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Ddl stabilità, vendita di terreni per 6 miliardi
Ddl stabilità, vendita di terreni per 6 miliardi
Economist: nel 2012 Italia in recessione, Pil -0,3% La Coldiretti svela che il provvedimento sarà inserito nel maxiemendamento. Crescita: previsioni nere secondo quanto emerge da dall’ultimo sondaggio del giornale sulle previsioni di un gruppo di 18 tra banche e centri studi Roma, 5 novembre 2011 - Sei miliardi di euro in arrivo dalla vendita dei terreni dello Stato. Potrebbe essere questa una misura per battere 'cassa' che il governo starebbe pensando di inserire nel maxiemendamento al ddl stabilità che presenterà in commissione Bilancio del Senato tra lunedì e martedì. A riferire la novità è stata la Coldiretti che ha espresso la propria soddisfazione. IL QUADRO - Il menù del maxiemendamento sta lentamente prendendo forma e gli interventi che si stanno mettendo a punto ricalcano parte degli impegni contenuti nella lettera portata dal premier Silvio Berlusconi alla Ue: a partire dalle liberalizzazioni (professioni e municipalizzate) e le dismissioni immobiliari cui appunto potrebbe essere affiancata anche la vendita dei terreni agricoli. I tecnici del Tesoro, in raccordo gli altri ministeri, proseguono a lavorare per affinare il testo e per sfrondarlo delle misure che rischiano di ostacolare un percorso rapido di approvazione. La legge di stabilità può contenere solo norme che incidono concretamente sui saldi di bilancio e non interventi di sviluppo. COSA NON ENTRA SUBITO - Il ministro Giulio Tremonti ieri ha ricordato la necessità di fare presto e che la legge di stabilità è il presupposto per i conti in ordine. Gli interventi che non troveranno posto nel maxiemendamento saranno quindi inseriti, sempre che il quadro politico nel frattempo non degeneri in una crisi conclamata, in un successivo decreto legge e in un disegno di legge. E’ ormai certo ad esempio che le norme sui cosiddetti 'licenziamenti facili' presupporranno prima un confronto con le parti sociali. Così come misure sulle pensioni per la scelta della Lega di mettersi di traverso. LE MISURE NEL MAXIEMENDAMENTO - Tra i provvedimenti che entreranno, salvo sorprese, nel maxiemendamento del governo ci sono quindi le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali e delle municipalizzate, la riforma entro 12 mesi per gli ordini professionali, oltre alla defiscalizzazione Ires e Irap per spingere gli investimenti privati in grandi opere. Sono tante le ipotesi circolate in questi giorni e alcune sono ancora in bilico: l’eliminazione di qualsiasi tipo di commissione per tutte le transazioni effettuate con moneta elettronica (come carta di credito e Pagobancomat) per importi fino a 100 euro; l’ipotesi di un anno di carcere e di una multa fino a 309 euro per chi entrerà nei cantieri della Torino-Lione e non si sa se entrerà nel maxiemendamento la norma che punta a contenere i costi delle bollette di luce e gas attraverso un monitoraggio dell’Autorità per l’energia sui sistemi di remunerazione ed incentivazione. Incerta anche la proroga di tre anni per il bonus energia per le ristrutturazioni. Dovrebbe farcela invece un credito d’imposta dell’80% per la ricerca scientifica per promuovere l’occupazione e l’accesso dei giovani al mercato lavoro. Tra le ipotesi un Progetto strategico nazionale per la banda larga e ultralarga, sarà finanziato con le risorse provenienti dai Fondi strutturali europei 2007-13, con le risorse finanziarie appositamente destinate dalla Cassa depositi e prestiti, con le risorse, appositamente destinate, provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la Coesione e dai fondi strutturali relativi al periodo di programmazione 2014-2020. Dopo la frettolosa soppressione dell’Ice dovrebbe entrare la nuova Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. LE PREVISIONI NERE - L’Italia entrerà l’anno prossimo in recessione con un calo del Pil dello 0,3% e si collocherà in coda alla velocità di crescita tra i grandi paesi della zona euro e del G7, unica economia del campione a registrare una crescita negativa. E’ questo il risultato che emerge dall’ultimo sondaggio mensile dell’Economist sulle previsioni di un gruppo di 18 tra banche e centri studi internazionali con una stima media di un incremento del Pil italiano che nel 2012 sarà negativa per tre decimi di punto. Un taglio di ben 3 decimi di punto rispetto alle stime di ottobre che comunque risultano inferiore alla revisione delle stime di altri Paesi di Eurolandia: sia di stati molto dipendenti dal commercio internazionale come la Germania (-1 decimo di punto allo 0,9%) e l’Olanda (-0,1 punti a 0,7%) sia meno dipendenti da tali dinamiche come la Francia (-0,2 punti allo 0,6%). Inferiore (2 decimi di punto) la frenata della Spagna che nel 2012, secondo la media di tali stime, dovrebbe crescere appena dello 0,1%. |
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#3 (permalink) |
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piggish market
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Rapidi a far cassa però, accelerino
Dovrebbe farcela invece un credito d’imposta dell’80% per la ricerca scientifica per promuovere l’occupazione e l’accesso dei giovani al mercato lavoro. Tra le ipotesi un Progetto strategico nazionale per la banda larga e ultralarga, sarà finanziato con le risorse provenienti dai Fondi strutturali europei 2007-13, con le risorse finanziarie appositamente destinate dalla Cassa depositi e prestiti, con le risorse, appositamente destinate, provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la Coesione e dai fondi strutturali relativi al periodo di programmazione 2014-2020. Dopo la frettolosa soppressione dell’Ice dovrebbe entrare la nuova Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Finalmente qualcosa di utile che inciderà per lo 0,5% (forse) e nel lungo periodo. ps: sul calo del pil dello 0,3% ne riparleremo , questi qui fanno previsioni per salvare la situazione ma che non hanno alcuna correlazione con i dati andamentali , dalle proiezioni se la situazione resta questa il pil potrebbe scendere nel 2012 di oltre il 2%. Vorrebbero per la seconda volta in 10 anni usare i consumatori e il loro benessere ( e di riflesso i rinnovi dei contratti di lavoro ) come cuscinetto per non mostrare come stiano perdendo il controllo della situazione. http://www.oecd.org/dataoecd/2/50/48843684.pdf Oltre al grafico markit/Adaci che ho postato altrove sulgli index purchase manufatturiero e servizi italiano, l'ocse ne spara uno a tinte fosche con una steep in contrazione e tra una settimana c'è la replica .... Ultima modifica di Tifoso_Shogun : 06-11-11 alle ore 09:28 |
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