivo del Russoli, ieri ho ricevuto il catalogo della mostra di Palazzo Reale. Mamma mia che opere. Vorrei vedere una delle opere del periodo nucleare dal vivo. Qualcuno sa se in zona Roma c'è qualche galleria che tratta Dova e che potrebbe fare al caso mio?
    Sfogliando il catalogo ho trovato pubblicata l'opera che era in asta da Bertolami. A vederla dal vivo non mi aveva impressionato in modo particolare anche se l'esposizione (importante) nella galleria tedesca mi aveva fatto un pò riflettere. Evidentemente per esporla a Palazzo Reale sia Dova che il curatore avranno avuto un'opinione ben differente dalla mia.
    Sempre più convinto che la base di tutto sia lo studio. Ecco, ad aver avuto il catalogo prima, forse l'avrei vista con occhi diversi.

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