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Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,250
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Cala la fiducia ma non l’intenzione di comprare casa. Gli italiani investono...
Cala la fiducia ma non l’intenzione di comprare casa
Gli italiani investono nel mattone. Articolo su Cala la fiducia ma non l’intenzione di comprare casa - Borsa Italiana La fiducia degli italiani nei confronti della situazione del Paese diminuisce ma aumenta l’intenzione di acquistare abitazioni. E’ quanto ha registrato l’Osservatorio di Findomestic che ha messo in luce una mancanza generale di prospettive future per gli italiani accanto ad una percepita difficoltà a mettere da parte qualche soldo. I dati messi a disposizione dall’Osservatorio Findomestic si riferiscono al mese di agosto. La casa resiste nonostante la crisi Se la fiducia degli Italiani è diminuita a causa delle speculazioni finanziarie e da una manovra che promette solo sacrifici rispetto ad un panorama economico sempre più incerto, il settore casa, invece, registra, da ormai due mesi, un risultato positivo: in crescita coloro che dichiarano di volere acquistare un’abitazione, così come aumentano i consumatori disposti ad investire in mobili. Aumenta infatti, per il secondo mese consecutivo, il numero di persone intenzionate a comprare un’abitazione, passando dal 2,3% di giugno al 3,8% di luglio: valori che non si registravano dal dicembre 2009. Per quanto concerne il prezzo delle case, secondo dati recenti, i costi per l’acquisto di un appartamento tipo di 90 mq in una zona semicentrale richiede 18 anni di stipendi contro i 15 del 2001. In calo invece le intenzioni di ristrutturare casa. E gli altri settori? Gli italiani considerano dunque la casa come una priorità, ma come sono messi gli altri beni di consumo? Per quanto riguarda gli elettrodomestici le previsioni di spesa nei prossimi tre mesi sono positive specie per gli elettrodomestici tv, video, pc e hi-fi, mentre la telefonia è in calo. Per rinnovare l’arredamento della propria casa, gli italiani sono disposti a spendere fino ad un massimo di 6.303 euro, ben 2 mila euro più del mese scorso: una somma che è possibile ottenere attraverso un prestito finalizzato. Bene anche il settore auto e moto anche se sono ancora in flessione le nuove. Occorre sottolineare come le previsioni d’acquisto di auto nuove siano molto inferiori rispetto a quelle di marzo 2010 (ultimo mese in cui il mercato ha goduto degli effetti degli incentivi auto) e soprattutto del 2009. Calano invece, a periodo feriale ormai inoltrato, le intenzioni d’acquisto di viaggi e vacanze. L’Italia a zone La fiducia cresce soltanto tra i residenti nel Nord-Est e tra coloro che hanno un grado di istruzione universitario. Se il Nord-Ovest rimane stabile, il Centro e Sud si confermano le zone meno positive d’Italia. Parlando di prospettive future gli italiani non vedono grandi miglioramenti da qui ai prossimi 12 mesi. Sono pochi, inoltre, i consumatori che ritengono di riuscire a mettere da parte qualche soldo nel corso del prossimo anno: quasi uno su dieci. Un dato in lieve crescita rispetto al mese scorso, ma in deciso calo se confrontato con il 2010. |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2010
Messaggi: 44
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Traduzione dell'articolo: "noi di Findomestic non facciamo prestiti sulla telefonia ne' sui viaggi ne' sulle ristrutturazioni (per ovvi motivi, visto che li' non c'e' un bene materiale su cui possiamo rivalerci), mentre vi finanziamo allegramente per case, auto, elettrodomostici...." :-/
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#7 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Apr 2010
Messaggi: 159
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Poi, le uniche persone di cui ho notizia diretta, che hanno effettivamente messo in pratica l'intenzione di comprare, lo hanno fatto ad Istambul ed in Svizzera. Il campione è meno che modesto, però facciamolo diventare più significativo: chi conosce direttamente persone che stanno acquistando oggi? quindi, quanti sono realmente quelli che, per paura, stanno investendo nel mattone? ovviamente escludiamo chi come me ha venduto e deve ricomprare la prima casa. |
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Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 1,050
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Citazione:
Immobiliare Italia, crisi sempre più acuta Il mercato immobiliare italiano continua a trovarsi in evidente difficoltà. La crisi del 2008, contrariamente ad altri settori, non è stata mai lasciata alle spalle e negli ultimi mesi si è addirittura acuita sulla scia del pessimismo generale che serpeggia tra gli investitori. Dallo stesso parere il presidente di Assoedilizia e Federlombardia Edilizia Achille Colombo, il quale intervenendo nell’ambito dei tre giorni di studio Ambrosetti sull’economia ha dichiarato che probabilmente neppure il 2012 potrebbe essere l’anno giusto per il settore: “la crisi della Borsa e di tutti i titoli mobiliari, intervenuta questa estate, con la conseguente enorme perdita di ricchezza finanziaria, l’ipotesi della patrimoniale, e le fantasiose proposte di tassazione avanzate da tutte le parti politiche, ivi comprese quelle di area governativa, temiamo possano pesantemente condizionare la possibilità di ripresa del mercato immobiliare che, attesa per il 2012, potrebbe slittare di 12-18 mesi”. Colombo analizza a fondo le cause che hanno determinato il rallentamento per il settore, e l’elemento psicologico, che rappresenta sempre più un punto chiave nelle dinamiche del settore: “ci troviamo di fronte a due elementi nuovi, il primo oggettivo, il secondo psicologico. L’elemento oggettivo è la perdita di ricchezza finanziaria subita dai risparmiatori con la crisi della Borsa e dei mercati finanziari in generale; crisi che ha sottratto risorse economiche per altri tipi di investimento, in primis quello immobiliare. L’elemento psicologico è costituito dal martellamento, per oltre un mese, di una ridda di notizie su possibili tassazioni dei redditi e dei patrimoni dei risparmiatori, nonché di una possibile imposta patrimoniale che, seppure oggetto di smentite, sembra comunque incombere: chi ha liquidità cerca di mantenerla e di salvarla ed è certamente dissuaso dall'investirla nel campo immobiliare che appare essere quello maggiormente nel mirino delle nuove tasse”. Eppure dai minimi del 2008 una ripresa, seppur lieve, c’era anche stata. Nel 2009 le compravendite si erano attestate a 614 unità, poi cresciute a 617 mila l’anno successivo. Quest’anno le 600 mila sono un miraggio a meno di una clamorosa ripresa negli ultimi mesi. Per il centro studi di Assoedilizia le transazioni saranno tra le 575 e le 590 mila. |
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