Quando il critico non dice nulla - Pagina 2
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  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da arcange Visualizza Messaggio
    Più guardiamo ********, ne osserviamo le opere, e più scorgiamo in lui la doppia condizione di realista e di visionario. E’ uno dei pittori meno neutri, meno passivi che io conosca. Non c’è gesto in lui che ogni volta non sia esercitato contro l’opacità, l’inerzia della vita com’è. Attingiamo dai suoi dipinti una tale sensazione di dilatazione, di coraggio trascinante, e pieno di rischi, sempre in bilico tra la riuscita e qualche scacco subito, che ci fa dire che ha carattere, quello che cercheremmo, si trattasse di letteratura, solo in un estensore di versi infiammati, o di invettive.

    Il meccanismo poetico e psicologico su cui si muovono i quadri di ********** è formato da una sorta di simultaneità irrisolubile che accumula un enorme potere di fascinazione a un altrettanto enorme potere di repulsione. La tenaglia che tiene stretti i due opposti è una perentorietà di stile che strozza e distrugge in sé ogni temporalità. Così le tele di ******** ci si presentano d'oggi, perché solo a un uomo d'oggi è dato imbalsamare in tal modo quanto ama, ma, allo stesso tempo, ci si presentano come atti compiuti fulri da ogni cronologia; e fuori da ogni geografia. Forse ********** dipinge come se non avesse intorno a sé che il silenzio d'uno sterminato ghiaccio da cui, a poco a poco, si sta facendo vincere, ingoiare e sopprimere. Il rischio, qui, è a portata di mano.

    Come Nicolas de Staël, possiedi un’insaziabile passione per il colore e per certi paesaggi siciliani.
    La tua pittura, aerea, essenziale, diretta risvela luoghi antichi e sublimi.
    Splendida Ostia Antica, Marzameni e la meravigliosa Sicilia.
    Il supporto e il tipo di tecnica sono semplicemente subordinati alla tua necessità di cambiamento e di urgenza espressiva.
    Così i tuoi ritratti trascurano un poco la fisionomia, a favore della manifestazione dell’essere.
    Quando la supercaz.zola diventa poesia

  2. #12

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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Quando la supercaz.zola diventa poesia
    Scusate, ho il pc ufficio impazzito, volevo rettificare il colore deve essere nero, ma dal BB non riesco !

  3. #13

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    Citazione Originariamente Scritto da arcange Visualizza Messaggio
    Scusate, ho il pc ufficio impazzito, volevo rettificare il colore deve essere nero, ma dal BB non riesco !
    Allora correggo io il mio commento :

    Quando la supercaz.zola diventa poesia


  4. #14

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    Allora correggo io il mio commento :

    Quando la supercaz.zola diventa poesia

    messaggio iniziale corretto in nero

  5. #15
    L'avatar di rothko
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    raga
    se iniziamo ce n'è per tutti

    Leggenda del curatore-eroe | Doppiozero

    la frase citata di Paolini è una summa di "così com'è non si capisce molto", ma se se letta nel suo contesto ha decisamente più senso

    http://www.fondazionepaolini.it/file...esima_1988.pdf

    anche se, se proprio si vuole, possiamo facilmente metterla in crisi
    e svalutare la sua opera "ennesima"
    basta riprendersi in mano un po' di matematica elementare
    e un po' di storia sulla pittura dal Rinascimento in poi

    ammetto che almeno qui c'è un po' di polpa, mentre le cose citate da Gino sono forse
    degli inutili paesaggini
    torno nell'antro

  6. #16
    L'avatar di sanmicheli
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    Scusate, ma non sarebbe meglio mettere in evidenza, invece, una critica ben fatta, appropriata, perchè di critiche di m...a ne ho lette milioni, di ben fatte invece gran poche. Quindi l'esercizio opposto avrebbe più senso (ammesso che ci siano delle buone critiche, va bene anche che prendano la sufficienza).

  7. #17
    L'avatar di investart
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    Cool

    Citazione Originariamente Scritto da sanmicheli Visualizza Messaggio
    Scusate, ma non sarebbe meglio mettere in evidenza, invece, una critica ben fatta, appropriata, perchè di critiche di m...a ne ho lette milioni, di ben fatte invece gran poche. Quindi l'esercizio opposto avrebbe più senso (ammesso che ci siano delle buone critiche, va bene anche che prendano la sufficienza).
    Carissimo sanmicheli aprofitto del tuo "azzeccatissimo" post per mandare un messaggio criptico all'Amico ginogost che ha aprto questo interessantissimo thread.

    Carissimo ginogost,

    cosa nei pensi dei "nuovi critici d'Arte" () ? Hai letto niente () ??

  8. #18
    L'avatar di ginogost
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    Citazione Originariamente Scritto da sanmicheli Visualizza Messaggio
    Scusate, ma non sarebbe meglio mettere in evidenza, invece, una critica ben fatta, appropriata, perchè di critiche di m...a ne ho lette milioni, di ben fatte invece gran poche. Quindi l'esercizio opposto avrebbe più senso (ammesso che ci siano delle buone critiche, va bene anche che prendano la sufficienza).
    OK: trovale! (ce n'è, ma ben nascoste). Puoi iniziare tu il nuovo 3d?

    Intanto continuo il vecchio con la presentazione di Alice Zannoni per Simone Pellegrini. Quello che mi preme in questo caso non è la veridicità o meno dell'enunciato, ma il fatto che possa facilmente riferirsi ad una miriade di altri artisti. Se così è, significa che lo specifico dell'autore non viene affatto messo in risalto. Il critico dice mi piace, ma non sa perché, questo è il paradosso. Ovvero, quantomeno, il critico non si è saputo spiegare - ammesso che sapesse che cosa veramente spiegare.

    il lavoro di Pellegrini si situa in una dimensione spazio-temporale talmente densa che quasi è impossibile discernere le motivazioni ulteriori di un lavoro rispetto al senso poetico di un ciclo precedente MA DAI!: tradotto in termini metafisici , significa che le opere di Pellegrini vivono una propria dimensione come se fossero senza tempo oppure, al contrario, il tempo lo contenessero tutto. Egli stesso definisce l'opera "presente assoluto" e "anacronistica sempre" e proprio in questo status ossimorico del discorso sta la poetica e l'essere stesso dell'artista che, nel cercare errabondo tra le forme tangenti (si occuperà di politica?) che si offrono alla sua visione, trova la sua cifra sempre diversa eppure uguale a se stessa di nuovo perché considerata dal punto di vista del principio di continuità. È una ricerca che può non avere fine e che anzi ha senso, per l'artista, solo perché infinita. Di chi mai starà parlando?
    La comprensione del lavoro di Pellegrini sta qui BENE, VEDIAMO FINALMENTE! : ogni opera è uguale e dissimile da un'altra, come se, incarnazione pittorica del sistema biologico, piccole modificazioni genetiche portassero ad una nuova forma dettata da mutazioni cellulari che sono invisibili a occhio nudo, ma che nel tempo (indeterminato) modificano la specie. (SI CHIAMEREBBE METAMORFOSI, FORSE)
    Alla luce di questa interpretazione, la mostra diviene memoria dell'organicità nervosa e fisiologica della forma che, come sottotitola il passo eponimo di Wittgenstein, non trova il suo contrario perché, anche fosse espressione concava di sé , sempre forma resta. Tiè!
    In conclusione, l'artista può permettersi una spiegazione oscura, una non-spiegazione, in quanto fa riferimento ai propri oscuri processi creativi, e comunque si esprime chiaramente nell'opera. Ma il critico non può, non è quello il suo mestiere, pena una ridicola gara con l'artista a chi fa più lo

    Comunque, voglio rassicurare l'amico Sanmicheli: scopo di questo 3d non è farsi beffa di certi critici, né proclamarne l'inutilità (cosa già evidente): si tratta di analizzare un momentino certo linguaggio per svelare i trucchi con cui viene nascosto il vuoto, o qualunque cosa vi sia dietro. Se poi si ottengono risultati da Paperissima, questa è solo una conseguenza secondaria. Pertanto attendo volentieri il nuovo, speculare, thread

  9. #19
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  10. #20
    L'avatar di sanmicheli
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    OK: trovale! (ce n'è, ma ben nascoste). Puoi iniziare tu il nuovo 3d?

    Intanto continuo il vecchio con la presentazione di Alice Zannoni per Simone Pellegrini. Quello che mi preme in questo caso non è la veridicità o meno dell'enunciato, ma il fatto che possa facilmente riferirsi ad una miriade di altri artisti. Se così è, significa che lo specifico dell'autore non viene affatto messo in risalto. Il critico dice mi piace, ma non sa perché, questo è il paradosso. Ovvero, quantomeno, il critico non si è saputo spiegare - ammesso che sapesse che cosa veramente spiegare.

    In conclusione, l'artista può permettersi una spiegazione oscura, una non-spiegazione, in quanto fa riferimento ai propri oscuri processi creativi, e comunque si esprime chiaramente nell'opera. Ma il critico non può, non è quello il suo mestiere, pena una ridicola gara con l'artista a chi fa più lo

    Comunque, voglio rassicurare l'amico Sanmicheli: scopo di questo 3d non è farsi beffa di certi critici, né proclamarne l'inutilità (cosa già evidente): si tratta di analizzare un momentino certo linguaggio per svelare i trucchi con cui viene nascosto il vuoto, o qualunque cosa vi sia dietro. Se poi si ottengono risultati da Paperissima, questa è solo una conseguenza secondaria. Pertanto attendo volentieri il nuovo, speculare, thread
    In effetti c'è tutto il peggio che si può chiedere ad una critica. Resta sempre il mistero: come mai i critici quando scrivono di un'artista cercano di dare il peggio? Perchè magari non cercano di fare all'artista qualche domandina che magari potrebbe svelare qualcosa di sensato? O se fosse che l'insensato deriva da una concezione "mistica" dell'arte? Ovvero l'arte è come Dio, non si sa cosa, quella cosa lì...non è descrivibile e allora mi ispiro all'apocalisse.
    L'unica cosa sensata che mi viene da dire è che per la sig.ra Zannoni l'opera di Pellegrini è un mistero come la Trinità, non ha capito un tubo e quindi scrive tanto per riempire le righe cose prive di senso con parole di cui non capisce neppure il significato. Uno sproloquio così non sarà neanche farina del suo sacco, avrà anche cercato di copiare dei passaggi da qualche maestro del genere, magari con qualche piccolo aggiustamento..

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