Sergio Dangelo - Pagina 4
Elkann, la lettera ai dipendenti Fca: “Marchionne non tornerà”
  Le gravi condizioni di salute di Sergio Marchionne hanno portato ad un rapido avvicendamento ai vertici di FCA nella giornata di sabato. Il presidente John Elkann ha scritto ai …
Marchionne è malato, peggioramenti nelle ultime ore. Fca sceglie Mr Jeep al suo posto
Colpo di scena per Fca e Ferrari con Sergio Marchionne costretto a lasciare anzitempo per il peggioramento delle sue condizioni di salute, che si sono aggravate proprio nelle ultime ore. …
Mistero Marchionne, verso addio anticipato. Forse oggi si deciderà il successore, Palmer in pole per guidare Fca
Non appare in pubblico dal 26 giugno scorso e negli ultimi giorni si sono rincorse le prime indiscrezioni circa un suo possibile addio anticipato complici anche i problemi di salute. …
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  1. #31
    L'avatar di DoutdesArtem
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    Citazione Originariamente Scritto da hotto Visualizza Messaggio
    Definire minore ( leggere la sua storia,il numero di personali e collettive al massimo livello europeo che pochi possono vantare, nel Movimento Nucleare Dangelo è un grave errore poichè il Nucleare è Baj e Dangelo....stop....è vero che i lavori della seconda metà anni 50 sono i più ricercati ed alcuni sono veri capolavori che richiamano addirittura Tancredi ma il vero Dangelo nucleare è dei primi sessanta dove la grande qualità pittorica si coniuga con l'essenza del movimento nucleare stesso....poi ha prodotto troppo e la qualità è venuta meno...a ciò si aggiunge un carattere , diciamo, non facile.....

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da flyleo Visualizza Messaggio
    Mancanza di un archivio....catalogo generale neanche a parlarne....artista dal carattere alquanto difficile....costo delle autentiche esorbitante....ma quando ti trovi difronte ad opere del genere, dal costo risibile se paragonato al curriculum ed alla presenze museali, il proprio animo di collezionista si appaga....ed è ancor più felice quando ti rendi conto che (forse....) non si avrà mai una rivalutazione tale da costringerti a porti la domanda se vendere o meno....e questo è un ulteriore valore aggiunto.

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    Belli, Belli

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da DiegoS Visualizza Messaggio
    Interessante, hai maggiori info? Grazie mille!
    Credo a Novembre di quest'anno, opere da Fondazione Intesa Sanpaolo e collezionisti privati, curatore prof. Tedeschi, catalogo Mudima.

  4. #34
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    Ho visto un bel Dangelo da Fidesarte, prezzo di partenza ridicolo.

  5. #35
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    La mostra Sergio Dangelo – Les Rendez-Vous è un'antologica dedicata all'opera di uno degli artisti più fecondi e originali del panorama italiano del secondo dopoguerra, fondatore, con Enrico Baj, del Movimento Arte Nucleare. L'esposizione è curata da Francesco Tedeschi, organizzata e promossa dall'associazione Giorgio La Pira di Pavia in collaborazione con il Settore Cultura del Comune di Pavia.
    Allestite in mostra, secondo un percorso prevalentemente cronologico, sono un'ottantina di opere, tra cui una cinquantina di dipinti e lavori a parete, una ventina di collage e una dozzina di "Hand-mades" (assemblaggi tridimensionali), testimoni di una personalità eclettica, fonte inarrestabile di idee, virtuosismo e sperimentazione.

    Le opere provengono da diverse collezioni private, dalla Fondazione Mudima di Milano (per conto della quale è stato anche edito il catalogo della mostra) e dalla collezione Intesa Sanpaolo. Con l'esposizione pavese, l'opera di Sergio Dangelo (nato a Milano nel 1932) ritorna in uno spazio pubblico, a distanza di anni dai più importanti appuntamenti museali (come le mostre personali a Palazzo Reale di Milano nel 1972 e al Museo d'Arte Moderna di Gallarate nel 1995), e si propone di raccontare una lunga storia creativa, che ha visto l'artista partecipare a numerosissime esposizioni in tutto il mondo e vede la sua opera presente in diversi musei e raccolte d'arte moderna e contemporanea – il Comune di Milano, per esempio, tramite la Collezione Boschi Di Stefano, conserva alcune decine di sue opere, solo alcune delle quali sono esposte nelle sale della casa museo Boschi Di Stefano.

    Protagonista indiscusso dell'arte d'avanguardia degli anni Cinquanta-Sessanta, Sergio Dangelo è stato fondatore, con Enrico Baj, del Movimento Arte Nucleare. Attraverso quella denominazione e con le molte iniziative intraprese in quegli anni (anche tramite la creazione in prima persona di alcune riviste e alla partecipazione a pubblicazioni internazionali), Dangelo ha cercato di riannodare le esperienze più avanzate della pittura di matrice informale con le vicende di un'arte dell'irrazionale o del sovrarazionale, nella linea che conduce dal Surrealismo alle correnti europee del secondo dopoguerra.
    In questo senso si possono considerare aspetti salienti di quel periodo il confronto con i componenti del gruppo Cobra, anche grazie all'impegno profuso nel rilancio dell'uso della ceramica contemporanea ad Albisola negli anni Cinquanta; le ricerche sull'automatismo del segno e della combinazione mentale fra le immagini; le relazioni tra pittura e poesia; il confronto con l'arte orientale e il profondo rapporto con la musica jazz.
    Tutti questi spunti sono presenti nella sua idea di arte e nella sua multiforme produzione artistica.

    Ben oltre l'esperienza del Movimento Nucleare – che, promosso all'inizio del 1952, nel 1957 si può dire concluso – Dangelo si è prodigato in un dialogo con l'arte internazionale non sempre riconosciuto nel contesto artistico italiano.
    Le sue opere si sono rinnovate dal loro interno nel corso degli anni, passando dalle composizioni in cui il segno diventa scrittura, città, labirinto, della metà degli anni Cinquanta, a quelle più rarefatte che nel corso degli anni Sessanta aprono percorsi inusitati fra figure accennate e campiture cromatiche volutamente spiazzanti, ad altre composizioni nate sotto la legge di un "caso" guidato dalla lucidità della sua energia creativa e associativa.
    Accanto alla pittura, un altro strumento a lui congeniale è il collage, che lo ha spinto ad abbracciare le più inventive proposte di assemblaggio.

    La sua produzione artistica è da sempre aperta in molteplici direzioni, che si sono manifestate secondo una qualità inventiva di matrice interiore, ma sempre fondata su un'attenta gestione dei mezzi e dei materiali, anche i più eterogenei. I suoi assemblaggi, definiti, secondo un suggerimento datogli da Marcel Duchamp, "Hand-Mades", sono una parte importante della sua attività nel corso del tempo, ma l'insieme del suo lavoro si fonda su un continuo costruire e ricostruire le possibilità di una forma che sembra scaturire dal nulla, dalla più semplice associazione visiva o mentale, dalle occasioni quotidiane.
    Dangelo – scrive il curatore della mostra Francesco Tedeschi – ha sempre cercato di riconoscere affinità fra le sue idee, le forme e il lavoro di molti autori che gli sono stati e gli sono compagni di viaggio.

    Tanto nella realtà degli incontri e della condivisione di modi di agire e di essere, quanto sul piano di corrispondenze di sensibilità che conducono a intrattenere rapporti con figure apparentemente lontane, si possono riconoscere nelle sue opere omaggi ad artisti, scrittori e musicisti, che vanno da Meret Oppenheim a Max Ernst, da Thelonious Monk a Erik Satie, da Jacques Prévert a Gabriele d'Annunzio.
    Senza accentuare il carattere di tali rimandi, a volte solo evocazioni linguistiche legate alla dinamica creativa dell'artista, si è voluto riconoscere come Dangelo abbia sempre operato con la consapevolezza di essere partecipe di un orizzonte che unisce antico e moderno, immagini parole e musica, il visibile e l'invisibile. Per questo, l'appuntamento pavese è pensato come un "rendez-vous" che rivela alcuni dei legami che l'artista ha intrecciato, alla maniera dei personaggi raccolti da Max Ernst in un suo famoso dipinto del 1922, Au Rendez-Vous des amis, dove i protagonisti del nascente Surrealismo si trovano in compagnia di Picasso e Raffaello.

    Quell'opera di Ernst nasceva dall'abitudine crescente di registrare i momenti d'incontro con delle istantanee collettive.
    A suo modo Dangelo, un artista che opera, per dirla con terminologia jazzistica, alla stregua di un "one man band", dà vita ad "appuntamenti" che, attraverso il suo lavoro, permettono di incontrare molti aspetti della creatività più originale del Novecento.
    Catalogo in mostra: edito dalla Fondazione Mudima di Milano; curato da Francesco Tedeschi.

    Orari: da martedì a venerdì ore 16-19, sabato e domenica 10.30-12.30 - 16-19

  6. #36
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    ieri sera sono stato all'inaugurazione della mostra a Pavia, palazzo del Broletto, finalmente una mostra antologica.
    Ho visto un buon numero di opere di qualità notevole.

  7. #37
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    un grande anche quando scrive
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  8. #38
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    da Martini 7k più diritti, forse qualcuno si sta muovendo?
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  9. #39

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    Lo avevo già fatto notare ieri, nella sezione dedicata all'asta martini. Opera molto rara considerando la datazione della stessa (1952). Intanto, qualche settimana fa, ho portato a casa da Vercelli una rarissima carta del 51 (facente parte di quei primi esperimenti degli artisti nucleari, con versamenti di diversi strati di colore su supporti che poi venivano "mossi" per ricreare forme). Pezzo molto importante per i collezionisti di tale periodo, comprato a pochissimo.

    Per rispondere a mmt, purtroppo non si sta muovendo nulla. Dangelo ha scelto e deciso che, almeno fino a quando lui sarà in vita, non verrà prodotto alcun archivio o catalogo generale. Il prezzo (per me risibile in rapporto alla caratura dell'artista) è stato solo il frutto della rarità di trovare sue opere in asta datate 1952.

  10. #40
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    Sergio Dangelo è stato un sicuro protagonista della Milano degli anni '50 e metà anni '60. Le opere di quel periodo sono, in molti casi, artisticamente molto interessanti. Quella da Martini ad esempio era sicuramente da prendere. Poi, a mio avviso, si è involuto rimanendo sempre in quell'area che si situa a metà strada tra il nucleare ed il surrealismo.

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