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#1 (permalink) |
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juvenes dum sumus
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"Consistenze mutui"
Non so dove postarlo quindi lo metto qui.
Ho trovato questo link per House a proposito delle consistenze dei mutui. Non l'ho letto perchè non me ne impippa un fico secco, però se a House serve sono ben contento di segnalarlo: http://www.ancecremona.it/doc/IL%20C...N%20ITALIA.pdf Poi c'è anche questo: http://www.genworth.it/content/etc/m...n%20Q42005.pdf Poi sul sito della Banca d'Italia ci sarebbe da sbizzarrirsi, http://www.bancaditalia.it/pubblicaz..._59/QEF_59.pdf ma in particolare, con rifermiento alla discussione su indebitamento per immobili e consumi, ho trovato questo: L'IMPATTO DELLA RICCHEZZA SUI CONSUMI DELLE FAMIGLIE Negli ultimi dieci anni l’incidenza degli immobili sul complesso della ricchezza delle famiglie italiane è significativamente cresciuta, passando dal 50 per cento del 1998 a circa il 60 per cento della fine dello scorso anno. Nello stesso periodo il valore delle attività immobiliari delle famiglie è cresciuto da 3,1 a 4,5 volte il reddito disponibile, segnando un incremento più sostenuto di quello registrato negli altri principali paesi dell’area dell’euro. L’espansione della quota degli immobili in rapporto alla ricchezza totale riflette in primo luogo la lunga fase di crescita dei prezzi delle case avviatasi alla fine del 1999. Vi ha contribuito il ridimensionamento dei corsi azionari determinato dallo scoppio della bolla tecnologica nel 2001 e dalla crisi finanziaria in atto; alla fine dello scorso anno, la componente azionaria in rapporto alla ricchezza complessiva è discesa sui livelli registrati nel primo trimestre del 1998. Questi andamenti hanno significativamente accresciuto la rilevanza della proprietà immobiliare nella determinazione dei piani di consumo delle famiglie. Secondo stime basate sulla relazione di lungo periodo tra ricchezza e consumi, tra il 2001 e il 2006 la rivalutazione della proprietà immobiliare avrebbe sostenuto la spesa delle famiglie per circa mezzo punto percentuale all’anno, compensando il minor contributo derivante dalla ricchezza finanziaria, in un contesto di debolezza del reddito disponibile (tav. A).1 Per il biennio 2007-08, nell’ipotesi che le variazioni registrate dai prezzi delle attività mobiliari e immobiliari siano state percepite come permanenti, è possibile stimare che gli immobili abbiano continuato a fornire un importante apporto ai consumi delle famiglie, compensando il contributo negativo indotto dalla perdita di valore della ricchezza finanziaria. ______________________________ (1) Bassanetti A. e F. Zollino (2008), The effects of housing and financial wealth on personal consumption: aggregate evidence for Italian households, in Banca d’Italia, Household wealth in Italy. Figura 7 Ricchezza finanziaria, immobiliare e reddito disponibile delle famiglie consumatrici '95 '96 '97 '98 '99 '00 '01 '02 '03 '04 '05 '06 '07 '08 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 -3,0 -2,0 -1,0 0 1,0 2,0 3,0 4,0 5,0 Ricchezza finanziaria (1) Ricchezza immobiliare (1) Reddito delle famiglie (2) Fonte: Banca d’Italia. (1) In rapporto al reddito disponibile delle famiglie consumatrici; scala di sinistra. – (2) Variazioni percentuali sull’anno precedente; scala di destra. Tavola A Ricchezza delle famiglie e spesa per consumi (valori percentuali, a eccezione delle elasticità) Elasticità dei consumi (1) Ricchezza immobiliare 2001-06 2007-08 Variazione media Impatto sui consumi (2) Variazione media Impatto sui consumi (2) 0,074 8,61 0,64 5,71 0,42 Elasticità dei consumi (1) Ricchezza finanziaria 2001-06 2007-08 Variazione media Impatto sui consumi (2) Variazione media Impatto sui consumi (2) 0,118 3,56 0,42 -3,69 -0,43 Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia e Istat. (1) Stime di lungo periodo. – (2) Prodotto tra la variazione della forma di ricchezza indicata e la rispettiva elasticità di lungo periodo rispetto ai consumi. 16 |
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Io vi IMUnizzerò
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Citazione:
Diciamo che si poteva fare di meglio, ma già va meglio: dei documenti linkati ritengo valido solo quello Bankitalia perchè più recente e parla di consistenze anzichè di trend delle erogazioni. In particolare ritengo interessante pagina 23 da cui riporto Citazione:
Capito adesso perchè l'aumento delle quotazioni ha prodotto la contrazione dei consumi e quindi la crisi? Vogliamo continuare a farci del maleeeeeee?
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#3 (permalink) |
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juvenes dum sumus
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Scusa, ma dal grafico che riporti risulta che l'Italia è la meno indebitata di tutti i paesi a confronto, sia come valore assoluto sia come indebitamento attraverso mutui. Questo significa che possiamo permetterci di consumare di più degli altri?
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#4 (permalink) | |
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Io vi IMUnizzerò
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#5 (permalink) | |
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juvenes dum sumus
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Io vedo che noi siamo il paese meno indebitato. Questo non vuol dire che abbiamo più soldi "liberi" da spendere? Mo' se tu mi dici che il nostro 60% "libero" corrisponde a 1200 euro al mese mentre il 10% libero dei tedeschi corrisponde a 4000 euro al mese e che per giunta i costi delle merci in Germania sono 10 volte più bassi che in Italia, io mi faccio 4 risate...
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Io vi IMUnizzerò
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#7 (permalink) | |
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Io vi IMUnizzerò
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Citazione:
- Dublino 96,3 - New York 90,5 - Berlino 80,9 - Francoforte 76,5 - Monaco 75,9 - Londra 78,5 - Madrid 70,3 - Milano 69,7 - Atene 57,3 - Roma 50,2 Ora, se tu hai già metà reddito a disposizione per i consumi rispetto agli altri paesi, mi dici cosa succede se il 40% lo usi per il mutuo? Forse forse smetti di consumare?
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#8 (permalink) |
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juvenes dum sumus
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Guarda che ti avevo dispensato!
![]() Comunque quello che mi "stupefigge" è la differenza di quasi 20 punti tra Milano e Roma, che non sono in due paesi diversi ma nella stessa nazione. Come dire che lo stesso reddito a Milano vale quasi una volta e mezzo che a Roma. Il chè non mi torna, almeno se ripenso a certi discorsi leghisti che volevano salari differenziati sul paese, perchè a detta loro vivere al nord era molto più costoso. Interessante poi notare che con tutto il potere d'acquisto che hanno in Irlanda, gli irlandesi sono messi sotto un treno, economicamente parlando. In ogni caso, se riguardi meglio il grafico sull'indebitamento, scoprirai che tra mutuo e debiti finanziari, gli italiani sono indebitati per il 40% del loro stipendio, mentre i tedeschi per il 90%, quindi ai romani resta il 60% del loro 50% di potere di acquisto mentre ai berlinesi l'80,9 del loro 10%. Cioè la disponibilità per i consumi dei romani è ancora il 30%(il 50% del 60%), mentre i berlinesi hanno solo l'8,1% (l'81% del 10%). Mi sbaglio?
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Io vi IMUnizzerò
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#10 (permalink) |
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juvenes dum sumus
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Hai ragione, leggevo male la colonnina dell'Italia. Comunque:
dal tuo grafico si evince che, i berlinesi hanno un potere d'acquisto che è circa l'81% di quello dei zurighesi, mentre i romani ce l'hanno al 50%, il chè significa che il reddito del berlinese ha un potere di acquisto pari a 81/50= il 62% più alto del romano. Tuttavia al romano, pagati i debiti, gli resta il 40% dello stipendio, mentre al berlinese solo il 10%. Dunque, se tutti e tre fossero in Svizzera, è come se lo zurighese guadagnasse 1000 euro, il berlinese 810 euro e il romano 500 euro... ma al berlinese rimane il 10% di 810 euro, cioè 81 euro, mentre al romano il 40% di 500, cioè 200 euro. Ne deriverebbe che il romano ha una capacità di consumo addirittura più alta del berlinese. E non parliamo del milanese che sta messo pure meglio. E non mettiamoci tutto il sommerso che dalle statistiche non viene fuori... Mi sbaglio? |
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