Quando il critico non dice nulla - Pagina 4
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  1. #31
    L'avatar di sanmicheli
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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Letto adesso, interessante, dice cose di puro buon senso. Quella mostra al PAC io non l'ho proprio voluta vedere, sarei un po' stanco di un'arte che denuncia ma poi arte non riesce ad essere. Il politically correct è regolarmente la foglia di fico degli incapaci.

    Dovrei allora trovare esempi di una vera arte di denuncia (che non significa far conoscere la cosa in sé, ma far sentire esteticamente la forza di un problema).
    Mi vengono in mente soprattutto lavori teatrali o cinematografici: Casa di bambola, Roma città aperta, Rocco e i suoi fratelli ... Magari Bacon ci è andato vicino (ma quanti epigoni inutili!). Invece non risolve nulla esprimere la noia della vita con oggetti noiosi, la violenza attraverso immagini violente, l'ingiustizia mostrando atti ingiusti, l'alienazione mostrando immagini fatte con lo stampino ... a meno che 1) si tratti di un grande artista (il Goya della fucilazione) 2) in realtà sia il documento a comunicare, ad informare, qualunque sia il suo livello artistico: ma ciò vale in un ambito temporale limitato.
    Alcuni musicisti si sono cimentati nell'improba fatica di far politica con la musica. Shostakovic, che per me è spesso piuttosto noioso, in una sua sinfonia dileggia in funzione antinazista una canzonetta austriaca, mi pare. Però la cosa funziona solo se si viene messi a conoscenza dell'artifizio, di per sé quasi mai la musica riesce a comunicare a sufficienza il proprio commento sulla realtà. Simili alle bandiere rosse di Guttuso e tanti suoi compagni sono le dimenticabili citazioni dell'Internazionale nelle musiche di compositori sovietici, periodo staliniano.

    Volontariamente lascio fuori dagli esempi l'ambiguo caso di Guernica.

    Insomma, come non ha senso pregare allo scopo di fare del male a qualcuno, così è assai arduo, quantomeno, usare il bello in funzione di denuncia o critica sociale.
    Mi viene in mente, come aspressione artistica di una denuncia, l'opera di Luca Vitone a Venezia che, per rappresentare il dramma dell'amianto a Casale Monferrato e più in generale la catastrofe di una scelta tecnologica che ha rappresentato un fallimento storico, ha diffuso un profumo "piccante" per la gola nell'ambiente per ricreare quella sensazione di fastidio respiratorio che da' l'amianto a chi ormai non ha più speranze. Per arrivare a questo occorre una grande sensibilità.

  2. #32
    L'avatar di rothko
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    Citazione Originariamente Scritto da sanmicheli Visualizza Messaggio
    Mi viene in mente, come aspressione artistica di una denuncia, l'opera di Luca Vitone a Venezia che, per rappresentare il dramma dell'amianto a Casale Monferrato e più in generale la catastrofe di una scelta tecnologica che ha rappresentato un fallimento storico, ha diffuso un profumo "piccante" per la gola nell'ambiente per ricreare quella sensazione di fastidio respiratorio che da' l'amianto a chi ormai non ha più speranze. Per arrivare a questo occorre una grande sensibilità.

    un po' scopiazzato

    Teresa Morgolles
    qui è una ripresa di un lavoro del 2003, credo

    qui per me l'arte di "denuncia" è ai massimi livelli
    nulla da mettere ed esporre in collezione, nulla per il mercato, niente neppure per il museo
    solo ciò per resta per chi ha voglia di riflettere

  3. #33

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    Citazione Originariamente Scritto da sanmicheli Visualizza Messaggio
    Mi viene in mente, come aspressione artistica di una denuncia, l'opera di Luca Vitone a Venezia che, per rappresentare il dramma dell'amianto a Casale Monferrato e più in generale la catastrofe di una scelta tecnologica che ha rappresentato un fallimento storico, ha diffuso un profumo "piccante" per la gola nell'ambiente per ricreare quella sensazione di fastidio respiratorio che da' l'amianto a chi ormai non ha più speranze. Per arrivare a questo occorre una grande sensibilità.
    Sì la denuncia in arte ci sta. Ma ATTENZIONE:
    quante opere di "denuncia" sono solo una comodissima captatio benevolentiae nei confronti della critica e soprattutto di un certo pubblico di bocca buona? E' molto facile "denunciare" le cose che non vanno bene (ce ne sono a bizzeffe) e tanto più si mira in alto, tanto più si evita che qualcuno osi banalizzare l'opera o sbeffeggiare l'artista "impegnato". Molti anzi si affanneranno a trovarvi significati mirabolanti, espliciti e impliciti, con sperticate lodi di semplici luoghi comuni. Pochi avranno il coraggio di dire "il Re è nudo" (o in altri termini "è una cagata pazzesca!") e intanto l'artista di "denuncia" potrà raccogliere i comodi frutti dell'ovvietà.

  4. #34
    L'avatar di sanmicheli
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    Citazione Originariamente Scritto da rothko Visualizza Messaggio
    un po' scopiazzato

    Teresa Morgolles
    qui è una ripresa di un lavoro del 2003, credo

    qui per me l'arte di "denuncia" è ai massimi livelli
    nulla da mettere ed esporre in collezione, nulla per il mercato, niente neppure per il museo
    solo ciò per resta per chi ha voglia di riflettere
    Guarda che non mi pare di aver detto che Vitone è stato il primo ad usare gli odori nell'opera d'arte. Ho solo voluto notare la raffinatezza del suo messaggio di denuncia. Quanto alla scopiazzatura ti informo che Vitone usava gli odori già nel 2000 al Palazzo delle Esposizioni di Roma (era l'odore del mare, una mostra dedicata alla sua città, Genova). Quindi sicuramente non è stato il primo ad usare gli odori ma è comunque arrivato prima della tua Teresa Morgolles, che peraltro sarà una artista valida.

  5. #35
    L'avatar di sanmicheli
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    Sì la denuncia in arte ci sta. Ma ATTENZIONE:
    quante opere di "denuncia" sono solo una comodissima captatio benevolentiae nei confronti della critica e soprattutto di un certo pubblico di bocca buona? E' molto facile "denunciare" le cose che non vanno bene (ce ne sono a bizzeffe) e tanto più si mira in alto, tanto più si evita che qualcuno osi banalizzare l'opera o sbeffeggiare l'artista "impegnato". Molti anzi si affanneranno a trovarvi significati mirabolanti, espliciti e impliciti, con sperticate lodi di semplici luoghi comuni. Pochi avranno il coraggio di dire "il Re è nudo" (o in altri termini "è una cagata pazzesca!") e intanto l'artista di "denuncia" potrà raccogliere i comodi frutti dell'ovvietà.
    Se l'arte si sofferma a meditare su un dramma di portata storica, un vero e proprio fallimento della nostra civiltà, quale è stato l'eternit, mi pare encomiabile e se questo viene fatto anche con gusto e originalità da un nostro artista deve essere sottolineato positivamente.

  6. #36

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    Sì la denuncia in arte ci sta. Ma ATTENZIONE:
    quante opere di "denuncia" sono solo una comodissima captatio benevolentiae nei confronti della critica e soprattutto di un certo pubblico di bocca buona? E' molto facile "denunciare" le cose che non vanno bene (ce ne sono a bizzeffe) e tanto più si mira in alto, tanto più si evita che qualcuno osi banalizzare l'opera o sbeffeggiare l'artista "impegnato". Molti anzi si affanneranno a trovarvi significati mirabolanti, espliciti e impliciti, con sperticate lodi di semplici luoghi comuni. Pochi avranno il coraggio di dire "il Re è nudo" (o in altri termini "è una cagata pazzesca!") e intanto l'artista di "denuncia" potrà raccogliere i comodi frutti dell'ovvietà.

  7. #37
    L'avatar di rothko
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    Guarda che non mi pare di aver detto che Vitone è stato il primo ad usare gli odori nell'opera d'arte. Ho solo voluto notare la raffinatezza del suo messaggio di denuncia. Quanto alla scopiazzatura ti informo che Vitone usava gli odori già nel 2000 al Palazzo delle Esposizioni di Roma (era l'odore del mare, una mostra dedicata alla sua città, Genova). Quindi sicuramente non è stato il primo ad usare gli odori ma è comunque arrivato prima della tua Teresa Morgolles, che peraltro sarà una artista valida.
    odori per una denuncia sociale
    mica profumi e balocchi!

  8. #38
    L'avatar di RedArrow
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    urs luthi

    Riprendo questo vecchio 3D perché proprio non ce l'ho fatta a riportare le parole del critico Flaminio Gualdoni (che non conosco) a proposito di Urs Luthi (che non so chi sia):
    "Un luogo, una situazione ambientale ed esistenziale diviene il contesto fisso dello scambio con la sua deviante iconografia autoritrattistica, a scrivere una sorta di paradossale, disperata, grottescamente violenta talvolta, auto mito-biografia quasi che i segni di un implausibile essere al mondo, vivendo sul filo di una continua ansiosa ricerca di esperienze emotivamente e concettualmente necessitate, potessero restituire, per altre vie, una qualità diversa e ulteriore rispetto all'immagine stessa"

    A guardare le immagini (particolarmente le foto) di questo autore viene da pensare che il termine 'deviante' non è stato scelto a caso, in questo inutile groviglio di parole.
    Chissà se è più narcisista l'artista o il suo critico ....

  9. #39

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    urs luthi

    Riprendo questo vecchio 3D perché proprio non ce l'ho fatta a riportare le parole del critico Flaminio Gualdoni (che non conosco) a proposito di Urs Luthi (che non so chi sia):
    "Un luogo, una situazione ambientale ed esistenziale diviene il contesto fisso dello scambio con la sua deviante iconografia autoritrattistica, a scrivere una sorta di paradossale, disperata, grottescamente violenta talvolta, auto mito-biografia quasi che i segni di un implausibile essere al mondo, vivendo sul filo di una continua ansiosa ricerca di esperienze emotivamente e concettualmente necessitate, potessero restituire, per altre vie, una qualità diversa e ulteriore rispetto all'immagine stessa"

    A guardare le immagini (particolarmente le foto) di questo autore viene da pensare che il termine 'deviante' non è stato scelto a caso, in questo inutile groviglio di parole.
    Chissà se è più narcisista l'artista o il suo critico ....
    Ma è pazzo ??? Questo sproloquio di cazzate può valere per chiunque, tanto non dice niente di niente di niente di niente ...


  10. #40
    L'avatar di HollyFabius
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    urs luthi

    Riprendo questo vecchio 3D perché proprio non ce l'ho fatta a riportare le parole del critico Flaminio Gualdoni (che non conosco) a proposito di Urs Luthi (che non so chi sia):
    "Un luogo, una situazione ambientale ed esistenziale diviene il contesto fisso dello scambio con la sua deviante iconografia autoritrattistica, a scrivere una sorta di paradossale, disperata, grottescamente violenta talvolta, auto mito-biografia quasi che i segni di un implausibile essere al mondo, vivendo sul filo di una continua ansiosa ricerca di esperienze emotivamente e concettualmente necessitate, potessero restituire, per altre vie, una qualità diversa e ulteriore rispetto all'immagine stessa"

    A guardare le immagini (particolarmente le foto) di questo autore viene da pensare che il termine 'deviante' non è stato scelto a caso, in questo inutile groviglio di parole.
    Chissà se è più narcisista l'artista o il suo critico ....
    In questi casi una bella traduzione Google (o una doppia traduzione tanto è lo stesso) chiarisce tutto.

    Inglese/Italiano:
    "Un Luogo, Una situazione Ambientale ed Esistenziale diviene il contesto fisso dello scambio con la SUA deviante iconografia autoritrattistica, un SCRIVERE Una sorta di paradossale, disperata, grottescamente violenta talvolta, auto mito-biografia quasi Che i Segni di ONU implausibile Essere Al Mondo, Vivendo sul filo di Una continua ansiosa Ricerca di Esperienze emotivamente e concettualmente rendono necessario, potessero restituire, a More vie, Una Qualità Diversa e Ulteriore RISPETTO all'immagine stessa"

    Italiano/Russo/Italiano:
    "Luogo, l'ambiente e il contesto esistenziale diventa di cambio fisso con il suo deviante autoritrattistica iconografia di scrivere una sorta di paradossale, disperata, a volte grottescamente violento, auto-biografia del mito è quasi inconcepibile che i segni che si trovano in tutto il mondo, che vivono ai margini della continua ricerca di un'esperienza emotivamente disturbante e concettualmente necessario, può tornare in qualche altro modo, una qualità diversa da quella dell'immagine stessa e l'ulteriore"

    Zulu/Italiano:
    "Un Ogo, Una situazione Ambientale ed Esistenziale diviene il contesto fisso dello scambio con la rimozione deviante iconografia autoritrattistica, un SCRIVERE Di Una Sorte paradossale, disperata, grottescamente talvolta violento, auto mito-biografia quasi Che i Segni di implausibile Nazioni Unite Nasser Al Mondo, Vivendo sul Filo di Una Continua ansiosa Ricerca di Esperienze emotivamente in concettualmente rendono necessario, potessero restituire, a Oltre vie, Una qualita subacquei in Ulteriore RISPETTO all'immagine stessa"

    Solo a me sembrano più comprensibili dell'originale?

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