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Vecchio 24-04-11, 20:38   #1 (permalink)
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"Consistenze mutui"

Non so dove postarlo quindi lo metto qui.
Ho trovato questo link per House a proposito delle consistenze dei mutui. Non l'ho letto perchè non me ne impippa un fico secco, però se a House serve sono ben contento di segnalarlo:
http://www.ancecremona.it/doc/IL%20C...N%20ITALIA.pdf

Poi c'è anche questo:
http://www.genworth.it/content/etc/m...n%20Q42005.pdf


Poi sul sito della Banca d'Italia ci sarebbe da sbizzarrirsi,

http://www.bancaditalia.it/pubblicaz..._59/QEF_59.pdf

ma in particolare, con rifermiento alla discussione su indebitamento per immobili e consumi, ho trovato questo:

L'IMPATTO DELLA RICCHEZZA SUI CONSUMI DELLE FAMIGLIE
Negli ultimi dieci anni l’incidenza degli immobili sul
complesso della ricchezza delle famiglie italiane è
significativamente cresciuta, passando dal 50 per
cento del 1998 a circa il 60 per cento della fine dello
scorso anno. Nello stesso periodo il valore delle
attività immobiliari delle famiglie è cresciuto da 3,1 a
4,5 volte il reddito disponibile, segnando un
incremento più sostenuto di quello registrato negli
altri principali paesi dell’area dell’euro.
L’espansione della quota degli immobili in rapporto
alla ricchezza totale riflette in primo luogo la lunga
fase di crescita dei prezzi delle case avviatasi alla fine
del 1999. Vi ha contribuito il ridimensionamento dei
corsi azionari determinato dallo scoppio della bolla
tecnologica nel 2001 e dalla crisi finanziaria in atto;
alla fine dello scorso anno, la componente azionaria
in rapporto alla ricchezza complessiva è discesa sui
livelli registrati nel primo trimestre del 1998.
Questi andamenti hanno significativamente
accresciuto la rilevanza della proprietà immobiliare
nella determinazione dei piani di consumo delle famiglie. Secondo stime basate sulla relazione di lungo periodo
tra ricchezza e consumi, tra il 2001 e il 2006 la rivalutazione della proprietà immobiliare avrebbe sostenuto la
spesa delle famiglie per circa mezzo punto percentuale all’anno, compensando il minor contributo derivante dalla
ricchezza finanziaria, in un contesto di debolezza del reddito disponibile (tav. A).1 Per il biennio 2007-08,
nell’ipotesi che le variazioni registrate dai prezzi delle attività mobiliari e immobiliari siano state percepite come
permanenti, è possibile stimare che gli immobili abbiano continuato a fornire un importante apporto ai consumi
delle famiglie, compensando il contributo negativo indotto dalla perdita di valore della ricchezza finanziaria.
______________________________
(1) Bassanetti A. e F. Zollino (2008), The effects of housing and financial wealth on personal consumption: aggregate evidence for Italian households, in
Banca d’Italia, Household wealth in Italy.
Figura 7
Ricchezza finanziaria, immobiliare e reddito
disponibile delle famiglie consumatrici
'95 '96 '97 '98 '99 '00 '01 '02 '03 '04 '05 '06 '07 '08
1,0
1,5
2,0
2,5
3,0
3,5
4,0
4,5
5,0
-3,0
-2,0
-1,0
0
1,0
2,0
3,0
4,0
5,0
Ricchezza finanziaria (1) Ricchezza immobiliare (1) Reddito delle famiglie (2)
Fonte: Banca d’Italia.
(1) In rapporto al reddito disponibile delle famiglie consumatrici;
scala di sinistra. – (2) Variazioni percentuali sull’anno precedente;
scala di destra.
Tavola A
Ricchezza delle famiglie e spesa per consumi
(valori percentuali, a eccezione delle elasticità)
Elasticità dei
consumi
(1)
Ricchezza immobiliare
2001-06 2007-08
Variazione
media
Impatto sui
consumi (2)
Variazione
media
Impatto sui
consumi (2)
0,074 8,61 0,64 5,71 0,42
Elasticità dei
consumi
(1)
Ricchezza finanziaria
2001-06 2007-08
Variazione
media
Impatto sui
consumi (2)
Variazione
media
Impatto sui
consumi (2)
0,118 3,56 0,42 -3,69 -0,43
Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia e Istat.
(1) Stime di lungo periodo. – (2) Prodotto tra la variazione della
forma di ricchezza indicata e la rispettiva elasticità di lungo
periodo rispetto ai consumi.
16
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Vecchio 24-04-11, 22:18   #2 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da sylvestro Visualizza messaggio
mmhmmm, stai diventando un provetto news hunter ed un bravo data miner

Voglio proprio vedere cosa avra' da ridire house questa volta.
E che devo dire una volta che fa uno sforzo e cerca qualche informazione che sia lontana dalle sue "fantasie" se non "complimenti"?

Diciamo che si poteva fare di meglio, ma già va meglio: dei documenti linkati ritengo valido solo quello Bankitalia perchè più recente e parla di consistenze anzichè di trend delle erogazioni.

In particolare ritengo interessante pagina 23 da cui riporto

Citazione:
I finanziamenti al settore immobiliare rappresentano una quota significativa del credito bancario complessivo; essi includono sia i mutui alle famiglie consumatrici (compresi i prestiti ceduti), sia gli impieghi alle imprese di costruzioni e dei servizi con le attività immobiliari (questi ultimi sulla base di dati stimati). Nello scorso ottobre la loro consistenza era prossima a 550 miliardi, circa un terzo dei prestiti totali delle banche italiane (contro poco più del 20 per cento all’inizio del 2000). I mutui alle famiglie consumatrici costituivano la componente di maggior rilievo (il 59 per cento), mentre i finanziamenti alle imprese di costruzioni e a quelle dei servizi erano, rispettivamente, il 23 e il 18 per cento del totale.
La crescita registrata dalla metà degli anni novanta riflette in larga misura l’espansione dei prestiti per l’acquisto di abitazioni. Vi hanno contribuito: il calo dei tassi di interesse nominali e reali, che ha facilitato l’accesso al credito da parte delle famiglie; le agevolazioni fiscali concesse per l’acquisto della prima casa e, a più riprese, per le ristrutturazioni edilizie; la despecializzazione temporale e operativa delle banche italiane, che ha accresciuto il numero degli intermediari operanti nel mercato dei mutui, stimolando la concorrenza e l’offerta di prodotti maggiormente in linea con le esigenze delle famiglie.
Come riflesso di questi andamenti, nell’ultimo decennio anche l’indebitamento delle famiglie è fortemente aumentato. Dalla metà degli anni novanta i debiti finanziari (nei confronti sia di banche sia di altre società finanziarie) sono più che raddoppiati in rapporto al reddito disponibile (fig. 12), fino a sfiorare il 60 per cento alla fine del 2008.
In allegato la figura 12.

Capito adesso perchè l'aumento delle quotazioni ha prodotto la contrazione dei consumi e quindi la crisi? Vogliamo continuare a farci del maleeeeeee?
Immagini allegate
 
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Vecchio 24-04-11, 22:31   #3 (permalink)
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Scusa, ma dal grafico che riporti risulta che l'Italia è la meno indebitata di tutti i paesi a confronto, sia come valore assoluto sia come indebitamento attraverso mutui. Questo significa che possiamo permetterci di consumare di più degli altri?
bigmad non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-04-11, 22:52   #4 (permalink)
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Scusa, ma dal grafico che riporti risulta che l'Italia è la meno indebitata di tutti i paesi a confronto, sia come valore assoluto sia come indebitamento attraverso mutui. Questo significa che possiamo permetterci di consumare di più degli altri?
Ma non ti viene il dubbio che quella che scrivi è una grossa sciocchezza visto che uno dei paesi più indebitati di noi è proprio la Germania?
housecrash non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-04-11, 23:00   #5 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da housecrash Visualizza messaggio
Ma non ti viene il dubbio che quella che scrivi è una grossa sciocchezza visto che uno dei paesi più indebitati di noi è proprio la Germania?
Scusa me lo spieghi come a un bambino di 10 anni?
Io vedo che noi siamo il paese meno indebitato. Questo non vuol dire che abbiamo più soldi "liberi" da spendere?
Mo' se tu mi dici che il nostro 60% "libero" corrisponde a 1200 euro al mese mentre il 10% libero dei tedeschi corrisponde a 4000 euro al mese e che per giunta i costi delle merci in Germania sono 10 volte più bassi che in Italia, io mi faccio 4 risate...
bigmad non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-04-11, 23:10   #6 (permalink)
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Scusa me lo spieghi come a un bambino di 10 anni?
Io vedo che noi siamo il paese meno indebitato. Questo non vuol dire che abbiamo più soldi "liberi" da spendere?
Mo' se tu mi dici che il nostro 60% "libero" corrisponde a 1200 euro al mese mentre il 10% libero dei tedeschi corrisponde a 4000 euro al mese e che per giunta i costi delle merci in Germania sono 10 volte più bassi che in Italia, io mi faccio 4 risate...
No, ma magari il nostro 40% libero (ci sono anche i debiti finanzziari) è 600 EUR ed il 15% libero dei tedeschi è sempre 600 EUR, con la differenza che lì non ti devi pagare tutti i servizi ed hai una nazione efficiente, mentre qui dopo che hai finito di pagare il mutuo ti arriva la rata dell'asilo che è una mazzata, sei costretto ad avere 2 macchine perchè non ci sono servizi di trasporto efficiente, molti generi di largo consumo costano la metà (hai presente la storia dei pannolini e degli alimenti per infanti che venivano fatti arrivare dalla germania per risparmiare?). Si potrebbe anche continuare indagando e farti vedere che gli importi crescenti dei mutui sono andati ad assommarsi ad una situazione già penosa e struturale, ecco perchè li ritengo la causa del declino degli ultimi 10 anni. Fatti 4 risate adesso
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Vecchio 24-04-11, 23:29   #7 (permalink)
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E chi ti sfida... ho solo fatto l'obiezione che fai regolarmente tu!
Solo che io mi fido delle tue storielle e ti dispenso, anche perchè in fondo... macchemmenefrega???
Quello che allego è uno snapshot di uno studio che UBS fa regolarmente (ogni 2 anni se non sbaglio) e questo è del 2009. La tabella indica il potere di acquisto interno al netto dell'affitto (costo abitativo) fatto 100 il reddito del benchmark: il BigMac è stato utilizzato per uniformare il metodo di rilevazione per le varie nazioni, ma in realtà il riferimento in ogni nazione è il paniere locale. Faccio notare le differenze coi paesi più indebitati di noi:
- Dublino 96,3
- New York 90,5
- Berlino 80,9
- Francoforte 76,5
- Monaco 75,9
- Londra 78,5
- Madrid 70,3
- Milano 69,7
- Atene 57,3
- Roma 50,2

Ora, se tu hai già metà reddito a disposizione per i consumi rispetto agli altri paesi, mi dici cosa succede se il 40% lo usi per il mutuo? Forse forse smetti di consumare?
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Vecchio 25-04-11, 10:33   #8 (permalink)
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Guarda che ti avevo dispensato!
Comunque quello che mi "stupefigge" è la differenza di quasi 20 punti tra Milano e Roma, che non sono in due paesi diversi ma nella stessa nazione. Come dire che lo stesso reddito a Milano vale quasi una volta e mezzo che a Roma. Il chè non mi torna, almeno se ripenso a certi discorsi leghisti che volevano salari differenziati sul paese, perchè a detta loro vivere al nord era molto più costoso.
Interessante poi notare che con tutto il potere d'acquisto che hanno in Irlanda, gli irlandesi sono messi sotto un treno, economicamente parlando.
In ogni caso, se riguardi meglio il grafico sull'indebitamento, scoprirai che tra mutuo e debiti finanziari, gli italiani sono indebitati per il 40% del loro stipendio, mentre i tedeschi per il 90%, quindi ai romani resta il 60% del loro 50% di potere di acquisto mentre ai berlinesi l'80,9 del loro 10%. Cioè la disponibilità per i consumi dei romani è ancora il 30%(il 50% del 60%), mentre i berlinesi hanno solo l'8,1% (l'81% del 10%).
Mi sbaglio?
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Vecchio 25-04-11, 17:29   #9 (permalink)
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Guarda che ti avevo dispensato!
Comunque quello che mi "stupefigge" è la differenza di quasi 20 punti tra Milano e Roma, che non sono in due paesi diversi ma nella stessa nazione. Come dire che lo stesso reddito a Milano vale quasi una volta e mezzo che a Roma. Il chè non mi torna, almeno se ripenso a certi discorsi leghisti che volevano salari differenziati sul paese, perchè a detta loro vivere al nord era molto più costoso.
Interessante poi notare che con tutto il potere d'acquisto che hanno in Irlanda, gli irlandesi sono messi sotto un treno, economicamente parlando.
In ogni caso, se riguardi meglio il grafico sull'indebitamento, scoprirai che tra mutuo e debiti finanziari, gli italiani sono indebitati per il 40% del loro stipendio, mentre i tedeschi per il 90%, quindi ai romani resta il 60% del loro 50% di potere di acquisto mentre ai berlinesi l'80,9 del loro 10%. Cioè la disponibilità per i consumi dei romani è ancora il 30%(il 50% del 60%), mentre i berlinesi hanno solo l'8,1% (l'81% del 10%).
Mi sbaglio?
Ma che ridi? Leggi bene i dati prima: nel 2008 il 40% sono solo i mutui ed i finanziamenti sono il 60% in totale. Ma ripeto: se uno ha il 50% di potere di acquisto in meno col suo stipendio, se poi ci aggiungi un mutuo che pesa il 40% sul tuo netto, come campi? O smetti di pagare il mutuo o smetti di consumare, c'è poco da zazzà
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Vecchio 25-04-11, 21:00   #10 (permalink)
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Hai ragione, leggevo male la colonnina dell'Italia. Comunque:
dal tuo grafico si evince che, i berlinesi hanno un potere d'acquisto che è circa l'81% di quello dei zurighesi, mentre i romani ce l'hanno al 50%, il chè significa che il reddito del berlinese ha un potere di acquisto pari a 81/50= il 62% più alto del romano.
Tuttavia al romano, pagati i debiti, gli resta il 40% dello stipendio, mentre al berlinese solo il 10%.
Dunque, se tutti e tre fossero in Svizzera, è come se lo zurighese guadagnasse 1000 euro, il berlinese 810 euro e il romano 500 euro... ma al berlinese rimane il 10% di 810 euro, cioè 81 euro, mentre al romano il 40% di 500, cioè 200 euro. Ne deriverebbe che il romano ha una capacità di consumo addirittura più alta del berlinese. E non parliamo del milanese che sta messo pure meglio. E non mettiamoci tutto il sommerso che dalle statistiche non viene fuori...
Mi sbaglio?
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