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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2009
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"Affitti folli, qui si va tutti a casa"
"Affitti folli, qui si va tutti a casa"
Il grido di dolore di un ristoratore del centro storico "87mila euro al mese per 6 fondi. La rendita è una rapina senza pistola" Firenze, 31 dicembre 2011 - «GUARDI pure questi documenti, io non m’invento nulla: per sei fondi in centro io pago 87mila euro al mese di affitto. Per i miei trentasei dipendenti ne spendo altri ottantamila e qui al ristorante, così tanto per dire, ogni mattina tiro fuori 750 euro per i rifornimenti di cibo e bevande. Faccia un giro tra i tavoli: una coppia, oggi, prende un calzone da dividere in due e un’acqua minerale e mi lascia dieci euro». Michele Cirillo è napoletano ma lavora a Firenze nel settore della ristorazione, da quasi trent’anni. «Siamo al collasso - sospira - qui si va tutti a casa». Colpa della crisi? Certo, anche. Ma anche di quella che Cirillo definisce in modo forse un po’ troppo colorito «la rapina senza pistola». Ovvero la rendita. «Io ho sempre pagato tutti fino all’ultimo euro, sono una persona perbene che dà lavoro a tanta gente. Ora se ritardo un giorno nei pagamenti mi trovo i proprietari dei fondi, quasi tutte società, che mi dicono: ‘Domani ti buttiamo fuori’». La questione è vecchia: affitti folli e attività in ginocchio. Ma se prima, pur tentennando, si teneva a galla la nave, ora c’è chi sta davvero battendo la testa nel muro. A Firenze le saracinesche vengono giù come la pioggia a novembre. I cinesi, valigetta alla mano, fanno incetta di fondi dovunque, da San Lorenzo a Santa Croce e ora anche in Oltrarno. «Finiamola con i bei discorsi - dice Cirillo - finiamola con i proclami, con gli appelli a salvare il tessuto commerciale fiorentino. O qualcuno interviene su queste rendite mostruose o il giochino finisce per tutti. Stavolta per davvero». Cirillo è un nome noto nella ristorazione cittadina. Ha due ristoranti in San Lorenzo, un bar in via Martelli, un altro al Ponte Vecchio e due gelaterie, una delle quali in Por Santa Maria. Fu lui, qualche tempo fa, a finire nel mirino dell’amministrazione per i famosi ventisette euro chiesti a due turisti per due coppe di gelato. «Ecco, ripartiamo da quell’episodio - dice - io non mi vergogno di nulla. Erano due coppe enormi, nella più grande c’era quasi un chilo di gelato, per questo costava quindici euro. E io sarei un ladro? Sa quanto mi costa affittare quel buco di gelateria? Diciannovemila euro al mese per 25 metri quadri... Non è questa la follia?». Insomma, scuote la testa, «o si interviene davvero sulla rendita oppure addio Firenze. Poi non voglio sentire piangere nessuno se la gente, con il cappio al collo, cede alle lusinghe dei cinesi che si presentano con milioni di euro in mano». |
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#2 (permalink) |
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Leningradese
Data registrazione: Feb 2007
Messaggi: 19,199
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Chiudere e amen, in un economia capitalista nessuna impresa ha o dovrebbe avere garanzia di successo
I cinesi hanno milioni di euro? Eh beh? L'economia globalizzata liberista è questa, l'avete voluta, avete votato di conseguenza per decenni, tenetevela, inutile frignare. |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 5,015
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Citazione:
se c'è stato fino ad oggi evidentemente rendeva di più...non penso che sia rimasto a firenze con canone del genere e perdeva 100 mila la mese..tra canoni, dipendenti e tasse... Se non rende più chiudere e vendere.... |
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#5 (permalink) |
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da noi è uguale
Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 4,631
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commenti sprezzanti
a me pare una cifra davvero elevata ma non metro per dire un prezzo onesto o valuta di chiudere, o di comprare l'immobile o di rivedere gli affitti per il cambio della situazione economica; non so quante attività possano aprire con affitti simili, rischiano uno sfitto eterno |
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#6 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 5,015
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Citazione:
quel canone lo pagava anche anni addietro..impossibile che sia aumentato tutto na botta...quindi torno al mio ragionamento. se io pago 1000 euro o 2000 euro e lo pago da 10 anni, non posso incavolarmi ora dicendo che è alto!! |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2009
Messaggi: 3,196
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NEGOZI: AFFITTI DA CAPOGIRO
A rischio la tenuta delle imprese e dei centri storici. Di Massimo Biagioni (Segretario Confesercenti Toscana) La rendita immobiliare sta schiacciando i negozi, le richieste di affitto sono altissime e c’è il concreto rischio che le aziende che vendono prodotti meno ricchi, tra cui anche i pubblici esercizi, siano espulse da certi fondi in vie e piazze prestigiose, per far posto a chi può pagare cifre assurde. Tra queste le banche, catene di franchising, firme dell’alta moda, prodotti di lusso. La “finta” riforma fiscale del governo ha acuito – paradossalmente – lo stato delle cose. La riduzione fiscale ha riguardato solo alcune fasce di redditi alti, che certo non avevano problemi di consumi, e che verosimilmente avranno destinato la maggiore disponibilità di risorse a investimenti immobiliari e finanziari. Contribuendo ad aumentare il valore degli immobili e conseguentemente le richieste di affitto. Le tendenze sono nette: al rinnovo del contratto d’affitto le richieste sono altissime, in qualche caso si chiede il raddoppio; costano di più ovviamente le zone di pregio, quelle di passaggio turistico, di centro storico importante, le vie commerciali; in calo i centri storici che abbiano qualche segno di degrado; ancora meno costano le periferie. Costano molto le piccole dimensioni (da 30 a 60 mq) mentre in percentuale man mano che le dimensioni crescono si abbassa il costo a mq. In particolare vediamo il quadro provinciale. Firenze: Le cifre richieste su Firenze partono dai 200/300 euro al metro per anno in periferia per arrivare ai 500/700 euro del centro. Ci sono poi alcuni casi-limite, che poi tanto isolati non sono: in Via Vacchereccia sono stati chiesti 70mila euro per 35 mq, gli immobili sono gestiti da poche mani che determinano un alto livello di richiesta e non scendono, tenendo anche sfitti i locali. Prato: conferma della tendenza, nell’area pedonale urbana/dentro le mura, Via Magnolfi – Via del serraglio un fondo di 100 mq costa da 700 a 1200 euro al mese; quota che scende a 550/750 euro per le zone periferiche, per le frazioni tipo Vergaio – Galciana, e per i paesi della provincia tipo Montemurlo. Pistoia: sulla “Sala” i prezzi si aggirano sui 700-750 euro mensili per un affitto di un negozio di 70-80 mq; fondi di 120-150 metri costano 1100 euro al mese; nel centro storico i costi calano a 500 euro mensili. C’è scarsa concorrenza perché i fondi sono di proprietà di pochissimi soggetti. Da notare che per un fondo ristrutturato sulla Sala di circa 100 mq si chiedono anche 3000 euro mensili (attualmente è vuoto). Massa: un fondo di 100 mq nell’area commerciale più appetibile (via Bastione) può arrivare a 1500 euro al mese, nel centro storico – che andrebbe rivalutato – la cifra si aggira su 800 euro, in periferia un esercizio di 50 mq può essere valutato intorno a 600 euro mensili. Lucca: un nuovo negozio nel cuore di Via Fillungo, il salotto buono, può costare fino a 100 euro al metro il mese, la quota scende – si fa per dire - fino a 50 euro nelle zone adiacenti; in periferia il costo scende su 10/25 euro; nella provincia, per esempio Capannori-Piana, 10/15 euro al metro il mese. Viareggio: in passeggiata vengono richiesti 30/32 mila euro all’anno per fondi di 30-35 mq. Da notare che questi immobili insistono sul demanio, si affitterebbe quindi, le sole mura dal momento che il suolo è di proprietà pubblica. Pisa: nell’asse Corso Italia/Borgo stretto/Borgo largo un negozio piccolo di 24/25 metriq costa 1400/1500 euro al mese; metrature più grandi, oltre 150 mq vengono affittati a 40 euro al metro. Le famiglie espulse dal centro, conseguentemente avviene il crollo dei consumi delle famiglie, i negozi si spostano. Per le città universitarie e in particolare per Pisa la situazione è resa maggiormente preoccupante dal fenomeno degli studenti fuori sede che pagano un posto letto molto alto (anche 350 euro al mese a posto letto), e che spinge i residenti a affittare la propria abitazione con più letti e trasferirsi in villette a schiera nei paesi della cintura. Livorno: forte polarizzazione nei costi, nell’area Via Grande/Piazza Grande/Via Ricasoli un fondo di 50 mq costa 2500 euro al mese (50 al metro), fuori da questa zona i prezzi scendono a 12/17 euro al metro, nella zona Coteto a 15. All’Isola d’Elba la rendita immobiliare è tarata sui prezzi della stagione turistica, un negozio di 25 mq nelle zone migliori di Campo- Capoliveri- Portoferraio può costare 1200 euro al mese (tutto l’anno, non solo nei mesi estivi). Inoltre all’Elba e San Vincenzo esiste un problema di affitto per le case ai residenti, che non si trovano facilmente, quando si trovano sono assai care perché il parametro è la rendita dei mesi estivi. Per rimanere nella provincia livornese a Cecina il prezzo medio degli affitti si attesta a 12/15 euro a metro mentre raggiunge i 20-25 euro nel centro; in analogia Rosignano offre affitti con qualche riduzione rispetto a quest’ultimo dato. Grosseto: nel centro, traverse di Corso Carducci un fondo di 40 metri viene affittato a 1200 euro al mese, mediamente in città le quote sono 25-30 euro al metro al mese, senza differenze estreme. Siena: mediamente nella Zona San Martino – Mercato – Casato gli affitti oscillano tra 17 – 25 euro, nella Zona Piazza del Campo invece le quote salgono da 50 fino anche a 120 euro; in Piazza del Campo un grande Pubblico Esercizio paga 26 mila € mese; un negozio di 60 mq in via di Città 3mila euro mese. In provincia le quote oscillano tra 7 e 10 euro a Torrita, Chiusi, Castiglion d’Orcia, Piancastagnaio, Abbadia, Sarteano. Nei comuni più grandi si trovano valori molto difformi; a Poggibonsi il centro storico “costa” la metà di Saliceto; a Colle Val d’Elsa la zona “Arnolfo” vale il doppio delle altre aree. Arezzo: in forte aumento l’area centrale (negli ultimi temi aumenti dal 30 al 50%) dove si affittano fondi a 50 euro al metro al mese; in periferia i prezzi sono in calo, nella zona di Via Fiorentina per esempio l’affitto scende a 12 euro al metro. Su tutto occorre poi rilevare: per i Pubblici esercizi molto spesso si tratta di pagare anche l’occupazione del suolo pubblico per i tavolini; c’è un problema del “sommerso” e del nero tutto da capire. Cosa è possibile fare? Verificare le possibilità tecniche di intervento anche legislativo; non si tratta di introdurre quote di statalismo, giammai, ma dobbiamo porci una domanda, con la scusa del mercato possiamo permettere tutto? Sarebbe opportuno un tavolo di lavoro specifico a carattere regionale per iniziare un confronto che sfoci in una proposta. Altre proposte lasciano il tempo che trovano, le dimensioni sono tali che accordi con i proprietari per affitti determinati in cambio di riduzioni ICI o altre voci, od anche riduzioni delle tasse locali per i negozi (rifiuti, suolo pubblico ecc.) porterebbero scarsi benefici alle imprese e contraccolpi ai comuni. Il rischio di compromettere gli assetti delle città e di vanificare gli sforzi fatti anche dalla stessa Regione Toscana per rilanciare i centri storici, come le proposte dei Piani integrati di Rivitalizzazione, PIR, i “luoghi del commercio”, la tutela delle botteghe storiche e dei mercati, la definizione dei Centri Commerciali Naturali organizzati, l’equilibrio tra grande e piccola distribuzione. |
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Leningradese
Data registrazione: Feb 2007
Messaggi: 19,199
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Citazione:
![]() Ma le leggi del capitalismo e del mercato che dicono, che gli devono dare l'affitto agevolato?
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Member
Data registrazione: Dec 2009
Messaggi: 437
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Citazione:
Si eviterebbero due cose: 1) gli affitti in nero 2) la speculazione dei prezzi sugli affitti |
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