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Dowshifting
Data registrazione: Apr 2009
Messaggi: 3,409
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Mercato immobiliare in tenuta nonostante la crisi. Alemanno (Agenzia del territorio):
Mercato immobiliare in tenuta nonostante la crisi. Alemanno (Agenzia del territorio): «Prezzi stabili»
Se i prezzi restano stabili nonostante la crisi vuol dire che almeno i proprietari non si sentono l'acqua alla gola. Questa, in sintesi, l'osservazione non banale che Gabriella Alemanno, direttore dell'agenzia, del territorio, ha fatto oggi presentando a Roma il report dell'Osservatorio immobiliare sul primo trimestre 2011. E in effetti, ancora una volta, i prezzi tengono: come si legge nel report, in linea con il lieve aumento registrato nello scorso semestre, il valore medio nazionale delle unità immobiliari residenziali, per unità di superficie commerciale, nel I semestre 2011 segna un + 0,5 per cento, e la quotazione media risulta pari a 1.588 €/metro quadrato. La quotazione media delle abitazioni nel I semestre 2011 è in aumento sia nei capoluoghi italiani, pari 2.299 €/mq (+0,5% rispetto al II semestre 2010), sia nei comuni non capoluogo, per i quali la quotazione media nazionale è pari a 1.322 €/mq (+0,4% rispetto al II semestre 2010). Il numero di compravendite, invece, segna ancora una volta il segno meno: Il tasso tendenziale annuo del volume di compravendite nel secondo trimestre del 2011 (variazione percentuale del II trimestre 2011 rispetto il II trimestre 2010) per l'intero settore immobiliare risulta, infatti, pari al -5,6%, peggiorando il dato tendenziale del primo trimestre (-3,6%). Anche in termini assoluti, la comparazione tra i diversi secondi trimestri di ciascun anno mostra il numero minimo di transazioni registrate dal 2004. Rispetto all'omologo trimestre del 2006, anno nel quale si registrò il picco massimo delle compravendite, i volumi di scambio nel trimestre in esame risultano in perdita di circa il 30% (-29,7%). Il mercato, quindi, è ingessatissimo anche se i prezzi tengono. L'assunto del direttore del Territorio, quindi, è sintetico ma fondato. Le cause sono, anch'esse, leggibili: la grande frammentazione del mercato, in mano alla piccola proprietà e non ai grandi gruppi, se di regola rappresenta un ostacolo al dinamismo necessario alle situazioni di normale sviluppo, questa volta è un freno potente al crollo. La psicologia del venditore non può infatti, nel caso Italia, essere letta nell'ottica imprenditoriale: chi vende non fa impresa ma al massimo realizza un risparmio sotto forma di mattone, soprattutto adesso. Ed ecco che il piccolo investitore rivela un atteggiamento assai più sano di chi ha puntato sui titoli: nonostante l'annuncio dello scoppio delle bolle, nonostante la necessità di realizzare liquidità per tamponare gli insuccessi finanziari o affrontare le normali spese familiari, chi vuol vendere tiene duro e chi vuol comprare altrettanto. I due dati, calo delle compravendite e tenute dei prezzi, sono quindi leggibilissimi se confrontati. Ma questa ostinazione, che può sconfinare nella stagnazione, ha un grosso vantaggio per chi crede che il periodo nero dell'economia non possa durare all'infinito: uscirne con prezzi di tenuta vuol dire aver evitato di bruciare centinaia di miliardi in un settore in cui tante famiglie hanno creduto e credono tuttora. |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 335
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Certo teniamo duro ,dopo magari anche un bel periodo di inflazione a 2 cifre, tra 15 anni sarai felice di aver venduto al prezzo che volevi....e magari ti sentirai soddisfatto e penserai , visto che avevo ragione??? non c'è che dire una raffinata economista inserita un una economia dinamica.....anche se le compravendite si azzerano e l'indotto(pari ad un 30% del pil fallisce trascinando nel default tutto quanto il paese chi se ne frega(si omette di dire che le poche compravendite scontano un 30 dai prezzi indicati)....poveri noi...
QUOTE=Laerzio;30548679]Mercato immobiliare in tenuta nonostante la crisi. Alemanno (Agenzia del territorio): «Prezzi stabili» Se i prezzi restano stabili nonostante la crisi vuol dire che almeno i proprietari non si sentono l'acqua alla gola. Questa, in sintesi, l'osservazione non banale che Gabriella Alemanno, direttore dell'agenzia, del territorio, ha fatto oggi presentando a Roma il report dell'Osservatorio immobiliare sul primo trimestre 2011. E in effetti, ancora una volta, i prezzi tengono: come si legge nel report, in linea con il lieve aumento registrato nello scorso semestre, il valore medio nazionale delle unità immobiliari residenziali, per unità di superficie commerciale, nel I semestre 2011 segna un + 0,5 per cento, e la quotazione media risulta pari a 1.588 €/metro quadrato. La quotazione media delle abitazioni nel I semestre 2011 è in aumento sia nei capoluoghi italiani, pari 2.299 €/mq (+0,5% rispetto al II semestre 2010), sia nei comuni non capoluogo, per i quali la quotazione media nazionale è pari a 1.322 €/mq (+0,4% rispetto al II semestre 2010). Il numero di compravendite, invece, segna ancora una volta il segno meno: Il tasso tendenziale annuo del volume di compravendite nel secondo trimestre del 2011 (variazione percentuale del II trimestre 2011 rispetto il II trimestre 2010) per l'intero settore immobiliare risulta, infatti, pari al -5,6%, peggiorando il dato tendenziale del primo trimestre (-3,6%). Anche in termini assoluti, la comparazione tra i diversi secondi trimestri di ciascun anno mostra il numero minimo di transazioni registrate dal 2004. Rispetto all'omologo trimestre del 2006, anno nel quale si registrò il picco massimo delle compravendite, i volumi di scambio nel trimestre in esame risultano in perdita di circa il 30% (-29,7%). Il mercato, quindi, è ingessatissimo anche se i prezzi tengono. L'assunto del direttore del Territorio, quindi, è sintetico ma fondato. Le cause sono, anch'esse, leggibili: la grande frammentazione del mercato, in mano alla piccola proprietà e non ai grandi gruppi, se di regola rappresenta un ostacolo al dinamismo necessario alle situazioni di normale sviluppo, questa volta è un freno potente al crollo. La psicologia del venditore non può infatti, nel caso Italia, essere letta nell'ottica imprenditoriale: chi vende non fa impresa ma al massimo realizza un risparmio sotto forma di mattone, soprattutto adesso. Ed ecco che il piccolo investitore rivela un atteggiamento assai più sano di chi ha puntato sui titoli: nonostante l'annuncio dello scoppio delle bolle, nonostante la necessità di realizzare liquidità per tamponare gli insuccessi finanziari o affrontare le normali spese familiari, chi vuol vendere tiene duro e chi vuol comprare altrettanto. I due dati, calo delle compravendite e tenute dei prezzi, sono quindi leggibilissimi se confrontati. Ma questa ostinazione, che può sconfinare nella stagnazione, ha un grosso vantaggio per chi crede che il periodo nero dell'economia non possa durare all'infinito: uscirne con prezzi di tenuta vuol dire aver evitato di bruciare centinaia di miliardi in un settore in cui tante famiglie hanno creduto e credono tuttora.[/QUOTE] |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 335
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15 anni sono ottimista...all'arrivo della patrimoniale manca pochissimo....le nuove generazioni figlie dell'immobile non cala mai che si troveranno in successione talvolta tonnellate di mattoni costosi nel loro stesso stoccaggio se ne sbarazzeranno non appena ne verranno in possesso...e con la normativa italiana sugli affitti parlare di rendite sicure è assolutamente comico
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jan 2010
Messaggi: 6,869
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certo è un grande risultato, quello di congelare migliaia di miliardi nell'immobiliare, alla fine in attività sostanzialmente improduttive.
questo si chiama tenere duro... come le banche giapponesi praticamente fallite per aver tenuto vent'anni in bilancio immobili ai prezzi storici.
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#8 (permalink) | |
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ScusaMaVadoDiFretta
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 20,436
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Citazione:
e che succede il giorno che perdono la fiducia nell'imminente ripresa? Naturalmente tutto ciò - visti i tempi di Agenzia Territorio - è stato elaborato prima dell'estate............
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#9 (permalink) | |
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nnpuòpioverexsempre©
Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 1,239
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Citazione:
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() eeeh si il popolo ci crede ancora ![]() ![]() e' da tempo che dico che se i prezzi nn sono scesi fino ad ora è improbabile che scenderanno, ovviamente se la crisi durera in eterno allora forse prima o poi scenderanno...ma come dicevo in un vecchio thread NN PUO' PIOVERE PER SEMPRE. ![]() ![]() ![]() adesso lo metto pure in firma chissà che nn porti bene, ovviamente nn parlo di risalita dei prezzi ma solo di ripresa dell'economia e dell'occupazione ne abbiamo tutti (penso) piene le OO di sta situazione
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