Vanni Cuoghi - Pagina 4
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  1. #31
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    ieri Vanni in RAI

    https://www.facebook.com/vanni.cuogh...7105248347203/

  2. #32
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    VANNI CUOGHI | SOUVENIR D’ITALIE


    a cura di Ivan Quaroni


    Galleria L’incontro, Chiari (BS)

    Opening 6 ottobre 2018


    Vanni Cuoghi-vanni-cuoghi.jpg

    “Credo che il paesaggio italiano stia perdendo qualcosa…”. Parte da questa premessa Vanni Cuoghi per indagare, attraverso la sua pittura - una combinazione di disegno, acquarello, tecniche scenografiche e paper cutting – la geografia dei propri ricordi e, insieme, la mappa mentale di una generazione che ha vissuto in una società non ancora lambita dalla rivoluzione digitale.

    In occasione della mostra alla Galleria d’Arte L’Incontro di Chiari (BS), l’artista ricostruisce il piccolo mondo antico di un’Italia da cartolina, riscoprendo nell’iconografia in bianco e nero dei suoi monumenti e delle sue piazze il senso di appartenenza a una cultura alta, in cui storie collettive e vicende personali s’intrecciano senza soluzione di continuità.

    Le venticinque opere in mostra, dedicate a diverse città italiane, da Brescia a Milano, da Venezia a Torino, da Roma a Firenze e Bologna, tanto per citarne alcune, sono pensate come dei Souvenir d’Italie, piccole scatole della memoria che mettono in scena le tappe di un ipotetico viaggio in un paese sospeso tra presente e passato, tra tradizione e innovazione.

    I teatrini di Cuoghi, visti attraverso un immaginario boccascena in miniatura, sono ispirati ai Peep Show vittoriani. Il Peep Show era una forma d’intrattenimento da strada che permetteva a bambini e adulti di osservare una serie d’immagini in una scatola attraverso un foro o una lente d’ingrandimento.

    ll fondale delle scenografie miniaturizzate di Cuoghi è sempre una cartolina d’epoca, la fotografia di un monumento del Belpaese sul quale l’artista inscena una pletora di storie ordinarie, talvolta interrotte dalla comparsa di un particolare imprevisto o di un elemento surreale che sposta l’attenzione dell’osservatore verso una nuova interpretazione dell’immagine.

    Se nel Peep Show l’immagine viene offerta al pubblico con l’agevolazione di una lente d’ingrandimento che permette di cogliere immediatamente tutti i particolari del teatrino, nelle opere di Vanni Cuoghi, l’osservatore è obbligato a muoversi, a guardare l’opera da diverse angolazioni per cogliere dettagli minuti o nascosti, che altrimenti sfuggirebbero a uno sguardo sommario. Qui l’arista sembra introdurre l’idea che l’arte non sia una forma d’intrattenimento, ma piuttosto un piacere che con la partecipazione attiva dell’osservatore può tradursi in una forma di scoperta e di conoscenza.

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