![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|
#1 (permalink) |
|
Da Noi è Diverso!
Data registrazione: Jan 2010
Messaggi: 2,926
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Riforma del Catasto: quando?
Legge delega per la revisione degli estimi
E’ noto che le attuali rendite catastali,su cui si basa in larga parte la tassazione immobiliare, non sono più congrue rispetto ai valori di mercato. Si possono citare, a titolo esemplificativo, alcuni dati che chiariscono la distanza dei valori catastali da quelli di mercato, riportati nel volume «Gli immobili in Italia 2011» redatto a cura dell’Agenzia del Territorio e del Dipartimento delle Finanze: - per le abitazioni il valore corrente di mercato è pari, in media, a 3,73 volte la base imponibile a fini ICI calcolata sul totale delle abitazioni di proprietà delle persone fisiche; il medesimo rapporto, calcolato per i soli contribuenti Irpef, oscilla tra il 3,59 delle abitazioni principali e il 3,85 delle altre abitazioni; - il suddetto rapporto medio è pari al 3,36 volte con riferimento al 24° percentile dei soggetti proprietari, ordinati in base al valore della ricchezza delle abitazioni possedute, e poi cresce fino a raggiungere un rapporto a 3,73 volte con riferimento all’84° percentile; in altri termini la distanza dal valore di mercato tende ad essere tanto maggiore quanto maggiore è il valore della ricchezza posseduta; - i canoni di locazione sono mediamente superiori di 6,46 volte le rendite catastali. Una delle ragioni delle discrasie evidenziate è riconducibile alla circostanza che le rendite catastali sono state rivalutate nel 1990 con riferimento al biennio 1988-1989. L’inadeguatezza del sistema dipende dal fatto strutturale che il sistema a categorie e classi è fermo al periodo di “costruzione” del catasto urbano. La denominazione e la classificazione delle unità immobiliari non è più adeguata ai tempi. Inoltre, il classamento, ovvero l’operazione di classificare in una categoria ed in una classe di valore un bene immobile ordinario, è rimasto quello iniziale delineato dall’originario impianto normativo del catasto e gli unici aggiornamenti sono riconducibili a comunicazioni effettuate dai soggetti interessati, in occasione di attività di ristrutturazioni e variazioni edilizie. Questo stato di fatto ha determinato ulteriori iniquità all’interno dei singoli comuni. Tipicamente abitazioni classate come “popolari” lo sono rimaste nel tempo, anche se oggi, pur essendo ubicate in zone centrali, il loro valore è di fatto più elevato di edifici di “civile abitazione” ubicati in zone semicentrali o, addirittura, periferiche. Da quanto premesso segue che per favorire una maggiore equità nella determinazione delle basi imponibili catastali e conseguire una perequazione effettiva tra i diversi territori urbani è necessario porre in essere una riforma del sistema estimativo del catasto edilizio urbano. Il disegno di riforma è imperniato sui seguenti elementi: - la costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione; - la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari; - il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie; - il superamento, per abitazioni e uffici, del “vano” come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la “superficie” espressa in metri quadrati; - la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali. http://www.lagazzettadeglientilocali...novraMonti.pdf |
|
|
|
|
|
#7 (permalink) | |
|
Member
Data registrazione: Jan 2010
Messaggi: 6,869
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
a leggere judt non si direbbe. in ogni caso anche in italia una volta la riscossione delle imposte era data in appalto ai privati, vedi i noti esattori salvo, con quale efficienza poi...
|
|
|
|
|
|
|
#8 (permalink) |
|
Da Noi è Diverso!
Data registrazione: Jan 2010
Messaggi: 2,926
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Riforma catasto, Cittavecchia penalizzata
Il valore delle case sarà calcolato in base ai metri quadrati, colpite tutte quelle vecchie abitazioni molto spaziose di Laura Tonero Trieste rischia di risentire più di altre città dell’importante riforma che il governo Monti sta per apportare al sistema catastale. Il cambiamento radicale riguarda la valutazione degli immobili e andrà a toccare soprattutto le vecchie abitazioni con stanze molto ampie e lunghi corridoi. Il cambiamento principale, quello che sta facendo più rumore, riguarda i parametri da utilizzare. La misurazione del valore catastale non avverrà più in base ai vani, come accaduto finora, ma in base ai metri quadri. L'obiettivo principale è quello di aggiornare le rendite adeguandole al mercato e di riequilibrare gli estimi soprattutto delle grandi città dove, come a Trieste, ci sono immobili di pregio del centro valutati meno di immobili in periferia. «Cambia il sistema di valutazione – spiegano dall’Ufficio regionale del Catasto – il parametro non sarà più il numero dei vani ma saranno i metri quadrati. Per noi a livello organizzativo non è un problema – precisano - da anni oltre a registrare il numero dei vani riportiamo anche la metratura: ora attendiamo solo indicazioni precise e linee guida dal ministero dell’Economia». La riforma che dovrebbe essere messa a punto dall’esecutivo di Governo entro la prossima primavera in modo da entrare in vigore sin dal 2013, porterà dunque per molti triestini un aumento di valore – ma solo ai fini fiscali - delle abitazioni. Oggi vengono ancora utilizzati i valori catastali del 1989, mentre si calcola che mediamente il valore di mercato di un immobile si aggira sulle 3,73 volte quel valore. A venire penalizzati sono coloro che hanno abitazioni molto ampie, magari composte solo da pochi vani ma che di metri quadrati ne contano almeno 130. Basta dare un’occhiata alle vecchie case sistemate nella fetta di città che da Borgo Teresiano si spinge fino alla Rotonda del Boschetto o che dal Colle di San Giusto scende sulle Rive. La maggior parte degli appartamenti in quelle zone hanno soffitti alti ma soprattutto metrature vaste: corridoi lunghissimi, stanze molto spaziose come si usava nelle vecchie costrizioni. Negli anni a Trieste da vecchie abitazioni del centro città dove abitavano solo marito e moglie si sono ricavate parecchie case di riposo atte ad ospitare anche decine di persone o ampie palestre. A Trieste poi sono moltissimi gli anziani, magari rimasti soli, che continuano a vivere in appartamenti molto spaziosi dove, spesso per abitudine e praticità, utilizzano sì e no due o tre stanze lasciando praticamente chiuse e spesso non riscaldate le altre. Ora quegli stanzoni enormi pieni di vecchi ricordi peseranno parecchio a livello fiscale. Un esempio: un’abitazione di 180 metri quadrati che oggi per il catasto ha un valore di 150 mila euro si potrebbe ritrovare a valere ai fini del pagamento delle tasse circa dai 230 ai 250 mila euro. Un cambiamento che potrebbe spingere più di qualcuno a liberarsi di vecchie e troppo comode abitazioni o a tentare di ricavare almeno un piccolo aiuto economico dall’affitto di una o più stanze. E siccome dal valore catastale dipende anche l'imposta sulla compravendita, la riforma sul catasto influenzerà non poco anche il mercato immobiliare da tempo sofferente. «Per il mercato la situazione attuale è ovviamente più conveniente – precisa Antonio De Paolo, presidente regionale della Fiap – ma qualcuno da questa riforma potrebbe anche trarne vantaggio». Nel tracciare un panorama della situazione immobiliare della nostra città, De Paolo sostiene che in alcune situazioni nel corso di radicali ristrutturazioni c’è chi tenta di accorpare delle stanze pur di ridurre il numero dei vani. «Ad esempio – evidenzia il presidente – anche Trieste ci sono appartamenti di 80 e di 150 metri quadrati che contano lo stesso numero di vani e che ora hanno lo stesso valore catastale. In base ai coefficienti che verranno fissati probabilmente chi si ritrova con l’appartamento di 80 metri quadrati potrebbe ritrovarsi a pagare un po’ di meno mentre il proprietario dei 150 metri quadrati sicuramente dovrà sborsare un po’ di più». L’obbiettivo dunque è quello di avvicinare il valore catastale ai prezzi di mercato. Riforma catasto Cittavecchia penalizzata - Cronaca - Il Piccolo |
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||