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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 3,196
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Benzina,niente IVA,Immobili.Tutti in gita in Svizzera.
Benzina, niente Iva, immobili
Tutti in gita in Svizzera Il transito a Chiasso Il posto di transito a Chiasso tra Italia e Svizzera. Le telecamere registrano le targhe delle auto italiane in uscita E alle pompe anche potenti Porsche Cayenne in fila per risparmiare venti euro FABIO POLETTI inviato a lugano Il sorriso del militare della Guardia di finanza al confine di Ponte Chiasso non è solo un gentile arrivederci in Italia ma pure un perfido non ti scordar di me: «Fisco velox? Lei li vede? Io no...». In effetti le macchinette che registrano le targhe delle auto italiane in uscita, per incrociarle con le mancate tasse in entrata, mica si vedono a occhio nudo. Eppure sono spuntate come margheritine ad ogni valico con la Svizzera, la Svizzera sempre più nel cuore degli italiani. I primi «innamorati» si incontrano sei chilometri sei dopo il confine, al distributore Shell di Coldrerio, il più amato dai furbetti dello scontrino. Un litro di verde fa 1 franco e 89. Uno di gasolio 2 e 06. Che al cambio fanno pur sempre 1 euro e 56 la senza piombo, 1 e 70 il diesel, alla faccia delle accise. «Con un pieno risparmio almeno 20 euro», fa due calcoli il signore in gita assai interessata con famigliola e ordinaria berlina giapponese ma con targa italiana. In fila ci sono pure quelli con il Cayenne, l’X5 e il Q7, tutti con targa straniera ma di stretta osservanza elvetica. Perché se l’amore per il Belpaese è sempre disinteressato, quello per il portafoglio proprio vale molto di più. Il gestore dell’impianto multipompa ingoia carte di credito e distilla resti in franchi svizzeri o in più comodi euro. Perché tanto il centro commerciale attaccato al distributore lo snobbano tutti: il Toblerone lo si trova pure al supermercato da noi, il caffè con il cambio non conviene e il dado Maggi in cucina non lo sa usare più nessuno. Tanto non è mica al Migros che puntano gli italiani in fuga dalle tasse e dalla maledetta crisi. Puntano dritti alle banche, alle finanziarie che guidano gli evasori a sei zeri in euro, nei negozi extralusso dove si parla italiano ma l’Iva non c’è e al mercato immobiliare che si gonfia si gonfia e diventa sempre più grande. Secondo la Guardia di finanza di Como l’anno scorso cento aziende italiane hanno chiesto di aprire un ufficio in Canton Ticino, i depositi degli italiani in Svizzera sfiorano i 160 miliardi di euro e i lavoratori frontalieri sono aumentati del 7,8%. Contro i frontalieri si era scagliato pure quel gigante della politica elvetica di Giuliano «Nano»Bignasca della Lega dei Ticinesi, una specie di Umberto Bossi meno ma molto meno raffinato, che adesso fa i distinguo: «A noi danno fastidio solo gli italiani poveri. Nel Cantone siamo in 320 mila, non possiamo accogliere 54 mila lavoratori frontalieri. Ma se vogliono venire gli italiani con qualche milione di euro, più sono meglio è, facciano pure». Per questo politico di razza che pensa che il Meridione nasca appena sotto Mendrisio - ma a Stoccolma che dicono? - l’italiano che ha nel cuore, deve essere mica quello che passeggia sul lungolago soleggiato con il gelatino che oggi fa tanto primavera. Deve essere quello che bussa alle immobiliari che a Lugano sono numerose quanto le banche e hanno nomi altrettanto altisonanti: Re-wind, Wetag consulting, Lokrett, Studio Immobili Ticino. Alla Corfida di via Pioda gli italiani li amano proprio: «La richiesta dei vostri connazionali nell’ultimo anno è aumentata del 10-15%. Interessano soprattutto gli immobili più prestigiosi...». Comperare casa è facile quanto aprire un conto corrente o riempire una cassetta di sicurezza: «L’immobile deve essere sempre intestato a una persona fisica. Se è una società si deve conoscere il titolare o l’azionista. Il compito di avvisare il fisco italiano toccherebbe all’acquirente. A noi non compete». L’immobile non può essere rivenduto per cinque anni. Ogni Comune ha un tetto di proprietà che possono essere cedute a stranieri. L’appartamento acquistato può essere affittato ad altri ma solo per un periodo stabilito. Certo si devono poi pagare le tasse in Svizzera. Quando bastonano arrivano al 20-22%. Una manna che ha convinto più di un italiano a chiedere la residenza. Il requisito principale è che si abbia a disposizione un reddito di almeno 280 mila franchi svizzeri che fanno più o meno 240 mila euro. La trafila non è semplice, ma di fronte ai soldi anche la Svizzera è di bocca buona. E poi lo dice pure il ministro delle Finanze elvetico Eveline Widmar Schumpf, che ci vuole una certa «distensione fiscale» con i Paesi confinanti. Disteso e pure abbronzato come il pilota del «Ferrarino» con targa italiana che passa sul Lungolago. Magari va solo a Sankt Moritz dopo essere scappato da Cortina dove l’Agenzia delle entrate ha piantato le tende. Oppure si fa un giro qui a Lugano nel paese di Bengodi dove i negozi del lusso mica mettono fuori i cartelli «saldi» per attrarre clienti. Magari saranno pure indigeni, ma il sospetto che ci siano sempre più italiani con il vizietto della Svizzera così vicina e così vantaggiosa, viene pure a un politico navigato come «Nano» Bignasca. La sua previsione è che se va avanti così, saranno sempre di più i nostri connazionali pronti a investire nel mattone elvetico o a ingrassare le filiali di Ubs, Banca Arner, Banco del Ceresio o Banca del Sempione, i cui sportelli in pieno centro a Lugano ammiccano in meno di cento metri. Giura il «Nano» che la vede lunga e vaticina un futuro bicolore, roseo per i Ticinesi e nerissimo per l’Italia: «Tra sei mesi voi siete fottuti. Nemmeno il vostro Mario Monti vi salverà dal fallimento. E a quel punto potrete solo dividervi. Al vostro Sud si arrangeranno come potranno. Tutti gli altri, quelli che contano del Nord, quelli con i soldi, verranno qui da noi in Svizzera». |
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#6 (permalink) |
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ostinato e contrario
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 8,249
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Figuratevi che io di solito uso la bici.
(E, scherzi a parte, è il motivo per cui non compro auto metano/gpl: faccio 10.000 chilometri l'anno, quando li faccio). Comunque mi sa che chi ha aperto il 3d voleva parlare di tutt'altro - ad esempio, della differenza di costo dei carburanti tra Italia e Svizzera. Per questo ho aggiunto la Slovenia, dove la differenza ora è davvero notevole (specie se rapportata al costo della vita e al reddito medio dei due paesi...) |
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#9 (permalink) |
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Member
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E poi vuoi mettere come fa figo incasinarsi di spese in Svizzera tra viaggi, alberghi, spostamenti in banca, vendi titoli/compri titoli etc etc....
(se vengono giù le ns banche e i ns titoli per me prendono una sberla anche loro...e poi per me li tassano come UK e Germania )
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