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Vecchio 23-10-11, 17:18   #1 (permalink)
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Cedolare secca flop ,schizza il caro affitti

Casa: CGIL e SUNIA, cedolare secca flop, schizza caro affitti
A sei mesi dall'entrata in vigore, nessun beneficio

05/10/2011 | Ambiente e territorio Condividi su:
A sei mesi dall'entrata in vigore la cedolare secca si rileva un "flop" lasciando che, "senza freni, il caro affitti escluda dal mercato fasce sempre più ampie di popolazione", con un canone medio pari a 1.050 euro. E' quanto risulta da un'indagine del SUNIA e della CGIL che ha monitorato gli effetti della norma prevista dal decreto legislativo sul federalismo fiscale - che ha introdotto l'imposta sostitutiva sui redditi da locazione nota come cedolare secca - parallelamente ai canoni di mercato in undici aree metropolitane secondo le offerte proposte dai privati.

La cedolare secca, rilevano SUNIA e CGIL, ovvero il regime opzionale di tassazione del canone per le abitazioni, “dopo sei mesi non ha prodotto alcuna diminuzione dei canoni: né un effetto calmierante del mercato e né, tanto meno, un aumento della regolarità nel mercato”. A quanti sostenevano, infatti, che questo provvedimento avrebbe avuto effetti positivi sulla dinamica degli affitti, per effetto della minore tassazione pagata dai proprietari, si contrappone quanto invece già previsto e denunciato dalla CGIL e dal SUNIA: “un provvedimento con vantaggi solo per i proprietari, particolarmente per quelli con con redditi alti, senza nessuna contropartita in termini sociali”, sottolinea la responsabile delle politiche abitative per corso d'Italia, Laura Mariani.

Il minore introito nelle casse nazionali, che il sindacato ha denunciato essere “un vero e proprio regalo dello Stato ai proprietari”, non ha comportato un analogo “regalo dei proprietari agli inquilini”. Al contrario si prevede che la cedolare secca - “rendendo ai fini fiscali sostanzialmente indifferente per un proprietario stipulare un contratto a canone libero piuttosto che a canone concordato - produrrà col tempo “un aumento dei canoni in quanto i contratti, in fase di rinnovo, verranno presumibilmente modificati da concordati a liberi e si allineeranno sui valori di mercato”. Di fatto la cedolare secca potrebbe sancire “la fine del canale concordato previsto dalla legge 431 del 98”, che è stata ottenuta “con faticose lotte del sindacato contro chi riteneva che l’unica strada per regolare questo settore fosse la totale liberalizzazione”.

E la dimostrazione degli effetti 'distorsivi' della cedolare secca si ritrova nel borsino degli affitti stilato dalla CGIL e dal SUNIA, che fa il punto di questi ultimi sei mesi attraverso il monitoraggio in undici aree metropolitane per quanto riguarda i casi di rinnovi contrattuali e nelle stipule di nuovi contratti per le tipologie abitative maggiormente diffuse. Nel primo caso il canone medio si attesta su circa 750 euro mensili mentre nel secondo si viaggia sui 1.050 euro, sempre mensili. La tendenza che emerge dai dati, quindi, è “decisamente al rialzo”, sostengono i sindacati, puntando il dito contro la cedolare secca.

Nel dettaglio il borsino vede ai primi posti città come Milano e Venezia che registrano un canone medio pari a 1.400 euro, frutto dei 1.800 euro pagati per un trilocale al centro e i 700 a Milano (800 a Venezia) per un monolocale in periferia. Da segnalare le altre grandi città come Roma dove l'affitto medio è di 1.300 euro, ma ne servono 1.600 per un trilocale in centro, o come Firenze dove il canone medio è lo stesso di Roma ma con un fitto per un trilocale in pieno centro che tocca i 1.800 euro. E' al Sud invece che si registrano i valori più bassi: a Bari e a Catania il canone medio del mercato privato si aggira intorno ai 650 euro, mentre a Palermo tocca i 700 euro e a Napoli i 950 euro. A Torino, infine, la media del canone mensile di affitto è di 750 euro e di 800 per un tre locali in centro.

Il sindacato quindi al tavolo di oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sulle politiche abitative - “che si trascina da mesi”, precisa Mariani - ribadirà quindi la richiesta “ormai indifferibile di una riforma delle locazioni private, che intervenga in un mercato oggi solo a favore della rendita”. Serve rilanciare nel Paese “una politica abitativa che non sia indirizzata esclusivamente alla proprietà, per troppi redditi diventata insostenibile, ma che aumenti in modo consistente e strutturale l’offerta, nel mercato dell’affitto, di alloggi a canoni sostenibili”, conclude Mariani.

Pubblichiamo la tabella del borsino degli affitti CGIL e SUNIA di settembre 2011
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Vecchio 23-10-11, 17:25   #2 (permalink)
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insisto... ma se è questo grande affare e i rendimenti sembrano schizzare verso l'alto, ci si dovrebbe attendere una corsa verso l'investimento in mattoni, no?
sarà meglio affrettarsi, prima che i prezzi diventino inavvicinabili
tugurio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-10-11, 17:35   #3 (permalink)
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Il sindacato quindi al tavolo di oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sulle politiche abitative - “che si trascina da mesi”, precisa Mariani - ribadirà quindi la richiesta “ormai indifferibile di una riforma delle locazioni private, che intervenga in un mercato oggi solo a favore della rendita”. Serve rilanciare nel Paese “una politica abitativa che non sia indirizzata esclusivamente alla proprietà, per troppi redditi diventata insostenibile, ma che aumenti in modo consistente e strutturale l’offerta, nel mercato dell’affitto, di alloggi a canoni sostenibili”, conclude Mariani.
Il famoso intervento di un soggetto che stenta ad arrivare...Iceace77 docet...
er patrizio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-10-11, 17:36   #4 (permalink)
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Casa: CGIL e SUNIA, cedolare secca flop, schizza caro affitti
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A sei mesi dall'entrata in vigore la cedolare secca si rileva un "flop" lasciando che, "senza freni, il caro affitti escluda dal mercato fasce sempre più ampie di popolazione", con un canone medio pari a 1.050 euro. E' quanto risulta da un'indagine del SUNIA e della CGIL che ha monitorato gli effetti della norma prevista dal decreto legislativo sul federalismo fiscale - che ha introdotto l'imposta sostitutiva sui redditi da locazione nota come cedolare secca - parallelamente ai canoni di mercato in undici aree metropolitane secondo le offerte proposte dai privati.

La cedolare secca, rilevano SUNIA e CGIL, ovvero il regime opzionale di tassazione del canone per le abitazioni, “dopo sei mesi non ha prodotto alcuna diminuzione dei canoni: né un effetto calmierante del mercato e né, tanto meno, un aumento della regolarità nel mercato”. A quanti sostenevano, infatti, che questo provvedimento avrebbe avuto effetti positivi sulla dinamica degli affitti, per effetto della minore tassazione pagata dai proprietari, si contrappone quanto invece già previsto e denunciato dalla CGIL e dal SUNIA: “un provvedimento con vantaggi solo per i proprietari, particolarmente per quelli con con redditi alti, senza nessuna contropartita in termini sociali”, sottolinea la responsabile delle politiche abitative per corso d'Italia, Laura Mariani.

Il minore introito nelle casse nazionali, che il sindacato ha denunciato essere “un vero e proprio regalo dello Stato ai proprietari”, non ha comportato un analogo “regalo dei proprietari agli inquilini”. Al contrario si prevede che la cedolare secca - “rendendo ai fini fiscali sostanzialmente indifferente per un proprietario stipulare un contratto a canone libero piuttosto che a canone concordato - produrrà col tempo “un aumento dei canoni in quanto i contratti, in fase di rinnovo, verranno presumibilmente modificati da concordati a liberi e si allineeranno sui valori di mercato”. Di fatto la cedolare secca potrebbe sancire “la fine del canale concordato previsto dalla legge 431 del 98”, che è stata ottenuta “con faticose lotte del sindacato contro chi riteneva che l’unica strada per regolare questo settore fosse la totale liberalizzazione”.

E la dimostrazione degli effetti 'distorsivi' della cedolare secca si ritrova nel borsino degli affitti stilato dalla CGIL e dal SUNIA, che fa il punto di questi ultimi sei mesi attraverso il monitoraggio in undici aree metropolitane per quanto riguarda i casi di rinnovi contrattuali e nelle stipule di nuovi contratti per le tipologie abitative maggiormente diffuse. Nel primo caso il canone medio si attesta su circa 750 euro mensili mentre nel secondo si viaggia sui 1.050 euro, sempre mensili. La tendenza che emerge dai dati, quindi, è “decisamente al rialzo”, sostengono i sindacati, puntando il dito contro la cedolare secca.

Nel dettaglio il borsino vede ai primi posti città come Milano e Venezia che registrano un canone medio pari a 1.400 euro, frutto dei 1.800 euro pagati per un trilocale al centro e i 700 a Milano (800 a Venezia) per un monolocale in periferia. Da segnalare le altre grandi città come Roma dove l'affitto medio è di 1.300 euro, ma ne servono 1.600 per un trilocale in centro, o come Firenze dove il canone medio è lo stesso di Roma ma con un fitto per un trilocale in pieno centro che tocca i 1.800 euro. E' al Sud invece che si registrano i valori più bassi: a Bari e a Catania il canone medio del mercato privato si aggira intorno ai 650 euro, mentre a Palermo tocca i 700 euro e a Napoli i 950 euro. A Torino, infine, la media del canone mensile di affitto è di 750 euro e di 800 per un tre locali in centro.

Il sindacato quindi al tavolo di oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sulle politiche abitative - “che si trascina da mesi”, precisa Mariani - ribadirà quindi la richiesta “ormai indifferibile di una riforma delle locazioni private, che intervenga in un mercato oggi solo a favore della rendita”. Serve rilanciare nel Paese “una politica abitativa che non sia indirizzata esclusivamente alla proprietà, per troppi redditi diventata insostenibile, ma che aumenti in modo consistente e strutturale l’offerta, nel mercato dell’affitto, di alloggi a canoni sostenibili”, conclude Mariani.

Pubblichiamo la tabella del borsino degli affitti CGIL e SUNIA di settembre 2011
secondo me tu hai parecchi cerini da sbolognare ed inizi a fartela sotto.... ecco perchè posti anche notizie che vengono dal "Corriere di Paperopoli"
tonyrux non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-10-11, 17:42   #5 (permalink)
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secondo me tu hai parecchi cerini da sbolognare ed inizi a fartela sotto.... ecco perchè posti anche notizie che vengono dal "Corriere di Paperopoli"
No a Gorgonzola il mercato immobiliare presenta molti punti in comune con quello di Montecarlo e Miami Beach...il lusso non soffre mai
er patrizio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-10-11, 17:53   #6 (permalink)
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mmm sono indeciso se con gli stessi soldi comprare una Penthouse a Miami Beach o un biloculo a Gorgonzola ...
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Vecchio 23-10-11, 17:54   #7 (permalink)
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No a Gorgonzola il mercato immobiliare presenta molti punti in comune con quello di Montecarlo e Miami Beach...il lusso non soffre mai
io sapevo che a gorgonzola i prezzi che "tengono" sono quelli del formaggio non quelli delle case
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Vecchio 23-10-11, 17:56   #8 (permalink)
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io sapevo che a gorgonzola i prezzi che "tengono" sono quelli del formaggio non quelli delle case
E non sei aggiornato..


MARTESANA – Una casa a Cernusco costa il doppio di Rodano: presentati i dati sull’andamento del mercato immobiliare di Milano e Provincia. Ecco i dati completi del costo del mattone nell’area Adda-Martesana
E’ Cernusco sul Naviglio il Comune dell’area Martesana/Adda dove le case costano di più, Rodano e Vaprio quelli in cui, invece, costano di meno. Sono stati presentati la scorsa settimana i dati sui prezzi degli immobili di Milano e Provincia, raccolti da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con FIMAA Milano.



I dati, monitorati Comune per Comune, confermano in linea di massima il pensiero comune, con qualche sorpresa. I prezzi più alti sono quelli di Cernusco sul Naviglio, dove il prezzo medio per comprare una casa in centro è pari a 3.250 euro al metro quadrato. La sorpresa, forse, è il secondo posto, occupato da Cassina de Pecchi, che batte Segrate, anche se di pochi euro: comprare casa, nel primo caso, costa mediamente 2750 euro al metro quadrato, nel secondo 2700.

E’ sempre Cassina e Cernusco ad avere il primato degli aumenti: il prezzo al metro quadrato nell’ultimo anno è salito del 4,8%, negli ultimi cinque di ben il 17%.
Anche Vignate e Melzo non sono da meno: nei due Comuni, i prezzi delle case sono saliti del 14,8 e del 12,8% negli ultimi cinque anni. Cernusco, invece, è in pole position negli aumenti dell’ultimo anno: le case sono salite del 3,8%.

Nella lista dei Comuni dove le abitazioni costano di più, Cernusco e Cassina sono seguiti a ruota Melzo (2650), Gorgonzola e Pioltello (2475). Passando poi a quelli dove costa meno comprare un immobile, al primo posto troviamo Rodano e Vaprio: una casa in centro costa mediamente 1725 euro al metro quadro (che è quasi la metà del prezzo medio che si trova a Cernusco). Seguono Trezzo, Pozzo e Trezzano Rosa.

Riportiamo di seguito alcune tabelle che riassumono i dati raccolti da Borsa Immobiliare, con particolare riferimento all’area di nostro interesse, Martesana/Adda.

PREZZO MEDIO AL METRO QUADRATO (IN CENTRO)

COMUNE PREZZO MEDIO (CENTRO)/mq
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 3.250,00 €
CASSINA DE PECCHI 2.750,00 €
SEGRATE 2.700,00 €
MELZO 2.650,00 €
GORGONZOLA 2.475,00 €
PIOLTELLO 2.475,00 €
VIMODRONE 2.400,00 €
VIGNATE 2.325,00 €
BUSSERO 2.250,00 €
GESSATE 2.225,00 €
CARUGATE 2.200,00 €
LISCATE 2.125,00 €
PESSANO CON BORNAGO 2.075,00 €
BELLINZAGO LOMBARDO 2.025,00 €
BASIANO 2.000,00 €
CASSANO D’ADDA 1.975,00 €
MASATE 1.950,00 €
POZZUOLO MARTESANA 1.950,00 €
INZAGO 1.925,00 €
TRUCCAZZANO 1.900,00 €
SETTALA 1.875,00 €
TREZZANO ROSA 1.875,00 €
POZZO D’ADDA 1.825,00 €
TREZZO D’ADDA 1.775,00 €
RODANO 1.725,00 €
VAPRIO D’ADDA 1.725,00 €


PREZZO MEDIO AL METRO QUADRATO (in PERIFERIA)

COMUNE PREZZO MEDIO (PERIFERIA)/mq
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 2.700,00 €
SEGRATE 2.575,00 €
CASSINA DE PECCHI 2.425,00 €
MELZO 2.400,00 €
GORGONZOLA 2.300,00 €
VIMODRONE 2.225,00 €
BUSSERO 2.200,00 €
VIGNATE 2.150,00 €
PIOLTELLO 2.125,00 €
CARUGATE 2.075,00 €
GESSATE 2.075,00 €
LISCATE 2.050,00 €
BELLINZAGO LOMBARDO 1.975,00 €
PESSANO CON BORNAGO 1.925,00 €
BASIANO 1.875,00 €
POZZUOLO MARTESANA 1.850,00 €
CASSANO D’ADDA 1.825,00 €
MASATE 1.800,00 €
INZAGO 1.775,00 €
POZZO D’ADDA 1.775,00 €
TREZZANO ROSA 1.750,00 €
SETTALA 1.725,00 €
TRUCCAZZANO 1.725,00 €
TREZZO D’ADDA 1.650,00 €
VAPRIO D’ADDA 1.550,00 €
RODANO 1.450,00 €


AUMENTO PERCENTUALE NELL’ULTIMO ANNO (2010)

COMUNE VAR % 1 ANNO
CASSINA DE PECCHI 4,8%
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 3,2%
TREZZANO ROSA 2,7%
MELZO 1,9%
VAPRIO D’ADDA 1,5%
POZZO D’ADDA 1,4%
BELLINZAGO LOMBARDO 1,3%
MASATE 1,3%
LISCATE 1,2%
VIGNATE 1,1%
VIMODRONE 1,1%
GORGONZOLA 1,0%
SEGRATE 0,9%
BASIANO 0,0%
BUSSERO 0,0%
CARUGATE 0,0%
GESSATE 0,0%
INZAGO 0,0%
PESSANO CON BORNAGO 0,0%
POZZUOLO MARTESANA 0,0%
SETTALA 0,0%
TREZZO D’ADDA 0,0%
TRUCCAZZANO 0,0%
PIOLTELLO -1,0%
CASSANO D’ADDA -1,3%
RODANO -1,4%


AUMENTO PERCENTUALE NEGLI ULTIMI 5 ANNI

COMUNE VAR % 5 ANNI
CASSINA DE PECCHI 17,0%
VIGNATE 14,8%
MELZO 12,8%
TRUCCAZZANO 11,8%
GESSATE 11,3%
SEGRATE 11,3%
BASIANO 11,1%
LISCATE 10,4%
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 8,3%
CARUGATE 7,3%
PIOLTELLO 6,5%
PESSANO CON BORNAGO 6,4%
RODANO 6,2%
VAPRIO D’ADDA 6,2%
MASATE 5,4%
GORGONZOLA 5,3%
VIMODRONE 4,3%
SETTALA 4,2%
TREZZANO ROSA 4,2%
INZAGO 4,1%
POZZUOLO MARTESANA 4,0%
CASSANO D’ADDA 3,9%
BUSSERO 1,1%
TREZZO D’ADDA -1,4%

URL breve: MARTESANA – Una casa a Cernusco costa il doppio di Rodano: presentati i dati sull’andamento del mercato immobiliare di Milano e Provincia. Ecco i dati completi del costo del mattone nell’area Adda-Martesana | Fuori dal Comune

PS
A Cassina è dove devo vendere.
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Vecchio 23-10-11, 18:00   #9 (permalink)
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MARTESANA – Una casa a Cernusco costa il doppio di Rodano: presentati i dati sull’andamento del mercato immobiliare di Milano e Provincia. Ecco i dati completi del costo del mattone nell’area Adda-Martesana
E’ Cernusco sul Naviglio il Comune dell’area Martesana/Adda dove le case costano di più, Rodano e Vaprio quelli in cui, invece, costano di meno. Sono stati presentati la scorsa settimana i dati sui prezzi degli immobili di Milano e Provincia, raccolti da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con FIMAA Milano.



I dati, monitorati Comune per Comune, confermano in linea di massima il pensiero comune, con qualche sorpresa. I prezzi più alti sono quelli di Cernusco sul Naviglio, dove il prezzo medio per comprare una casa in centro è pari a 3.250 euro al metro quadrato. La sorpresa, forse, è il secondo posto, occupato da Cassina de Pecchi, che batte Segrate, anche se di pochi euro: comprare casa, nel primo caso, costa mediamente 2750 euro al metro quadrato, nel secondo 2700.

E’ sempre Cassina e Cernusco ad avere il primato degli aumenti: il prezzo al metro quadrato nell’ultimo anno è salito del 4,8%, negli ultimi cinque di ben il 17%.
Anche Vignate e Melzo non sono da meno: nei due Comuni, i prezzi delle case sono saliti del 14,8 e del 12,8% negli ultimi cinque anni. Cernusco, invece, è in pole position negli aumenti dell’ultimo anno: le case sono salite del 3,8%.

Nella lista dei Comuni dove le abitazioni costano di più, Cernusco e Cassina sono seguiti a ruota Melzo (2650), Gorgonzola e Pioltello (2475). Passando poi a quelli dove costa meno comprare un immobile, al primo posto troviamo Rodano e Vaprio: una casa in centro costa mediamente 1725 euro al metro quadro (che è quasi la metà del prezzo medio che si trova a Cernusco). Seguono Trezzo, Pozzo e Trezzano Rosa.

Riportiamo di seguito alcune tabelle che riassumono i dati raccolti da Borsa Immobiliare, con particolare riferimento all’area di nostro interesse, Martesana/Adda.

PREZZO MEDIO AL METRO QUADRATO (IN CENTRO)

COMUNE PREZZO MEDIO (CENTRO)/mq
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 3.250,00 €
CASSINA DE PECCHI 2.750,00 €
SEGRATE 2.700,00 €
MELZO 2.650,00 €
GORGONZOLA 2.475,00 €
PIOLTELLO 2.475,00 €
VIMODRONE 2.400,00 €
VIGNATE 2.325,00 €
BUSSERO 2.250,00 €
GESSATE 2.225,00 €
CARUGATE 2.200,00 €
LISCATE 2.125,00 €
PESSANO CON BORNAGO 2.075,00 €
BELLINZAGO LOMBARDO 2.025,00 €
BASIANO 2.000,00 €
CASSANO D’ADDA 1.975,00 €
MASATE 1.950,00 €
POZZUOLO MARTESANA 1.950,00 €
INZAGO 1.925,00 €
TRUCCAZZANO 1.900,00 €
SETTALA 1.875,00 €
TREZZANO ROSA 1.875,00 €
POZZO D’ADDA 1.825,00 €
TREZZO D’ADDA 1.775,00 €
RODANO 1.725,00 €
VAPRIO D’ADDA 1.725,00 €


PREZZO MEDIO AL METRO QUADRATO (in PERIFERIA)

COMUNE PREZZO MEDIO (PERIFERIA)/mq
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 2.700,00 €
SEGRATE 2.575,00 €
CASSINA DE PECCHI 2.425,00 €
MELZO 2.400,00 €
GORGONZOLA 2.300,00 €
VIMODRONE 2.225,00 €
BUSSERO 2.200,00 €
VIGNATE 2.150,00 €
PIOLTELLO 2.125,00 €
CARUGATE 2.075,00 €
GESSATE 2.075,00 €
LISCATE 2.050,00 €
BELLINZAGO LOMBARDO 1.975,00 €
PESSANO CON BORNAGO 1.925,00 €
BASIANO 1.875,00 €
POZZUOLO MARTESANA 1.850,00 €
CASSANO D’ADDA 1.825,00 €
MASATE 1.800,00 €
INZAGO 1.775,00 €
POZZO D’ADDA 1.775,00 €
TREZZANO ROSA 1.750,00 €
SETTALA 1.725,00 €
TRUCCAZZANO 1.725,00 €
TREZZO D’ADDA 1.650,00 €
VAPRIO D’ADDA 1.550,00 €
RODANO 1.450,00 €


AUMENTO PERCENTUALE NELL’ULTIMO ANNO (2010)

COMUNE VAR % 1 ANNO
CASSINA DE PECCHI 4,8%
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 3,2%
TREZZANO ROSA 2,7%
MELZO 1,9%
VAPRIO D’ADDA 1,5%
POZZO D’ADDA 1,4%
BELLINZAGO LOMBARDO 1,3%
MASATE 1,3%
LISCATE 1,2%
VIGNATE 1,1%
VIMODRONE 1,1%
GORGONZOLA 1,0%
SEGRATE 0,9%
BASIANO 0,0%
BUSSERO 0,0%
CARUGATE 0,0%
GESSATE 0,0%
INZAGO 0,0%
PESSANO CON BORNAGO 0,0%
POZZUOLO MARTESANA 0,0%
SETTALA 0,0%
TREZZO D’ADDA 0,0%
TRUCCAZZANO 0,0%
PIOLTELLO -1,0%
CASSANO D’ADDA -1,3%
RODANO -1,4%


AUMENTO PERCENTUALE NEGLI ULTIMI 5 ANNI

COMUNE VAR % 5 ANNI
CASSINA DE PECCHI 17,0%
VIGNATE 14,8%
MELZO 12,8%
TRUCCAZZANO 11,8%
GESSATE 11,3%
SEGRATE 11,3%
BASIANO 11,1%
LISCATE 10,4%
CERNUSCO SUL NAVIGLIO 8,3%
CARUGATE 7,3%
PIOLTELLO 6,5%
PESSANO CON BORNAGO 6,4%
RODANO 6,2%
VAPRIO D’ADDA 6,2%
MASATE 5,4%
GORGONZOLA 5,3%
VIMODRONE 4,3%
SETTALA 4,2%
TREZZANO ROSA 4,2%
INZAGO 4,1%
POZZUOLO MARTESANA 4,0%
CASSANO D’ADDA 3,9%
BUSSERO 1,1%
TREZZO D’ADDA -1,4%

URL breve: MARTESANA – Una casa a Cernusco costa il doppio di Rodano: presentati i dati sull’andamento del mercato immobiliare di Milano e Provincia. Ecco i dati completi del costo del mattone nell’area Adda-Martesana | Fuori dal Comune
certo che le tue fonti sono davvero "fuori dal comune"

PS invece di perdere il tempo qui a postare gli articoletti del corriere di Paperopoli e gli inserti di Topolinia news esci e vai a fare "affari" immobiliari
compre investi affitta e rivendi al doppio quando ci sei riuscito sarò il primo a prostarmi e ad ammettere che avevi ragione e che io sono un p.irla

PS ma p.irla sul FOL è considerata una parolaccia perchè me l'hanno censurata ?
tonyrux non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-10-11, 18:09   #10 (permalink)
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Originalmente inviato da tonyrux Visualizza messaggio
certo che le tue fonti sono davvero "fuori dal comune"

PS invece di perdere il tempo qui a postare gli articoletti del corriere di Paperopoli e gli inserti di Topolinia news esci e vai a fare "affari" immobiliari
compre investi affitta e rivendi al doppio quando ci sei riuscito sarò il primo a prostarmi e ad ammettere che avevi ragione e che io sono un p.irla

PS ma p.irla sul FOL è considerata una parolaccia perchè me l'hanno censurata ?
Fare affari non è come comprare il pane, ci vuole un pò più tempo.
Ma visto che nel frattempo il prezzo lievita va bene cosi.

AUMENTO PERCENTUALE NEGLI ULTIMI 5 ANNI

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CASSINA DE PECCHI 17,0%
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