opere su carta - Pagina 2
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  1. #11
    L'avatar di ginogost
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    Ehm,
    risalgo dall'abisso di Piazzola (10 ore al mercatino), dell'influenza e della caduta connessione internet
    solo per dire che c'è un piccolo equivoco.
    Ovviamente un'opera meravigliosa su carta è meravigliosa. E la buona carta è meravigliosa in sé.
    Il problema non è la durata/resistenza della carta: i libri del 500 sono ancora lì, integri, perfetti ecc. Le miniature antecedenti (una mia profonda passione) resistono al tempo - ovviamente conservate correttamente.
    I problemi, in sintesi, sennò finiamo domani, sono:

    1) la carta prendendo luce ingiallisce. Ingiallisce sempre di più, significa che sta "bruciando". Alla fine del processo c'è un foglio davvero combusto. E va in pezzi. Si può proteggere il foglio con un vetro anti-ultravioletti, che è caro. (Aggiungo: proteggere anche dalla polvere, che sa infiltrarsi ovunque e si "mangia" la carta; da quegli animaletti piatti e "un po' fosforescenti"; dall'umidità stagnante che fa muffa - non dall'umidità in generale, che anzi la protegge).
    I libri, invece, sono chiusi: basta proteggerli dalla polvere - e dagli animaletti. Le moderne librerie tutte aperte vanno bene per la collezione di Amica, così un giorno si butta.

    2) Le carte fatte oggi non sono quelle antiche, di stracci, fino a fine 700. Sono di produzione chimica, spesso con acque non pure. Molte sono fragilissime, al di là dell'apparenza. Abbondano le fioriture, per impurità minerali o altro. Spesso hanno la resistenza zero che conosciamo bene per la carta dei quotidiani (e certi collage inizio secolo prima divengono illeggibili, poi spariscono, tiè!).
    Anche oggi si produce carta di buona qualità: quella delle banconote, per esempio, assai più resistenti che tutta l'altra carta. Hanno fibre lunghe e solide. Oppure in cartolerie specializzate si può trovare carta a fibre lunghe, o fatta a mano (cioè senza aver dentro la chimica, che mangia tutto). Carta giappone, carta cina. Benissimo, ma tutte ingialliscono.
    Non mi sembra comunque che gran parte dell'arte su carta in commercio sia su un materiale così ricercato.
    Le opere di Pellegrini, per fare un esempio, quelle giganti, su carta che mi sembrava bellissima, come caspita le conservi protette dalla polvere ecc?

    3) Gli artisti con sanno più una cippa di materiali. Un inchiostro si carta è destinato a bucarla. Le biro e i feltri sono aniline: spariscono con la luce. Se usi l'olio su una carta non preparata, o sottile, ecc., questa assorbirà l'olio stesso, che poi si irrigidisce con la base cartacea divenendo fragilissimo. Se incolli una carta su tela, che cosa hai risolto? Hai aggiunto un problema, come usare la colla contro la caduta dei capelli.

    4) anche le tele, mica tutte vanno bene! Le tele di cotone su cui si sia dipinto ad olio faranno la stessa fine della carta anzidetta: assorbono tutto e poi cricche cracche patatracche.

    Non è mica colpa mia ...

  2. #12
    L'avatar di vermeer71
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    Citazione Originariamente Scritto da ginogost Visualizza Messaggio
    Ehm,
    risalgo dall'abisso di Piazzola (10 ore al mercatino), dell'influenza e della caduta connessione internet
    solo per dire che c'è un piccolo equivoco.
    Ovviamente un'opera meravigliosa su carta è meravigliosa. E la buona carta è meravigliosa in sé.
    Il problema non è la durata/resistenza della carta: i libri del 500 sono ancora lì, integri, perfetti ecc. Le miniature antecedenti (una mia profonda passione) resistono al tempo - ovviamente conservate correttamente.
    I problemi, in sintesi, sennò finiamo domani, sono:

    1) la carta prendendo luce ingiallisce. Ingiallisce sempre di più, significa che sta "bruciando". Alla fine del processo c'è un foglio davvero combusto. E va in pezzi. Si può proteggere il foglio con un vetro anti-ultravioletti, che è caro. (Aggiungo: proteggere anche dalla polvere, che sa infiltrarsi ovunque e si "mangia" la carta; da quegli animaletti piatti e "un po' fosforescenti"; dall'umidità stagnante che fa muffa - non dall'umidità in generale, che anzi la protegge).
    I libri, invece, sono chiusi: basta proteggerli dalla polvere - e dagli animaletti. Le moderne librerie tutte aperte vanno bene per la collezione di Amica, così un giorno si butta.

    2) Le carte fatte oggi non sono quelle antiche, di stracci, fino a fine 700. Sono di produzione chimica, spesso con acque non pure. Molte sono fragilissime, al di là dell'apparenza. Abbondano le fioriture, per impurità minerali o altro. Spesso hanno la resistenza zero che conosciamo bene per la carta dei quotidiani (e certi collage inizio secolo prima divengono illeggibili, poi spariscono, tiè!).
    Anche oggi si produce carta di buona qualità: quella delle banconote, per esempio, assai più resistenti che tutta l'altra carta. Hanno fibre lunghe e solide. Oppure in cartolerie specializzate si può trovare carta a fibre lunghe, o fatta a mano (cioè senza aver dentro la chimica, che mangia tutto). Carta giappone, carta cina. Benissimo, ma tutte ingialliscono.
    Non mi sembra comunque che gran parte dell'arte su carta in commercio sia su un materiale così ricercato.
    Le opere di Pellegrini, per fare un esempio, quelle giganti, su carta che mi sembrava bellissima, come caspita le conservi protette dalla polvere ecc?

    3) Gli artisti con sanno più una cippa di materiali. Un inchiostro si carta è destinato a bucarla. Le biro e i feltri sono aniline: spariscono con la luce. Se usi l'olio su una carta non preparata, o sottile, ecc., questa assorbirà l'olio stesso, che poi si irrigidisce con la base cartacea divenendo fragilissimo. Se incolli una carta su tela, che cosa hai risolto? Hai aggiunto un problema, come usare la colla contro la caduta dei capelli.

    4) anche le tele, mica tutte vanno bene! Le tele di cotone su cui si sia dipinto ad olio faranno la stessa fine della carta anzidetta: assorbono tutto e poi cricche cracche patatracche.

    Non è mica colpa mia ...
    Stupenda sintesi caro gino!
    ...è vero che alcune delle cose da te menzionate sono state già verificate dal sottoscritto in 25-28 anni di produzione su supporti vari.
    Aggiungo che, mentre su tela (e su vari tipi di essa come giustamente hai scritto tu) conosciamo la durata e la qualità della resa del dipinto anche a distanza di secoli, sarei un pò preoccupato (ma fino a un certo punto ) delle nuove e nuovissime tecniche oggi adoperate... spesso fregandosene altamente della tenuta in qualità nel prosieguo degli anni!
    Un piccolo esempio?
    Si va dallo Squalo di Damien Hirst ai ...Pongo di Arienti! Attraversando collages e tecniche varie comprendenti anche l'uso di altri sensi come l'olfatto (vedi Vitone), ecc.

  3. #13

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    Purtroppo è vero, l'arte contemporanea oltre a sfornare una miriade di cose create appositamente per il mercato e per niente artistiche nel senso stretto del termine,non ha seguito le tradizioni di "bottega" tramandate dai grandi maestri del passato sia per le tecniche pittoriche e l'uso sapiente dei colori che per la preparazione delle tele e delle carte e di tutti i supporti delle opere.
    Si usano sempre più spesso prodotti industriali creati appositamente per velocizzare la produzione di questi supporti a scapito della qualità degli stessi.
    Oggi più che mai è e sarà sempre più necessario per l'artista specializzarsi in restauro soprattutto delle opere contemporanee che si sgretoleranno nel tempo molto più facilmente di quelle del passato in quanto senza alcuna preparazione adeguata dei supporti e dei materiali usati.Ma questa è proprio la contemporaneità, che porta allo sfacelo tutti i valori umani, dove la violenza, l'odio, l'egoismo e l'arrivismo sono diventati i veri valori e dunque ben venga la disgregazione di tutto ciò, compresa la sua arte.Che tutto venga distrutto!!! ...e che rimanga solo ciò che è vera arte, ma questo è un altro discorso e comunque sono del parere che non tutta l'arte contemporanea è da dimenticare.
    Oggi la struttura, prettamente industriale, della carta ha peggiorato la struttura delle fibre, ma ci sono artisti contemporanei che fanno della carta usata una loro stessa forma artistica artigianale.Basterebbe pensare a Licata e alla sua carta spagnola o a pinelli con i suoi grumi di colore e cartapesta creata da lui stesso, ma gli esempi di artisti che si fabbricano ancora da sè, a prescindere poi da ciò che ci creano sopra, sono tanti...e meno male.Quindi, non tutto è un disastro, non tutto si distruggerà, non tutto è merd.....
    Insistendo sul tema opere su carta va anche riconosciuto che a prescindere dal supporto (industriale o artigianale) oggi l'arte contemporanea su carta sta riscutendo nel mondo (tranne che in italia) un indiscusso successo quasi, anzi uguale alle opere su tela.
    Faccio qualche esempio: Walton Ford (sapete tutti chi è...vero?) i cui acquerelli ritraggono animali in modo iperrealista, ha creato opere vendute a carissimo prezzo...e dico vendute, non solo valutate.Ad esempio il noto rinoceronte è stato venduto circa due primavere orsono a più di un milione di dollari (si hai letto bene), ma anche Christo fa opere su carta ed ultimamente le sue opere stanno raggiungendo dei picchi veramente elevati.Ma basterebbe documentarsi un pò per verificare come nel mondo le opere su carta siano ricercate e abbiano stessi valori di quelle su tela (ripeto ancora tranne che in italia).
    La carta quindi ormai dovrebbe essere intesa da tutti (collezionisti, galleristi, ecc ecc) non più come un materiale povero, addirittura residuale del processo creativo dell'artista ma un materiale usato volutamente dall'artista in quanto capace di dare certe sfumature che altri supporti non permettono.La scelta è tutta dell'artista e non è una scelta infelice o minore e solo una scelta diversa dalla solita tela e dunque ben vengano le quotazioni similari ad altre opere di caratura simile ma su supporti diversi.Quello che conta è l'opera, non il suo supporto.Comunque se gli artisti si dedicassero anche alla creazione di un supporto non industriale ma di fattura artigianale, come nei tempi passati, non sarebbe una perdita di tempo, ma...è così, che ci volete fare...andate a spargere il verbo
    Volevo solo suggerire di acquistare oggi in italia cose di artisti italiani storicizzati (non mi piace per niente il termine ma va di moda) su carta perchè sono vendute (solo in italia) a poco prezzo nonostannte nel mondo non ci siano differenze sostanziali di valore tra opere su carta e opere su tela e le opere di diversi italiani storicizzati son più ricercate nel mondo che in italia...ma ce li abbiamo in casa gente...pensateci un pò su, poi fate vobis.

  4. #14
    L'avatar di investart
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    Argomento più volte trattato nel tempo sul forum su cui ha fatto benissimo l'"Amico dell'Arte" batterista a tornarci sopra x l'ennesima volta ed aprirli uno specifico thread.
    La "repulsione" x la carta o meglio il considerarla un supporto di serie B è una mania, o meglio "patologia" puramente italica, all'estero non è assolutamente così.

    Diro di più dell'Artista della "Generazione anni '60" Vanessa Beecroft ho sempre sostenuto/scritto qui sul forum che le cose fondamentali nella sua produzione Artistica che spazia dalla fotografia, agli olii alle sculture, sono proprio quei disegni su carta formato A4 realizzati all'inizio degli ANNINOVANTA.

  5. #15

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    Bravo Batterista. Ottime argomentazioni.
    E' del tutto evidente che ci sono capolavori su carta e porcate su tela. Bisognerebbe che tutti cercassero di elevare il gusto.

  6. #16
    L'avatar di vermeer71
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Bravo Batterista. Ottime argomentazioni.
    E' del tutto evidente che ci sono capolavori su carta e porcate su tela. Bisognerebbe che tutti cercassero di elevare il gusto.
    Questo è ovvio, ci mancherebbe altro!
    Ma il discorso stava evolvendo verso altre argomentazioni (cura e tipo del supporto, uso di mix media in tempi attuali, menefreghismo degli artisti circa la qualità futura delle opere, cosa resterà della nostra cara arte (parola grossa?) di questi anni, ecc. ecc. eccetera).

  7. #17

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    Sicuramente serve essere "esperti" per determinare la carta e il trattamento che ha ricevuto dall'artista, leggendoVi però ho aggiunto una nota ai miei appunti, per acquistare un'opera su carta è necessario vederla dal vivo, quindi solo aste nei paraggi.

    L.

  8. #18
    L'avatar di rothko
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    la cambierei con un bel olio nostrano su tela????



    ed è un fondo oro per cui la tavola sarebbe il massimo, ma io resto qui
    Immagini Allegate Immagini Allegate opere su carta-kandinsky.jpg 

  9. #19

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    Ma se un collezionista volesse comprare una carta dell'artista a lui preferito, perchè si è innamorto di quella carta, perchè è scattata la scintilla, perchè la vuole in collezione, perchè completa la sua collezione, perchè non può farne a meno, perchè perchè perchè............. chiaramente sempre che sia in buone condizioni al momento dell'acquisto, senza porsi tanti problemi di come diventerà fra 50 anni, se esisterà ancora o si sgretolerà, tanto fra 50 anni non ci sarà più (il collezionista) e sarà un problema degli eredi (che magari nemmeno la prenderanno in considerazione), allora mi chiedo: perchè farsi tanti problemi ?

    La mia morale è sempre quella di fare ciò che uno sente, se quello che sente lo ritiene giusto per se stesso e gli da gioia.

    Carta o tela, per chi la desidera, ha lo stesso valore e ci sono veramente artisti che sanno creare stupende opere con questa tecnica. Sopratutto italiani

  10. #20

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    Prima di chiudere l'argomento e lasciare ad ognuno di voi la propria decisione personale circa le opere su carta mi sembra doveroso dare notizie sulla carta quale oggetto in sè seppur brevissimamente.
    La carta risale ad epoche molto remote e senza andare troppo alla ricerca della loro prima apparizione è stata già fissata dagli storici la sua apparizione ufficiale ossia verso il 105 a. C., in Cina. Inizialmente la ricerca si basava sull'utilizzo di acque purissime poi il tutto si spostò su altri elementi e negli anni gli stessi mutarono.Si va dall'uso di stracci o sacchi usati, ben puliti sino all'uso delle fibre di cotone, ovviamente dopo la scoperta dell'America.
    In Italia la fabbricazione della carta fino al 1300 era molto importante e ricercata e dominò il mercato nella zona che poi diventò l'europa.Ma verso il 1500 fu Anversa ad avere l'egemonia nel mercato della carta. Con l'epidemia della peste verso il 1630 la produzione della carta subì un forte rallentamento sino alla quasi cessazione dovuta alla paura del contagio e il conseguente incendio degli stracci usati per la fabbricazione della carta.Così facendo le materie prime si ridussero notevolmente causando appunto la quasi cessazione della fabbricazione di carta.Altra mazzata arrivò verso il 1700 ad opera delle varie occupazioni straniere che bloccarono la circolazione degli stracci e quindi della carta per lunghi periodi.I prezzi quindi aumentarono notevolmente e conseguentemente anche la qualità peggiorò.
    Verso la fine del 1800 avvenne l'evoluzione...si inventò la pasta di legno per la fabbricazione della carta (un certo Keller, che noi batteristi però associamo ad altra cosa, ma sorvoliamo) e successivamente (1850 ad opera di un certo Meiller o qualcosa del genere) venne scoperta la cellulosa, ossia con la cottura della paglia e soda caustica si produsse materiale per fabbricare la carta.
    Oggi la carta quindi si fa con fibre vegetali e altre sostanze minerali ma non per questo è inferiore a quella del passato fabbricata con stracci, è semplicemente diversa.Addirittura si è oggi arrivati a produrre carta di qualità usando i residui di mais, frumento o riso con opportuni procedimenti chimici.In auge è pure la carta riciclata che pur essendo fatta su buonissimi propositi, la qualità della stessa mi sembra un pò scarsa.
    Esiste oggi carta industriale di buonissima qualità e carta artigianale pessima.Il punto focale è e rimarrà sempre, come in ogni cosa, il metodo e i materiali utilizzati, che siano industriali o artigianali poco importa, quello che conta è il risultato finale.
    Questo è il riassuntissimo.
    Quindi la carta industriale non è detto che sia di scarsa qualità, dipende sempre da chi la fabbrica e come la fabbrica.
    Importantissimo è però anche il pigmento usato dagli artisti sulla carta per creare le loro opere in quanto alcuni pigmenti sono nettamente incompatibili con la carta stessa , i quali letterelamente se la mangiano;andrebbero studiati ed evitati dai pittori che usano la carta come supporto per le loro creazioni.
    Ok, credo sia abbastanza.
    PS personalmente non trovo assolutamente niente di male nell'incollare (ovviamente con le colle non incompatibili con la carta stessa) la carta ad una tela in quanto la rendono meno soggetta ad increspatura, che sia fatta dall'artista, dal gallerista o dal privato collezionista, poco importa in quanto l'opera rimane sempre quella, uguale ed inalterata nel suo aspetto intelletual-artistico.Diverso se la carta presenta al retro qualche dicitura scritta dall'artista, in questo caso meglio lasciarla sempre così.
    Per il degrado dell'opera dovuto dalla forza del tempo purtroppo tutto è soggetto a decadimento, quindi capacitiamoci della fine anche di un opera su carta...che avvenga tra 100, 1000 o 10.000 anni poco importa, morirà come te.

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