Poesia Visiva - Pagina 4
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  1. #31

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    Ho un discreto numero di opere della Poesia Visiva a partire dalle primissime realizzate. Le ultime prese nel 2008 circa per assecondare un mio personale percorso. Concordo in pieno con Accipicchia molte realizzazioni hanno anche il mortale difetto di "stancare" dopo poche settimane... Mantengono una buona struttura intellettuale e culturale ma grossi potenziali rivalutativi non penso vi siano, anche se me lo dovrei augurare Paolo

  2. #32

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    Sì anche a me fanno questo effetto: sono opere mediamente "noiose". Se ne guardo 100 non so riconoscere in mezzo a queste una che si stacchi per forza e personalità. E' una pittura (?) piatta e ripetitiva. Un' indubbia valenza intellettuale che però non mi coinvolge e non mi crea interesse. Probabilmente un mio limite.

  3. #33

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    Troppo concettuali, comunque il grande Emilio Isgrò è per me il numero uno con un distacco abissale dagli altri italiani e stranieri... lasciamo perdere il discorso dell'investimento!!!

  4. #34

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    Citazione Originariamente Scritto da Right&reverse Visualizza Messaggio
    Troppo concettuali, comunque il grande Emilio Isgrò è per me il numero uno con un distacco abissale dagli altri italiani e stranieri... lasciamo perdere il discorso dell'investimento!!!
    Sì però lo stesso Isgrò, a parte qualche grande lavoro, tutte le centinaia e centinaia di pagine cancellate..., o i brutti finti libri, o le brutte formichine...
    Insomma, come dicevo prima: opere noiosissime.

  5. #35

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    Bisogna riconoscere che una certa ripetitività che può sconfinare nel noioso non sia solo della poesia visiva, ma di molti movimenti artistici (provate a pensare per fare un esempio coevo in termini temporali all'arte analitica e quindi ai vari Griffa, Pinelli, Verna, Olivieri...), però anch'io ritengo che questa forma di arte concettuale o si esprime per concetti immaginifici e profondi o rischia più di altri movimenti di sconfinare nella banalità.
    Agnetti per esempio mi sembra scevro da questo rischio, ma poi ogni artista fa storia a sè......

  6. #36

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    Citazione Originariamente Scritto da arteok Visualizza Messaggio
    Bisogna riconoscere che una certa ripetitività che può sconfinare nel noioso non sia solo della poesia visiva, ma di molti movimenti artistici (provate a pensare per fare un esempio coevo in termini temporali all'arte analitica e quindi ai vari Griffa, Pinelli, Verna, Olivieri...), però anch'io ritengo che questa forma di arte concettuale o si esprime per concetti immaginifici e profondi o rischia più di altri movimenti di sconfinare nella banalità.
    Agnetti per esempio mi sembra scevro da questo rischio, ma poi ogni artista fa storia a sè......
    Volendo approfondire il paragone che hai fatto tu, per la pittura analitica non parlerei di noia e ripetitività. Griffa è estremamente elegante e raffinato con il risultato che gran parte dei suoi lavori sono addirittura piacevoli, Pinelli è vario e "vivace" (soprattutto nelle disseminazioni con più pezzi), Verna è tutt'altro che noioso e soprattutto mai banale. L'unico ripetitivo in modo quasi ossessivo è Olivieri che da sempre fa lo stesso quadro con minime variazioni.
    Nel caso della Poesia Visiva invece si fa sempre la stessa operazione e anche autori e forme diverse di espressione rimandano sempre ad una ricerca di sintesi tra pittura e letteratura, con risultati anche interessanti concettualmente, ma direi drammaticamente "freddi". In questo senso parlavo di "noia".

  7. #37

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    Che ne pensate di Magdalo Mussio?

  8. #38
    L'avatar di investart
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    Anche gli ANNINOVANTA hanno avuto/espresso il loro "Poeta Visivo", come nn citare in questo thread appositamente dedicato alla "Poesia Visiva" l'ancor oggi attualissimo/attivissimo Artista genovese CESARE VIEL :

    Citazione Originariamente Scritto da varoon Visualizza Messaggio
    Premetto che non sono la persona più adatta ad esprimere un giudizio su Cesare Viel. Come sapete, sono appassionato di pittura, soprattutto figurativa...Mi sembra che Cesare Viel si inserisca un po' nel filone dei Poeti Visivi degli anni '60 e '70 (Pignotti, Ori, Malquori, etc..), unendo pensieri a pittura e installazioni.

  9. #39

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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Volendo approfondire il paragone che hai fatto tu, per la pittura analitica non parlerei di noia e ripetitività. Griffa è estremamente elegante e raffinato con il risultato che gran parte dei suoi lavori sono addirittura piacevoli, Pinelli è vario e "vivace" (soprattutto nelle disseminazioni con più pezzi), Verna è tutt'altro che noioso e soprattutto mai banale. L'unico ripetitivo in modo quasi ossessivo è Olivieri che da sempre fa lo stesso quadro con minime variazioni.
    Nel caso della Poesia Visiva invece si fa sempre la stessa operazione e anche autori e forme diverse di espressione rimandano sempre ad una ricerca di sintesi tra pittura e letteratura, con risultati anche interessanti concettualmente, ma direi drammaticamente "freddi". In questo senso parlavo di "noia".
    Concordo....

  10. #40
    L'avatar di sanmicheli
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    Segnalo questa mostra che mi sembra interessante:


    Pavia - dal 14 febbraio al 23 marzo 2014
    Visual poetry. L’avanguardia delle neoavanguardie mezzo secolo di Poesia Visiva, Poesia Concreta, Scrittura Visuale

    Più di 1000 opere, per un totale di 150 artisti, italiani e internazionali: Pavia celebra i cinquant’anni della Poesia Visiva con una grande mostra, la più importante che sia mai stata realizzata per questo movimento artistico, sviluppatosi nel clima rovente della neo-avanguardia europea.

    Visual poetry. L’avanguardia delle neoavanguardie mezzo secolo di Poesia Visiva, Poesia Concreta, Scrittura Visuale

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