Fernandez Arman - Pagina 106
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  1. #1051
    L'avatar di pa18
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    @mmt Esistono mercanti/fondazioni/artisti che ricomprano loro opere in asta?
    Sicuramente si. Li ho visti fare in diretta ma soprattutto di persona.

    @mmt … delle due l’una:
    -o tu sei più o meno della mia epoca, quindi frequentavi le stesse “Sale” dello scrivente dove si svolgevano certi giochi di prestigio
    - oppure i giochi di prestigio sono ancora di moda!
    Giochini a parte da tempo esistono altri mezzi - ben più efficaci - per raggiungere lo scopo, si chiamano:marketing influencer (vi posto solo qualche paragrafo, per l’intero articolo c’è il link):


    […]Personaggi epici ed altamente specializzati come Peggy Guggenheim, Frederick Hughes e Charles Saatchi hanno rispettivamente “allevato” Jackson Pollock, Andy Wharol e gli Young British Artists di cui fa parte Damien Hirst, per intenderci. Tre Marketing influencer a tutto tondo; Senza di loro, il loro lavoro, la loro capacità di intuizione e visione (e le loro risorse finanziarie) quasi certamente le quotazioni di questi artisti non avrebbero raggiunto le quotazioni di mercato che riscuotono e che hanno riscosso anche in vita degli artisti medesimi, ne avrebbero avuto l’influenza che hanno sul mondo dell’arte e non solo.
    Non è un caso che Saatchi è stato titolare di una delle più importati agenzie di pubblicità al mondo. Questi tre sono anche un buon esempio per dimostrare la bidirezionali del meccanismo di marketing influencer: le loro collezioni private ed il loro patrimonio personale, grazie all’influenza che hanno fatto acquisire agli artisti che hanno allevato sono cresciute esponenzialmente di valore e non solo, se uno solo di questi tre posa o posavano lo sguardo su un artista, il loro credito è tale da farne immediatamente una stella. Il semplice adagio insomma: dimmi chi ti ama e ti dirò chi sei, e quanto vali.Da questi tre esempi a scendere tra operatori di settore, galleristi, curatori, critici, musei, direttori di musei e via dicendo. […]

    […] Se come abbiamo visto il marketing influenze vive sulla immedesimazione e con l’autorevolezza di chi trasmette il messaggio, nel mondo dell’arte operatori altamente specializzati e siti di commercio online d’arte che monitorano l’intero settore e ne pubblicano le quotazioni come Artnet ed Artprice rappresentano una fonte di “suggerimento” efficace sopratutto per i più avvezzi al mercato dell’arte, mentre le famose case d’asta come Christie’s o Shoteby’s per il semplice fatto di “battere” un determinato artista o periodo ne creano e confermano il valore e l’appetibilità. Seguendo questo principio, collezionisti, curatori, direttori di musei e gli stessi musei sono degli influenz altamente specializzati da cui trarre informazioni e cogliere tendenze.Al di là delle case d’asta ecco qualche nome e caratteristica di influencer di questi due ultimi tipi, dei quali abbiamo già trattato come collezionisti in un precedente articolo.[…]

    INFLUENCER MARKETING ED ARTE. Cosa e e come funziona | madeartis arte marco avvisati

    Comunque, caro @mmt noi ci siamo dotati delle sorelle Ferragni, mentre gli americans hanno ingaggiato Frederick Hughes e Charles Saatchi, pensi che potremmo avere qualche speranza?

    Ultima modifica di pa18; 06-12-18 alle 16:23

  2. #1052
    L'avatar di mmt
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    O forse lo è usare questo tipo di linguaggio ...
    Dai @mmt non esagerare per niente...

    Ps. Nello specifico: edizione a 8 esemplari + 4 prove d'artista. Totale 12 copie esistenti.
    Non ho notizie circa le 4 prove d'artista, quindi 8/8 pezzo unico.

  3. #1053
    L'avatar di mmt
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    Citazione Originariamente Scritto da pa18 Visualizza Messaggio
    @mmt Esistono mercanti/fondazioni/artisti che ricomprano loro opere in asta?
    Sicuramente si. Li ho visti fare in diretta ma soprattutto di persona.

    @mmt … delle due l’una:
    -o tu sei più o meno della mia epoca, quindi frequentavi le stesse “Sale” dello scrivente dove si svolgevano certi giochi di prestigio
    - oppure i giochi di prestigio sono ancora di moda!
    Giochini a parte da tempo esistono altri mezzi - ben più efficaci - per raggiungere lo scopo, si chiamano:marketing influencer (vi posto solo qualche paragrafo, per l’intero articolo c’è il link):


    […]Personaggi epici ed altamente specializzati come Peggy Guggenheim, Frederick Hughes e Charles Saatchi hanno rispettivamente “allevato” Jackson Pollock, Andy Wharol e gli Young British Artists di cui fa parte Damien Hirst, per intenderci. Tre Marketing influencer a tutto tondo; Senza di loro, il loro lavoro, la loro capacità di intuizione e visione (e le loro risorse finanziarie) quasi certamente le quotazioni di questi artisti non avrebbero raggiunto le quotazioni di mercato che riscuotono e che hanno riscosso anche in vita degli artisti medesimi, ne avrebbero avuto l’influenza che hanno sul mondo dell’arte e non solo.
    Non è un caso che Saatchi è stato titolare di una delle più importati agenzie di pubblicità al mondo. Questi tre sono anche un buon esempio per dimostrare la bidirezionali del meccanismo di marketing influencer: le loro collezioni private ed il loro patrimonio personale, grazie all’influenza che hanno fatto acquisire agli artisti che hanno allevato sono cresciute esponenzialmente di valore e non solo, se uno solo di questi tre posa o posavano lo sguardo su un artista, il loro credito è tale da farne immediatamente una stella. Il semplice adagio insomma: dimmi chi ti ama e ti dirò chi sei, e quanto vali.Da questi tre esempi a scendere tra operatori di settore, galleristi, curatori, critici, musei, direttori di musei e via dicendo. […]

    […] Se come abbiamo visto il marketing influenze vive sulla immedesimazione e con l’autorevolezza di chi trasmette il messaggio, nel mondo dell’arte operatori altamente specializzati e siti di commercio online d’arte che monitorano l’intero settore e ne pubblicano le quotazioni come Artnet ed Artprice rappresentano una fonte di “suggerimento” efficace sopratutto per i più avvezzi al mercato dell’arte, mentre le famose case d’asta come Christie’s o Shoteby’s per il semplice fatto di “battere” un determinato artista o periodo ne creano e confermano il valore e l’appetibilità. Seguendo questo principio, collezionisti, curatori, direttori di musei e gli stessi musei sono degli influenz altamente specializzati da cui trarre informazioni e cogliere tendenze.Al di là delle case d’asta ecco qualche nome e caratteristica di influencer di questi due ultimi tipi, dei quali abbiamo già trattato come collezionisti in un precedente articolo.[…]

    INFLUENCER MARKETING ED ARTE. Cosa e e come funziona | madeartis arte marco avvisati

    Comunque, caro @mmt noi ci siamo dotati delle sorelle Ferragni, mentre gli americans hanno ingaggiato Frederick Hughes e Charles Saatchi, pensi che potremmo avere qualche speranza?

    Pa18,

    Confermo, esistono ancora.

    Gli americani, dal punto di vista della "gestione" del mercato sono ancora molto avanti.

  4. #1054
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    Non ho notizie circa le 4 prove d'artista, quindi 8/8 pezzo unico.
    Così, giusto per precisione: tiratura di 8 esemplari + 4 copie d'artista. Totale 12 esemplari.
    L'esemplare in asta era esattamente una delle quattro copie d'artista numerate in numeri romani. Per "avere notizie" basta cliccare il lotto sul sito della Christie's.
    Cmq non ha molto senso usare certi toni per una quisquilia del genere no?

  5. #1055
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    definire l'opera "Lui et moi" "il violino multiplo" è una bestemmia!
    perchè scusa a me pare evidente sia un multiplo

  6. #1056
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    @pa se leggi i miei interventi precedenti, ho SEMPRE detto che i mercanti comprano in asta. È una cosa del tutto evidente a tutti.
    Quello che ho detto è che comprano quando trovano convenienza nell'acquisto (o hanno già un cliente pronto) e non certo per salvare un'opera dall'invenduto nè tantomeno per "difendere" un'opera di proprietà altrui.
    O qualcuno compra, facendo artificialmente rialzare, un'opera di sua stessa proprietà, ossia se la ricompra (e il costo dell'operazione sono le sole commissioni d'asta).

    Ad ogni modo mi pare che abbiamo chiarito le rispettive visioni.

    Il passo ulteriore è che in ogni caso gli invenduti sono all'ordine del giorno.
    Eravamo partiti dal fatto che un Arman importante fosse andato invenduto.
    Ecco, di Arman storici e importanti ne vanno invenduti a decine ogni anno. Per valori complessivi di centinaia di migliaia di euro ogni anno.
    La constatazione è che in quei casi nessuno interviene "a difesa".
    Nè per Arman nè per altri artisti.

    Ma se vogliamo limitarci ad Arman, nessun erede o mercante spende centinaia di migliaia di euro per "difendere" da invenduti.
    Può essere che comprino? Magari si, ma non per "salvare", semplicemente per comprare. E gli invenduti li lascino tranquillamente accadere. Come è giusto e normale che sia.

    Questo è solo per dire che non ha alcun senso aspettarsi un intervento di salvataggio su opere che passano in asta.
    O i venditori si adeguano al mercato del presente a prezzi ribassati, o si astengono dal vendere o rischiano l'invenduto.
    Concretamente la realtà è questa e vale da sempre e per tutti gli artisti.

  7. #1057
    L'avatar di mmt
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    in questo momento non c'é nessuna forma di protezione per le opere di Arman in asta.

    Quale scopo hanno le prove d'artista?

  8. #1058
    L'avatar di Antipole
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    Citazione Originariamente Scritto da mmt Visualizza Messaggio
    Quale scopo hanno le prove d'artista?
    Sono mere distinzioni mercantili per allargare il mercato o difendere un prezzo.
    Una scultura fino a 9 é unica dopo magicamente diventa multipla (difesa del prezzo).
    Un grafica tirata 150 è una cosa, un'altra tirata a 75 + 50 in numeri romani + 25 prove d'artista (= 150) ha un appeal diverso (allargare il mercato difendendo il prezzo)
    Sempre a mio parere.
    Ciao!!

    SI CHIAMA MULTIPLO VUOL DIRE CALCO - la Repubblica.it

  9. #1059
    L'avatar di AM-Art
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    Che una scultura fino a 9 esemplari sia un pezzo unico l'ho sempre trovata una scemenza destinata agli abbocconi. Pezzo unico è uno solo, stop, il resto sono prese per i fondelli, c'è poco da fare.

  10. #1060
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    Che una scultura fino a 9 esemplari sia un pezzo unico l'ho sempre trovata una scemenza destinata agli abbocconi. Pezzo unico è uno solo, stop, il resto sono prese per i fondelli, c'è poco da fare.
    io credo che Arnaldo Pomodoro una scultura veramente unica te la faccia volentieri
    se la paghi il giusto
    altrimenti devi andare al mercato delle sue opere

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