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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2009
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Perchè in Italia non c'è una bolla immobiliare
C'è qualcuno che dice che i prezzi degli immobili sono aumentati dal 2007?
29 novembre 2007 - 12:18 Perché in Italia non c'è una bolla immobiliare La notizia da bar che in Italia sia scoppiata o stia per scoppiare una bolla immobiliare non è fondata. I numeri, invece, indicano che la crescita dei prezzi degli immobili negli ultimi dieci anni in Italia è stata più bassa di quella dei Paesi più evoluti. In due lustri, i valori delle case sono meno che raddoppiati. Ecco, in questa tabella, un riepilogo: Variazioni percentuali dei prezzi delle abitazioni (1997-2007) Sud Africa 369 Belgio 129 Irlanda 251 Svezia 126 Gran Bretagna 205 Danimarca 118 Spagna 184 Nuova Zelanda 114 Stati Uniti 175 Olanda 97 Australia 139 Italia 92 Francia 137 Canada 72 Fonte: Elaborazioni The Economist su fonti varie Secondo il III rapporo sul mercato immobiliare presentato ieri da Nomisma, società di studi economici e di policy advice, sono almeno tre i fattori che allontanano dallo spauracchio di un'implosione di questo 92 per cento. 1) storicamente, fatta eccezione l'altalena dei prezzi che può colpire alcuni quartieri dei grandi centri urbani, non assistiamo in Italia a riduzioni apprezzabili dei valori nominali degli immobili. Con l'ingresso nell'Unione Europa, e con un'inflazione molto più stabile e contenuta che in passato, questo significa che è presumibile che la stessa dinamica possa essere proiettata anche sui valori reali (al netto, appunto, dell'inflazione); 2) il livello medio di indebitamento delle famiglie (nonostante gli allarmi lanciati da molte associazioni dei consumatori) resta nettamente al di sotto rispetto a quello degli altri Paesi evoluti. Questo perché gli italiani sono storicamente un popolo di risparmiatori che solo di recente stanno volgendo verso una riduzione della propensione al risparmio avvicinandosi, da un punto di vista culturale-finanziario, agli standard delle aree più sviluppate. Questo significa che gli italiani (escluso l'11% di famiglie che sono al di sotto della soglia di povertà che comunque rappresentano un altro lato della medaglia preoccupante e non trascurabile) hanno ancora una quota consistente di risparmi da investire. E questo sarebbe, semmai, una delle precondizioni per il formarsi di una bolla e, non, invece, lo stadio finale della sua implosione. 3) I prezzi degli immobili sono cresciuti in Italia meno che nella maggior parte degli altri Paesi (vedi tabella in alto). (Il Sole 24 Ore-Radiocor-24 minuti) |
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homer simpson
Data registrazione: Jun 2009
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2009
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House Price Changes, 10 Years (%) - Italy Compared to Continent Footnote | Export Sort: Alphabetically | Ascending Rank | Descending Rank Ukraine 471.43% Russia 410.44% Serbia 265.09% Bulgaria 185.88% Lithuania 146.22% Belgium 122.37% Czech Rep. 109.38% Iceland 106.23% Sweden 93.64% Norway 90.94% UK 88.85% Spain 82.06% France 78.75% Italy 61.53% Hungary 60.10% Austria 55.81% Malta 52.18% Denmark 51.84% Greece 38.99% Switzerland 37.14% Netherlands 24.91% Italy: Price changes, 10 years (%) |
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#9 (permalink) | ||
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Io vi IMUnizzerò
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![]() E Nomisma per bocca di Dondi non sarebbe quella che sta predicando ribassi a manetta?
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Member
Data registrazione: Nov 2009
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Non fanno cifre due osservatori super partes del mercato. Secondo Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari: «Il ritorno dell’Ici sulla prima casa è un atto dovuto per i bilanci dello Stato e degli enti locali e anche una forma di giustizia contributiva. Una riforma seria dovrà prevedere però una revisione tributaria dei valori fondiari nelle zone centrali dove gli estimi sono troppo lontani dalle realtà di mercato. Se il nuovo fisco sulla casa vuole essere di tipo europeo, allora mi aspetto una drastica riduzione delle imposte di compravendita e non solo sulle prime case. Solo abbassando molto le aliquote si possono spingere le famiglie ad investire e a comprare». Secondo Luca Dondi, responsabile dell’Osservatorio di Nomisma: «Qualsiasi iniziativa di inasprimento fiscale avrà effetti recessivi. Forse saranno meno gravi quelli derivanti dalla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, se non altro perché sarà differita nel tempo, e anche perché dovrà prevedere soglie di salvaguardia per i redditi più bassi. Probabilmente la strada migliore per fare fronte alla contingenza è quella di imposte provvisorie, in attesa di una ridefinizione complessiva della fiscalità immobiliare». |
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