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#11 (permalink) |
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Carità e umiltà
Data registrazione: Mar 2000
Messaggi: 4,412
Popolarità: 42949685 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Bè.....che dire..........consentitemi di ringraziarvi tutti calorosamente.
![]() Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che, se uno vuole darsi un minimo da fare, il web in generale e fol in particolare ci danno una grande quantità e qualità di informazioni. |
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#12 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
Popolarità: 42656734 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Posso approfittare di questo 3d per fare una tiratina d'orecchi a molti.
Vediamo se ho capito bene. Freedom butta lì un argomento a caso..(nel senso che sono a migliaia gli argomenti interessanti) e si scopre che nessuno è esperto, però cerca di qui, cerca di là si scopre che c'è molta roba che bolle in pentola. Ora mi chiedo non è forse sbagliato, usando lo stesso metro, parlar male dell'economia italiana....siamo o non siamo tutti 'ignoranti' di tutto quello che bolle in pentola? Ecco perchè ci ritroviamo un'economia data per defunta solo pochi mesi fa, in buona se non addirittura ottima forma... |
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#13 (permalink) |
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Carità e umiltà
Data registrazione: Mar 2000
Messaggi: 4,412
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Non so se è pertinente, ma ci sono diversi sistemi di bio-riscaldamento:
Per capannoni industriali, costituita da pannelli radianti con assorbimento di 1.250 Watt, disponibili nella misura di cm 60x180. Questi pannelli sono provvisti di appositi ganci che permettono l'applicazione direttamente a soffitto oppure a mezzo di catenelle in modo da abbassare l'altezza di installazione per migliorarne la resa. Adatto soprattutto all'installazione in uffici. Questi pannelli sono pensati per essere inseriti nei controssoffitti e sono disponibili nella misura 60x60. Ideale per abitazioni, costituita da pannelli radianti da 250 W, 470 W e 750 W, disponibile in 5 misure: 60x50, 60x100, 60x150, 30x100 e 30x185. Questi pannelli sono provvisti di appositi ganci che permettono di fissarsi alle pareti. Innovativo prodotto nato per risolvere l'esigenza del riscaldamento a pavimento. Con uno spessore di soli 4/5 mm ed una flessibilità mai vista in sistemi di riscaldamento a pavimento, sfruttando il principio dell' effetto JOULE provocato dalla circolazione di una corrente diffusa nel "foil" di alluminio o altro metallo ad altissima conducibilità elettrica, inserito nella membrana a base di bitume-polimero. Con Thermoguaina è possibile riscaldare qualsiasi ambiente, sia nel settore civile, industriale e terziario. Ideale per abitazioni, costituita da pannelli da 250 e 470 Watt, disponibile in 2 misure: 60x50 e 60x100. Questi pannelli sono provvisti di cavo, spina, interruttore (on / off) e piedistallo che permette di posizionarli nel punto desiderato e di poterli spostare. La necessità di ottenere il riscaldamento parziale di zone ben definite in modo tale da rendere confortevole per periodi anche saltuari e brevi la presenza in un locale è alla base del progetto "modulo riscaldante componibile MRC". |
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#14 (permalink) |
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Carità e umiltà
Data registrazione: Mar 2000
Messaggi: 4,412
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Ancora sul risparmio energetico:
Sole, vento, acqua e ghiaia così risparmia l'eco-palazzo dal nostro inviato MAURIZIO RICCI MADRID - I materiali? Poveri: pietra, cemento prefabbricato, metallo e legno di betulla. Il risultato? Gradevole. Il costo? Basso. Il risparmio? Altissimo, da record. Ovvero, come costruire, spendendo 1.200 euro a metro quadro (Iva e mobilio inclusi), una palazzina da ufficio che consuma meno elettricità di un appartamento con l'aria condizionata. Più esattamente, che risparmia il 70 per cento dell'energia, rispetto ad una palazzina da uffici tradizionale, costata uguale o di più. Alcune delle tecniche utilizzate sono buone anche per la vostra villetta al mare o in montagna. Non tutte. Ma la prima lezione dell'Ecobox di Madrid è che, per tagliare la bolletta dell'energia e cominciare ad alleggerire l'effetto serra, non occorre una grande rivoluzione scientifica o tecnologica. "Da questo punto di vista - dice Gaetano Fasano, responsabile del progetto Enea "La casa intelligente" - sono uno degli esempi migliori. Hanno messo insieme con successo diversi principi e tecnologie". Tecnologie vecchie, in qualche caso vecchissime, e nuove, a portata di mano. E di tutti. Per vederle in azione, bisogna andare ad Alcobendas, uno dei sobborghi che si stanno espandendo, a velocità esplosiva, intorno a Madrid. Sui viali, si allineano le sedi di giganti come Toyota, Daimler-Chrysler, Bp, di grandi banche come la Ing. "Le guardi" dice, indicandole dalla finestra, Alfredo Vegara, il presidente della Fundaciòn Metropoli, una fondazione che studia in particolare l'architettura bioclimatica, di cui l'Ecobox è la sede - vetrina: "Ognuna è costata più di questa palazzina e ancora di più costa viverci dentro". Per capire perché, bisogna partire dalle cose semplici: l'esposizione al sole, per esempio. "Prenda la palazzina della Bp. In nome dell'ecologia, la British Petroleum di una volta, adesso si chiama Beyond Petroleum, oltre il petrolio. Poi costruiscono una sede con un grande lucernario sul tetto. D'estate è un forno. O, qui di fianco, il parcheggio della Mercedes. Hanno utilizzato tettoie normali, a cupola, di produzione industriale. Il risultato è che le macchine per il 60 per cento del tempo sono esposte al sole". Il parcheggio della fondazione ha le tettoie rivolte a sud, inclinate di 30 gradi per schermare i raggi del sole. E alla luce, spiega Angel de Diego, l'architetto che ha progettato l'Ecobox, è stata dedicata un'attenzione particolare. Le finestre (verticali) sul tetto, che fungono da lucernario, sono schermate da tettoie: d'inverno, quando il sole è più basso, i raggi entrano direttamente; d'estate, quando è più alto, no. Le finestre sulle pareti sono schermate all'esterno da lunghe lame metalliche orientabili. E' più o meno, quello che facevano i nostri nonni con le persiane. Noi le abbiamo sostituite con le tapparelle (o tutte giù o tutte su, non c'è via di mezzo) o, peggio ancora, con le veneziane interne. Ma c'è differenza fra un vetro che si arroventa al sole e trasmette (veneziana o no) calore all'interno e un vetro che resta all'ombra. Lo stesso principio, più in grande, si applica ai muri esterni. Lastre di pietra, avvitate su un isolante e fissate ad una parte di cemento. Poi, la tradizionale intercapedine e un'altra parete di cemento. Il trucco è che l'intercapedine, invece di essere vuota, è riempita di materiale ad alta inerzia termica, che trasmette, cioè lentamente, il calore dall'esterno all'interno (o viceversa). Sembra roba complicata, ma il materiale ad alta inerzia termica è banale, volgarissima ghiaia. "Non abbiamo inventato niente - sorride de Diego - lo facevano già gli antichi romani". Più esattamente, l'intera palazzina è circondata dalla ghiaia, perché l'alta inerzia termica è importante anche sopra e sotto. Soprattutto sotto, dove si capisce che inerzia non è un termine solamente passivo. L'interno della palazzina è un alternarsi del grigio spento del cemento, del grigio brillante e freddo delle profilature di metallo, del caldo beige e rossiccio della betulla. Ma sui pannelli in basso, vicino al pavimento ci sono delle prese d'aria. "D'estate, durante la notte - spiega de Diego - quando la temperatura esterna è almeno cinque gradi inferiore a quella interna, entrano in funzione degli aspiratori. L'aria fresca viene convogliata attraverso la ghiaia sotto l'edificio, dove si raffredda ulteriormente e poi, attraverso le griglie sui pannelli, risale dentro la palazzina. Il risultato è che l'ufficio, che avevamo lasciato la sera prima a 25 gradi, lo ritroviamo la mattina dopo a 14". E' un sistema, ammette Vegara, che funziona solo con il clima secco di Madrid. "A Barcellona, dove l'umidità è alta, la condensazione creerebbe troppi problemi". Ma, dentro l'Ecobox, ripartire, le mattine d'estate da 14 gradi anziché da 25, è un bel vantaggio. Tanto più, in quanto, nell'Ecobox, l'aria condizionata non c'è. Esposizione solare, isolamento, ventilazione, calcola de Diego, forniscono un 20-25 per cento del risparmio energetico dell'Ecobox, rispetto ad una palazzina tradizionale. Un altro 10 per cento è dato dall'automazione dei vari sistemi di controllo delle schermature, della ventilazione, del riscaldamento e del raffreddamento. Ma è qui, nel riscaldamento e nel raffreddamento, che avviene quel 40 per cento di risparmi rispetto ad un edifico con i condizionatori elettrici. La chiave sono 72 metri quadri di pannelli solari messi a copertura del tetto. Non sono i pannelli fotovoltaici che producono energia elettrica. L'Ecobox ne ha sulla facciata ("Li avevamo messi per far funzionare l'ascensore - spiega de Diego - poi abbiamo scoperto che, con gli incentivi, ci conviene vendere l'energia, piuttosto che utilizzarla"). Ma i pannelli importanti, quelli sul tetto, sono quelli del solare termico, una tecnologia meno sofisticata e più sperimentata, oltre che più economica. Quelli che, in sostanza, scaldano l'acqua. Che viene raccolta in due serbatoi da 3 mila litri: un'idea tutt'altro che inedita per chi ricorda ancora, a Roma, prima che i relativi locali venissero trasformati in massa in superattici, le cisterne d'acqua potabile sul tetto. Da lì, d'inverno, l'acqua, a 45 gradi viene pompata nelle serpentine che corrono dentro i pavimenti di cemento e, da lì, risale a riscaldare l'ambiente. E d'estate? Funziona al contrario. L'acqua riscaldata dai pannelli passa in quella che si chiama una macchina ad assorbimento. Dove, con un processo chimico innescato dal bromuro di litio, si raffredda fino a dieci gradi. E dalle serpentine sui pavimenti (che, adesso, valgono come soffitti) scende a rinfrescare la palazzina. Non è una risposta totale e finale. Non tutti i mesi sono uguali: a gennaio e ad agosto, ad esempio, il sistema solare riesce a coprire meno di un terzo della domanda di caldo, rispettivamente, e di freddo, dell'edificio e deve intervenire una caldaia a gas a colmare il divario. Ma la media di risparmio, nell'arco di un anno, fra isolamento e sistema solare è del 70 per cento, rispetto ad un edificio ad aria condizionata. Significa, è stato calcolato, 104 mila kilowatt di energia prodotti senza ricorrere ai combustibili fossili. E, quindi, 457 tonnellate di anidride carbonica, in meno, sputate nell'atmosfera. Equivale a tenere ferme in garage, per un anno, 113 automobili. O a piantare 50 ettari di bosco: fra i palazzi vetro e cemento di Alcobendas, fra la sede della Toyota e quella della Bp. (6 marzo 2007) |
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#15 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2005
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insisto nel mio punto di vista (refrattario (mai termine fu più appropriato) alle sciagure planetarie annunciate).
Gli scienziati sanno cosa e come fare.....sono i politici che mettono i bastoni fra le ruote con decisioni a volte contrarie al buon senso... |
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#16 (permalink) |
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Carità e umiltà
Data registrazione: Mar 2000
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Spagna, estro ed etica tra le mura
la casa ecologica si fa in 15 giorni Se non avete più di 15 giorni per trovare casa e il vostro budget si aggira sui 900 euro al metro quadrato l'architetto spagnolo Moisés Alvarez Yela ha ideato una nuova filosofia dell'abitare che può fare al caso vostro. Ispirandosi al mondo animale, dove ciascuno fabbrica il proprio nido, e alle culture africane dove ogni nucleo familiare mette su la capanna di fango e paglia, Alvarez Yela insegna a ritrovare il gusto arcaico di costruire da sè la propria casa. Antisismica ed ecologica, per di più. Il progetto si chiama Forma Libre e non a caso: casette dalle forme più originali e che ricordano un po' i monoliti preistorici. Fabbricata senza angoli o linee rette, la struttura è sostenuta da sbarre di ferro arcuate. La gabbia così ottenuta viene rivestita di tela di sacco (materiale di recupero al 100%) e, infine, avvolta da una gettata di cemento armato Nessun limite di altezza o di dimensioni. La nuova formula va incontro così al gusto dei più estrosi, che possono inventare forma e volumi della loro nuova tana, integrandola armoniosamente nell'ambiente naturale in cui sorge. Ma il successo è legato anche alla vocazione ecologica della struttura che, riducendo la superficie di contatto con l'esterno, abbassa la dispersione del calore. Uno studio sull'edilizia "etica" lungo trent'anni che ha portato l'architetto spagnolo a rivoluzionare l'architettura abitativa. Il bassissimo costo di costruzione e la velocità di realizzazione (appena 15 giorni) stanno facendo di questa formula un fenomeno di tendenza: il primo di questi alloggi è nato in Andalusia, a Jaén; oggi, nella provincia di Malaga, interi quartieri residenziali stanno sorgendo nel segno di Forma Libre. (15 marzo 2007) |
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