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Vecchio 21-03-11, 22:26   #1 (permalink)
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Tristi presagi

Al di là delle sue tragiche conseguenze umane (1), il terribile disastro che ha appena colpito il Giappone indebolisce ancor di più il traballante mercato dei T-bonds statunitensi.

Nel GEAB N. 52, il nostro team aveva già spiegato come la sequenza delle rivoluzioni arabe, questa caduta del muro dei "petroldollari" (2), si sarebbe tradotta, nel corso del 2011, nella cessazione dei massicci acquisti di T-bonds Usa da parte degli Stati del Golfo.

In questo numero, possiamo anticipare che lo shock improvviso attraversato dall'economia giapponese, porterà non solo al fermo degli acquisti dei T-Bonds USA da parte del Giappone, ma costringerà le autorità di Tokyo ad ingenti vendite di una parte significativa delle loro riserve, per finanziare l’enorme costo di stabilizzazione, ricostruzione e rilancio dell'economia giapponese (3).

Il Giappone e gli Stati del Golfo contabilizzano da soli il 25% del totale dei 4.400 miliardi di Dollari del debito federale degli Stati Uniti (Dicembre 2010), LEAP/E2020 ritiene che questa nuova situazione che si sta affermando nel corso del primo trimestre del 2011, nel contesto della crescente riluttanza della Cina (che detiene il 20% dei T-bonds americani) a continuare ad investire nel debito pubblico degli Stati Uniti (4), porta con sé i semi del crollo del mercato statunitense dei T-bonds per la seconda metà del 2011, un mercato che ora ha un solo acquirente: la Federal Reserve Usa (5).

E' certo che il contesto della crisi dei valori mobiliari locali degli Stati Uniti (Munis), e del debito pubblico Europeo (l’intera periferia della UE, tra cui il Regno Unito), che il nostro team aveva previsto per questo periodo (vedi il GEAB N. 50), costituiranno solo un’esacerbazione dell'evento. Inoltre, è molto significativo che il più grande gestore mondiale di fondi obbligazionari, PIMCO, ha deciso, alla fine di Febbraio 2011, di liquidare i T-bonds statunitensi che detiene. E questo prima del disastro del Giappone (6)!





Maggiori detentori del Debito Federale USA (10/2010) - Fonti: Tesoro Usa/Dave Manuel



Ma al di là della crisi Giapponese ed Araba (vedi GEAB N. 52), il processo d’implosione del mercato del debito federale degli Stati Uniti, nella seconda metà del 2011, è in accelerazione sotto l'effetto di altri quattro eventi:

. l'introduzione di un bilancio d’austerità negli Stati Uniti (come anticipato nel GEAB N. 47), che condanna le autorità locali degli Stati Uniti ad una grave crisi di mercato dei loro debiti (Munis);

. l’impossibilità per la Fed d’introdurre un QE3 (Quantitative Easing n. 3, ndt);

. l’inevitabile aumento dei tassi d’interesse, in un contesto d’inflazione globale;

. la fine dello status di rifugio-sicuro per la valuta statunitense.

Naturalmente questi eventi sono correlati e, caratteristica d’una crisi maggiore, stiamo entrando in un periodo che vedrà il reciproco rafforzamento dei loro effetti, portando a quest’improvvisa scossa nel secondo trimestre del 2011.

Per inciso, si potrebbe aggiungere un quinto evento: la completa paralisi decisionale dei poteri degli Stati Uniti. Il confronto quotidiano, praticamente su tutti gli argomenti, tra i Repubblicani (induriti dai "Tea Party") ed i Democratici (demoralizzati da un’amministrazione Obama che ha tradito la sostanza delle sue promesse elettorali) (7), tende a dimostrare, ogni giorno di più, che Washington è diventata una sorta di "Nave dei Folli", sballottata dagli eventi, senza alcuna strategia, senza forza di volontà, incapace di agire (8); secondo LEAP/E2020, in altre parole, quando inizierà il crollo dei T-bonds degli Stati Uniti, non ci si potrà aspettare nulla di diverso da Washington che un colossale rauco grido, che non farà altro che peggiorare la crisi.

Nelle dichiarazioni pubbliche di questo numero, abbiamo scelto di presentare la nostra anticipazione dello shock giapponese su scala globale, in particolare in termini d’inflazione e geopolitici. Altri eventi, che porteranno al crollo del mercato statunitense dei T-bonds nella seconda metà del 2011, verranno analizzati in questo numero, nel quale abbiamo inserito anche le nostre raccomandazioni per affrontare il netto peggioramento del processo di dissezione geopolitico mondiale.

Il triplo disastro che ha appena colpito il Giappone (terremoto, tsunami ed incidente nucleare) è un evento cruciale che accelererà ed intensificherà la crisi sistemica globale, ed in particolare il processo di dissezione geopolitica mondiale.

Il grado di distruzione, l'impatto diretto sulle infrastrutture energetiche della terza (o quarta) economia del mondo (9), la gravità degli incidenti presso le centrali nucleari (10), ….. è uno dei più importanti colpi cui l'attuale sistema internazionale non è più in grado di opporsi, come abbiamo anticipato nel GEAB N. 51 ("2011: l’Anno Spietato").

Il Giappone, già gravemente indebolito da una cronica crisi economica che dura da 20 anni, ed il cui debito governativo è uno dei più grandi del mondo, si trova ora di fronte alla necessità di finanziare sia una ricostruzione su vasta scala, sia d’assicurare un grande cambiamento, per un tempo indeterminato, caratterizzato da una limitazione dell’energia disponibile e dall'interruzione delle catene d’approvvigionamento commerciali ed industriali.

Il Giappone è, inoltre, una parte fondamentale del sistema di governance globale degli ultimi decenni. Tokyo è uno dei maggiori centri finanziari del mondo, uno dei tre hubs per la gestione del mercato dei cambi (insieme a Londra e New York), ed inoltre l’economia giapponese è fornitrice di una gran quantità di componenti elettronici vitali per l'economia globale. Infine, secondo quanto abbiamo analizzato nei numeri precedenti, esso è, con il Regno Unito, uno dei due "galleggianti" (11) che ha permesso agli USA la gestione globale, per oltre cinquant’anni, degli affari economici, monetari e finanziari.

Da diversi anni questo "galleggiante" è sempre più attratto dalla sfera d’influenza cinese, tenendosi al passo della crescente forza della Cina e dell'indebolimento degli Stati Uniti.

La crisi provocata dal terremoto, secondo LEAP/E2020, accelererà notevolmente questa tendenza soprattutto perché, oggi, solo la Cina ha la capacità di fornire un massiccio aiuto finanziario al Giappone (12), aiutando direttamente la sua economia con un’apertura ancora maggiore del grande mercato cinese al business con il Giappone (13).





La caduta della quota del Dollaro USA
nelle transazioni valutarie mondiali (prima sezione)
e nelle riserve valutarie mondiali (seconda sezione)
Fonti: BRI/FMI/Wall Street Journal, 03/2011


Per quanto riguarda l'inflazione mondiale, possiamo già identificare cinque canali attraverso i quali la crisi giapponese rafforzerà le attuali pressioni inflazionistiche:


• la brusca fine della politica d’espansione del nucleare civile in tutto il mondo (14), farà rapidamente aumentare la pressione sul prezzo del petrolio (15), del gas e del carbone;

• la scarsità di molte parti elettroniche vitali provocherà un aumento dei prezzi delle apparecchiature elettroniche (dai computers ai televisori a schermo piatto) (16), a causa dei black-outs che colpiranno gli impianti e che interromperanno i trasporti (17);

• l’aumento della pressione sui prezzi mondiali dei generi alimentari e dell'energia (18), a causa del significativo aumento giapponese delle importazioni di cibo (soprattutto il riso), in quanto l'area interessata è una delle principali regioni agricole del paese (vedi la mappa qui sotto);

• l’ulteriore declino dell'economia mondiale, a seguito delle conseguenze globali della quasi ferma economia giapponese, campione delle esportazioni e della consegna "just-in-time" (19), che limiterà così tanto l'effetto "deflazione" del commercio globalizzato (20);

• infine il doppio fenomeno di caduta dello yen, a causa delle massicce iniezioni di liquidità da parte della Banca del Giappone, e dell’aumento immediato in tutto il mondo del "costo" del denaro (tassi di interesse più elevati), a causa dell’enorme bisogno del Giappone di realizzare la sua ricostruzione .







Utilizzazione del territorio giapponese
rosso: doppio raccolto, principalmente riso, grano e orzo
rosa: singolo raccolto: principalmente riso
marrone: singolo raccolto, principalmente grano, orzo e avena
verde: principalmente foresta con alcuni pascoli e terreno incolto
Fonte: Columbia Università, 2009


Queste anticipazioni, ovviamente, non comprendono lo scenario dell’ultimo disastro, che vedrebbe la regione di Tokyo fortemente contaminata dalla radioattività, a seguito delle esplosioni e del fallout radioattivo degli impianti di Fukushima (21).

Una tale situazione porterebbe, proprio come Chernobyl, alla creazione d’una zona d’esclusione che interessa questa regione di più di trenta milioni di abitanti, e che è al centro del flusso globale di beni di prima necessità, e porterebbe ad un disastro umanitario senza precedenti nella storia, e ad un immediato smembramento dei mercati globali economici, finanziari e monetari.

Molto semplicemente, non esiste alcun "piano B" per ovviare alla "sospensione improvvisa" dell’incrocio globale costituito da Tokyo e dalla regione circostante.

Mentre speriamo che questa situazione estrema non si materializzi, il nostro team ritiene che lo shock che comunque ha avuto luogo, determini un improvviso peggioramento della crisi sistemica globale, e che il mercato dei T-bonds degli Stati Uniti sarà la prima importante vittima collaterale a partire dalla seconda metà del 2011, come abbiamo dettagliatamente analizzato in questo numero.

Fortunatamente, la situazione peggiore potrebbe non accadere ma, d'altra parte, non c'è dubbio che quella presente sia molto grave.

A breve la seconda e la terza parte.

Saluti felici

Scopri il resto qui: Informazione Scorretta: GEAB 53 - crollo del mercato statunitense dei Treasury Bonds - prima parte
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