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Vecchio 27-03-07, 17:38   #51 (permalink)
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Originalmente inviato da Charlie
Quindi Klaus anche tu credi ad un possibile boom immobiliare in Germania, giusto?
Ho delle proprieta' li', quindi sperem

Per certo, quando Morgan Stanley, Goldman Sachs, Merril Lynch, aprono degli uffici e te li ritrovi in tutte le grandi aste immobiliari ... beh loro non mi sembrano degli sprovveduti ....
quando comprano loro .... se segui a ruota, difficilmente sbagli.

Per il piccolo investitore, e' giusto quello che hanno scritto prima: comprando direttamente ci sono una serie di costi che difficilmente ammortizzi se non abiti li'.
Mentre i fondi immobiliari ti fanno guadagnare il minimo possibile per non perderti come cliente. Tutti gli altri rialzi se li mettono in tasca in un modo o nell'altro.


Quindi devi essere almeno piccolo-medio, direi un 1 milione di investimento minimo.
klaus_roma non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 27-03-07, 17:46   #52 (permalink)
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Originalmente inviato da Gekko's
vedo che anche in questo siamo sulla stessa onda!
grande kiyosaki

Mitico!



klaus_roma non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-03-07, 11:41   #53 (permalink)
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Germania torna a trainare l'Europa (www.lastampa.it 28/03/2007)

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel

Economia e imprese mai così bene dal 1991: "Sarà un boom lungo
un decennio"
MARINA VERNA INVIATA A BERLINO
I pessimisti prevedevano un 2007 difficile per l’economia tedesca, frenata nei consumi interni dall’aumento dell’Iva del tre per cento - dal 16 al 19 - entrato in vigore a gennaio. Gli ottimisti speravano nella tenuta dell’export, che l’anno scorso ha raggiunto i 740 miliardi di dollari, facendo della Germania il campione mondiale davanti agli Stati Uniti, relegati a numero due con 720 miliardi di dollari. Si sbagliavano entrambi: l’economia tedesca tira oltre qualunque aspettativa, e a spingerla sono proprio i consumi interni. Ieri è arrivata la certificazione dell’Ifo, l’Istituto per l’Economia di Monaco che dal 1991 misura la fiducia delle aziende tedesche ed è considerato il principale barometro dei mercati tedeschi: nel mese di marzo il suo indice è salito a 107,7, mentre le previsioni degli analisti lo posizionavano sul 106,5. Appena è stato diffuso il nuovo dato, l’euro è salito contro il dollaro.

Dopo il record di dicembre - 108,7, l’indice più alto degli ultimi quindici anni (ma era imminente l’aumento dell’Iva e tutti anticipavano gli acquisti importanti) - c’era stata una flessione in gennaio e febbraio.Attesa, e dunque facilmente digerita, tanto più che comunque l’Ifo era sempre al di sopra della media del 2006. Adesso la sorpresa di primavera: la Germania è stabilmente ritornata al suo ruolo di locomotiva d’Europa. E in quella posizione resterà a lungo. «Lo sviluppo è forte e robusto - è stato il commento di Hans-Werner Sinn, presidente dell’Istituto Ifo -. Il boom potrebbe durare per tutto il decennio. A settembre i disoccupati scenderanno sotto la soglia dei quattro milioni».

L’ottimismo di Sinn è condiviso anche dagli altri istituti di ricerca. Mentre il governo si mantiene prudente e parla di una crescita dell’1,9 per cento, l’Ifw prevede per il 2007 una crescita del 2,8 per cento e il Rwi ha corretto nei giorni scorsi la sua previsione, portandola dal +1,9 al +2,3 per cento. Le aziende hanno il portafoglio ordini gonfio di nuove commesse. I sindacati stanno chiedendo di far partecipare agli utili chi aiuta a produrli e, dopo anni di restrizioni per guadagnare in competitività, ora chiedono il 7 per cento in più. E i parsimoniosi tedeschi hanno smesso di rigirarsi tra il pollice e l’indice ogni euro prima di spenderlo.
Charlie non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-03-07, 12:22   #54 (permalink)
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Originalmente inviato da Charlie
I sindacati stanno chiedendo di far partecipare agli utili chi aiuta a produrli e, dopo anni di restrizioni per guadagnare in competitività, ora chiedono il 7 per cento in più. E i parsimoniosi tedeschi hanno smesso di rigirarsi tra il pollice e l’indice ogni euro prima di spenderlo.

eheheh quando le aziende perdono dove stanno i sindacati?

Perche' non facciamo partecipare ANCHE ALLE PERDITE i dipendenti?

hihihihihihihi
klaus_roma non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-03-07, 12:24   #55 (permalink)
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Originalmente inviato da klaus_roma
eheheh quando le aziende perdono dove stanno i sindacati?

Perche' non facciamo partecipare ANCHE ALLE PERDITE i dipendenti?

hihihihihihihi
Beh....io sarei d'accordo! Davvero.
Freedom non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-06-07, 13:07   #56 (permalink)
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B&F di oggi.

Mattone d’oro a Berlino grazie al Reit
«La nuova legge farà volare la Germania», spiega Nigel Bolton, guru delle Vedove Scozzesi. In Italia «vede» bene Igd. Ma la vera scommessa è la Grecia


REAL ESTATE EUROPEO «Ha dei quattrini da investire? Si compri un appartamento a Berlino. Tra 10 anni o anche meno, sarà un uomo ricco». Parola di Nigel Bolton, guru riconosciuto del real estate, che dal settembre del 2005 guida lo European Real Estate di Swip. «La Germania - spiega - è rimasta indietro, mentre i prezzi in Spagna sono cresciuti di tre volte, altrettanto nel Regno Unito. In Irlanda è andata ancora meglio: quattro volte tanto».
Cifre da capogiro, che generano un sospetto: non è che la «bolla» sia in agguato assieme all’aumento dei tassi? In fin dei conti lo stesso fondo guidato da Bolton dimostra che la frenata è già nell’aria: dopo il 31% in sterline di performance nel 2006, il fondo è sotto del 3,3% in questi mesi. «Avevamo previsto una fase di stallo nella prima parte del 2007 - replica Bolton - Detto questo, ora siamo ottimisti: l’arrivo dei Reit in Germania e nel Regno Unito faranno da volano per la ripresa. Poi arriverà l’Italia».
Da noi però ci sono problemi, mister Bolton. Il regolamento non arriva, e si parla di un vincolo di apporto dell’1% per le prossime Siiq da parte delle proprietà. «Mi sembra troppo basso - risponde - In Germania, la legge permette il 50 per cento. Ma anche in altri Paesi si è partiti con soglie basse per poi salire in una fase successiva. Ogni atto deve far fronte a un problema: evitare una caduta improvvisa del gettito fiscale». Ma, piccola sorpresa, proprio un titolo italiano ha regalato nell’ultimo mese le migliori performance: l’Igd, l’Immobiliare Grande Distribuzione, ha contribuito a un +3% del portafoglio. «Abbiamo seguito anche Beni Stabili - commenta Bolton - Oggi ci sembra correttamente prezzato».

LA CARTA DEI REIT. Domanda numero uno: per quale motivo i Reit (Real Estate Investment Trust) dovrebbero risvegliare il mercato immobiliare? «Al di là dei precedenti storici - spiega Bolton - bastano tre numeri per dimostrare l’appeal dei Reit come veicolo di investimento finanziario. Primo, i costi di transazione: contro un valore medio tra il 5,75 e il 10% per l’acquisto diretto, le operazioni in Reit oscillano tra lo 0,20 e lo 0,75 per cento. I tempi: una media di tre mesi per vender casa contro tre giorni per una quota di Reit. Infine, anche dal punto di vista della liquidità, i Reit non presentano gli inconvenienti dei prodotti che li hanno preceduti». Numero due: ma i Reit sono legati più al mercato immobiliare o all’andamento dei listini azionari? «L’esperienza dal ’90 a oggi (i Reit esistono negli Usa dal ’60, ma anche Olanda, Australia e Belgio possono vantare una serie storica significativa, ndr) ci dimostra che la correlazione con le azioni tende a decrescere dopo i primi 18 mesi. Mentre quella con il mercato del property sale».

EUROPA BATTE GB. «L’elemento chiave per valutare le prospettive di crescita - spiega il gestore - è il nav, che è in diretta relazione con il tasso di compravendite e degli affitti. In alcuni mercati, la domanda è in calo. Ma nel Regno Unito, nonostante la frenata generale, la forte richiesta di uffici a Londra consentirà un incremento dl 6,5% del nav. In Europa continentale le cose andranno sensibilmente meglio: la crescita del nav sarà del 14% in media». Inoltre, continua il gestore di Swip, i tassi inglesi sono i più alti dal 2001 e, per la prima volta da otto anni, sono sensibilmente superiori (190 punti base) del tasso di crescita medio dei prezzi. Il risultato? «Far debiti per comprar casa sperando nella rivalutazione del mattone non è ora conveniente. Il debito ha perso, almeno nel Regno Unito, il suo pricing power. Cosa che non vale per il resto d’Europa».

GERMANIA ÜBER ALLES. Il mercato migliore, in prospettiva, è la Germania, il terzo per dimensioni al mondo, ma che vanta un grado di securitization del mattone addirittura inferiore all’Italia. «Ci aspettiamo una forte ripresa in tutti i settori, grazie al miglioramento della congiuntura, accompagnata dal calo della disoccupazione. Quando entreranno in azione i Reit, l’accelerazione sarà sensibile». Quali i titoli per cavalcare la congiuntura? Nel portafoglio di Swip la scelta comprende: Igd, Div, Dawnay Day Trev ed Eurocastle.

UNIBAIL, AL TOP. La prima scelta del fondo (il 6,6% del patrimonio amministrato) è la francese Unibail, un patrimonio di 11 miliardi di euro ripartito in tre segmenti: centri commerciali, uffici e palazzi per congressi. Una public company al 60% nelle mani di investitori istituzionali non francesi. Seguono, sempre in Francia, i titoli Klepière e Tour Eiffel. L’elemento chiave del mercato francese è la forte domanda di uffici a Parigi, favorita dalla scarsa offerta: solo il 4% del mercato.
LA SORPRESA GRECIA. Il motore dell’economia si sta surriscaldando, e l’offerta immobiliare è insufficiente. È la Grecia il mercato su cui, in termini relativi, contano di più gli analisti della società scozzese. «È il mercato più forte», conferma Nigel Bolton. I titoli da seguire? Babis Vovos e soprattutto Eurobank Properties Real Estate Investment Company, una società che amministra edifici commerciali per un complesso di 165,307 metri quadrati.

OLANDA, ATTO SECONDO. La legge sui Reit qui esiste dal 1969. Ma quest’anno è in vista una riforma che renderà più facili gli investimenti dall’estero. In questo mercato i titoli con le migliori prospettive sono Rodamco e Vastned. Scenario opposto in Svezia, dove domina la prospettiva del rialzo dei tassi di interesse. Il consiglio? Alleggerire, perché il settore è ben prezzato.

ORIENTE, FESTA FINITA. La corsa del mattone in Europa dell’Est potrebbe segnare una battuta d’arresto, nonostante la buona tenuta delle economie. Il pericolo è nella qualità dell’offerta e nei rischi di «brutte sorprese» (soprattutto in Bulgaria e in Romania, avverte Bolton). Il mercato migliore? La Polonia.
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Vecchio 15-01-09, 00:01   #57 (permalink)
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berlino a go go

con attenzione si possono comprare appartamenti/negozi in zone decenti o buone:

mitte ,charlottenburg, prenzlauer berg, friedrichshaine,shoneberg, wilmesdorf

a 1000 euro o meno al metro,
fatti i dovuti controlli del caso poi basta comprare a go go......
se ci rimette qui!!!!!!

senza parlare dello sviluppo che berlino avra´come capitale europea e turistica.
oserei dire in un arco di 10 anni circa aspettando il prossimo picco immobiliare grazie a berlino si potra´avere un futuro economico sicuro

ps: si´sono di parte ho gia´acquistato a Berlino:-))))
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Vecchio 15-01-09, 00:03   #58 (permalink)
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Mitico!



mitico sto post
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Vecchio 15-01-09, 11:59   #59 (permalink)
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ho visto che tutti i post sono del '07! qualcuno sa se la situazione è ancora questa?
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