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Vecchio 05-12-11, 14:17   #1 (permalink)
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IMU e contratti concordati

Apro qs discussione per monitorare le prossime decisioni dei comuni in tema di aliquote IMU per i contratti concordati di locazione abitativa.

Anche i comuni non inseriti nella lista dei cosiddetti "comuni ad alta densità abitativa" infatti possono decidere aliquote agevolate per gli immobili locati secondo tale contratto - sempre che sia stato stipulato l'accordo territoriale bene inteso.

Proviamo a fare un esempio TEORICO:

Immobile con rendita catastale pare a 1600 euro
Locato con contratto concordato a 900 euro al mese
Oggi il comune prevede una aliquota ICI agevolata allo 0,20% invece che lo 0,70% per le locazioni standard.

Quindi fino ad oggi di ICI si sarebbe pagato:
canone concordato: 1600*105*0,002 = 336 euro - peso fiscale dell'ICI: 3,11%

locazione standard: 1600*105*0,007 = 1176 euro - peso fiscale dell'ICI: 10,88% a parità di canone richiesto.

Quindi per avere lo stesso rendimento al netto dell'ICI con un contratto standard bisognerebbe spuntare un canone mensile più alto del 7,77%.

--------------

Con la rendita catastale aumentata, a parità di aliquote la situazione diventa:
canone concordato: 1600*160*0,002 = 512 euro - peso fiscale dell'IMU: 4,74%

locazione standard: 1600*160*0,007 = 1792 euro - peso fiscale dell'IMU: 16,59% a parità di canone richiesto.

Quindi per avere lo stesso rendimento al netto dell'IMU con un contratto standard bisognerebbe spuntare un canone mensile più alto del 11,85%.

Dall'esempio - ripeto TEORICO - viene fuori che in linea teorica dovrebbero essere penalizzati in misura minore i contratti a canone concordato.
Ma questo dipenderà dall'applicazione e dalle decisioni dei singoli comuni.

E' per questo che vi chiedo di monitorare e scrivere qui le prossime mosse dei comuni in tal senso delle quali verrete a conoscenza.

Grazie

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Vecchio 05-12-11, 21:11   #2 (permalink)
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Nessuno ha nulla da dire?



pensate che il mio ragionamento sia corretto?
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Vecchio 05-12-11, 21:19   #3 (permalink)
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credo che tu abbia ragione, tra l'altro qui a livorno, per chi affitta a canone concordato, ha agevolazioni sull'irpef, sulla registrazione (1%), in caso di morosità c'è un rimborso pari a 6 mensilità e lo stesso per danni.
amara non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 06-12-11, 08:58   #4 (permalink)
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A Torino l'ICI è ridotta allo 0,1 % ( uno per mille ) anzichè lo 0,7% e quindi una bellla riduzione oltre altri sgravi Irpef e sull'imposta di registro.

Quel che temo è che il decreto prevede un' aliquota dello 0,76% con oscillazione ( in più o in meno) dello 0,3% e quindi la minima sarebbe dello 0,46% ,5 volte circa quella attuale. Spero che i comuni abbiano maggior potere decisionale per poter mantenere almeno per i contratti già stipulati la vecchia aliquota.
Rob
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Vecchio 06-12-11, 14:43   #5 (permalink)
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Discorso molto interessante. Ho alcuni appartamenti tutti locati con concordato in modo da poter tenere dei bassi canoni di locazione avendo alcune agevolazioni anche io come proprietario.
Con la cedolare secca gia' i vantaggi sono diminuiti parecchio dato che la differenza di tassazione e' solo un misero 2% a favore dei concordati (19 contro 21).
Ho pensato di mantenerli concordati comunque sperando in un abbattimento dell' aliquota ICI che in alcuni comuni prima della cedolare era comunque esigua come differenza ma almeno per quanto riguardava l'IRPEF c'era l'imponibile diminuito di un ulteriore 30%. A torino 0,1 contro 0,7 ma per esempio a Sanremo la differenza e' 4 contro 4.5...... nulla.
Ora con l'IMU bisogna vedere che aliquote metteranno visto che i liberi avranno aliquota base di 0,4%. Ovvio che se oltre all'umento del 60% della rivalutazione ci aggiungo anche un' aliquota sui concordati uguale a quella dei liberi allora assolutamente i concordati nel mio caso spariscono perché' non avrei proprio più' alcun vantaggio economico se non il 2% di differenza che recupererei aumentando un filino i canoni, ma almeno non sarei tenuto a fare contratti con le regole del comune che sono sempre sfavorevoli.
Se non favoriscono almeno chi ha sempre pagato le tasse e ha usato affitti concordati, allora non si lamentino se gli affitti per i poveri cristi aumenteranno ovviamente.
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Vecchio 06-12-11, 14:47   #6 (permalink)
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A Torino l'ICI è ridotta allo 0,1 % ( uno per mille ) anzichè lo 0,7% e quindi una bellla riduzione oltre altri sgravi Irpef e sull'imposta di registro.

Quel che temo è che il decreto prevede un' aliquota dello 0,76% con oscillazione ( in più o in meno) dello 0,3% e quindi la minima sarebbe dello 0,46% ,5 volte circa quella attuale. Spero che i comuni abbiano maggior potere decisionale per poter mantenere almeno per i contratti già stipulati la vecchia aliquota.
Rob



Occhio che lo 0,76% e' per le seconde case a disposizione. Per quelle affittate a canone libero l'aliquota e' dello 0,4% come per le prime case. nulla si e' detto pero' sui concordati.....sapranno che esistono sti bambaccioni al governo?
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Vecchio 06-12-11, 15:01   #7 (permalink)
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Occhio che lo 0,76% e' per le seconde case a disposizione. Per quelle affittate a canone libero l'aliquota e' dello 0,4% come per le prime case. nulla si e' detto pero' sui concordati.....sapranno che esistono sti bambaccioni al governo?
Scusa Andy dove hai letto questa cosa io ho capito che per le seconde case l'aliquota è lo 0.76 per tutte affittate o libere.
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Vecchio 06-12-11, 15:30   #8 (permalink)
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C'era scritto su un articolo del sole 24 ore. Comunque sia e' sempre stato così'.
le aliquote sono sempre state diverse a seconda se affittate o a disposizione.
Ora questa differenza dovrebbe diventare ancora più' palese per far emergere il nero. Se l'aliquota fosse la stessa affittati o non ,non ci sarebbe alcun incentivo a dichiarare gli affitti e oggi come oggi credo le misure del governo vadano soprattutto alla lotta all'evasione. Il problema e' che i giornalisti non sanno mai un tubo di nulla e parlano per sentito dire. Al TG5 ieri hanno detto e pure fatto un prospetto sul super bollo per le auto sopra i 170 cavalli....in realtà' e' sopra i 170 kw!!!
L'aliquota per gli affittati avrà' come base quella delle prima case con la possibilità' di essere aumentata o diminuita.
Ovviamente l'aliquota per i concordati dovra' essere 1 o 2 punti più' bassa perché' altrimenti sparirebbero dal mercato...
Andy S2K non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 06-12-11, 15:40   #9 (permalink)
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dalMessaggero:
"Aliquota ridotta del 4 per mille anche per le abitazioni date in locazione che finora, a meno di contratti a canone agevolato, non godevano di particolari sconti e spesso si allineavano al 7 per mille. Nei Comuni dove si deciderà di mantenersi al 4 per mille, il proprietario godrà di uno sconto considerevole. Un modo per migliorare il mercato degli affitti e per rendere meno conveniente il fenomeno della locazione in nero. Anche i fabbricati rurali e gli immobili non produttivi di reddito fondiario vedranno applicarsi un'aliquota ridotta al 4 per mille.
La vera batosta arriverà però sulle case che gli italiani utilizzano per il tempo libero, circa sei milioni di immobili che sono tenuti a disposizione come seconde o terze case, appunto. Qui c’è poco da girarci intorno: l’Ici si pagava già è vero, ma ora che si chiamerà Imu sarà più cara, almeno il 60% in più.
Sono previsti incrementi di imposte del 30% per gli studi professionali e gli uffici. Si salvano i negozi e le botteghe (categoria C1) che invece vedranno aumentare il coefficiente moltiplicatore della rendita appena del 5%.
"


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Vecchio 06-12-11, 15:48   #10 (permalink)
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dalMessaggero:
"Aliquota ridotta del 4 per mille anche per le abitazioni date in locazione che finora, a meno di contratti a canone agevolato, non godevano di particolari sconti e spesso si allineavano al 7 per mille. Nei Comuni dove si deciderà di mantenersi al 4 per mille, il proprietario godrà di uno sconto considerevole. Un modo per migliorare il mercato degli affitti e per rendere meno conveniente il fenomeno della locazione in nero. Anche i fabbricati rurali e gli immobili non produttivi di reddito fondiario vedranno applicarsi un'aliquota ridotta al 4 per mille.
La vera batosta arriverà però sulle case che gli italiani utilizzano per il tempo libero, circa sei milioni di immobili che sono tenuti a disposizione come seconde o terze case, appunto. Qui c’è poco da girarci intorno: l’Ici si pagava già è vero, ma ora che si chiamerà Imu sarà più cara, almeno il 60% in più.
Sono previsti incrementi di imposte del 30% per gli studi professionali e gli uffici. Si salvano i negozi e le botteghe (categoria C1) che invece vedranno aumentare il coefficiente moltiplicatore della rendita appena del 5%.
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