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Data registrazione: Nov 2008
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Il catasto sarà riformato così
>>>ANSA/ CASA: RIFORMA CATASTO;GOVERNO CI RIPROVA, ARRIVANO I MQ SI ADEGUA A MERCATO;MA A COSTO ZERO,SALGONO BASI,CALANO ALIQUOTE (di Corrado Chiominto)
(ANSA) - ROMA, 27 DIC - Via i vani, arrivano i metri quadrati. Il cantiere 'casa' non è ancora chiuso e il governo punta ora alla riforma Catasto. Questa volta, però, non per fare cassa. L'obiettivo sarà quello di aggiornare i dati dell'immenso archivio edilizio italiano, adeguandoli alla realtà e ai valori di mercato, ora 3,73 volte più alti. Ma la riforma, che servirà anche a riequilibrare gli estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia - sarà a costo zero: l'adeguamento della base imponibile - spiegano fonti di governo - non potrà che essere accompagnata da una riduzione delle aliquote. Il governo prova così a mettere ordine nella giungla del catasto italiano. L'ultimo tentativo era stato fatto nel 2006, quando l'allora governo Prodi presentò un collegato alla Finanziaria per mettere mano in modo organico al catasto, di fatto ancora strutturato con il sistema di categorie e classi introdotto alla sua nascita, con rendite rivalutate l'ultima volta nel 1990, con riferimento al biennio precedente. Ma, la fine anticipata della legislatura, fece cadere il progetto. Il nuovo provvedimento potrebbe adesso arrivare velocemente, proprio per evitare la tagliola di fine legislatura. I contenuti sono già tracciati in un documento elaborato dal ministero dell'Economia, che fissa cinque criteri che saranno utilizzati, ma anche i tempi per l'articolato legislativo non sarebbero lunghi. "E' noto - è scritto nel documento - che le attuali rendite catastali, su cui si basa in larga parte la tassazione immobiliare, non sono più congrue rispetto ai valori di mercato". L'ultimo rapporto dell'Agenzia del Territorio indica in particolare che per le abitazioni il valore corrente di mercato è pari, in media a 3,73 volte la base imponibile ai fini Ici. Se si guarda all'Irpef, invece, lo stesso rapporto oscilla tra il 3,59 della abitazioni principali e il 3,85% delle seconde case. I canoni di locazione, poi, sono superiori di 6,46 volte a quelli delle rendite catastali. Il nuovo catasto - ed è il primo criterio fissato dal ministero dell'Economia - dovrà contemplare "assieme alla rendita, ovvero al reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene, il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione". Ci sarà quindi una "rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari". Oggi, ad esempio, per le sole 'abitazioni' sono previste 11 classi: dalla Casa signorile ai castelli (A9), passando per abitazioni di tipo economico (A3), popolare (A4)e ultrapopolare (A5) che spesso, con i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, non rispettano più la realtà. Il documento del ministero fa espressamento un esempio: "Tipicamente - è scritto - abitazione classate come popolari (A4) lo sono rimaste nel tempo, anche se oggi, pur essendo ubicate in zone centrali, il loro valore è di fatto più elevato di edifici di "civile abitazionè (A2) ubicati in zone semicentrali o, addirittura, periferiche". La riforma - è il terzo criterio - prevederà poi il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari. Sarà invece introdotto un sitema di funzioni statistiche che correleranno il valore del bene o il reddito alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie. Per gli immobili speciali, invece, è prevista una riqualificazione dei metodi di stima diretta. Infine, è previsto il superamento - per le abitazioni e gli uffici, del 'vano' come unità di misura della consistenza ai fini fiscali: sarà sostituito con il criterio di 'superficie' che verrà espresso in metri quadrati. (ANSA). |
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>ANSA-FOCUS/ CASA: RENDITE 3,7 VOLTE SOTTO MERCATO, FERME DA '89
(ANSA) - ROMA, 27 DIC - Il rapporto tra valore di mercato (stimato) degli immobili e valore imponibile e' di 3,7 volte. Un divario enorme che potrebbe essere colmato con la revisione delle rendite catastali che sono più o meno ferme da oltre vent'anni, dal 1989. Più o meno perchè nel 1996 c'è stato un adeguamento del 5%. Sono i dati forniti recentemente dall'Agenzia del Territorio che, solo qualche settimana fa, ha fotografato la necessità di una revisione del sistema catastale italiano. Per le abitazioni il valore corrente di mercato - ha spiegato l'Agenzia - è pari, in media, a 3,73 volte la base imponibile a fini Ici calcolata sul totale delle abitazioni di proprietà delle persone fisiche; il medesimo rapporto, calcolato per i soli contribuenti Irpef, oscilla tra il 3,59 delle abitazioni principali e il 3,85 delle altre abitazioni. I canoni di locazione, invece, sono mediamente superiori di 6,46 volte le rendite catastali. Una delle ragioni delle discrasie evidenziate - spiega invece il ministero dell'Economia nel documento che preannuncia l'arrivo della riforma - è riconducibile alla circostanza che le rendite catastali sono state rivalutate nel 1990 con riferimento al biennio 1988-1989. L'inadeguatezza del sistema dipende dal fatto strutturale che il sistema a categorie e classi è fermo al periodo di "costruzione" del catasto urbano. La denominazione e la classificazione delle unità immobiliari non è più adeguata ai tempi. Inoltre, il classamento, ovvero l'operazione di classificare in una categoria ed in una classe di valore un bene immobile ordinario, è rimasto quello iniziale delineato dall'originario impianto normativo del catasto e gli unici aggiornamenti sono riconducibili a comunicazioni effettuate dai soggetti interessati, in occasione di attività di ristrutturazioni e variazioni edilizie. Questo stato di fatto ha determinato ulteriori iniquità all'interno dei singoli comuni. La normativa vigente prevedeva una revisione delle rendite ogni dieci anni ma questo non è mai stato messo in atto. Alcuni Comuni, attraverso il riclassamento delle micro-zone hanno parzialmente messo mano al settore, riclassificando per esempio quelli che una volta erano magazzini o case popolari in immobili con più alto valore di mercato. Per una revisione generale, che sarebbe più equa rispetto all'aumento secco della rivalutazione effettuato dal governo aumentando del 60% il coefficiente di moltiplicazione per gli estimi catastali degli immobili, occorrerebbe proprio superare l'attuale meccanismo di classi e categorie, non più adeguato rispetto al patrimonio immobiliare così com'è oggi. (ANSA). |
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Si potrebbe fare una bella cosa: ognuno autocertifica il valore della propria casa, e paga le tasse di conseguenza. Ma se poi deve vendere la casa non può chiedere più del valore autocertificato :-D
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